"Amo satana, che ne pensi?"
Che si inkzerà a morte perché l'hai scritto minuscolo. Non è quello che volevi?
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SE-QUO-YAH
Una storia straordinaria con un inizio triste. Quando nel corso dei secoli i Cowboys confinarono via via gli Indiani nelle riserve, è opinione comune che tra tutti loro serpeggiasse una grande rassegnazione.
C'era da capirli, anch'io dopo tanto resistere inutile mi sarei sentito così, rassegnato e depresso. Sconfitto e umiliato.
Erano amaramente consapevoli della superiorità tecnologica dei conquistatori che avevano armi micidiali, di molto superiori alle loro frecce, erano tanti, riuscivano a parlare tra di loro pur essendo lontanissimi e a coordinarsi, erano inarrestabili. Con amara evidenza, il Grande Spirito li aveva favoriti ed era con loro, i "bianchi" erano capaci di magie potentissime.
Ma Se-Quo-Yah, come lo chiamavano gli altri cherokee, non cadde in questa depressione. Di lui sappiamo che non parlava inglese, che fu allevato dalla sola madre nelle tradizioni del suo popolo e che non frequentò alcuna scuola. Era un analfabeta, come tutti gli altri.
In più per una ferita al ginocchio non poteva nemmeno cacciare, così diventò un valente fabbro e passava molto tempo ad osservare i bianchi. C'era infatti un loro mistero su cui si interrogava da anni: come facessero i bianchi a comunicare con i "fogli volanti".
Intorno al 1810 ebbe una intuizione straordinaria, che disegnassero le loro parole sui fogli. Ma… ma vuol dire che allora disegnare le parole era possibile! Se-quo-yah non sapeva nulla, nemmeno che esisteva l’alfabeto, aveva solo intuito che si poteva fare. E il semplice sapere che era possibile lo spinse ad inventare un alfabeto tutto suo. Rubò un libro -di cui non capiva niente-, ne utilizzò alcuni simboli e per il 1824 era pronto un alfabeto che oggi definiremmo sillabico. Finalmente poteva scrivere ciò che pensava.
Ogni fonema rappresenta una sillaba e Sequoyah riuscì a ridurle a poco meno che 90. Tutto da solo. Lo portò a far vedere ai vari capi tribù ed era così efficace che talvolta venne accusato di stregoneria.
Ma molti gli credettero e iniziarono a diffonderlo. La cosa ebbe subito un successo strepitoso e alla fine del secolo il tasso di alfabetizzazione dei cherokee era superiore a quello dei bianchi! Ancora oggi vengono stampati in Cherokee libri e giornali e molti missionari lo hanno adattato per le lingue più diverse.
Mai sottostimare un indigeno, uno sconfitto, un fabbro.
L'alfabeto è stato inventato dagli analfabeti.
Ancora oggi nell'Oklahoma si conserva la sua capanna, che viene visitata e venerata avendo ridato dignità ad un popolo.
A partire da una scintilla, si può costruire un mondo
Si può non andare a scuola, ma devi essere veramente un genio. Altrimenti vacci e mettiti sulle spalle dei giganti.
Non a caso in suo onore vennero chiamati così i più grandi e maestosi alberi del mondo, le sequoie.
ISTANBUL
Dicono che Istanbul sia una delle città più belle del mondo e non faccio fatica a crederci, visto che TUTTI me ne hanno sempre parlato benissimo. Una città affascinante, incantevole.
(la Cattedrale di Hagia Sophia)
(come vorrei vedere la Moschea Blu)
Presi un volo che avrebbe fatto scalo nell'areoporto di Istanbul solo per un paio d'ore, non c'era tempo per uscire e la mia esperienza della Turchia per molto tempo si limiterà a questa. Avevo 48 anni e mi chiedevo: cosa puoi imparare di un paese in sole due ore? Ecco la mia esperienza nell'attesa del volo della Pegasus Airline.
