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giovedì 19 febbraio 2026

GIRARE CON IL BURKA E' REATO?

Una legge a proposito esiste, è L'ARTICOLO 85 DEL T.U.L.P.S. (il "Testo Unico Legge Pubblica Sicurezza", che ogni poliziotto conosce a memoria), che così recita: «È vietato comparire mascherato in luogo pubblico». Un emendamento successivo aggiungerà che ci deve essere un "giustificato motivo" per indossare qualcosa che renda difficoltosa l'identificazione della persona. "Giustificati motivi" possono essere per esempio l'uso dei caschi quando si guida la moto, le mascherine durante la pandemia, le maschere che sfilano nel Carnevale etc.

Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza - Wikipedia

La ragione per cui vietare di comparire mascherati in pubblico è evidente: ognuno è responsabile delle sue azioni ed essere riconoscibile è essenziale per questo. Se non siete d'accordo pensate a qualcuno che entra in una banca col passamontagna mentre siete in fila o va alle manifestazioni coperto da sciarpa e cappuccio felpa per non essere riconosciuto o entra in ospedale indossando un burka integrale.

"Ma in Inghilterra si può girare mascherati!" Siamo diversi, qui il mascheramento fuori dal Carnevale non è lecito.

Tutta questa premessa per commentare la recente proposta di legge avanzata nel 2026 dai partiti di destra in Spagna per vietare l’uso del burqa e del niqab (due diversi tipi di velo integrale delle donne musulmane per coprire interamente il corpo e il volto).

Dico la mia:

A. non so in Spagna, ma in Italia non c'è bisogno di una nuova legge, essendoci già il Tulps. Al limite, se burqa e niqab infastidiscono, si potrebbe scrivere un emendamento in cui tra i giustificati motivi NON rientreranno quelli religiosi.

B. Sento già l'obiezione "ma le suore si velano il capo!" Si velano capo e capelli, non il volto.

C. essendo l'Italia una democrazia, dove le regole valgono per tutti, personalmente mi darebbe assai fastidio che per motivi "religiosi" qualcuno avesse più diritti degli altri.

D. insomma per me Hijab e Chador sì (al di là dell'essere mussulmano o che possa piacere o meno), Niqab e Burqa no. L'importante è che la persona sia subito riconoscibile per la mia tranquillità. Chi vuole il burka in Italia mi avrà sempre contro.

E. "Ma così costringi queste povere donne a restare chiuse in casa!" Si reagisce ad una ingiustizia con una ingiustizia più grossa? Se qualcuno ha sentore di queste infamità faccia una segnalazione.

F. Senonché…Oh kz mi sono con mio grande scorno di essermi sbagliato. Fermi tutti, girare col burqa in Italia si può. Esiste infatti una sentenza del Consiglio di Stato del 2008 che afferma come sia "consentito che una persona indossi il velo per motivi religiosi o culturali." Se vedete qualcuna col burqa in Italia non sta insomma commettendo nulla di illegale. Deve però, se richiesto, identificarsi. Mugugnando mi adeguo.

(la sentenza del Consiglio di Stato nel 2008, che annullava una ordinanza del sindaco di Pordenone di girare col burka)

sul potere del Prefetto di annullare un'ordinanza del Sindaco emessa in quanto ufficiale del governo, che vieta di comparire in pubblico con il volto coperto da un 'burqa'

mercoledì 18 febbraio 2026

CANZONI DI FANTASCIENZA ITALIANE

Me ne viene subito in mente una: "HELP ME" (aiutatemi) dei Dik Dik, in cui si racconta di un certo astronauta McKenzie che volando sul pianeta Giove si perde nello spazio. Bellina, peccato che il testo assomigli un po' troppo a Space Oddity di David Bowie, uscita qualche anno prima. Ma da giovane non lo sapevo e la canzone mi ha fatto sognare

https://www.youtube.com/watch?v=SpuJbQ5DVq0

(maronnasanta che copertina, sempre all'avanguardia)

Non limitiamoci, c'è tutto un mondo da scoprire, anzi un universo. Come nella canzone "EXTRATERRESTRE" di Eugenio Finardi, che vuole "una stella che sia tutta mia"

https://www.youtube.com/watch?v=TJe8KHnv0qc

Ma la vera canzone di fantascienza italiana, e qui il discorso ritorna subito serissimo, è "NOI NON CI SAREMO" di Francesco Guccini, in cui si racconta di un mondo futuro senza più l'essere umano, annientato dalle guerre atomiche. Un mondo in cui la natura ha ripreso il sopravvento.

