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martedì 27 ottobre 2026

CHE TIPO DI CELLULARE HO 

Io uso il GATTUNG. Nel senso che quando mi metto lì bello spaparanzato per leggere i messaggini arriva la gatta e si mette tra me e lo schermo. Proprio adesso? Mi impedisce di vedere chicchessia e quando se ne va, distrattamente mi dà un colpo con la coda sul naso. Ma più spesso il felino si ferma, si adagia comodo e rimane lì, immobile a fissarmi.

Gelosia? Dominio del territorio? La regina non vuole rivali? Voglia di attenzioni? Io so solo che se mi azzardo a dire qualcosa lei mi guarda, incurante come fanno i felini. Che mi stia inviando un messaggio usando il 4G (quattro gatti)?

lunedì 26 ottobre 2026

COME LASCIARE IL PARTNER

In psicologia, quando una persona ne vuole lasciare un'altra con cui sta avendo una relazione, solitamente segue questo schema: si fa coraggio, prende un bel respiro, sceglie con cura luogo e momento, va da lei per dire onestamente e chiaramente che non la ama più. Non vuole fargli male ma la loro storia è finita, la prega di non insistere e di andarsene, forse c'è già qualcun altro eccetera. Ne seguirà ovviamente una discussione, più o meno vivace e lacrimosa, ci possono essere sviluppi, ma se la persona tiene duro con le sue ragioni allora la frattura diventerà irrecuperabile.

Non è mai comunque una situazione piacevole e sono state escogitate negli anni diverse varianti. Se vuole infatti, ma in genere è sconsigliato, ci si può lasciare per lettera, telefono, addirittura sms (!!). Oppure con la scopata d'addio o usare quelle formule che alimentano false speranze e che magari in passato qualche volta han funzionato (la pausa di riflessione, ho bisogno di star sola, non sei tu sono io e via scendendo). In fondo ogni caso è a sé.

Poi c'è un secondo metodo, solo in apparenza più semplice e rapido, che è quello di sparire improvvisamente e per sempre. Senza spiegazioni, come quello che esce per prendere le sigarette e poi non torna o la moglie che si reca di nascosto dai Carabinieri coi bambini. Molto difficile però mantenerlo in questa società in cui siamo tutti interconnessi, a meno di non finire in Patagonia. Oppure (si sente di tutto) farsi trovare improvvisamente con un'altra persona. Guai in vista, rapido ma non indolore.

Infine c'è un terzo metodo, magari più lungo ma che ha dei vantaggi. La donna (ma il discorso vale anche a parti inverse) inizia a trattare male l'uomo, lo denigra, lo ridicolizza davanti agli amici, non gliela dà, gli fa pesare tutto, ogni pretesto è buono. In genere dopo qualche mese di questa vita l'uomo si stufa, si cerca un'altra situazione e se ne va. Il risultato finale rimane sempre quello (la coppia si sfalda) ma è interessante notare come molto diversa è la immagine all'esterno di chi si assume la colpa. Paradossalmente chi ha voluto e lavorato per la separazione ne esce innocente, la colpa finale è dell'altro.

Comunque non ho mai sentito una storia esattamente uguale all'altra, i tre metodi presentano i suoi pro e contro e ognuno avrebbe una storia da raccontare.

domenica 25 ottobre 2026

WALTER VALDI

Un cabarettista che a Milano era famosissimo ma che nel resto d'Italia è assolutamente sconosciuto è WALTER VALDI. "E chi è?" Ah sapessi, quante risate con lui!

Walter Valdi - Wikipedia

Divenne in gioventù avvocato come il padre, ma abbandonò presto la professione, lo studio in centro a Milano e il buon nome della famiglia per dedicarsi alla carriera d'artista (un salto che negli anni '50 dello scorso millennio richiedeva un certo coraggio). E meno male, diciamo noi "vèci", perché faceva scompisciare tutti negli spettacoli di cabaret al Derby di via Santa Tecla, un locale sito tra via Larga e il Duomo. Un locale che ha fatto la storia. Ha lanciato il jazz italiano, Gaber, Cochi e Renato, Teocoli, Jannacci e tanti altri

(Il Derby si trovava proprio nel centro della foto, in fondo a quella viuzza)

Io l'ho visto Valter Valdi: entrava dimesso in scena con passo esitante. Paciarotto, basso, occhiali spessi e mezzo pelato, non sembrava gran che. Ma bastava che aprisse bocca e tutti ridevano di cuore, raramente in vita mia ho visto una persona dotata di una tale vis comica.

