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domenica 31 maggio 2026

UNA CONOSCENZA INUTILE

E' una calda e pigra domenica di maggio, il vostro affezionatissimo ha deciso di tralasciare gli argomenti frivoli e di dedicarsi ai massimi sistemi.

Ecco che allora è venuto il tempo di rispondere al fondamentale interrogativo: CHI FU IL PRIMO EUROPEO A MANGIARE UNA BANANA? Dalla risposta al quesito, posto dal MIT di Boston, sembra dipendano i destini dell'Universo, anzi di questa domenica. Di sicuro il prossimo Nobel è suo.

Io pensavo fosse stato Cristoforo Colombo, o uno dei suoi marinai, quando sbarcò nelle Americhe nel 1492. Invece no, la risposta è molto più antica. Sembra infatti che il primo europeo ad assaggiare una banana sia stato il grande conquistatore dell'antichità ALESSANDRO MAGNO, che nell'espandere il suo impero arrivò sino alla moderna India

(particolare del mosaico della battaglia di Isso del 333 a.C. ora conservato nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli, in cui Alessandro è raffigurato come un giovane deciso e aitante, del resto all'epoca di anni ne aveva 29. Chissà se invece di morire presto a soli 33 anni fosse vissuto di più, cosa sarebbe stato del mondo)

Proprio nella campagna in India nel 327 a.C., più esattamente nel Punjab, Alessandro vide dei "frutti strani". Non c'era ancora la parola banana, lui e i suoi soldati la chiamavano "Musa": erano frutti dolci, senza nocciolo, "lunghi come un palmo" e profumavano di rosa. Alessandro ne rimase così colpito che riportò qualche esemplare indietro e, secondo Aristotele, contribuì a diffonderla nella nostra parte di mondo.

Ma com'era fatta questa "Musa"? Di sicuro ncn era come quelle che vediamo oggi al supermercato, era più piccolina, forse dal colore diverso e piena di semini

(forse così?)

Le banane gialle di oggi sono del genere Cavendish, il risultato di un lungo processo di selezione operato dai contadini, che hanno a poco a poco elinato tutti i semini, così che rimanesse solo la polpa.

Purtroppo è sparito il profumo di rosa ma a qualcosa bisogna rinunciare. Del resto la Natura sapeva quel che faceva: gli alberi non si possono muovere, allora che fanno? Ricoprono i loro semi con qualcosa di dolce, così li animali (tra cui noi) li trovano, pappano contenti la polpa e lasciano i semini in giro. Qualcuno attecchisce e cresce rigoglioso, missione compiuta. Per questo la frutta è così buona, ci guadagnamo entrambi.

Però, dato che noi umani pensiamo di esser più furbi manipoliamo e cambiamo tutto, Via i semini che disturbano! Va bene va bene, però a me piacerebbe per una volta assaggiarla una di queste Muse. Per un attimo mi sentirei come Alessandro Magno, alla conquista delle meraviglie del mondo.

sabato 30 maggio 2026

CHI TACE ACCONSENTE

I latini lo dicevano in maniera leggermente differente "Qui tacet consentire videtur" (chi tace sembra acconsentire) ma è un dettaglio che a ben vedere è un enorme abisso.

Infatti tra Chi tace acconsente e invece Chi tace SEMBRA acconsentire c'è una bella differenza. Diverso è il significato che si dà al silenzio dell'interlocutore. Nel primo caso (la semplicistica versione italiota) il silenzio è un informale consenso, nel secondo si aprono un ventaglio di ipotesi.

"Veramente non ho detto niente... sì, però… me pareva 'na strunzata…. parlerò al momento adatto… io non replico alle provocazioni…. bella idea, ci devo pensare… per rispetto non ho detto nulla… fai paura quando parli così… mica ho capito…. ah dovevo dire qualcosa?…"

Esempio pratico uno: in ambito aziendale - contrattuale - affaristico il "chi tace acconsente" è pericolosissimo. Molte strette di mano e firme sulla fiducia nascondono un silenzio-consenso, clausole scritte minuscole in cirillico che a meno non siano contestate diventano esecutive e fatali. tanto è vero che spesso è più valido il silenzio-rifiuto. Parlare sempre.

