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mercoledì 18 febbraio 2026

CANZONI DI FANTASCIENZA ITALIANE

Me ne viene subito in mente una: "HELP ME" (aiutatemi) dei Dik Dik, in cui si racconta di un certo astronauta McKenzie che volando sul pianeta Giove si perde nello spazio. Bellina, peccato che il testo assomigli un po' troppo a Space Oddity di David Bowie, uscita qualche anno prima. Ma da giovane non lo sapevo e la canzone mi ha fatto sognare

https://www.youtube.com/watch?v=SpuJbQ5DVq0

(maronnasanta che copertina, sempre all'avanguardia)

Non limitiamoci, c'è tutto un mondo da scoprire, anzi un universo. Come nella canzone "EXTRATERRESTRE" di Eugenio Finardi, che vuole "una stella che sia tutta mia"

https://www.youtube.com/watch?v=TJe8KHnv0qc

Ma la vera canzone di fantascienza italiana, e qui il discorso ritorna subito serissimo, è "NOI NON CI SAREMO" di Francesco Guccini, in cui si racconta di un mondo futuro senza più l'essere umano, annientato dalle guerre atomiche. Un mondo in cui la natura ha ripreso il sopravvento.

Bellissimo testo, scritto da un ispirato Guccini a 24 anni, purtroppo ancora attuale dopo tanti anni

https://www.youtube.com/watch?v=bo48k_9Bk08

IL SENSO DI COLPA E LA RESURREZIONE, TI AMERO' SEMPRE

(spunti per un racconto)

Dopo la morte per crocefissione di Rabbi, il maestro per cui tre anni prima aveva abbandonato tutto per seguirlo, Simon Pietro ritornò mestamente nel suo villaggio. Riprese la solita vita facendo il pescatore. Il gruppo di discepoli di cui aveva fatto parte si era disperso, temevano di fare la stessa fine. L'avventura era finita con una sconfitta.

Pietro però nella sua casetta sul lago di Tiberiade era triste, oppresso dai sensi di colpa. Per lui il Rabbi era stato veramente il Messia, non si era mai pentito di averlo seguito quel giorno sulla spiaggia. Ci aveva creduto veramente. Era diventato suo amico, grandissimo onore vi assicuro. Quante cose aveva imparato da lui in quegli anni.

E quando dopo essere entrato in Gerusalemme la domenica, già il lunedì andò al Tempio e di esser il Messia, cosa che fece arrabbiare tutti dopo lo stupore, lui aveva fede in lui. Ma poi...

Pietro invece al momento buono che aveva fatto? Lo aveva rinnegato, abbandonato. tradito. E aveva preferito ritornare ad una piccola vita miserabile e povera. La grandezza gli era passata vicino, lui lo sapeva bene, e non ne era stato degno. Che malinconia.

Quel giorno poi la pesca era andata pure male, nessun pesce. Niente di strano, è la vita del marinaio, se non peschi nulla, nulla mangerai. Le reti erano vuote mentre la barca ritornava verso terra. Pietro guardava mestamente l'acqua.

"Rabbi, cosa devo fare?" gli salì alla gola."Prova a buttare le reti da quella parte, verso destra." gli disse una voce dentro. Aveva lo stesso tono bello del rabbi.

Pietro le gettò e... Miracolo! Le reti si gonfiarono subito di pesci! Pietro e i suoi aiutanti si diressero verso riva, stando attenti che addirittura le reti non si sfondassero per il peso. Quando furono a secco contarono il pescato: 153 pesci! Ottimo!

Accesero un falò sulla spiaggia per arrostire i pesci migliori e mentre guardava le scintille a Piero vennero le lacrime agli occhi. Era un uomo semplice e onesto, riconosceva che lo spirito di Rabbi gli aveva dato il consiglio giusto, lo sentiva nel cuore.


Un uomo grande che lui aveva trattato male. "Oh signore ti amo, perdonami -disse sottovoce abbassando il capo- Ti amerò sempre."

Dandogli il consiglio giusto Pietro sentiva che il suo maestro l'aveva perdonato, che lo amava anche se lui l'aveva tradito e abbandonato. Pietro disse ancora ti amo, ti amo...  pianse tutte le lacrime del mondo. Poi alzò gli occhi e prese una decisione.