Bellissimo testo, scritto da un ispirato Guccini a 24 anni, purtroppo ancora attuale dopo tanti anni

https://www.youtube.com/watch?v=bo48k_9Bk08

IL SENSO DI COLPA E LA RESURREZIONE, TI AMERO' SEMPRE

(spunti per un racconto)

Dopo la morte per crocefissione di Rabbi, il maestro per cui tre anni prima aveva abbandonato tutto per seguirlo, Simon Pietro ritornò mestamente nel suo villaggio. Riprese la solita vita facendo il pescatore. Il gruppo di discepoli di cui aveva fatto parte si era disperso, temevano di fare la stessa fine. L'avventura era finita con una sconfitta.

Pietro però nella sua casetta sul lago di Tiberiade era triste, oppresso dai sensi di colpa. Per lui il Rabbi era stato veramente il Messia, non si era mai pentito di averlo seguito quel giorno sulla spiaggia. Ci aveva creduto veramente. Era diventato suo amico, grandissimo onore vi assicuro. Quante cose aveva imparato da lui in quegli anni.

E quando dopo essere entrato in Gerusalemme la domenica, già il lunedì andò al Tempio e disse di esser il Messia, cosa che fece arrabbiare tutti dopo lo stupore, lui aveva fede in lui e l'avrebbe seguito ovunque Ma poi...

Pietro invece al momento buono che aveva fatto? Lo aveva rinnegato, abbandonato. tradito. E aveva preferito ritornare ad una piccola vita miserabile e povera. La grandezza gli era passata vicino, lui lo sapeva bene, e non ne era stato degno. Che malinconia.

Quel giorno poi la pesca era andata pure male, nessun pesce. Niente di strano, è la vita del marinaio, se non peschi nulla, nulla mangerai. Le reti erano vuote mentre la barca ritornava verso terra. Pietro guardava mestamente l'acqua.

"Rabbi, cosa devo fare?" gli salì alla gola."Prova a buttare le reti da quella parte, verso destra." gli disse una voce dentro. Aveva lo stesso tono bello del rabbi.

Pietro le gettò e... Miracolo! Le reti si gonfiarono subito di pesci! Pietro e i suoi aiutanti si diressero verso riva, stando attenti che addirittura le reti non si sfondassero per il peso. Quando furono a secco contarono il pescato: 153 pesci! Ottimo!

Accesero un falò sulla spiaggia per arrostire i pesci migliori e mentre guardava le scintille a Piero vennero le lacrime agli occhi. Era un uomo semplice e onesto, riconosceva che lo spirito di Rabbi gli aveva dato il consiglio giusto nel momento giusto, usando le parole più adatte. ço sentiva nel cuore.


Un uomo grande che lui aveva trattato male. "Oh signore ti amo, perdonami -disse sottovoce abbassando il capo- Ti amerò sempre."

Dandogli il consiglio giusto Pietro sentiva che il suo maestro l'aveva perdonato, che lo amava anche se lui l'aveva tradito e abbandonato. Pietro disse ancora ti amo, ti amo...  pianse tutte le lacrime del mondo. Poi alzò gli occhi e prese una decisione.

Si alzò in piedi, si annodò la tunica e andò verso casa. Entrando disse:

"Vado nel mondo a predicare le parole di Rabbi, volersi bene. E' ritornato. So che è ancora vivo, lo sarà sempre."

"Ma non era morto?"

"No, è ancora vivo. E' tornato, ho le prove."

"Allora ancora te ne vai per seguirlo? Porta almeno tua figlia Petronilla con te."

"Vieni. Andiamo a riformare il vecchio gruppo. Rabbi è tornato."

Lui e sua figlia uscirono dalla porta e si incamminarono nel mondo.




PERCHE' LE PERSONE  DEL SUD ITALIA RICEVONO IL PACCO DA GIU'

Perché le persone che abitano nel sud Italia hanno in genere una pessima opinione del cibo che si mangia nel nord Italia. E mi sa che hanno ragione. Tutte le volte che qui a Milano accennai con un meridionale di cibo sento sempre le stesse frasi: "…qui mangiate sempre la solita roba… da voi mangiare è un dovere, non un piacere… il pranzo di Natale finisce appena dopo due ore…. i cibi a volte hanno un sapore strano… incredibile, qui è tutto surgelato… certi alimenti non li conoscete neanche…"

Cari amici settentrionali, il vostro affezionatissimo vi svela un segreto: non è una leggenda metropolitana, IL PACCO DA GIU' ESISTE! E nelle feste e ricorrenze arrivano a frotte nelle brughiere padane, a far scendere una furtiva lacrima a chi si è abituato a cenare alle 19.00 e a far finta di divertirsi al lago.

E già mi vedo le comari del paese che mandano al figghiu meu il pacco da giù stipato con le migliori prelibatezze local. Così per un momento si sentirà a casa. Sono affetti che superano le distanze, reti di amore che si traducono in pacchi che contengono sughi, conserve, latticini salami e dolci. Ricevere un pacco da giù significa sentirsi parte di una famiglia che non ti dimentica.