Esempio pratico due: il valore del silenzio in ambito psicoterapeutico (in teoria il mio campo) è molto ampio. Tutto il repertorio: dall'incoraggiamento a proseguire alla incomprensione all'approvazione. Ricordo che il mio psicoterapeuta (sant'uomo) ogni volta che dicevo una stupidata stava zitto. Eeeeh quanti ricordi

Esempio pratico tre: in campo sentimentale il silenzio pare avere il significato opposto del proverbio! Dire "ti amo" e udire il silenzio cosmico dopo, fa sorgere cattivi pensieri. E ditele due parole!

Esempio pratico quattro: in ambito politico "chi tace acconsente" favorisce sempre l'opppressore e mai l'oppresso, TACERE IN AMBITO POLITICO NON E' NEUTRALITA', è approvazione o paura. Abbiamo il diritto anzi il dovere in quei casi di dire no. Le giustificate reazioni dal basso hanno fatto cambiare parere a più di un governante.

Raccomandazione finale: non accontentatevi, quando fate o dite qualcosa, del silenzio altrui. Soprattutto non pensate che l'interlocutore sia AUTOMATICAMENTE d'accordo con voi. Abbiate il coraggio di chiedere "come la pensi tu?", ascoltate cosa ha da dire. Ricordatevi dei latini, potreste scoprire punti di vista che vi sorprenderanno. Non sopravvalutate il silenzio, a volte va bene, ma a volte no. Ci vuole solo un poco di coraggio nel porre la domanda.

venerdì 29 maggio 2026

IL CATTIVO O LA CATTIVA

Ricorda scrittore: la tua storia funzionerà bene solo quando un vero “cattivo” impedirà al nostro eroe/eroina di realizzare il suo sogno, si può dire ogni fiaba - romanzo - film non regge veramente senza il cattivo.

Attenzione, non è così facile creare un vilain. Le variabili possono essere tantissime ma in ogni caso deve essere credibile, e lì casca l'asino. Altrimenti la storia non funziona e si rischia di cadere nel ridicolo. Pur di creare un antagonista difatti si dà vita a personaggi scemi che fanno ridere e che nella vita reale si meriterebbero al massimo un calcio nel k

Gli scrittori e sceneggiatori lo sanno benissimo: ideare un cattivo credibile è tra i compiti più difficili in chi architetta una storia. Il rischio di "stupidità" è sempre dietro l'angolo. Eppure ogni tanto il miracolo riesce e ci sono "cattivi" così incisivi e ben congegnati che rubano la scena agli scialbi personaggi positivi della storia.

Come per esempio il malefico e cannibale Hannibal Lecter, quando c'è lui gli altri spariscono

O l'intelligentissimo e poliglotta nazista Landa in Bastardi Senza Gloria

E come dimenticare la severissima Miranda nel Diavolo Veste Prada? Con una alzata di ciglio ti metteva al tuo posto

Qui vinco facile: il Sgt Hartmann è talmente riuscito che ha avuto uno stuolo di imitatori, ma nessuno ha raggiunto il suo livello

A mio parere però la Disney è stata maestra nel creare “cattivi” veramente riusciti, che in qualche caso hanno addirittura rubato la scena ai buoni (Capitan Uncino, Crudelia Demon). Perché i cattivi spesso hanno uno spessore psicologico, un realismo, una vitalità che li rende assai più credibili degli insipidi buoni. State attenti quando nel racconto compare il cattivo, da lì spesso si capisce se sarà una buona storia o una grande storia.

La malefica Crimilde, la regina cattiva di Biancaneve. Mi appariva negli incubi

Nel Libro della Giungla c'è il cattivo vero (la tigre Shere Kahn) e il cattivo stupidotto (il serpente Kaa)

Un esempio di cattivo veramente riuscito a mio parere è Ursula, nel cartone animato della Sirenetta. Astuta manipolatrice, abilissima donna d’affari, intelligente e spietata. Uh, quante Ursule che ho incontrato in vita mia!


giovedì 28 maggio 2026

COME AMPLIARE LA CONOSCENZA DELL'UNIVERSO

Annuntio vobis gaudium magnum. Una conoscenza che espanderà la vostra visione dell'Universo nelle picciole cose!

Finalmente infatti, dopo visite dall'oculista, dall'ortottico, dall'ottico, da padrepiosapessecosa, tutte per definire la mia grave miopia (8.5) complicata da diplopia (uno dei regali della mia malattia, che come sapete mi rallenta ma non mi ferma)… finalmente oggi mi sono arrivati gli occhiali nuovi!! E' stato un tormento ma ce l'ho fatta.

La notizia, che domani verrà pubblicata sul Corriere della Sera, la dò a voi in anteprima! Espandere la conoscenza non solo dei massimi sistemi ma anche nelle piccole cose è importante.