Si alzò in piedi, si annodò la tunica e andò verso casa. Entrando disse:

"Vado nel mondo a predicare le parole di Rabbi, volersi bene. E' ritornato. So che è ancora vivo, lo sarà sempre."

"Ma non era morto?"

"No, è ancora vivo. E' tornato, ho le prove."

"Allora ancora te ne vai per seguirlo? Porta almeno tua figlia Petronilla con te."

"Vieni. Andiamo a riformare il vecchio gruppo. Rabbi è tornato."

Lui e sua figlia uscirono dalla porta e si incamminarono nel mondo.




PERCHE' LE PERSONE  DEL SUD ITALIA RICEVONO IL PACCO DA GIU'

Perché le persone che abitano nel sud Italia hanno in genere una pessima opinione del cibo che si mangia nel nord Italia. E mi sa che hanno ragione. Tutte le volte che qui a Milano accennai con un meridionale di cibo sento sempre le stesse frasi: "…qui mangiate sempre la solita roba… da voi mangiare è un dovere, non un piacere… il pranzo di Natale finisce appena dopo due ore…. i cibi a volte hanno un sapore strano… incredibile, qui è tutto surgelato… certi alimenti non li conoscete neanche…"

Cari amici settentrionali, il vostro affezionatissimo vi svela un segreto: non è una leggenda metropolitana, IL PACCO DA GIU' ESISTE! E nelle feste e ricorrenze arrivano a frotte nelle brughiere padane, a far scendere una furtiva lacrima a chi si è abituato a cenare alle 19.00 e a far finta di divertirsi al lago.

E già mi vedo le comari del paese che mandano al figghiu meu il pacco da giù stipato con le migliori prelibatezze local. Così per un momento si sentirà a casa. Sono affetti che superano le distanze, reti di amore che si traducono in pacchi che contengono sughi, conserve, latticini salami e dolci. Ricevere un pacco da giù significa sentirsi parte di una famiglia che non ti dimentica.

Sentirsi parte di una famiglia… che stupidata in questi tempi veloci, che scemenza quando siamo tutti interconnessi, ora che la IA sta sostituendo tutto, che nuovi tempi stanno arrivando. Ma figurati se ho tempo di pensare a queste cose. "Diciassette salami mi hanno mandato1 Diciassette! -mi disse un amico calabrese ieri- E io quando li mangio? A volte il pacco da giù lo detesto!"

E alla fine ho ceduto. Mi faccio mandare anch'io il pacco da giù. Ho preso accordi con una amica catanese che ha il fratello contadino e la settimana prossima mi arriva una cassetta di arance sanguinelle e una tanica da 5 litri di olio etneo. Che ci volete fare, son mezzo terrone, a sentire certe storie mi commuovo.

lunedì 16 febbraio 2026

EIPSTEIN FILES

Dico la mia oggi 16.2.26, per quello che so, chi sa qualcosa di diverso me lo faccia notare.

Questo Epstein era un "organizzatore" (non mi viene in mente parola migliore) di megafeste e festini per gente ricca. Fin qui niente di male, ognuno si diverte come vuole, solo che in questi festini come in tutte le feste si esagerava assai. Si mormora infatti girasse molto alcool, sesso promiscuo, droga in formato pregiata polvere bianca (prevedibile), ragazze minorenni (ahia, meno male che in Italia queste cose non sono mai successe), molte bambine (e no), torture (eh?), addirittura con momenti di cannibalismo (qui saremmo oltre la patologia). Libero spazio alla fantasia perversa.

Jeffrey Epstein, suicidatosi nel 2019, lungo gli anni aveva raccolto come è ovvio una lunga serie di mail, lettere e contatti con gente famosa. Si parla di milioni di dati. Sono i famosi "Epstein files" sequestrati dalla FBI alla sua morte e secretati, indagini in corso.