Walter cantava la Milano popolare e delle case da ringhiera, contrapposta alla cafonaggine dei nuovi ricchi (chissà perché oggi è dimenticato). Snocciolava i suoi successi: Waha Putanga, Il palo nella banda dell'Ortica, Coccodì coccodà, Ah l'amore, La busa nova… con storielle sui magnifici perdenti della Milano d'allora (meno male che oggi le cose son cambiate). Come nella canzone del Palo nella Banda dell'Ortica, poi ripresa da Jannacci, in cui al più scalcagnato del gruppo di malavita facevano fare il palo, quello che sta fuori a badare che non arrivi la Pula.

«Lui era fisso che scrutava nella notte/ ha visto nulla, ma in compens l'ha sentì nient/ perché a vederci, non vedeva un'autobotte/ però a sentirci, ghe sentiva un accident!»

Se volete sentire qualcosa di lui ecco una delle sue canzoni più famose, quella (oggi non potrebbe uscire, è politicamente scorretta) che parlava di una tribù del centro Katanga, i Waha Putanga, una tribù di negher del menga. Un tartarino d'oro a chi indovina di cosa parla

https://www.youtube.com/watch?v=zMYfS_I1OZY&list=RDzMYfS_I1OZY&start_radio=1

Walter ritorna, mi manchi!


sabato 24 ottobre 2026

L'AMORE E' INDISPENSABILE?

Non penso che l'amore sia indispensabile, a volte per compere un gesto di tenerezza basta solo un poco di affetto e fiducia. La mia micina di cinque mesi per esempio aveva il sonno agitato, mugolava irrequieta. Al che mi sono avvicinato e l'ho accarezzata piano per non svegliarla. Poco dopo lei si è calmata e ha ripreso il sonno regolare. Intanto mi veniva da sorridere.

Accarezzare un animale o un bambino addormentato è qualcosa che abbiamo fatto in tanti, anche quando non lo conoscevamo e nessuno ci obbligava. E' qualcosa che è venuto spontaneo, in silenzio, un gesto d'affetto come prestare attenzione e intervenire se si sente un bambino piangere. Penso faccia parte della nostra ancestrale umanità, essere in pace con i propri istinti. Dormi serena, tesoro.

venerdì 23 ottobre 2026

CHE SUCCEDERA' ORA IN ITALIA

Dopo il blocco degli autotrasportatori, la rivolta dei contadini, i fatti di Milano e i supermercati vuoti, la protesta in questo ottobre 2026 si estenderà e ci saranno sviluppi inaspettati. Ocio!

giovedì 22 ottobre 2026

COSA HO FATTO SABATO 

Mentre sabato 17.10.26 Milano veniva messa a ferro e foco, il vostro affezionatissimo, ciuccio e tordo come al solito, partecipava quel pomeriggio ignaro di tutto a STRANIMONDI, fighissma convention meneghina di fantascienza. "Ciò l'alibi, Commissario, non ero in piazza Duomo a far casino!"

Spinto dal sempre valido Massimo Soricetti, anche lui appassionato lettore di Urania (chi se la ricorda alzi la mano… bravi bravi, vedo che siamo in tanti) mi aggiravo tra gli stand delle millemila e piccine case editrici che esponevano gli ultimi titoli. Io mi sono contenuto ma Massimo ha fatto incetta di volumi. Si legge!

COSA MI ASPETTAVO: dico la verità, per me la fantascienza significa Hard Fiction, la fantascienza "dura" alla Asimov e Sheckley. Astronavi, pianeti sconosciuti, voli intergalattici, viaggi nel tempo e via sognando. Confesso che sono stato tentato di vestirmi da Dr Spock (long live and prosper), la maglietta l'avevo. Mi aspettavo di vedere comunque i cosplay di Big Bang Theory e avevo anche la speranza di incontrare dal vivo Sheldon, piccina ma c'era.

COSA INVECE E' ACCADUTO: tartarino all'inizio era sconcertato. Di fantascienza classica ne ha vista pochissima, pensava di trovare gente attempata… invece era pieno di giovani! C'erano per esempio un sacco di ragazze in stile goth, tutte di nero vestite e pesantemente truccate.

