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giovedì 1 ottobre 2026

LOTTA COMUNISTA 

(Plin plon! Suona il campanello di casa)

"Buongiorno signor Luca!"

"Buongiorno ragazzi, che volete?"

"Stiamo girando per tutto il quartiere, vogliamo diffondere il nostro giornale LOTTA COMUNISTA, lei sostiene i lavoratori vero?"

"Fate vedere… oddio non ci credo, ma nel 2026 esiste ancora?"

"Una copia è per lei, accettiamo qualsiasi contributo!"

"I gruppi leninisti… Vi ringrazio ma oggi mi sembra superata."

"Ah, ma allora lei è uno di quelli nuovi, che sostiene la causa per la Palestina. Un pro-Pal!"

"No guardate io non parteggio né per l'uno né per l'altro, è un terrorista grosso che combatte un terrorista piccolo. Non ho dimenticato cosa han fatto i palestinesi in Italia negli anni '70, voi certo ricordate la strage di Fiumicino del 73 e il Lodo Moro."

(vuoto nei loro occhi) "……."

"Conoscete Aldo Moro? Sapete chi è?"

"……."

"Sapete cosa hanno fatto le Brigate Rosse?"

"Le Fregate Rosse?"

"Quanti anni avete, ragazzi?"

"Io 20, lei 19."

(Sconsolato) "Siete giovani, avete il diritto di non sapere. Fatevelo raccontare dai vostri capi. Beh, è giusto premiare la passione nei giovani. Date qua."

(io gli dò qualche moneta, loro mi consegnano una copia)

"Grazie signor Luca!"

"Grazie a voi, lo leggerò."

(chiudo la porta)

E quella sera l'ho sfogliato veramente, ero curioso. Le prime veementi righe in prima pagina riportavano scandalizzate un discorso di Henry Kissinger. Kissinger? Nel 2026?

E tutto il resto della rivista era sullo stesso filone veterocomunista. Ma proprio vetero. Una indagine sulla diffusione dei Circoli Operai in Italia, la guerra motore della Rivoluzione, l'Europeizzazione della Nato, un lungo articolo sulla nemesi cinese... L'unica pubblicità presente era una antologia Einaudi degli scritti di Rosa Luxembourg.

Incredibile, per queste persone il tempo sembra passato invano. Quello che è cambiato sono io, sono vecchiovecchiovecchio. Cosa sarà di me? Cosa sarà delle mie idee adesso, di questi tempi nuovi?. Ho chiuso il giornale leninista, meglio per me che certe cose restino nel passato.

Ma poi in fondo al'ultima pagina leggo "ciclostilato in proprio su carta ecologica" e mi sono ricordato di una cantina di tanti anni fa, di un pomeriggio passato a ciclostilare senza sosta, quando ancora ci credevo. E, ammetto, una furtiva lacrima mi è scesa dall'occhio.


 

IN UN SUPERMERCATO NON C'E' MAI ASSOLUTO SILENZIO 

Questa sembra una domanda assurda ma ha un suo perché. Se avete notato in un supermercato aperto non c'è mai silenzio e penombra. Anzi, se il rumore non c'è lo crea il consumatore stesso, pensate solo alle piastrelline piccole del pavimento sullle quali passa il carrello che inevitabilmente farà rumore. Tutto è colorato, chiassoso, allettante mentre l'ignaro percorre tutta la tonnara dei prodotti.

E' una manovra psicologica neanche tanto celata: distratto e bombardato dahli stimoli sensoriali, il consumatore tende a non pensare e ad, obbedire agli impulsi più irrazionali. E il carrello si riempie.

Sarà capitato a tutti di tornare dal Super e guardando un oggetto chiedersi "E questo perché l'ho preso? Ah già…" Intanto i soldi li hai spesi, l'acquisto (non preventivato) l'hai fatto. Perché questo è l'obiettivo di chi gestisce un negozio, farti spendere più soldi possibile.

Nulla di male, è il loro mestiere. Così ecco entrare in gioco tutti i trucchi possibili per distrarti, dalla musichetta alle piastrelline piccole, dalla tonnara degli scaffali agli sconti… e altri che sanno loro. Avete un bel fare prima la lista, andare coi soldi contati ripetervi devo comprare solo una roba, solo una roba…. E ogni volta uscire con due buste così. Ci sìamo cascati, missione compiuta (la loro). Cosa fare? Se questo è il loro mestiere, il mio è esserne consapevole.

"Ma sì, chi se ne frega dei soldi, tanto è tutta roba che forse mi servirà".