A furor di popolo però si chiedeva da più parti che questi files venissero desecretati e resi pubblici. Trump stesso, che con Eipstein aveva litigato, aveva promesso in caso di elezione che l'avrebbe fatto. Solo che la sua promessa gli si è ritorta contro. I documenti sono stati infatti resi finalmente pubblici e IL SOLO FATTO DI ESSERE NOMINATI IN QUESTI FILES E' UN SEGNO DI SCANDALO, ONTA E DISONORE. E Trump è stato nominato più volte. Di più, è stato fotografato con Epstein.

Ci sono già le prime vittime illustri: al fratello dell'inglese Re Carlo sono stati tolti tutti i titoli nobiliari. Clinton, nominato più volte, dovrà testimoniare al Congresso. Gates non se la passa bene. Divi e dive di Hollywood a bizzeffe. Mi sento di rassicurare però i miei aficionados: il mio nome nei files non salta mai fuori, nemmeno per sbaglio (la bellezza di non contare un kz 😁).

Sono andato a vederli questi famosi files, cercavo conferme alle disumane accuse di pedofilia, stupri, cannibalismo etc: a parte però il fatto che questi documenti sono una marea, ma sono per metà anneriti per coprire (giustamente) i nomi delle vittime e alla fine non si capisce niente.

Non ho trovato per quel che ho letto conferme o meno alle accuse, ma avrò scandagliato sì e no il 2% dei documenti. Per cui mi sento di avanzare, al di là dei titoli giornalistici, questa DOMANDA: QUALCUNO SA DOVE E COSA ANDARE A CERCARE? E' la Verità che ce lo chiede, perlomeno proviamoci.

Jeffrey Epstein, morto suicida in carcere nel 2019 ("Finalmente sei arrivato!" disse il diavolo)



domenica 15 febbraio 2026

IL MIRTILLO FA BENE ALLA PIPI (revisited)

(continua la rassegna sulle antiche guarigioni)

“Uè, è da un po' che non ti vedo. Ma che hai? Hai una faccia…”

“E’ un periodaccio, guarda, sto malissimo. Ma sì, a te lo posso dire, è la terza volta in un anno che eseguo un ciclo di antibiotici, e ogni volta mi butta giù. Ho una cazzo di infezione alle vie urinarie che non mi passa. Fare la pipì mi brucia sempre, è un tormento."

"Una CISTITE forte, di quelle resistenti, Ma che sintomi hai?"

"Sono talmente sgangherato che ogni ora mi scappa. Faccio qualche goccina tra i dolori e poi si ricomincia. Anche di notte, Chevvitadimm! Mi alzo 5 o 6 volte e mi sveglio distrutto. E ogni giorno è peggio. Ho fatto certe figure guarda, a volte mi vergogno di uscire di casa. Ma a te non è mai capitato?”

"No, si vede che il mio apparato urinario ancora resiste. E poi su consiglio del mio medico faccio prevenzione."

“Beato te. Guarda, non lo auguro a nessuno. Che tipo di prevenzione?"

“Si chiama cura del mirtillo, la bacca blu di montagna, la faccio regolare ogni anno.”

“Come si fa? Guarda, tutto per far sparire questi dolori. Com'è che funziona?"

"Me l’ha spiegata tempo fa il medico, pare che il mirtillo, oltre a contenere molti…aspetta, ha usato una parola strana.. ecco: bioflavonoidi! Sono dei potenti antiossidanti, che ripuliscono il tutto. Contiene pure dei composti derivati dal tannino, che impediscono ai batteri di colonizzare le cellule che rivestono l'uretra e la vescica. Con la semplice cura di mezzo bicchiere di succo di mirtillo al giorno per 7 settimane si elimina la cistite nel 73% delle donne, che sono le più colpite”

“Urca, ma è una storia vera?”

“Così è. E’ un vecchio rimedio della nonna una volta tanto confermato da studi scientifici. Una sorta di antibiotico naturale. Ricordo mia nonna diceva come il mirtillo fa bene alla pipì. Il medico però è stato chiaro. NON PIU' DI 49 MATTINE (sette settimane), perché il succo in sé è molto acido.”

“Chissà però quanto costa.”

