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lunedì 6 aprile 2026

DIMENTICARE IL NOME DI QUALCUNO

Magari a qualcuno, se ne parlo, può servire.

E' capitato a tutti, me compreso, di non ricordare il nome di una persona un minuto dopo che ci avevano presentati. Oppure con cui avevo lavorato in passato o con cui avevo trascorso tempo e via dimenticando. Il diavoletto Smemorino era all'opera e causava certe figure che non vi dico. "Anche tu?" Anch'io e il brrrutto che più invecchio più succede. Però qualcosa si può fare per rimediare, ve ne dico qualcuna.

A.Da psicologo, posso confermarvi che il tema è studiato fin dai tempi di Freud, che vi ha scritto il suo saggio più divertente, Psicopatologia della vita quotidiana (1901) (!!!), leggibilissimo ancora oggi. Ecco il link Wikipedia

Psicopatologia della vita quotidiana - Wikipedia

(la prima edizione in tedesco)

B.molto brevemente, quando accade un lapsus, dimentichiamo un nome, rompiamo qualcosa, tralasciamo un dettaglio importante, facciamo uno strafalcione… vuol dire che sotto sotto sta lavorando un pensiero inconscio. Il maledetto si oppone e lavora contro. Magari la persona/oggetto/situazione ci è antipatica, o ricorda qualcosa di sgradevole o ci sentiamo inadeguati o siamo stufi… i motivi sono tanti. Ci sono persone che addirittura lo fanno apposta, così vi fanno capire da subito che non gli garbate.

C."perché ho dimenticato?" Non sarebbe male in questi casi un poco di autoanalisi per scoprire le ragioni del lapsus. Onestà intellettuale con se stessi.

D."Grazie al k, Tartaro, non è che ogni volta che succede devo andare in analisi. Sai che sugo, ci vuole qualcosa di più rapido." Avete ragione, per questo ve ne dico un'altra di scoperta psicologica: quando si dimentica il nome, non si scorda comunque mai l'emozione che ha suscitato in noi quella persona.

E.ammettere questo può risultare molto utile nelle feste o in altri incontri. Come? Si può sempre stringere la mano e dire schiettamente: "GUARDI, HO DIMENTICATO IL SUO NOME MA NON HO MAI DIMENTICATO L'EMOZIONE CHE LEI SUSCITAVA IN ME. ANCORA ADESSO PROVO… (dire ciò che si sente)…"

La prossima volta che vi capita provate, poi mi dite.

domenica 5 aprile 2026

 

PASQUA

Oggi è il giorno di Pasqua e in molte case c'è stato il pranzone. Parola d'ordine esagerare. Mi sento a questo punto di dover esprimere un pensiero di ringraziamento ad una classe speciale di persone.

Questa classe sono le donne. Fin da bambino infatti mi sono accorto che per le donne i giorni di festa non sono festa. Anzi, sono molto stancanti, un impegno non da poco. Durante le feste infatti le donne lavorano il doppio, il triplo, lavorano sempre.

Le vedevo da piccino indaffaratissime, con sopra la testa un cartello con su scritto "non disturbare, a dopo". Grazie donne. Senza di voi, sarebbe un giorno più triste. Mi piacerebbe chiedere "ma quante ore hai lavorato tra ieri e oggi?", ma temo riceverei solo delle occhiatacce.

PS: sento già molte indignarsi, "non sono una casalinga!" Infatti, a mia discolpa posso dire che ho parlato solo delle feste. Comunque, il cartello immaginario da piccino lo vedevo veramente.

sabato 4 aprile 2026

COSA FARE SE FINISCI ALL'INFERNO

 Oggi è il cosiddetto Sabato Santo, il giorno tra la morte di Cristo (ieri) e la sua Resurrezione (domani, Pasqua). Nella giornata di oggi dunque Gesù essendo morto in teoria non succede niente. Un tempo di mestizia, ricordo che quando ero piccolino la radio trasmetteva tutto il giorno solo musica classica.

Eppure qualcosa è successo lo stesso. Secondo la tradizione oggi Gesù ne ha approfittato per sistemare delle cose: è disceso agli inferi, ha spalancato le sue porte, i diavoli gli son saltati addosso e lui ha incominciato a dare botte da tutte le parti. Alla fine i diavoli scappavano impauriti e lui ne ha approfittato per portare in salvo le anime dei giusti prigionieri.

Discesa di Cristo agli inferi - Wikipedia

Questo è in fondo l'augurio che si ricava da questa storia: quando ti troverai nel tuo inferno personale non ti arrendere. Ricordati di Gesù, reagisci e combatti contro i demoni dell'inferno.

AMORE E SEDIA A ROTELLE

Essendo già il terzo caso che ho sentito in pochi mesi, volevo fare con voi un piccolo sondaggio, anche solo per avere dei numeri e sentire delle storie. Rispondete solo se vi va. La domanda delicata è questa: quanti di voi sono stati abbandonati dal proprio amore perché sono finiti in sedia a rotelle?
E quante coppie invece hanno resistito? Secondo voi a cosa bisogna stare attenti? Ci sono differenze per etnia, sesso, età? Quanto contano figli e soldi? Come fare insomma?


FUMARE

Da studente universitario (scorso millennio) sono stato per qualche mese insieme ad una bellissima ragazza, bionda occhi azzurri, che aveva però uno strano comportamento. Era brava e gentile, ma beveva tanti caffè e soprattutto fumava come una turca. Sempre con la sigaretta in mano.

All'epoca non c'era certo lo stigma che vige adesso contro i fumatori, la gente fumava dove e quanto voleva. Anche al ristorante (tutte le tavole avevano il posacenere), anche al cinema! Ricordo che da ragazzo andai a vedere un western e davanti a me c'era uno che fumava. Mi sembrò di vedere il film attraverso la nebbia. L'unico posto dove non si poteva fumare era in chiesa, perché un Papa non so quando l'aveva proibito.