Adesso vedo bello, chiaro e nitido tutti i post, anche quelli più balenghi. Non scapperà più nessuno. Con questi occhiali nuovi mi sento un figo. Ora cucco! 😎

mercoledì 27 maggio 2026

COME GIUSTIFICA LA MORALITA' UN ATEO

Hai bisogno che te lo dica un Dio per sapere che uccidere è sbagliato? Che se si ruba, si dicono bugie, si manca di rispetto, si fa del male agli altri poi la società si disgrega e si vive male? Non ci arrivi da solo? Pensaci un momento.

Per essere brave persone non è necessario credere in una trascendenza che, imponendo comandamenti, pretende un dato comportamento sennò brucerai per sempre, basta vivere insieme con gli altri. La religione non è indispensabile. Se non sei convinto guardati intorno, dimmi se nella tua esperienza un credente si comporta sempre meglio di un ateo/agnostico

Naturalmente questo non impedisce di far parte di una società religiosa (la parola stessa religione deriva appunto da "re-ligo", norme di comportamento che uniscono una società) ma attenzione: si è visto in passato e purtroppo anche nel presente che spesso la religione viene usata per giustificare cattivi comportamenti. Uccidere bambini, spargere sangue, infliggere dolore.

No, a questo uso della religione io dico NO. Se "credere" vuol dire accettare queste cose io non ci sto. Neanche se me lo dice la Bibbia e il Corano. Sono un essere umano. No.

E forse anche un bambino lo capisce. O forse no. Guardate questo famoso esperimento in cui si ordina "dalle uno schiaffo". Secondo voi un bambino (non un soldato, non un adulto, non un religioso solo un bambino) come si comporterà?

https://www.youtube.com/watch?v=4MN-rxTONfQ

lunedì 25 maggio 2026

OBBEDISCO

Messaggio a tutti gli uomini: è lunedì mattina, si riparte. Non è un male ripassare rapidamente i fondamentali. Sei pieno di energia e puoi anche essere il Garibaldi vincente della situazione,

sei il gallo del pollaio, il super eroe invincibile, il maschio alpha del gruppo, il trombatore folle, il "chad" come si dice adesso, tutto quello che vuoi… Ma se qualcuno molto superiore a te da un ordine ti fermi, dici "obbedisco" ed esegui.

Chi è molto superiore a me in questo momento?

domenica 24 maggio 2026

GELOSIA 

Io non ci credevo, la consideravo la solita leggenda metropolitana sulla GELOSIA: "quando un partner è molto geloso vuol dire che nasconde lui stesso qualcosa di sconveniente".

Figurati, mi dicevo, "la gelosia è un segno d'amore, vuol dire che la persona sta solo difendendo il suo affetto". Poi mi è capitato nella vita di instaurare relazioni con donne molto gelose, oltre il normale. Irrompevano con urla, piatti in terra, unghie e tutto il repertorio per un nonnulla, una gentilezza formale, una parola di troppo.

Partivano scenate pazzesche e musi lunghi con ritorsioni che duravano giorni, settimane, a volte mesi! Le piramidi rovesciate, come le chiamavo io. Purtroppo a me piacciono un po' pazze…

Con pazienza e tolleranza (ero innamorato) ogni volta recuperavo e consideravo la loro gelosia solo un lato del carattere. Senonché…

Ricordo due ragazze nel mio passato che si comportavano così e, indovina un po', per ENTRAMBE poi si è scoperto che avevano i loro scheletri nell'armadio durante la relazione. Che coglione. Ma come, proprio tu così gelosa inviavi sms agli ex che se li spedivo io mi sparavi?

Mi rendo conto che due casi sono troppo pochi per ricavarne una LEGGE universale ma sono stati abbastanza per me. Ho imparato a mie spese che devo seguire questa REGOLA: MOLLA SUBITO CHI E' TROPPO GELOSA. Mollala alla prima occasione e senza rimpianti, ti rovinerà la vita, dai retta a chi ci è passato. E QUESTO, INTENDIAMOCI, VALE PER ENTRAMBI I SESSI. Attenti alla gelosia.

(Danny Trejo, uno che la sapeva lunga, in una intervista ammoniva: "se una donna ti guarda sempre il cellulare, vuol dire che nel suo c'è qualcosa che non devi vedere. Intiende, cabron?" Ah Danny, ti avessi ascoltato di più!)