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mercoledì 22 aprile 2026

TRAGEDIA A CATANZARO

A Catanzaro stanotte (21.4.26) una donna si è svegliata mentre il marito dormiva, ha preso i suoi figli piccolissimi, li ha vestiti con l'abito bello e poi li ha lanciati dal balcone, gettandosi pure lei. Lei e due bimbi (di 4 mesi e 4 anni) sono morti sul colpo, quella di 6 anni è in gravissime condizioni all'ospedale.

La donna, operatrice in una RSA che viveva in un quartiere rinomato (nessun disagio sociale), era anche nota in parrocchia e attiva in quartiere. Dopo la nascita dell'ultimo figlio aveva manifestato però segni di Depressione Post Partum, rifiutando però ogni supporto per il timore si dice le portassero via i figli e altro.

Una volta l'infanticidio da parte della madre si chiamava Sindrome di Medea (dalla tragedia greca in cui una donna aveva ucciso i figli per vendicarsi del marito traditore), oggi generalmente rientra nella depressione post partum. E' un campo oscuro.

La Depressione Post Partum esiste e colpisce almeno il 15–20% delle donne che hanno partorito. Non occorre essere psicologo come il sottoscritto per essere sicuro che molte quorane ne hanno sofferto: avere un bambino cambia la vita in molti modi, non sempre belli e come malattia psicologica ha naturalmente diversi livelli di gravità, può andare dalla irritazione momentanea ai comportamenti suicidari accaduti stanotte.

COSA FARE

1.Per favore, non prendete sottogamba i piccoli segnali di tristezza nelle neo mamme. La Depressione molto spesso è mascherata e basta poco per scoprire voragini. Colleghi, amici, conoscenti siate comprensivi. Con discrezione o insistendo ma non lasciatele sole. Una visita, una telefonata, un biglietto, un regalo possono essere più importanti di quel che pensate.

2.Quella che si chiama "rete parentale" o "solidarietà femminile" è fondamentale in questo periodo. Nonne, mamme, zie, cugine avvolgono la neo mamma e la aiutano. Non è solo il bambino che sta imparando a vivere, anche la donna è in un mondo nuovo. E non importa se di figli ne ha uno, due, tre… non ci si abitua e il carico diventa sempre maggiore.

3.Uomini, state vicini alle vostre donne. Essere padre vuol dire anche che certi pesi in silenzio li dovete portare voi.

Mio Dio, che tragedia



IL LAVORO 

Isaac Asimov, indimenticato autore di fantascienza, prolificissimo scrittore con più di 500 (!!) titoli all'attivo, inventore delle Tre Leggi della Robotica alla base della attuale AI, uno che non ha vinto il Nobel solo perché i giurati a Stoccolma hanno le fette di salame sugli occhi, nella sua autobiografia "Io, Asimov" raccontava un curioso aneddoto.

Suo padre Judah Asimov, immigrato russo negli anni '20 a New York, si faceva il culo quadro nella sua bottega "7–11" (seven-eleven), un tipo di negozio che non esiste da noi.

Il 7–11 (cioè aperto dalle sette di mattina alle undici di sera) è un piccolo supermercato di quartiere dove c'è di tutto, dai gelati ai giornali. Magari qualcuno che ha esperienza negli USA li ha visti. Il 7–11 della famiglia Asimov a Brooklin era gestito interamente dal padre, che vi lavorava dall'apertura alla chiusura per 16 ore al giorno. Sono negozi che non chiudono mai, sabato e domenica inclusi.

Lavorando senza pause come muli, risparmiando al centesimo, stando attenti a ogni cosa, gli Asimov riuscirono a superare le crisi economiche e la guerra senza mai ricorrere all'assistenza pubblica e anche a garantire a tutti i figli una eccellente istruzione. Onore ai genitori che si sacrificano per i figli.

(un negozietto 7–11 a Brooklin, le piccole rapine nei film americani sono compiute lì, adesso i 7–11 sono quasi tutti dei cinesi, qualcuno inizia a vedersi anche in Italia)

Finalmente negli anni '60 il padre di Isaac andò in meritata pensione e per tenersi occupato trovò un lavoro di contabile per 8 ore al giorno, lunedì-venerdì. Ebbene lui, abituato a sgobbare tutto il giorno, raccontava in giro di aver trovato un lavoretto part time (!). Il fatto che considerasse part time un lavoro di 8 ore è un particolare che fa capire bene che idea avesse del lavoro.

Ah tale padre tale figlio, adesso capisco meglio i 500 libri scritti da Isaac. E' notorio infatti come il Good Doctor (come noi vèci lo chiamiamo tra noi) scrivesse da mane a sera e non amasse essere interrotto.

