Questo è un libro impossibile da scrivere e secondo me è nato da una scommessa. Un giorno qualcuno lo ha provocato: “Stefanuzzo bello, tu che sei tanto bravo a scrivere libri di successo, scommettiamo che non riesci a scrivere un libro con un protagonista solo?”
“Tipo Robinson Crusoe?”
“Tipo, però rendiamo le cose ancora più difficili sennò non c'è gusto. Questa persona è una donna sola che non si può nemmeno muovere. E’ bloccata."
"Legata nuda al letto con le manette in un cottage sperduto?"
"Eeeesatto. Non sarai capace, al massimo tirerai fuori un raccontino.”
E così Stephen King si è messo di buzzo buono. Ha immaginato un gioco erotico finito male tra marito e moglie nella loro isolata villetta di campagna. Il marito Gerald lega con le manette la moglie nuda al letto ma poi ha un infarto e muore sul colpo. La moglie nuda e bloccata chiama aiutooo ma nessuno risponde.
Siamo a pagina 13 e il romanzo ha più di 400 pagine. Ricordo che a questo punto leggendolo mi dissi “Chissà adesso che personaggi farà intervenire e come li farà entrare nella storia”.
La risposta mi stupì molto: NESSUNO. A parte le ultime concitate pagine per 350 pagine c’è stato un solo attore, anzi attrice, sulla scena: Jessie, la moglie di Gerald.
E non solo: il romanzo è scritto benissimo, l’ho divorato in un weekend. Stephen King è un maestro della SUSPANCE (termine che non riesco a tradurre in italiano), quella diabolica abilità di farti girare pagina e continuare a leggere senza fermarti finché non hai finito il libro, tipica dei grandi scrittori.
Ma qui, con una protagonista sola per tutto il libro, Stephen King ha superato se stesso. Come ci è riuscito? Ancora me lo chiedo. Ma una emozione forte alla fine mi è rimasta dentro. Questo romanzo mette davvero paura.
(oggi 16.5.26 al pranzo quorano si parlava del Gioco di Gerald, ero troppo lontano per intervanire, ma volevo dire la mia, ecco!)

Nessun commento:
Posta un commento