“Macché, non pensare. Se vuoi spendere poco ci sono in commercio -ora faccio un po' di pubblicità- dei bottiglioni molto pratici. Oppure puoi ripiegare su 49 mini bottigliette di mirtillo nero, le trovi anche al super. Ne prendi una a digiuno la mattina, prima del caffè e oplà! IN DUE MESI SARAI A POSTO PER TUTTO L'ANNO.

“Dai ci provo. Grazie per avermelo detto, i vecchi rimedi sono sempre i migliori.”

“Immagino che comunque queste informazioni le sapessi già, ma ti conosco da poco e non volevo rischiare.”

sabato 14 febbraio 2026

IL DOLORE PREFERITO (REVISITED)

(continua il mio viaggio tra le guarigioni)

Hola, segnor Luca! Ma…que pasa alla mano? Que le pasò?

“Oh ciao Fernando, domestico peruano preferito. Niente di preoccupante, mi son graffiato, un dito si è infettato formando il pus intorno all’unghia. Mi fa un male cane.”

Siente mucho dolor?

“Una pulsazione continua al dito, non posso nemmeno sfiorarlo. Speriamo guarisca presto, questa mano lo sai quanto mi serve. E’ una piccolezza ma incredibile il male che provoca.”

Ma puede guarir?

“Certo, devo spargere sopra la polvere antibiotica ed entro qualche giorno il pus se ne andrà. Speriamo, non ne posso più.”

Segnor Luca, nosotros in Perù tenemos un otro rimedio. Mas rapido.

“Ah sì? E’ vero che tu in Perù facevi il curandero. Ma più rapido in che senso?”

Vamos con una agua caliente e limpiamos toda la herida. En poco tiempo se hace todo.

“Alla vecchia maniera delle nonne quindi, si buca la pelle e si strizza finché esce sangue rosso. Ma poi con cosa disinfetti?”

Con la mia Agua Florida, l’agua milagrosa que siempre llevo conmigo. Muy especial.”

“Ah sì, me ne avevi parlato, l’acqua di rose la chiamiamo noi. Dai, proviamo anche questa. Ma funziona? E' doloroso?”

Poco tiempo segnor. Usted que tipo de dolor gusta mas? Intenso y rapido o lungo y debil? E’ pronto a sufrir, segnor?”

”Forza Fernando, bucalo!”

(Fernando si mise subito all’opera. Aveva occhi diversi. Prese un ago dalla scatola per cucire e, mentre lo arroventava sul fuoco per la piccola operazione, io sistemavo tutto sul tavolo: l’ovatta, il disinfettante, il cerotto.

Sono stati minuti di dolore intenso. Fernando bucò la pelle e dopo iniziò a strizzare con forza il dito malato, doveva far uscire tutto il pus fino al sangue. Io non guardavo ma sentivo un dolore pazzesco alla mano, come se me la martellassero. Intanto pensavo alle pellacce che mi avevano preceduto: Dostojevsky davanti al plotone di esecuzione, mia madre che mi aveva partorito, i gladiatori nell’arena contro i leoni. In certi momenti mi sembrava di svenire, gemevo e mordevo ad occhi chiusi un fazzoletto di tela.

Alla fine il sangue iniziò a zampillare rosso vivo. Basta così, basta, non c’è più nulla da togliere. Fernando disinfettò con cura usando l’Agua Florida e poi mise il cerotto. Finito, tutto finito. Mi accasciai e tolsi il fazzoletto dalla bocca. Come tutte le volte che un dolore era terminato, provavo un senso di pace triste verso la vita.

"Terminado señor Luca, esta noche ya no dolerá más."

Aveva ragione, entro sera non mi faceva più male.


LA CULTURA DELLO SBALLO 

(si parlerà di giovani, droga e morte, temi non semplici. Talvolta dolorosi.)

Lavorando come psicologo nelle Comunità frequentate da ragazzi "difficili" mi ero accorto di un grave pericolo che serpeggiava: LA CULTURA DELLO SBALLO. Per moltissimi ragazzi la vita consisteva nella ricerca di un PIACERE IMMEDIATO, è più grande e immediato era questo piacere più la loro gioia sarebbe stata intensa. Non c'erano limiti. Una volta il fenomeno era limitato all'alcool, oggi escono a raffica sostanze chimiche ed esperienze che promettono sballi da elefante.