Insomma, quante ore lavori al giorno? Quante ore bisogna lavorare? L'esempio di Isaac mi fa capire come non ci sia una risposta univoca, ogni caso è a sé. Le variabili sono tante

Tutto dipenderà dal punto di vista, dai bisogni, dal temperamento, dalle abitudini, da cosa ci aspettiamo etc. "Otto ore" per mia personale opinione è una media che può non valere per tutti ma mi rendo conto che si sconfina in delicate idee politiche.

Ognuno alla fine insomma è giusto abbia una sua risposta personale sul lavoro. Io piuttosto cambierei la domanda così: QUANTE ORE DI LAVORO TI RENDONO SODDISFATTO? Che ne dici Isaac?

martedì 21 aprile 2026

QUAL E' LA COSA PIU' IMPORTANTE

Uno dei quesiti esistenziali della vita: qual è la cosa più importante? Dato che qua ognuno ha la sua risposta e a sentire tutti c'è un fracasso terribile e non si capisce più niente, stiamo calmi.

Magari se ascolto invece gli animali ho qualche riposta più autentica, meno filtrata. Posso prendere per esempio quello che è successo recentemente a Rostov sul Don in Russia. Si è rotta la rete del circo, una tigre ha subito scavalcato il recinto scatenando il panico tra gli spettatori.

Chi scappava, chi urlava, chi era paralizzato dal terrore, attimi in cui poteva succedere di tutto, la tigre era libera e si dirigeva verso le tribune.

Ma con grande sorpresa la tigre cosa ha fatto? Ha superato le tribune e si è diretta verso l'uscita. Cercava la sua libertà, voleva uscire fuori dal tendone.

https://www.msn.com/it-it/video/notizie/la-tigre-esce-dal-recinto-e-si-lancia-sugli-spettatori-attimi-di-terrore-al-circo/vi-AA21mxEJ?cvid=69e72bfaa37d4d43a0ac9a0d508faa0f&ei=53

La selvaggia tigre in quei momenti stava dando una lezione a noi civilizzati umani, troppo spaventati dalla sua forza: quando improvvisamente ne hai la possibilità e le catene si spezzano, non devi pensare a vendicarti o a far la guerra o altro, la PRIMA COSA da fare è cercare la tua libertà.

La cosa più importante insomma è la LIBERTA', ricordatelo umano.


lunedì 20 aprile 2026

COME RISPARMIARE ALLA GRANDE

"Ma porcamiseriabastardaimpestataladra! Si è otturato il cesso, l'acqua non va più giù! Nooooo, proprio adesso che a casa veniva gente… che sfiga!"

"Cosa c'è signor Luca?"

"Cosa c'è, cosa c'è… Ma non capisci, Figaro? Adesso mi toccherà chiamare l'idraulico, che chissà quando arriverà e che alla fine mi costerà mezzo rene. Aaaargh! E' la fine."

"Signor Luca ma perché non lo fa lei?"

"Mi piacerebbe ma io sono laureato in Pippologia. Aveva ragione mio zio! L'idraulico dovevo fare, altro che Platone coglione! Ho sbagliato tutto nella vita."

(Luca abbassa il crapino sconsolato)

"Non sia triste Signor Luca, se vuole ci provo io. Vado a prendere della Soda Caustica al supermercato, torno e ci proviamo."

"C'è questa possibilità? Vai, o fedele factotum. Fate largo! Che le Valchirie ti accompagnino."

(Figaro esce per andare al super, torna dopo dieci minuti con un barattolone bianco)

"Eccomi signor Luca, ho trovato la Soda Caustica, quella forte. Costava cinque euro."

"Fa vedere, apri il barattolo… è tutta granulosa bianca e ha un odore terribile. Ma funziona?"

(Figaro versa cento grammi della polvere nel gabinetto e tappa tutto)

"Lasciamo mezzoretta per dargli il tempo di agire e sciogliere gli intasamenti di carta e roba…"

(dopo mezzora Figaro apre e tira l'acqua che scende normalmente. Luca è stupito.)

"Miracolo! Va tutto giù che è una meraviglia! Bravo Figaro hai risolto un problema con cinque euro ben messi. Bastava così poco…"

"E' un poco che le sarebbe costato tanto, signor Luca. Ha risparmiato parecchio."

"Hai ragione Figaro, bravo, è tutto bello bianco ora. Ti meriti una gratifica, ho deciso. Sei il mio factotum della città! Di qualità di qualità!"

