RICOMINCIARE
"Dimmi tutto, Fatma, qui siamo protetti. In questa stanza del Tribunale siamo solo noi due. Sei molto giovane, vedo."
"Ho diciannove anni."
"Come mai sei qui? Raccontami cosa è successo."
"Forse è meglio se parto dall'inizio. A dieci anni sono venuta in Italia con la mia famiglia dal Pakistan. Una famiglia molto molto tradizionalista."
"Già. Come si dice spesso, hanno il corpo qui ma la testa è ancora là. Ti hanno lasciata andare a scuola?"
"Sì signor giudice, ma il meno possibile. Ho fatto solo le scuole medie dell'obbligo, ho imparato a leggere e scrivere e poi sono sempre rimasta in casa ad aiutare mia madre. Poi a 18 anni, appena son diventata maggiorenne..." (Fatma non parla più e abbassa la testa)
"Dimmi quello che ti senti."
"…Mi hanno rimandata in Pakistan per un matrimonio combinato con mio cugino. Io non volevo, neanche lo conoscevo ma nel mio paese tutti i matrimoni sono così. Sono volata in Pakistan, mi sono sposata e sono rimasta incinta. Allora son ritornata subito indietro, volevo che il bimbo nascesse in Italia, mio marito mi avrebbe raggiunta il prima possibile."
"Poi cosa è successo?"
"Pochi mesi fa una notte a Pavia è nata Laila, che vuol dire proprio "nata di notte". Solo che in ospedale è successo un guaio, è venuto fuori che io non volevo ubbidire al matrimonio combinato, sono arrivati i carabinieri e nell'attesa che si calmassero le acque hanno portato me e Laila in una comunità protetta."
"Dove abitate da tre mesi. Ti trovi bene?"
"Abbastanza ma è successo un guaio."
"Un altro? Ommadonna."
"Mio fratello non so come è riuscito a trovarmi, ha detto che avevo disonorato la mia famiglia e mi ha intimato di tornare subito in Pakistan con la bimba. Mi ha consegnato anzi il biglietto aereo."
"Che è stato requisito subito, leggo."
"Non fa niente. Ne comprerò un altro e tornerò in Pakistan."
"Cosa? Ma sei matta? Fatma, sai che se torni lì te la faranno pagare. Resta qui, ti troveremo un altro posto segreto."
"Voi non li conoscete. Ci metteranno anni, ma alla fine ci troveranno e ci ammazzeranno. Per questo ho deciso di tornare, ma da sola."
"Perché?"
"Io mi sacrifico, sento che ho dei doveri verso di loro, ma la mia bambina adesso che è piccola datela a qualcuno. Io non conto più niente, l'importante però è che lei si salvi e possa ricominciare da capo."
(nomi e luoghi sono stati ovviamente cambiati, non prendeteli alla lettera. La storia comunque è vera)