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lunedì 27 luglio 2026

 SALVINI VUOLE CANDIDARE ROGGERO

Mi ha stupito, perché non può farlo. Esiste infatti una legge apposita, la Legge Severino del 2012 che si rifà all'Art 280 del Codice di Procedura Penale, che mette dei paletti sulla ineleggibilità di certe persone. Per farla breve, una pena superiore ai 5 anni ti rende incandidabile.

(per chi volesse leggerla ecco il testo della legge)

https://www.cr.piemonte.it/dwd/osservatorio/normativa_elezioni_politiche/D.Lgs_235_2012_(Testo_unico_delle_disposizioni_in_materia_di_incandidabilita...).pdf

Se si vuole candidare Roggero bisogna prima cambiare la legge ma dicevo prima che mi ha stupito molto sentirlo parlare. Queste cose, se le so io che sono psicologo e che sono rinvenibili facilmente su internet, mi chiedo come facesse a non saperle lui che è Ministro, possibile che nessuno del suo staff lo abbia informato?

Forse i suoi collaboratori, ho concluso, non avvisandolo volevano tirargli uno scherzo. Figurati se tra loro non ci trovi persone con cognizione di causa e che siano tutti inesperti, lui per primo, in questa materia.

(ripresa)

IL MIO SUPER EROE PREFERITO 

“E’ un bradipo!”

“E’ una lumaca!”

“E’ lentissimo!”

“No, aspetta! E’ l’ultimo della fila, è… è Tartarox!”

Per far conoscere ai nostri affezionati lettori il nostro supereroe preferito e le sue gesta, il nostro inviato ha raccolto varie interviste per la città. A sentir lui è stato facile: tutti avevano un aneddoto su Tartarox, tutti lo amano e vogliono portare la loro esperienza. Ascoltiamoli.

Intervistatore: Allora, quando è stata la prima volta che avete sentito parlare di Tartarox?

Ragazzo: mah non so, mi sembra che ci sia sempre stato. Forse qualche anno fa è stata la prima volta.

Ragazza: ma sì, non ti ricordi? E’ stato quando ha sventato la rapina in banca!

Ragazzo: Ah sì, è vero!

Intervistatore: qualcuno di voi ci vuole raccontare come è andata?

Ragazzo: Io! Io! L’ho raccontata un sacco di volte ai miei amici.

Ragazza: Che bello sapere che la tua città è difesa da un super eroe!

Ragazzo: quando lo vedo passare con la sua carrozzina magica mi commuovo sempre!

Intervistatore: ma qualcuno me la vuole raccontare questa storia sì o no?

Ragazzo: ok ok quanta fretta… Dovrebbe darsi una calmata e iscriversi al suo fan club. Allora… Era una calda giornata estiva e l’unica banca aperta del paese era piena così, perché si pagavano le bollette della luce. Improvvisamente entrano quattro uomini mascherati e armati, che gridano “Questa è una rapina, tutti a terra!

Ragazza: Come nei film, solo che le armi erano vere!

Ragazzo: tutti gridano e poi si gettano a terra, tutti tranne uno.

Ragazza: lui, Tartarox!

Ragazzo: che sangue freddo! Che uomo! Che temperamento! Ha guardato impassibile i rapinatori e nel silenzio ha detto “Volete qualcosa? Non ho sentito bene, stavo cercando il bagno.”. Ha capito? Stava cercando il bagno, li stava prendendo per il culo!

Ragazza: lui i cattivi li sputtana! Non li perdona mica!

Ragazzo: beh, a uno dei rapinatori non piace mica la situazione che si è creata. Uno dei cattivi va verso di lui con malvage intenzioni ma…

Intervistatore: Ma?

Ragazzo: non si è mai capita la sua mossa segreta, è segreta mica per niente, sta di fatto che il cattivo si avvicina troppo, Tartarox fa finta di perdere l’equilibrio, fa una mossa strana, il rapinatore inciampa e scivola all’indietro. Cadendo gli parte dalla mitraglietta una sventagliata che uccide tutti i suoi compari! Tatta-ta-ta-tà! E solo loro!

Ragazza: una scelta di tempi eccezionale! Quando il rapinatore che aveva sparato ha capito di essere rimasto solo se l’è data a gambe. E così Tartarox ha sventato con i suoi superpoteri una rapina in banca!

Intervistatore: Però! Dopo l’avranno ringraziato, immagino. Chissà che festa.

Ragazza: Macché, appena i clienti e i commessi hanno rialzato la testa Tartarox era già sparito.

Ragazzo: tutti che si chiedevano “Ma dov’è dov’è il nostro salvatore?”, e l’han cercato dappertutto. Il Direttore voleva dargli un premio, ma lui era già volato via.

Intervistatore: volato?

Ragazza: sì! Con il suo mantellino da supereroe.