(I trucchi del supermercato per farti spendere di più)

3.8K views · 27 reactions | Vai al supermercato per prendere un paio di cose e poi esci con 2 buste piene? Sono tecniche utilizzate dai supermercati per farti spendere di più. Ci sono varie tecniche tra cui: i prodotti più necessari in fondo, così da farti percorrere tutto il supermercato, prodotti vicini come birra e patatine o sugo e pasta, per farti acquistare entrambi, prodotti più costosi all’altezza degli occhi, prodotti per bambini all’altezza degli occhi dei bambini e tante altre tecniche che permettono ai supermercati di vendere di più #supermercato #supermarket #prodotti #vendite #manipolazionementale | Alessandro Germano

martedì 29 settembre 2026

INUTILE 

(Avvertenza: l'aneddoto è vero anche se fa ridere. E' comunque lontano nel tempo, millennio scorso. Se cercate qualcosa di serio passate oltre)

Un giorno a pranzo, durante la pausa di un convegno sulla Sincronicità Junghiana, noi aspiranti zòvani psicoanalisti ci siamo messi a discutere del più e del meno e, forse gasati dalla situazione e un filo alterati dal cognac, ci siamo avventurati su un campo nuovo ma infido: la interpretazione psicologica della coda nella vacca, apparentemente inutile.

Intendiamoci, non l'interpretazione onirica per gli umani (simbologia superata) o archetipica (banale), proprio il significato psicologico interiore per la vacca stessa della sua coda. Decidemmo di mantenere un approccio scientifico e per rispondere alla questione partimmo proprio dalla base: INNANZITUTTO A COSA SERVE LA CODA NELLE MUCCHE?

La discussione si fece subito accesa. Sembrava di essere a Stoccolma mentre si discuteva dell'assegnazione dei Nobel. Vennero scartate subito come inconsistenti le ipotesi estetiche (la coda è sempre nascosta), motorie (non serve all'animale a mantenere l'equilibrio mentre cammina o trotta, troppo leggera), ludiche (manco sa di averla), comunicative (non è come la coda del cane), culinarie (Dio le ha donate all'uomo per la coda alla vaccinara), igieniche (anzi, il suo ciuffo spesso si impregna di schifi e sbatte sulle mammelle sporcandole, tanto è vero che alcuni allevatori tosano il ciuffo finale).

Alla fine emerse come vincitrice la spiegazione psicologica: sventolandola avanti e indrè la mucca segnalava a tafani e moscerini di stare lontani. E anche se il suo sventolìo era innocuo e in fondo inutile perché tanto arrivavano lo stesso, la mucca ne aveva un bisogno psicologico per sfogare il suo nervosismo. Insomma, la coda per lei era un anti stress, le serviva per aver l'impressione di fare qualcosa! Applausi negli astanti tra il caffè e il tiramisù per chi formulò l'ipotesi vincente. La coda per la mucca insomma è un antistress, è indispensabile al suo equilibrio psicologico. Anche noi vogliamo stare bene

E' paradossale, ma dopo tanti anni questa discussione l'ho applicata su Quora. Qui dentro infatti ci sono tanti troll, provocatori, cogleoni da tastiera e moscerini vari: io posso anche denunciarli e segnalarli, li allontano per un po', ma tanto come le zanzare ritorneranno, il loro scopo nella vita è rompere le balle. E allora? Rinuncio a sventolare la mia coda? Ma neanche per sogno. Ogni volta che segnalo, mi accorgo che sono più grande di loro. Occhio! Muuuuu!

lunedì 28 settembre 2026

 

YURI

Questa l'ho scoperta ieri, parlando con una sportiva che partecipa a manifestazioni a livello nazionale. Avete certo presente Yuri Chechi, il bravo ginnasta italiano premiato anche alle Olimpiadi di Atlanta del 1996, orgoglio nazionale.

(la finale olimpionica a 26 anni che gli valse il meritato oro)

https://www.youtube.com/watch?v=PXw1brSF7o4

Tra le sue specialità durante la prova degli anelli c'era la massacrante posizione del crocefisso. L'abilità della "croce" sta nel rimanere completamente immobili in posizione per almeno tre/cinque secondi. Ci sono sportivi che riescono a mantenere tale posizione anche per otto secondi ma sono mostri di palestra.

Bisogna avere bicipiti e pettorali forgiati da anni di esercizi, una persona non allenata va incontro a dolorosi strappi. Una particolarità poi di tale posizione è il fatto che una donna non riesce mai a farla per via della diversa conformazione muscolare, regge al massimo 0,5 secondi anche se allenata poi crolla.

"Ah beh. Ci sarà pure una cosa in cui son più bravi i maschi, no?"

"Sì caro, va bene."

domenica 27 settembre 2026

IL FINALE DELL'ODISSEA

 Dopo essere tornato nella sua Itaca come uno straccione, non riconosciuto quasi da nessuno e dopo aver sfidato e sconfitto i Proci che gli insidiavano moglie e regno, Ulisse si svela a Penelope. La donna però dopo tanto tempo non si fida. Sarà proprio lui?