Sentirsi parte di una famiglia… che stupidata in questi tempi veloci, che scemenza quando siamo tutti interconnessi, ora che la IA sta sostituendo tutto, che nuovi tempi stanno arrivando. Ma figurati se ho tempo di pensare a queste cose. "Diciassette salami mi hanno mandato1 Diciassette! -mi disse un amico calabrese ieri- E io quando li mangio? A volte il pacco da giù lo detesto!"

E alla fine ho ceduto. Mi faccio mandare anch'io il pacco da giù. Ho preso accordi con una amica catanese che ha il fratello contadino e la settimana prossima mi arriva una cassetta di arance sanguinelle e una tanica da 5 litri di olio etneo. Che ci volete fare, son mezzo terrone, a sentire certe storie mi commuovo.

lunedì 16 febbraio 2026

EIPSTEIN FILES

Dico la mia oggi 16.2.26, per quello che so, chi sa qualcosa di diverso me lo faccia notare.

Questo Epstein era un "organizzatore" (non mi viene in mente parola migliore) di megafeste e festini per gente ricca. Fin qui niente di male, ognuno si diverte come vuole, solo che in questi festini come in tutte le feste si esagerava assai. Si mormora infatti girasse molto alcool, sesso promiscuo, droga in formato pregiata polvere bianca (prevedibile), ragazze minorenni (ahia, meno male che in Italia queste cose non sono mai successe), molte bambine (e no), torture (eh?), addirittura con momenti di cannibalismo (qui saremmo oltre la patologia). Libero spazio alla fantasia perversa.

Jeffrey Epstein, suicidatosi nel 2019, lungo gli anni aveva raccolto come è ovvio una lunga serie di mail, lettere e contatti con gente famosa. Si parla di milioni di dati. Sono i famosi "Epstein files" sequestrati dalla FBI alla sua morte e secretati, indagini in corso.

A furor di popolo però si chiedeva da più parti che questi files venissero desecretati e resi pubblici. Trump stesso, che con Eipstein aveva litigato, aveva promesso in caso di elezione che l'avrebbe fatto. Solo che la sua promessa gli si è ritorta contro. I documenti sono stati infatti resi finalmente pubblici e IL SOLO FATTO DI ESSERE NOMINATI IN QUESTI FILES E' UN SEGNO DI SCANDALO, ONTA E DISONORE. E Trump è stato nominato più volte. Di più, è stato fotografato con Epstein.

Ci sono già le prime vittime illustri: al fratello dell'inglese Re Carlo sono stati tolti tutti i titoli nobiliari. Clinton, nominato più volte, dovrà testimoniare al Congresso. Gates non se la passa bene. Divi e dive di Hollywood a bizzeffe. Mi sento di rassicurare però i miei aficionados: il mio nome nei files non salta mai fuori, nemmeno per sbaglio (la bellezza di non contare un kz 😁).

Sono andato a vederli questi famosi files, cercavo conferme alle disumane accuse di pedofilia, stupri, cannibalismo etc: a parte però il fatto che questi documenti sono una marea, ma sono per metà anneriti per coprire (giustamente) i nomi delle vittime e alla fine non si capisce niente.

Non ho trovato per quel che ho letto conferme o meno alle accuse, ma avrò scandagliato sì e no il 2% dei documenti. Per cui mi sento di avanzare, al di là dei titoli giornalistici, questa DOMANDA: QUALCUNO SA DOVE E COSA ANDARE A CERCARE? E' la Verità che ce lo chiede, perlomeno proviamoci.

Jeffrey Epstein, morto suicida in carcere nel 2019 ("Finalmente sei arrivato!" disse il diavolo)



domenica 15 febbraio 2026

IL MIRTILLO FA BENE ALLA PIPI (revisited)

(continua la rassegna sulle antiche guarigioni)

“Uè, è da un po' che non ti vedo. Ma che hai? Hai una faccia…”

“E’ un periodaccio, guarda, sto malissimo. Ma sì, a te lo posso dire, è la terza volta in un anno che eseguo un ciclo di antibiotici, e ogni volta mi butta giù. Ho una cazzo di infezione alle vie urinarie che non mi passa. Fare la pipì mi brucia sempre, è un tormento."

"Una CISTITE forte, di quelle resistenti, Ma che sintomi hai?"

"Sono talmente sgangherato che ogni ora mi scappa. Faccio qualche goccina tra i dolori e poi si ricomincia. Anche di notte, Chevvitadimm! Mi alzo 5 o 6 volte e mi sveglio distrutto. E ogni giorno è peggio. Ho fatto certe figure guarda, a volte mi vergogno di uscire di casa. Ma a te non è mai capitato?”

"No, si vede che il mio apparato urinario ancora resiste. E poi su consiglio del mio medico faccio prevenzione."

“Beato te. Guarda, non lo auguro a nessuno. Che tipo di prevenzione?"