Ragazzo: c’è anche un’altra ipotesi a dir la verità, perché si è scoperto dopo che nei bagni non avevano guardato. Gli scappava la pipì e forse in attesa che si calmassero le acque si era rifugiato lì.

Ragazza: chi? Tartarox? Naaa. Sei il solito scettico. In realtà è volato sopra le nuvole.

Ragazzo: Gneeeow!!

domenica 26 luglio 2026

LA FORZA DEL DR SPOCK 

Ognuno di noi ha il suo Giardino Interiore, fatto di momenti belli, buoni ricordi, attimi di felicità, sguardi sorridenti, speranze felici. Lo sapeva bene Leonard Nimoy, alias Dottor Spock in Star Trek. Le sue ultime parole in punto di morte furono: «La vita è come un giardino: i momenti perfetti possono essere vissuti, ma non conservati, tranne attraverso i ricordi. Lunga vita e prosperità»

E allora ispirato da queste parole di Spock, parole con una grande forza spirituale, ricordo in questa domenica episodi della mia vita. Sono momenti personali, giovanili, professionali, fantastici, di tutto. Alcuni li tengo per me, altri a volte li pubblico qui su Quora. Mi diverto così, lo so son fatto strano checcevoletefà.

UN ESPERIMENTO DA FARE: quando avete 20 minuti tutti per voi, sedetevi e pensate ai dieci momenti più belli della vostra vita, quelli che vi fanno sorridere felici o commuovere dopo tanti anni. Shhh, non parlatene con nessuno per adesso, è il vostro tesoro segreto.

Mentre lo facevo io per esempio mi sono accorto quanto la mia idea di felicità sia fatta di piccole cose, non è certo hollywoodiana. E allora capita che davanti alle amarezze e cicatrici di ogni giorno entro e mi rifugio nel Giardino della mia vita. Prima lo pensavo freddo e tetro, senza niente di particolare e invece mi sono accorto di quanti fiori ci sono e guarda come sono colorati! Guarda!

"Il miracolo è questo: più condividi, più hai" (Leonard Nimoy, Dottor Spock)

sabato 25 luglio 2026

A COSA NON MI ABITUERO' MAI

L'ho visto succedere, fortunatamente non tante volte ma è accaduto, e non mi sono mai abituato. Mai. Ogni volta era un dolore dentro, provavo un senso di fallimento infinito. Una ferita aperta. La vita non è giusta.

Nella mia professione da psicologo, in tribunale o durante le perizie succedeva infatti che vedessi un genitore che tra la droga e il figlioletto/figlioletta piccola scegliesse la droga. Incredibile ma era così. Nella mia ingenuità pensavo che l'amore per un figlio fosse l'affetto più grande e irrinunciabile del mondo, la spinta per uscirne e invece non era così. Anche solo da questo si può intuire quanto per me sia pericolosa una dipendenza (da sostanze, dal gioco, da persone tossiche, dai farmaci, dall'alcool). Famiglie rovinate, vite distrutte, infelicità. L'estasi egoista.

So -non siamo sciocchi- che alcuni quorani ci sono passati, molti ne sono usciti, altri no, tante storie da raccontare. Sono stati scritti libri, fatti film, canzoni, di tutto. Ricordo sempre quando svolsi una perizia su una ragazza che, imbottita di cocaina, lasciava che la sua bambina di due anni piangesse tutta notte. Le proposi una semplice cura disintossicante e lei disse no. Un ricovero in una struttura e lei disse no. Un periodo in ospedale e lei disse no. Di rivedersi e lei disse no. Il giudice che mi affiancava sbattè il pugno sul tavolo e minacciò di toglierle la bimba. Lei fece spallucce.

Rimasi a bocca aperta. Mio Dio, pensavo, ma quanto è forte questo piacere? Questo è un inferno per gli altri, un paradiso solo per te, perché vuoi essere così? Perché non ci sai rinunciare? E tu, Luca, perché vuoi salvarla a tutti i costi? Come sei noiosamente salvifico, queste sono domande senza risposta.

Per fortuna, per fortuna, nel caso di prima c'erano i nonni che presero la nipotina mentre la figlia cocainomane partì per non farsi più trovare. Sparita. Ancora adesso, e son passati dieci anni, ogni Natale i nonni mi inviano le foto felici con la nipotina. Sta crescendo, è salva, sta diventando una bella bambina. C'è un video in cui gioca a palla con la nonna e ogni tanto sorride alla videocamera come fanno le bambine.

Vedere però un genitore rinunciare all'amore di suo figlio rimane uno dei dolori e misteri più grandi provati nella mia vita. Non l'ho mai veramente accettato, forse ero rassegnato ma non mi sono mai abituato. La droga era ed è un demonio davanti al quale io da solo sentivo di non contare nulla.

