RICOSTRUIRE
La notte del 16 agosto 1943, durante la Seconda Guerra Mondiale, la ancora fascista Milano venne bombardata in maniera pesantissima dagli Alleati. Mia nonna raccontava che era stata una notte orribile, lei non ne voleva nemmeno parlare e mi cacciava via se le chiedevo qualcosa. La città venne messa a ferro e fuoco, gli incendi durarono parecchi giorni.
Bombardamenti di Milano - Wikipedia
La cosa strana però è che le vittime furono relativamente poche ma i danni alle strutture artistiche e simboliche della città ingentissimo. Venne fuori poi che era stata una voluta intenzione delle autorità militari. Si voleva colpire l'anima di Milano, infliggere un colpo mortale al morale della città.
Gli obiettivi colpiti furono tanti. Il museo Poldi Pezzoli venne raso al suolo
Il Cenacolo di Leonardo da Vinci si salvò per miracolo,
la famosa Galleria spaccata
la basilica di Sant'Ambrogio distrutta
anche il massiccio Duomo venne danneggiato
Una bomba cadde proprio in mezzo al famoso Teatro della Scala
Ernesto Cogliati, il capo costumista del Teatro, davanti a quello scempio decise di far qualcosa. Organizzò una colletta e si ricostruì il teatro a tempo di record. Una volta finita la guerra ci fu la grande serata di riapertura l'11 maggio 1946. Dirigeva il maestro Arturo Toscanini, antifascista appena tornato dall'esilio negli USA. L'abito di Toscanini venne disegnato proprio da Cogliati.
Il suo intervento quella sera però non si limitò all'abito. Dato che tutti i cittadini avevano contribuito alla ricostruzione della Scala, chiese e ottenne che il concerto si tenesse a porte aperte, così che tutta la popolazione potesse fruirne.
Così accadde, una folla enorme e silenziosa si radunò in Piazza della Scala riempiendola all'inverosimile. Fu una serata magica. La guerra era finita, ora si poteva ricominciare.
La storia oggi pomeriggio mi è stata raccontata da Paola Visconti, orgogliosa nipote di nonno Ernesto. La memoria è ancora viva.