Torniamo alla ragazza bionda, Monica mi ricordo bene il nome. Frequentava Letteratura, mi ha fatto conoscere Harold Budd e il Giovane Holden e ne ero innamoratissimo. Però aveva questo maledetto viziaccio tra caffè e sigarette e ogni volta che la baciavo sentivo che le sue labbra sapevano di caffè, nicotina e carne fredda. Brrr che brivido.

Quando la aspettavo sotto casa arrivavo in anticipo e facevo avanti e indrè come quella canzone napoletana. Quando l'ho sentita anni dopo mi sono subito ricordato e immedesimato: "E passi e spassi sotto 'stu balcone ma tu sì guaglioneee, tu non conosci 'e femmine, seì ancora cussì giovaneee…"

https://www.youtube.com/watch?v=5cEWU_KMa3w

Comunque se non ho iniziato a fumare in quei frangenti per il nervoso non inizio più. La storia con Monica durò qualche mese, poi ahimè finì. Chissà dove sei adesso e cosa fai, bella fumatrice.

COSA PENSANO DI NOI ITALINI NEL MONDO

Una mia risposta sui migranti di due giorni fa (Risposta di Luca Tartaro a Perché gli immigrati preferiscono venire in Italia? ) aveva suscitato interrogativi sia pubblici che privati soprattutto in un punto. Ripensandoci la colpa è stata mia che non mi ero spiegato bene e davo le cose per scontate.

Interrogando infatti uno straniero sul perché era venuto in Italia, lui mi aveva riposto così,"Io non volevo venire in Italia, io sono qui solo perché c'era mio zio. Nel mio paese gli italiani hanno una pessima fama, tutti i preti pedofili sono italiani. "Italiano" da noi è un insulto."

"Cosa? Italiano un insulto? Non è possibile, "italiani brava gente" si dice sempre!" No, quorani, per tanti no. "Italiani brava gente" è una favoletta che ci raccontiamo tra di noi. Quello straniero non era stato nemmeno l'unico in quegli anni a avere espresso perplessità, vi assicuro. A volte avevo l'impressione che solo per il contesto formale molti si trattenessero, ma lo scetticismo e la diffidenza per non dire la paura verso l'Italia erano evidenti. Per me era talmente abituale che non ci facevo più caso.

Guardate infatti che l'Italia non è un paese amato e per me dopo tanto tempo che lavoravo con gli stranieri era ovvio. IL MONDO (PARLO IN GENERALE) HA UNA PESSIMA OPINIONE DELL'ITALIA. Anche se per molti può sembrare strano è così. Se chiedete ad uno straniero qual è la prima parola che gli viene in mente parlando di Italia, non vi dirà Leonardo, Raffaello, Giulio Cesare, il Colosseo, la pizza e via elencando.

Vi risponderà: MAFIAQuella è la prima cosa che viene in mente a tanti pensando all'Italia. "Cosa?" Sì, mafia, pericolo, sangue. E' soprattutto per quella parola che siamo noti nel mondo. Non una buona partenza insomma, poi è ovvio che tutto discenderà a cascata e ci saranno aggiustamenti. Ma all'inizio questo pensano di noi tante persone nel mondo.

"E allora perché vengono in Italia? Come se in casa non avessero la delinquenza, se ne restino nel paese loro!" Sapete allora il vero motivo per cui alla fine si sono decisi di venire in Italia?

Perché in Italia non c'è solo la Mafia, per questi stranieri L'ITALIA E' UN PAESE RICCO. Lo so che fa sorridere questo pensiero ma guardate che è così. Gli italiani per loro sono mafiosi e ricchi. L'Italia è ricca perché appartiene all'Europa, il continente più ricco e avanzato rispetto agli altri (Africa, Sud America, Est, molta Asia) da cui provengono. Come dargli torto?

Vi prego, tenetelo a mente quando parlate con uno straniero. Dovrete dimostrargli che non agite con una mentalità mafiosa (cioè la doppia morale Risposta di Luca Tartaro a Gli italiani hanno una mentalità mafiosa?).

I GIOVANI D'OGGI

Come tutti i vecchi rinc… pardon "boomer", tra gli sport preferiti c'è quello di radunarsi tra di noi e sparlare dei giovani d'oggi (i 18–24) Dove andremo a finire… ai miei tempi… che schifo la musica d'oggi… una volta usciva un capolavoro ogni mese…. sempre attaccati a questo kz di cellulare… che mignottame… ma non si vergognano?… non c'è più religione (ah no, asp, questa la diceva mio nonno)… generazione senza ideali… non hanno voglia di lavorare… una volta c'era più serietà… e via denigrando.

Guardate, per la mia esperienza, quando ci ritrova tra boomers, arriva sempre il "momento nostalgia" (SPOILER: cari zòvani preparatevi, succederà anche a voi). E non consola che in fondo sono le stesse cose che si ripetono ormai da millenni e non esagero. Ogni generazione ha la sensazione di essere l'ultima, sull'orlo del precipizio, ormai il meglio è passato, loro han provato tutto. E meno male che ero giovane e me la son goduta, pensano in tanti. Che tempi quei tempi.

Mica la generazione di adesso, che poveretta non puó cambiare piu nulla

Ma poi vieni a sapere che alle ultime elezioni la percentuale dei giovani si è alzata e che anzi ha determinato l'esito finale.

E ti illumini, pensi che allora non tutto è perduto, che tra i giovani ci sono ancora gli ideali, che si appassionano, c'è ancora speranza per un mondo migliore.

E alla fine ti commuovi come il balengo che sei e una furtiva lacrima ti scende dall'occhio.