Arrivato a Istanbul, nella sala di attesa mi aspetta una sorpresa, anzi due. Per prima cosa, visto che con calma bisogna aspettare la coincidenza, decido di prendermi una tazzina del famoso Caffè Turco. E proviamolo ‘sto caffè.
La tazzina è bella ma il contenuto? Sembra broda scura, lo assaggio e… imbevibile! E' schifoso! Sembra caffè in polvere allungato con l’acqua tiepida. Bleah. Dopo due rapide sorsatine lo appoggio sul tavolino.
Lo so, sto facendo la figura del solito italiano schizzinoso con il caffè estero ma riporto solo le mie impressioni. Mi diranno poi che dovevo attendere si depositasse la polvere, ma che senso ha bere un caffè freddo? Poggiata la tazzina intanto mi guardo in giro e lì ho la seconda sorpresa.
Forse influenzato dai film visti da piccino di Brancaleone da Norcia, che parlava dei turchi come “lo nero periglio che vien dal mare”
io me li ero sempre immaginati scuri di pelle. E invece no, sono bianchi, bianchissimi. Se non fosse per la foggia orientale di certi costumi e la parlata sembrerebbe di stare in Italia, gente dalla pelle bianca con occhi chiari, qualcuno addirittura biondo. Facce mediterranee. Come essere seduti, che ne so, in una hall di un aeroporto in centro Italia. Proprio vero che il razzismo si cura viaggiando.
Le donne sono belle, spigliate e non portano il velo. Mi ricordavano molto le napoletane: una ragazza di Napoli a Istanbul e viceversa non si noterebbe tra la folla. Per non smentirsi comunque quasi tutti gli uomini hanno grandi baffoni caratteristici, i baffi vanno fortissimo in Turchia
Ma io non me ne curo, c’è un bambino turco coi riccetti biondi che gattona tra le poltrone della sala d'aspetto e vuole vedere il mondo, avrà poco meno di un anno. Ho passato quasi due ore a guardarlo esplorare. I bambini sono uguali in tutto il mondo, è un amore. Questo è il ricordo più intenso che ho di Istanbul, un bimbo biondo che gattona.
TROPPO BELLA PER LAVORARE
Ogni tanto sui social si incrociano foto di ragazze bellissime e truccatissime, in pose statuarie e provocanti con vestitini "strizzati". Insomma, come diceva mia zia, "belle tose".
Con occhi languidi, costoro guardano la videocamera e poi dicono serie al mondo con il labbro imbronciato: "sono troppo bella per lavorare. Lavorare è da sfigati, poveri! Quando una è bella come me che bisogno ha di lavorare?"
Ogni volta vorrei rassicurarle e dire di stare tranquille, hanno perfettamente ragione. Nella loro vita non lavoreranno mai con le mani.
(evito di mettere foto)
DIECI ANNI FA MORIVA DAVID BOWIE
Vi dico solo che ho portato internamente il lutto nel cuore per molto tempo.
Ho amato il suo album The rise and fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars (1972) alla follia, l'ho ascoltato sino allo sfinimento, era un faro nella notte. Canzoni come Five years, Lady stardust, Starman o la stessa Ziggy Stardust rimarranno sempre nell'anima. Un album superbo, uno dei dieci che mi porterei su un'isola deserta.
(l'iconica copertina dell'album, con lui chitarra in mano a Soho)
Quando andai a vederlo al Palalido di Milano e iniziò a snocciolare il suo immenso repertorio, ci accalcammo sotto il palco. Under pressure, Life on Mars, Ashes to Ashes, Rebel rebel, Fame, E quando intonò Moonage Daydream alzammo tutti le braccia al cielo
I'm an alligator
I'm a mama-papa comin' for you
I'm a space invader
I'll be a rock 'n' rollin' bitch for you
Ancora oggi se la radio trasmette Heroes, ovunque io sia mi fermo e seguo la canzone fino alla fine, perso nei ricordi.