Lo sballo può arrivare dal fumo delle canne, dalle ciucche di alcolici, dal rubare motorini o soldi, dall'andare con prostitute (spesso con lo sballo aggiuntivo "senza preservativo"), dalle droghe pesanti, dal picchiare qualcuno allo stadio, dallo stordirsi in discoteca ("sotto cassa tutto passa"), dalla vita spericolata etc. Si vive immersi nel culto della soddisfazione immediata dei propri impulsi, e di esempi se ne possono fare cento. "Almeno il sabato e la domenica mi posso divertire, no? Dio, come sto!"

Senza ampliare troppo il discorso sulle droghe sennò qua non la finiamo più, mi limito a dire la mia esperienza con quei ragazzi (le ragazze sembrano più immuni alla cultura dello sballo, non so esattamente perché). So che è un discorso facile da fraintendere ma devo farlo.

A. Sarà banale dirlo, ma ho visto che la Cultura dello Sballo è un pericolo gravissimo. Molti sono morti, altri hanno avuto il cervello bruciato, altri hanno sciupato la loro vita. Quante tragedie. Quando mi accorgevo che in un adolescente era presente il fascino dello sballo, dovevo affrontare il problema senza esitazione e remore.

B. Da dove nasceva questo fascino? Non era difficile intravedere una famiglia disgregata alle spalle, anche se una famiglia a posto non è che automaticamente garantisse (le eccezioni sono state troppe). In ogni caso nella educazione di questi ragazzi qualcosa era andato storto.

C. Ma cosa? Indubbio, per questi ragazzi lo sballo era il massimo della felicità, anzi a volte era l'unica felicità. Altri piaceri (amare, il sesso, una famiglia, un buon lavoro, i bambini, il successo professionale, viaggiare nel mondo, l'amicizia etc) non venivano nemmeno pensati. Santodio, lo so che mi ripeto, ma genitori e nonni state attenti a quando insegnate ai giovani cos'è, come e dove si trova la felicità. State forgiando il loro destino.

D. una logica conseguenza: essendo per loro lo sballo l'unico piacere mica volevo toglierlo, vero? Levare lo sballo a questi ragazzi significa togliere ad essi la possibilità di provare piacere. Hai voglia a ripetere i danni in arrivo, questo conoscono e questo fanno.

E. c'era un lato che mi addolorava nella Cultura dello Sballo. Questi ragazzi si stavano distruggendo il futuro. Quando li interrogavo sul loro destino erano perplessi: "boh, non ne ho idea", "un capomafia", "forse sarò già morto", "in galera".

F. Che fare? Domanda da cento milioni di dollari. Una prima reazione istintiva è quella di "rinchiudere" questi ragazzi. Ma (come psicologo) sento il dovere di dire che tale soluzione è inutile: l'unico piacere che conoscono resterà sempre quello dello sballo. Amare, lavorare ecc. sono solo vaghe ipotesi senza fondamento, buone al massimo per farsi una risata. Sin a quando questi "valori" non saranno da loro introiettati come piacevoli questi ragazzi potranno essere rinchiusi o isolati per anni, ma appena liberi riprenderanno lo sballo interrotto.

Naturalmente, questo presuppone onestà e coerenza da parte nostra quando parliamo e ci comportiamo davanti a loro. Se ne accorgono subito delle bugie. Saremo capaci di essere sinceri? Perlomeno provarci.

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Maurizio, che dolore quel giorno venire a trovare la tua tomba. Scusami, scusami, non sono riuscito a salvarti. Ti avevo visto da ragazzo, avevamo giocato e parlato insieme ma poi uscito dalla Comunità ti eri perso. E nel carcere di san Vittore a 19 anni hai sniffato il gas delle bombolette per cucinare, lo sballo dei poveri, ti è venuto un embolo e sei morto sul pavimento della cella. Oddio, Maurizio. Ti ricorderò sempre.

Now the drugs don’t work – Ora le droghe non funzionano
They just make you worse – Ti fanno solo stare peggio
But I know I’ll see your face again – Ma so che vedrò di nuovo il tuo viso

(il Cimitero Maggiore di Milano, dove è sepolto Maurizio)