Ma c'era il peché: dei libri presentati si può dire che solo uno era ambientato nel futuro prossimo. Nella stragrandissima maggioranza erano tutti fantasy, horror medioevali, storie di profezie, maghi e fantasmi. Mi sembrava di vedere tante varianti del Signore degli Anelli in versione dark. Gli StraniMondi alternativi e le storie che si vivono adesso sono quelle.

Che scoperta. Per un attimo mi sono sentito veramente fuori dal mondo e anche Soricetti aveva avuto la stessa impressione. Ormai la fantascienza classica non esiste più. O bestia. Il futuro è cambiato!

mercoledì 21 ottobre 2026

IL MASCHIO ALPHA 

Qui c'è un mistero, ma andiamo con ordine. Per cominciare, "alfa" in greco è l'equivalente della nostra A, nell'alfabeto greco è la prima lettera (alfa, beta, gamma, delta….). La stessa parola "alfabeto" deriva da alfa + beta.

In etologia, scienza che studia il comportamento degli animali, uno studio di David Mech e Rudolph Shenkel degli anni '40 ha allora coniato il termine "MASCHIO ALPHA" per indicare il soggetto dominante, quello al vertice che comanda il branco e lo sottomette ai suoi voleri. Il M.A. si impone con brutalità, dopo aver fisicamente sconfitto tutti gli altri pretendenti. E' il primo a mangiare, ha diritti sessuali ed esclusivi su tutte le donne del gruppo e quando entra in carica spesso per prima cosa uccide i bambini che le femmine hanno avuto da altri.

Relativamente facile nei branchi di leoni, scimpanzè o lupi riconoscere il Maschio Alpha del gruppo, quello dominante, tutto ruota intorno a lui. In natura esiste, soprattutto per le specie più aggressive, una struttura fortemente gerarchica e il Maschio Alpha al vertice è quello forte, violento, che fa paura, temuto, che uccide i rivali.

Negli anni '90 però gli stessi scienziati che avevano proposto questa teoria del Maschi Alpha l'hanno smentita! Studiando più a fondo i branchi si sono infatti accorti che per il gruppo è molto più importante cacciare tutti insieme, essere un buon genitore, cooperare per mantenere il territorio piuttosto che picchiare tutti a mazzate e restare da solo al vertice. Un conto è il comando, un altro il terrore assoluto (che dura sempre poco). Insomma, IL MASCHIO ALPHA IN NATURA NON ESISTE! Esiste il gruppo, con i suoi rapporti, la sua gerarchia e le sue regole.

Il Maschio Alpha è insomma un mito quasi da zoo. Ma ECCO IL MISTERO. Non si capisce bene perché o come ma il termine Maschio Alpha ha avuto, grazie a internet, una innegabile fortuna, è uscito dal campo dell'etologia animale ed è stato fin dagli anni '90 applicato anche agli esseri umani.

Hai voglia a spiegare che scientificamente è una ipotesi superata, qui è tutto un fiorire di trattati anti incel su come diventare un maschio alpha, concupito da tutte e che tutte se le fa. Bisogna essere palestrati, alti, aggressivi, pieni di tatuaggi, tutto il repertorio. Ovunque le donne ti adoreranno e supplicheranno per essere tue.

Se posso però riportare la mia esperienza sia personale che professionale, anche per me la fama del maschio alpha è illusoria, in natura come tra gli esseri umani. Può avere un certo successo iniziale ma alla lunga non regge. Una donna infatti capisce benissimo che il cosiddetto "maschio alpha" è un cattivo marito e sarà un pessimo padre. Praticamente i figli te li crescerai da sola e dovrai rassegnarti alle sue infedeltà. Meglio riservare il proprio amore a uomini magari meno glamour ma più affettuosi, capaci di legami profondi e per cui "prima le donne e i bambini". Il Maschio Alpha va bene magari per un'avventura, non certo per la vita. Con sorpresa, si scopre che sono ben altri gli uomini ricercati per una coppia.

Naturalmente questo rimane un mio pensiero ("solito invidioso secco del kz"). Guardatevi in giro, ci saranno esempi a favore o contro, la discussione resta aperta.