(una bella versione live di questo brano, tra i più famosi e iconici degli anni '70, ha segnato una generazione)
https://www.youtube.com/watch?v=bsYp9q3QNaQ&list=RDbsYp9q3QNaQ&start_radio=1
Un artista, uno di quelli veri. Non fatevi ingannare dal suo aspetto. Mangiato da un tumore resistette sino a quando pubblicò il suo ultimo album e morì tre giorni dopo. La musica prima di tutto. E' rimasto Bowie fino alla fine, raro esempio di coerenza.
Un esempio di vita. So di cosa parlo, il mio primo gruppo in cui suonavo a 17 anni si chiamava i Diamond Dogs. e nel mio primo concerto suonavo Space Oddity davanti al pubblico. Che emozione! Grazie David.
"Tell my wife I love her very much" "She knows"
(Space Oddity, suo primo e indimenticato capolavoro)
https://www.youtube.com/watch?v=iYYRH4apXDo&list=RDiYYRH4apXDo&start_radio=1
FESTA SCUDETTO
Oddio, stasera non si dorme. Sono le 22.40 del 3.5.2026 e nel mio condominio interista si sta festeggiando il nuovo scudetto dell'Inter. E' tutto un tripudio di cori "i campioni dell'Italia siamo noi", trombe trombette tromboni poty poty! casini e giubilo.
Il popolo festeggia e scende in piazzaa. Giusto, e facciamoli sfogare 'sti ragazzi. Gaudeamus igitur! Pronti col bandierone?
L'ULTIMA RICERCA
"Tartaro, voglio essere chiara. Non faremo uscire dall'ospedale sua madre ricoverata fino a quando lei non troverà una badante, anche solo per qualche ora."
"E' lei che non vuole nessuno."
"Le cose son cambiate. Sua madre adesso ha 85 anni, vive sola, si dimentica di mangiare e ormai pesa 45 chili. Qualcuno che cucini per lei e le faccia prendere le medicine ogni sera. Perde colpi, ha bisogno di qualcuno. Ha capito?"
"Sì dottoressa, ha ragione. Perfettamente ragione. Obbedisco, mi metto subito all'opera."
Fu così che iniziai la ricerca del Santo Graal. Non solo internet, anche tramite amici, parrocchie, conoscenti, agenzie, servizi segreti, UFO e James Bond. Ho pure aizzato tutti gli amici peruviani che ho. Cercavo una persona per iniziare che venisse qualche ora, che abitasse vicina, fosse disponibile da subito, senza precedenti antipatici (ho sentito storie brutte), magari già conosciuta.
Ho scoperto un mondo. Dopo soli due giorni ero io che ero subissato da telefonate di ogni tipo e dovevo vagliare decine di richieste. Certo, potevo scegliere ma dovevo esaminare tutto, qualche volta fare la faccia dura e dire no. Non potevo immaginare un tale sottobosco.
"Io abito a Vercelli, va bene?"
"Posso portare in casa il mio fidanzato, va bene?"
"Mi sono specializzata a Magonza e costo poco, solo 100euro l'ora, va bene?"
"Mi hanno licenziata ieri, va bene?"
"Sono senza permesso di soggiorno, dormirò lì anche la notte, va bene?"
Alla fine l'ho trovata (speriamo), halleluyah. Inizia la settimana prossima. Ma un amico mi consiglia di tenere sempre in panchina due o tre nomi, non si sa mai. E nemmeno dirlo a mia madre, nota donna accondiscendente, fu una passeggiata.
"NO NO NO! Non voglio nessuno in casa, faccio da sola!"
"Mamma, guarda che se non la accetti non ti fanno uscire dall'Ospedale."
"…Ah beh allora in questo caso va bene. Però devo essere d'accordo anch'io. Se non mi va bene la licenzio!"
"Come preferisci, ma vedrai che ti troverai bene."
Quorani preparatevi, questo è quello che vi aspetta. E non è ancora finita, arriva la prova sul campo, speriamo vada tutto bene. Per adesso ho passato tanto di quel tempo al telefonino che da ora in avanti il mio nome sarà ORECCHIO ROVENTE. Augh!