Quell'uomo, uno sconosciuto, le ripete che è il suo sposo Ulisse "sono io, sono tornato! Rivoglio te e la mia terra!" Al che Penelope, turbata dalle sue insistenze, ordina alle ancelle di preparare il letto matrimoniale, spostandolo nella stanza più grande.

Ma Ulisse non ci casca. Il loro letto non può essere spostato, era stato ricavato dal tronco di un grande ulivo e Ulisse vi aveva poi costruito la casa intorno.

Penelope, sentendo lo sconosciuto parlare così, capisce che è proprio Ulisse e gli corre incontro abbracciandolo. E poi passarono finalmente la notte insieme e, come dice uno dei più famosi versi dell'Odissea, "I DIRITTI DELL'ANTICO LETTO RIEBBERO".

Per molti studiosi anzi questo verso del cap XXIII° era una volta il vero finale dell'Odissea, che si concludeva così, l'ultimo cap XXIV° è infatti debole e raffazzonato. Gli antichi insomma lo avevano già capito migliaia di anni fa ed è qualcosa di così importante da essere tramandato: ogni coppia ha dei segreti che conoscono solo loro.

(Bekim Femiuh e Irene Papas nelle scene finali dell'Odissea, miniserie rai del 1968)

PRINCE

Io ho visto Prince nel suo primo tour italiano, un concerto tenuto a Milano proprio il giorno del suo 29° compleanno, il 7.6.1987. "Vestitevi color pesca o nero" dicevano i poster. Io scelsi il nero e già il pubblico era uno spettacolo: una marea di persone, tanti puntini con solo due colori che si intersecavano.

Ero e sono un fan di Prince, uno che aveva il ritmo nel sangue, il degno successore funk di James Brown. Ho ascoltato sino allo sfinimento il suo doppio Sign o' the times, veramente bello. Inutile dire che non si risparmiava e faceva ballare con la sua band tutto il Palalido, trascinante

Anche riascoltate oggi le sue canzoni hanno retto benissimo il tempo e potrebbero essere uscite ieri: ….Musicology, Alphabet Street, Boys and girls, Kiss etc. Polistrumentista e grande innovatore, uno dei primi ad aver capito il potenziale di internet. Il suo repertorio è sterminato, in 10 anni di attività ha fatto uscire52 album

(La trascinante Kiss, un video che ha fatto epoca)

https://www.youtube.com/watch?v=H9tEvfIsDyo&list=RDH9tEvfIsDyo&start_radio=1

Stranamente, a me il concerto però non piacque molto. Noto perfezionista, Prince in tutto in quel concerto di quasi tre ore non stava fermo un attimo, era tutto programmato al millimetro. Anche il fumo colorato che usciva dai tubi e serpeggiava sul palco, per dirne una, seguiva vie precise.

Niente era improvvvisato o lasciato al caso, non un movimento non una nota. Tutto bello, per carità, ma che differenza con i concerti a cui ero abituato, con le band che spesso improvvisavano, seguivano l'onda, in cui magari il musicista suonava qualche canzone a richiesta. Ebbi un netto pensiero: "in futuro i concerti saranno tutti così". E la cosa ad essere franco non mi piacque molto. Stavo vedendo il futuro e non mi intrigava.

Quarant'anni dopo posso dire che avevo ragione: oggi è difficilissimo che si improvvisi in un concerto (a meno di non essere in un localino jazz underground). Si suona seguendo basi preregistrate. stranamente, il professionismo ha comportato povertà.

Non per lui comunque, fu un concerto indubbiamente ricco. Qualcosa del futuro lui l'aveva capito e a modo suo tentava di rimediare. Prince dalla vita breve. Ars longa, vita brevis, sempre avanti.

venerdì 25 settembre 2026

C'E' UNA TARTARUGA CHE MANGIA UNA TARTINA CON LA SALSA TARTARA... 

Essendo Tartaro è anche il mio tarantolato piatto preferito, magari con una spolverata di tartufo. Del resto me l'ha consigliato il dentista per levare il tartaro. Altrimenti finisco nel Tartaro, l'inferno degli antichi greci. Vivaldi nel suo Orlando Furioso ci ha dedicato pure una canzone: "Scendi nel Tartaro!"

"Scendi nel Tartaro per farti vindice

contro una furia bella e crudel!"

https://www.youtube.com/watch?v=_ziTeLE0pwc&list=RD_ziTeLE0pwc&start_radio=1

Sempre meglio che venire chiamato "Tart!" dagli inglesi (cioé bagascia, lo so sono un figliodiputtana, beh siamo in tanti). Vabbè, mi consolo leggendo l'ispirato libro di Buzzati, "Il deserto dei Tartari".

E se vi sembrano paturnie tarate magari lo sono, forse sono le mie lontane e petulanti origini arabe, dato che chiacchierone, quello che in ogni compagnia parla più di tutti, da loro si dice tar-tar!

(venditore di fiori arabo)