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martedì 14 aprile 2026

LA PROVA CHE LA TERRA E' PIATTA

E adesso voglio vedere chi avrà il coraggio di sostenere che la terra è rotonda! Viva i terrapiattisti! Abbasso il comblotto scientifico demoplutomassogiudaico! Viva noi che stiamo sul bordo e sapevamo già la verità!!

(notare la bandierina USA sulla luna)

NB: foto inviatami dal non dimenticato Prof Edoardo Casiglia e che io passo volentieri ai nostri quorani, anche a quelli che continuano a menarcela sulla terra rotonda in barba all'evidenza! 😁

PERCHE' CI PIACE L'IMPOSSIBILE

 Perché non ci arrendiamo mai, come esseri umani cerchiamo sempre una soluzione. Eppure a pensarci bene c'era qualcosa di veramente impossibile a cui non si trovava soluzione.

Ed era il temutissimo SPORCO IMPOSSIBILE! Unto di cucina… sporco sulla federa… unto di pelle qui sulla camicia… impossibile, mormorava la casalinga sconsolata.

Ma ecco venire a tutti noi in aiuto l'uomo in ammollo, con la milanesissima faccia di Franco Cerri. Che per un attimo smise di suonare la chitarrina jazz nei localini meneghini per declamare le magiche virtù del detersivo Bio Presto, Visto che pulito? Niente più sporco impossibile!

Te lo ricordi, eh?

https://www.youtube.com/watch?v=7kG7kptFCSo

Io l'ho conosciuto veramente Franco Cerri quando suonava nella cantina del Santa Tecla di Milano, localino underground in pieno nebbioso centro. Per noi piccoli bauscia Franco Cerri era un mito, era la storia, aveva suonato pure con Django e Billie Holyday, tanto per far capire il livello.

Lo so che fa ridere, ma per inciso pure io ho avuto l'onore di suonare con lui una volta in una jam session (in realtà ero in un numeroso gruppo di giovani, facevo finta di suonare e lo guardavo).

Franco Cerri - Wikipedia

Come chitarrista jazz ricordo aveva un senso del ritmo formidabile, molto trascinante, sin dagli anni '50 per tutti era diventato un faro nella notte. Tutti i jazzisti internazionali che son passati da Milano han suonato con lui. Una volta ci si conosceva tutti.

E che strano il destino, essere ricordati più per la pubblicità di un detersivo (chissà chi ha avuto l'idea). Io però preferisco sempre immaginarlo così, come quel pomeriggio che suonava con la passione dentro.

In questo video presentato da Paola Pitagora, un raro filmato Rai, Franco ci fa sentire la sua bravura jazz. Fa sembrare facili le cose impossibili. Credete a me, ascoltarlo è un'occasione più unica che rara.

https://www.youtube.com/watch?v=F6mw5fdzQ1o

UN SOGNO APPENA FATTO 

Un sogno orribile ma preferisco non parlarne. Perlomeno pubblicamente, ce la vedremo in separata sede io e il mio maestro, molto bravo a sviscerare il significato recondito dei sogni. Ormai mi conosce bene.

E perché allora pubblicamente non parlarne? Un motivo esiste. Perché è sempre viva quella antica superstizione per cui non bisogna parlare in pubblico dei sogni che si fanno, altrimenti se sono belli si annullano, se invece sono cattivi li costringi ad avverarsi.

Insomma in fondo a ben vedere è lo stesso concetto che adesso gira nei social come fosse una grande scoperta psicologica: non svelare i tuoi piani (se roba buona) e non fare profezie che si avverano (se cattiva). Ti esponi a debolezze. E se c'è anche una probabilità 1/1000 che succeda meglio stare accorti.

Come dicevano da tempo a Napoli su questi argomenti con un tocco di scaramanzia Non è vero… ma ci credo. Meglio non sfidare il destino, che poi presenta il conto. Tenete a mente la "grande scoperta psicologica".

(la locandina di "Non è vero... ma ci credo", film del 1952 diretto da Sergio Grieco basato su una commedia di Peppino De Filippo)

domenica 12 aprile 2026

UNA VISITA 

"Hola Luca soy el tu amigo peruano Rodolfo, el corazòn gitano!"