IL CARCERE DI BOLLATE 

E' un carcere alla periferia di Milano dove sono recluse le persone condannate che stanno seguendo un processo di "rieducazione". Per intenderci, i grandi criminali o i mafiosi irriducibili sottoposti al carcere duro del 41bis non ci stanno. Bollate è un istituto penitenziario all'avanguardia (inaugurato nel 2000) e molto rinomato. Ho letto che Mario Roggero, il gioiellere di Cuneo recentemente condannato in via definitiva a 14 anni per avere ucciso due rapinatori che scappavano e ferito un terzo, è stato recluso lì dentro, dove riceve la visite dei vari esponenti politici che gli danno sostegno.

Carcere di Bollate - Wikipedia

Se fosse però in mio potere, pregherei chi di dovere di spostarlo da quel carcere, dove sono reclusi 1400 tra rapinatori, delinquenti ed ergastolani, tutti condannati in via definitiva.

Avendo lavorato nel tribunale di sorveglianza, quello che si occupa dei detenuti, so che il gioiellere Roggero verrà infatti considerato dagli altri detenuti un "infame" avendo sparato alle spalle di due giovani rapinatori armati di una scacciacani che stavano scappando, dando poi calci alla testa di uno a terra prima di sparargli il colpo mortale. Reazione valutata come ignobile e sproporzionata dagli altri detenuti, una "infamità" appunto, e la pena inflitta (14 anni) per due omicidi lì dentro è considerata niente.

Insomma togliete Roggero da lì, rischia di durare qualche settimana al massimo. Inserire uno che ha ucciso dei rapinatori in un gruppo di rapinatori incalliti significa andare in cerca di guai. E trovarli. Il Tribunale dei Carcerati non fa appello e la condanna per gli infami resta una, da cui non si torna indietro.

giovedì 23 luglio 2026

RESISTERE ALLE TENTAZIONI 

E' un problema che assilla tutti noi sin da quando siam piccoli e lo si nota benissimo in questo famoso esperimento. Un esaminatrice dice a bambini di 4–6 anni che se riusciranno a non mangiare l'invitante marshmellow, dolce delizia per il palato, alla fine della prova ne avranno due.

Quasi un gioco, ma dai risvolti etici ed educativi interessanti. Infatti quasi subito l'esaminatrice esce e i bimbi sono lasciati da soli davanti al dolcino. Sembra quasi di sentirli che si dicono "devo resistere alla tentazione....devo!"

Secondo me, pensavo, se li papperanno tutti appena son da soli. Guardate il video sino in fondo, dura solo tre minuti ed è molto istruttivo.

https://www.youtube.com/watch?v=QX_oy9614HQ&t=2s

(SPOILER) Cosa ho imparato dal test:

a. il conflitto tra il piacere immediato e il dovere (in cui il piacere sarà maggiore ma differito più avanti nel tempo) inizia molto molto presto in noi e durerà tutta la vita.

b. non vorrei dire stupidate, ma è qualcosa di così arcaico che mi sembra preceda l'educazione formale. "Resistere alla tentazione, al piacere immediato" è qualcosa di profondo. E mi ha stupito, guardando il video, come questi bambini resistano anche se vistosamente attratti dal dolce. E' evidentissimo il conflitto tra l'angioletto (dopo) e il demonietto (adesso!) sulle loro spalle.

c. il profumo sostituisce il sapore

d. una nota di speranza. Si dice spesso che questi tempi moderni, caratterizzati da rapidità e gratificazione immediata, stiano facendo crescere una generazione "amorale" e incapace di resistere. Il video però prova il contrario: questi bambini, benché attratti, resistono. Sono più forti di quel che pensavo. Ipotizzavo che avrebbero ceduto presto tutti e invece no, proprio il contrario.

I bambini sono incredibili.

 L'OGGETTO MISTERIOSO

(da Repubblica del 22 luglio 2126)

"Scavando nei bassifondi di Milano, gli archeologi hanno ritrovato questo oggetto misterioso. E' un piccolo cilindretto di plastica nero, vuoto, ricoperto da un tappo di plastica chiaro. Accurate misurazioni al carbonio 14 l'hanno fatto risalire agli ultimi anni '70 del millennio scorso, ma ignote rimangono destinazione e uso.

I filologi ritengono sia un contenitore di monetine e carta moneta (quando ancora si usava il contante), ma sono in molti a contestare tale ipotesi, vista la scomodità nell'uso. Il fatto che sia stato ritrovato vicino ad una chiesa demolita ha suggerito fosse un contenitore di ostie sconsacrate, destinato come suggerisce il colore alle Messe Nere. Oppure, suggeriscono altri studiosi di Storia, poteva avere una mistica funzione in qualche cerimonia tipica di quegli anni, come la Festa-in-Casa o la Gita-Scolastica o il Cineforum (che ancora non si è capito di cosa si tratti).

Il contemporaneo ritrovamento di decine di esse vicino alle rovine di un negozio di ottica (una volta si portavano i ridicoli occhiali) e fotografia (le antenate delle immagini olografiche) ha fatto ipotizzare che fosse legato, in qualche via ignota, a quel mondo. Il mistero permane."