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venerdì 30 ottobre 2026

COME FARE FESTA 

"Caro Fernando, fedele domestico peruano, cosa c'è stamattina? Ti vedo pensieroso…"

"Eh segnor Luca, ieri mi hanno invitato ad una fiesta italiana… Era il compleanos di una chica. Solo che… era muy differiente dalle nostre. Non pensavo così tanto."

"Perché Fernando, cosa è successo? Son curioso."

"E' iniziata alle otto di sera come mi avevano detto. Io pensavo chissà che e invece ci siamo messi a tavola a mangiare. A tavola capisce segnor Luca?"

-

"No, mi sembra normale. Cosa c'è di strano?"

"Si sono messi tutti seduti e poi hanno iniziato a mangiare e parlare. Quando arrivava un piatto nuovo tutti facevano un piccolo applauso e poi si riempivano il piatto."

"Beh, Fernando, normale, ad un certo punto però si smette di mangiare. Si fa il brindisi, cin cin!, c'è il caffè e la serata va avanti."

"E' allora che ha occurrido quello che mi ha stupito di più. Dopo aver sparecchiato sono rimasti a tavola e hanno iniziato un juego de mesa, mono lio monocolo…una cosa così."

"Monopoli."

"A me sembrava strano perché mono in spagnolo vuol dire scimmia ma non vedevo scimmie. Hanno continuato a giocare per due ore, mentre un gruppo di uomini si era spostato in un tavolo vicino e giocava a carte."

"E poi?"

(Fernando è sconsolato) "E poi a mezzanotte la chica ha aperto i regali ed era toda feliz. Ma la cosa chocante è successa dopo…"

"Cosa c'è stato di così sconvolgente, Fernando?"

"La fiesta era terminada! Terminada! Non era neanche la una di notte e tutti han salutato, si sono rivestiti e se ne sono andati! Che differenza con le nostre fieste, segnor!"

"Che succede alle vostre fiesta?"

"C'è la musica alta, la cumbia y la salsa, bailamos toda la noche, ci sono bottiglie di cerveza che volano sopra le teste, todos ubriachi e borrachi. Exageremos!"

"Anche le donne?"

"Sono le più scatenate!"

"Oddio, che casino"

"E' bellissimo, ogni tanto scoppiano delle risse e finisce a pugni. Le feste sono belle, ma noi diciamo che se c'è un morto diventano bellissime!"

"Ma…ma siete impazziti? Va bene le diversità culturali, ma mi sembra esagerato."

"Segnor Luca ti dico solo la verità. Devi venire da noi il 20 maggio, in tutta l'America latina si fanno le feste per el dia del borracho, il giorno dell'ubriaco. Vamos alla fiesta! E dopo tutti ci addormentiamo per terra."

"Per carità Fernando. Che differenza, per noi un ubriaco che si addormenta per terra è uno sfigato. Adesso capisco perché a volte il lunedì non vieni a lavorare, sei troppo sconvolto."

"Eh desculpame segnor me soy divertido."

"Non ne dubito, ma allora perché sei pensieroso?"

"Ma voi.. quando fate la fiesta vi mettete a tavola?"

C'E' POSTA ER TE 

Non l'ho mai vista. Mi sembra di aver capito che riunisce vecchie conoscenze, amori dimenticati, amici perduti, robe così ma potrei anche sbagliarmi. Gioca molto sull'emotività per il grande pubblico ed è condotta da Maria De Filippi, la moglie del fu Maurizio Costanzo. Una donna intelligente da quel poco che ho visto e sentito negli anni, ma lontana dalla mia sensibilità.

Insomma, ci ignoravamo a vicenda senza che questo creasse problemi a nessuno dei due. Il mondo è vario.

Poi però anni fa successe un fatto. Avevo scritto qui su Quora del difficile rapporto con mio figlio e circa una settimana dopo ricevetti una insolita telefonata. Uno dei collaboratori del programma mi invitava a partecipare ad una puntata della trasmissione per raccontare della mia vicenda in diretta. Era molto gentile ricordo, niente affatto invadente.

Declinai a mia volta l'offerta, un conto è raccontarlo con sofferenza qui su Quora, un altro in diretta televisiva davanti a milioni di sconosciuti. Ricordo bene che quando chiusi la telefonata pensai "Ah ma allora ci guardano".

E' una impressione che non mi sono più tolto. Quora sembra un social di nicchia, piccino picciò e senza nemmeno pubblicità, eppure non chiude perché? Forse a qualcosa serviamo. In apparenza ce la contiamo tra di noi e invece ci scrutano, ci leggono, forse siamo fonte di ispirazione. E questo riguarda tutti noi qui, anche te che leggi.