“Si chiama cura del mirtillo, la bacca blu di montagna, la faccio regolare ogni anno.”

“Come si fa? Guarda, tutto per far sparire questi dolori. Com'è che funziona?"

"Me l’ha spiegata tempo fa il medico, pare che il mirtillo, oltre a contenere molti…aspetta, ha usato una parola strana.. ecco: bioflavonoidi! Sono dei potenti antiossidanti, che ripuliscono il tutto. Contiene pure dei composti derivati dal tannino, che impediscono ai batteri di colonizzare le cellule che rivestono l'uretra e la vescica. Con la semplice cura di mezzo bicchiere di succo di mirtillo al giorno per 7 settimane si elimina la cistite nel 73% delle donne, che sono le più colpite”

“Urca, ma è una storia vera?”

“Così è. E’ un vecchio rimedio della nonna una volta tanto confermato da studi scientifici. Una sorta di antibiotico naturale. Ricordo mia nonna diceva come il mirtillo fa bene alla pipì. Il medico però è stato chiaro. NON PIU' DI 49 MATTINE (sette settimane), perché il succo in sé è molto acido.”

“Chissà però quanto costa.”

“Macché, non pensare. Se vuoi spendere poco ci sono in commercio -ora faccio un po' di pubblicità- dei bottiglioni molto pratici. Oppure puoi ripiegare su 49 mini bottigliette di mirtillo nero, le trovi anche al super. Ne prendi una a digiuno la mattina, prima del caffè e oplà! IN DUE MESI SARAI A POSTO PER TUTTO L'ANNO.

“Dai ci provo. Grazie per avermelo detto, i vecchi rimedi sono sempre i migliori.”

“Immagino che comunque queste informazioni le sapessi già, ma ti conosco da poco e non volevo rischiare.”

sabato 14 febbraio 2026

IL DOLORE PREFERITO (REVISITED)

(continua il mio viaggio tra le guarigioni)

Hola, segnor Luca! Ma…que pasa alla mano? Que le pasò?

“Oh ciao Fernando, domestico peruano preferito. Niente di preoccupante, mi son graffiato, un dito si è infettato formando il pus intorno all’unghia. Mi fa un male cane.”

Siente mucho dolor?

“Una pulsazione continua al dito, non posso nemmeno sfiorarlo. Speriamo guarisca presto, questa mano lo sai quanto mi serve. E’ una piccolezza ma incredibile il male che provoca.”

Ma puede guarir?

“Certo, devo spargere sopra la polvere antibiotica ed entro qualche giorno il pus se ne andrà. Speriamo, non ne posso più.”

Segnor Luca, nosotros in Perù tenemos un otro rimedio. Mas rapido.

“Ah sì? E’ vero che tu in Perù facevi il curandero. Ma più rapido in che senso?”

Vamos con una agua caliente e limpiamos toda la herida. En poco tiempo se hace todo.

“Alla vecchia maniera delle nonne quindi, si buca la pelle e si strizza finché esce sangue rosso. Ma poi con cosa disinfetti?”

Con la mia Agua Florida, l’agua milagrosa que siempre llevo conmigo. Muy especial.”

“Ah sì, me ne avevi parlato, l’acqua di rose la chiamiamo noi. Dai, proviamo anche questa. Ma funziona? E' doloroso?”

Poco tiempo segnor. Usted que tipo de dolor gusta mas? Intenso y rapido o lungo y debil? E’ pronto a sufrir, segnor?”

”Forza Fernando, bucalo!”

(Fernando si mise subito all’opera. Aveva occhi diversi. Prese un ago dalla scatola per cucire e, mentre lo arroventava sul fuoco per la piccola operazione, io sistemavo tutto sul tavolo: l’ovatta, il disinfettante, il cerotto.

Sono stati minuti di dolore intenso. Fernando bucò la pelle e dopo iniziò a strizzare con forza il dito malato, doveva far uscire tutto il pus fino al sangue. Io non guardavo ma sentivo un dolore pazzesco alla mano, come se me la martellassero. Intanto pensavo alle pellacce che mi avevano preceduto: Dostojevsky davanti al plotone di esecuzione, mia madre che mi aveva partorito, i gladiatori nell’arena contro i leoni. In certi momenti mi sembrava di svenire, gemevo e mordevo ad occhi chiusi un fazzoletto di tela.

Alla fine il sangue iniziò a zampillare rosso vivo. Basta così, basta, non c’è più nulla da togliere. Fernando disinfettò con cura usando l’Agua Florida e poi mise il cerotto. Finito, tutto finito. Mi accasciai e tolsi il fazzoletto dalla bocca. Come tutte le volte che un dolore era terminato, provavo un senso di pace triste verso la vita.

"Terminado señor Luca, esta noche ya no dolerá más."

Aveva ragione, entro sera non mi faceva più male.