Morale: bisogna sapere fare un po'di tutto nella vita

https://www.youtube.com/watch?v=RTk79LAd0eM

domenica 19 aprile 2026

RICOSTRUIRE 

La notte del 16 agosto 1943, durante la Seconda Guerra Mondiale, la ancora fascista Milano venne bombardata in maniera pesantissima dagli Alleati. Mia nonna raccontava che era stata una notte orribile, lei non ne voleva nemmeno parlare e mi cacciava via se le chiedevo qualcosa. La città venne messa a ferro e fuoco, gli incendi durarono parecchi giorni.

Bombardamenti di Milano - Wikipedia

La cosa strana però è che le vittime furono relativamente poche ma i danni alle strutture artistiche e simboliche della città ingentissimo. Venne fuori poi che era stata una voluta intenzione delle autorità militari. Si voleva colpire l'anima di Milano, infliggere un colpo mortale al morale della città.

Gli obiettivi colpiti furono tanti. Il museo Poldi Pezzoli venne raso al suolo

Il Cenacolo di Leonardo da Vinci si salvò per miracolo,

la famosa Galleria spaccata

la basilica di Sant'Ambrogio distrutta

anche il massiccio Duomo venne danneggiato

Una bomba cadde proprio in mezzo al famoso Teatro della Scala

Ernesto Cogliati, sarto famoso di Milano, davanti a quello scempio decise di far qualcosa. Organizzò una colletta e si ricostruì il teatro a tempo di record. Una volta finita la guerra ci fu la grande serata di riapertura l'11 maggio 1946. Dirigeva il maestro Arturo Toscanini, antifascista appena tornato dall'esilio negli USA. L'abito di Toscanini venne disegnato proprio da Cogliati.

Il suo intervento quella sera però non si limitò all'abito. Dato che tutti i cittadini avevano contribuito alla ricostruzione della Scala, chiese e ottenne che il concerto si tenesse a porte aperte, così che tutta la popolazione potesse fruirne.

Così accadde, una folla enorme e silenziosa si radunò in Piazza della Scala riempiendola all'inverosimile. Fu una serata magica. La guerra era finita, ora si poteva ricominciare.

La storia oggi pomeriggio mi è stata raccontata da Paola Visconti, orgogliosa nipote di nonno Ernesto. La memoria è ancora viva.

sabato 18 aprile 2026

IN GIAPPONE IL NUOVO DETENUTO VIENE PICCHIATO DAI COMPAGNI DI CELLA, ANCHE IN ITALIA?

La domanda è ovviamente ironica, dato che questo è il "comitato di benvenuto" che esiste ancora oggi in molte carceri nel mondo. Nelle carceri sudamericane e africane fa addirittura parte della pena, essendo il mondo carcerario precluso ai secondini. Negli USA ci sono carceri in cui queste azioni sono eseguite dal personale di custodia e poi in seconda battuta (…) dai detenuti.

Il carcere è un MONDO MOLTO GERARCHICO, in cui è indispensabile per tutti far conoscere e conoscere SUBITO la tua posizione. Non esiste l'Appello o la democrazia in carcere. Non sono posti per cuori delicati, consiglio a tutti di starne lontani: ho lavorato anni nel Tribunale di Sorveglianza che eroga i benefici ai detenuti e so di cosa si sta parlando, ogni tanto qualcosa di atroce emerge. L'inferno sulla terra. Come si diceva una volta "a torto o ragione, mai in prigione"

"FARE IL POLIZIOTTO E' ROBA DA UOMINI"

Veramente lavorando in Tribunale di donne poliziotte all'ingresso ne ho viste parecchie. anzi erano indispensabili. Quando si dovevano effettuare perquisizioni su donne o passeggini infatti intervenivano loro. A parte discrezione e delicatezza, penso che in quanto donne sapessero bene dove cercare e cosa toccare in altre donne e nel contempo farlo senza essere invadenti.

Personalmente ho insomma un buon ricordo di loro, erano gentili e sorridenti, molto più "umane" dei loro colleghi maschi. Ma al caso sapevano anche far la faccia dura.

Ricordo a proposito un episodio a cui ho assistito personalmente: un personaggio di etnia nord africana si lamentava ad alta voce dei controlli, diceva parole in una lingua sconosciuta (…) e le disse minaccioso che senza la pistola era femmina e non avrebbe avuto il coraggio di far nulla.

Al che la poliziotta, una donna ben piantata, lo guardò, si sfilò il cinturone, alzò le mani nude e disse a voce alta "Scommettiamo che non ho bisogno di armi? Vuoi vedere cosa ti faccio con queste mani?". Il "personaggio" tacque, non disse più nulla e obbedì docile.