E veramente per me all'epoca fu un "C'è posta per te" con allegato un messaggio pensieroso. Scoprire di essere monitorato a mia insaputa, come quando con sorpresa mi accorsi di essere stato filmato. Ne rimasi intimorito ma forse fa parte della vita moderna.

Difficile in ogni caso oggi mantenere la riservatezza.

ADDIO PROFESSORE

Addio professor Xavier, tu che dalla sedia a rotelle guidavi gli X-men


 

 

mercoledì 28 ottobre 2026

COSA FARE CON I MINORI DI 14 ANNI QUANDO VANDALIZZANO 

Nei recenti disordini, ottobre 2026, in tutta Italia quando sono opera di minorenni che provvedimenti si prendono, nessuno? E' vero che se il soggetto ha meno di 14 anni può fare quello che vuole, tanto in galera non ci andrà mai? Che si fa? Che si può fare?

Il tema non è delicato ma delicatissimo, ci sono tomi così sull'argomento. Esorto il lettore ad indossare i guanti della cautela. Avendo lavorato nel Tribunale Minorenni queste situazioni capitavano ogni giorno. Cerchiamo di imbastire una conversazione civile e di spiegare il tema senza usare termini troppo tecnici, anche se ogni tanto scapperà qualcosa.

Partiamo da un punto fermo, l'articolo 97 del Codice Penale: "Non è imputabile chi, nel momento in cui ha commesso il fatto, non aveva compiuto i quattordici anni." In breve, il minore è considerato incapace di intendere e volere ed essendo non imputabile non subirà alcun processo e non andrà mai in galera.

(Youssef, il bambino di 11 anni che ha partecipato agli scontri)

E' da quando ho l'età della ragione che si parla di abbassare questa benedetta soglia di non imputabilità a 12 anni o addirittura abolirla del tutto (come in Francia o in certi stati degli USA), ma non se ne è mai fatto nulla. Applausi alla coerenza di chi ci governa.

COSA SUCCEDE NELLA PRATICA: il minore viene fermato -con le buone o con le cattive- e portato in Questura, dove verrà identificato. Appurata la sua età, se infra 14 enne verrà riaccompagnato dalla Polizia a casa e riconsegnato alla famiglia. Tutto risolto dunque? Giovane, pensi dunque che non ci saranno conseguenze? Ti sbagli, possono esserci conseguenze più o meno serie. Indico le prime che mi vengono in mente

a. il Tribunale Minorenni interviene, apre un fascicolo e se il fatto segnala una situazione di pericolo (famiglia inadeguata, frequentazioni pericolose, contesto negativo…) si colloca il minore in una comunità rieducativa, in cui starà minimo 6 mesi oppure fino al compimento del 18 anno. Comunità dove la prima cosa che fanno è togliere il cellulare. "Ah, ma tanto non è una prigione, io scappo!" E se la comunità è a Pizzo Calabro? Inoltre c'è comunità e comunità, ho sentito di tutto e tu sei solo. Te la senti?

b. la famiglia sarà sotto il mirino dei Servizi Sociali. Colloqui, relazioni, visite domiciliari. Finisce sotto i riflettori, non sarà una passeggiata insomma. Forse i genitori perderanno pure la Patria Potestà e il tuo futuro sarà deciso da qualcun altro. Vuoi far passare tutto questo a te e alla tua famiglia?

c. ultimo ma non ultimo, l'aspetto economico. Se ci sono stati danni non sarai tu a pagare, in quanto non imputabile, ma i tuoi genitori, al momento del fatto responsabili di te. Dovranno sborsare migliaia di euro anche se non sono ricchi, altrimenti rischiano a loro volta.

Ragazzi, ne valeva la pena per un pomeriggio di follia?

martedì 27 ottobre 2026

CHE TIPO DI CELLULARE HO 

Io uso il GATTUNG. Nel senso che quando mi metto lì bello spaparanzato per leggere i messaggini arriva la gatta e si mette tra me e lo schermo. Proprio adesso? Mi impedisce di vedere chicchessia e quando se ne va, distrattamente mi dà un colpo con la coda sul naso. Ma più spesso il felino si ferma, si adagia comodo e rimane lì, immobile a fissarmi.

Gelosia? Dominio del territorio? La regina non vuole rivali? Voglia di attenzioni? Io so solo che se mi azzardo a dire qualcosa allora lei mi guarda, incurante come fanno i felini. Che intanto mi stia inviando un messaggio usando il 4G (quattro gatti)?

lunedì 26 ottobre 2026

COME LASCIARE IL PARTNER

In psicologia, quando una persona ne vuole lasciare un'altra con cui sta avendo una relazione, solitamente segue questo schema: si fa coraggio, prende un bel respiro, sceglie con cura luogo e momento, va da lei per dire onestamente e chiaramente che non la ama più. Non vuole fargli male ma la loro storia è finita, la prega di non insistere e di andarsene, forse c'è già qualcun altro eccetera. Ne seguirà ovviamente una discussione, più o meno vivace e lacrimosa, ci possono essere sviluppi, ma se la persona tiene duro con le sue ragioni allora la frattura diventerà irrecuperabile.

Non è mai comunque una situazione piacevole e sono state escogitate negli anni diverse varianti. Se vuole infatti, ma in genere è sconsigliato, ci si può lasciare per lettera, telefono, addirittura sms (!!). Oppure con la scopata d'addio o usare quelle formule che alimentano false speranze e che magari in passato qualche volta han funzionato (la pausa di riflessione, ho bisogno di star sola, non sei tu sono io e via scendendo). In fondo ogni caso è a sé.

Poi c'è un secondo metodo, solo in apparenza più semplice e rapido, che è quello di sparire improvvisamente e per sempre. Senza spiegazioni, come quello che esce per prendere le sigarette e poi non torna o la moglie che si reca di nascosto dai Carabinieri coi bambini. Molto difficile però mantenerlo in questa società in cui siamo tutti interconnessi, a meno di non finire in Patagonia. Oppure (si sente di tutto) farsi trovare improvvisamente con un'altra persona. Guai in vista, rapido ma non indolore.

Infine c'è un terzo metodo, magari più lungo ma che ha dei vantaggi. La donna (ma il discorso vale anche a parti inverse) inizia a trattare male l'uomo, lo denigra, lo ridicolizza davanti agli amici, non gliela dà, gli fa pesare tutto, ogni pretesto è buono. In genere dopo qualche mese di questa vita l'uomo si stufa, si cerca un'altra situazione e se ne va. Il risultato finale rimane sempre quello (la coppia si sfalda) ma è interessante notare come molto diversa è la immagine all'esterno di chi si assume la colpa. Paradossalmente chi ha voluto e lavorato per la separazione ne esce innocente, la colpa finale è dell'altro.

Comunque non ho mai sentito una storia esattamente uguale all'altra, i tre metodi presentano i suoi pro e contro e ognuno avrebbe una storia da raccontare.

domenica 25 ottobre 2026

WALTER VALDI

Un cabarettista che a Milano era famosissimo ma che nel resto d'Italia è assolutamente sconosciuto è WALTER VALDI. "E chi è?" Ah sapessi, quante risate con lui!

Walter Valdi - Wikipedia

Divenne in gioventù avvocato come il padre, ma abbandonò presto la professione, lo studio in centro a Milano e il buon nome della famiglia per dedicarsi alla carriera d'artista (un salto che negli anni '50 dello scorso millennio richiedeva un certo coraggio). E meno male, diciamo noi "vèci", perché faceva scompisciare tutti negli spettacoli di cabaret al Derby di via Santa Tecla, un locale sito tra via Larga e il Duomo. Un locale che ha fatto la storia. Ha lanciato il jazz italiano, Gaber, Cochi e Renato, Teocoli, Jannacci e tanti altri

(Il Derby si trovava proprio nel centro della foto, in fondo a quella viuzza)

Io l'ho visto Valter Valdi: entrava dimesso in scena con passo esitante. Paciarotto, basso, occhiali spessi e mezzo pelato, non sembrava gran che. Ma bastava che aprisse bocca e tutti ridevano di cuore, raramente in vita mia ho visto una persona dotata di una tale vis comica.

Walter cantava la Milano popolare e delle case da ringhiera, contrapposta alla cafonaggine dei nuovi ricchi (chissà perché oggi è dimenticato). Snocciolava i suoi successi: Waha Putanga, Il palo nella banda dell'Ortica, Coccodì coccodà, Ah l'amore, La busa nova… con storielle sui magnifici perdenti della Milano d'allora (meno male che oggi le cose son cambiate). Come nella canzone del Palo nella Banda dell'Ortica, poi ripresa da Jannacci, in cui al più scalcagnato del gruppo di malavita facevano fare il palo, quello che sta fuori a badare che non arrivi la Pula.

«Lui era fisso che scrutava nella notte/ ha visto nulla, ma in compens l'ha sentì nient/ perché a vederci, non vedeva un'autobotte/ però a sentirci, ghe sentiva un accident!»

Se volete sentire qualcosa di lui ecco una delle sue canzoni più famose, quella (oggi non potrebbe uscire, è politicamente scorretta) che parlava di una tribù del centro Katanga, i Waha Putanga, una tribù di negher del menga. Un tartarino d'oro a chi indovina di cosa parla

https://www.youtube.com/watch?v=zMYfS_I1OZY&list=RDzMYfS_I1OZY&start_radio=1

Walter ritorna, mi manchi!