"Oh Rodolfo grazie che sei venuto a visitarmi in questa domenica d'aprile. Da un po' non ti vedevo."

"Soy appena andato a votar in bicicleta aqui vicino."

"Sei andato a votare? E perché?"

"Por que oggi 12 april 2026 es un dia muy importante, es el dia della votacion in Perù por elegir el nuevo presidiente!"

"Ah sìì? Non ne sapevo nulla. E i candidati chi erano?"

"Muchissimi y c'era anche Keiko Fujimori, la figlia dell'ex presidiente Fujimori."

"Figura molto discussa a quanto ricordo. Avevo sentito dire che la figlia era in carcere con il padre."

"Cinquanta processi debe fare la Fujimori! Ma gli Abogados hanno tirato così in lungo le cose che è riuscita a partecipar alle elecciones!"

"Tutto il mondo è paese. E tu per chi hai votato?"

"Ho fatto una X gigante e ho annullato il voto, todos hijos de puta!"

"E allora perché sei andato a votare?"

"Por què se nò mi davano la multa!"

"Ah."

("Levantate Perù" cioè Alzati in piedi Perù)

UNA VIPERA IN CASA

La stessa cosa è capitata a me tempo fa. All'inizio ero felicissimo poi è crollato tutto e non solo a me. Rimasi infatti stupito nello scoprire che era successo anche ad altri e che ci avevano costruito addirittura una canzone! Pazzesco.

Ella portava un braccialetto strano, una vipera d'oro attorcigliata,
Che viscida apparea sotto la mano, viscida e viva quando l'ho toccata.
Quando ella abbandonavasi fremente sul mio seno,
Parea schizzasse tutto il suo veleno.

Vipera, vipera, sul braccio di colei
Che oggi distrugge tutti i sogni miei,
Sembravi un simbolo, l'atroce simbolo
Della sua malvagità…

Mamma che quando sogna, sogna il vero, ha sognato di me la notte scorsa:
M'ha visto per un ripido sentiero, presso una malavipera, ed è accorsa…
E s'è svegliata pallida, tremando dal terrore:
La vipera m'avea già morso il cuore!

Vipera, vipera…

Per non amarla più andai lontano ma lontano non posso rimanere

Voglio il suo bacio che mi rende insano, la sua perfidia che mi da piacere.
E, quando mi divincolo, ribelle a questo amore,
Qualcosa mi si annoda intorno al cuore…

Vipera, vipera, sei tu, sei tu colei
Che oggi ha distrutto tutti i sogni miei!
Era il tuo simbolo, l'atroce simbolo
Della tua malvagitàààà!

https://www.youtube.com/watch?v=FcecGbZiyTM

(l'autore di questa misogina canzone del 1929, figlia dei tempi e grande successo di cento anni fa, il napoletano Giovanni Ermete Gaeta)

sabato 11 aprile 2026

NEL NIDO DEI SERPENTI

Consigliato da un amico (che qui ringrazio), ho preso la graphic novel di Zerocalcare intitolata NEL NIDO DEI SERPENTI, in cui parla del caso Salis

Nel nido dei serpenti

Il Nido dei Serpenti è il paese dell'Ungheria, dove Zerocalcare è andato ad assistere in tribunale al dibattimento e giudizio del caso Ilaria Salis di cui già avevo parlato qui Risposta di Luca Tartaro a Cosa pensi veramente del caso Salis?

Zerocalcare è un bravo fumettaro romano, autore anche di serie tv (Questo mondo non mi renderà cattivo), noto per essere una "zecca" di sinistra e per questo inviso a molti. Spudoratamente "zecca" e molto alternativo.

Per favore, trattenete i cani sino alla fine, poi aizzateli pure. Lo so che son nervosi ma prima ascoltatelo. Zerocalcare ha infatti fatto qualcosa che ben pochi di noi han fattoNon si è limitato a scrivere dalla sua casetta di Roma, si è recato proprio in Ungheria a rendersi di persona conto della situazione. Oh, finalmente l'esperienza diretta.

Del resto lui non è nuovo a questi viaggi. Nel suo precedente Calling Kobane parlava dei paesi di Turchia Irak e Siria, dove aveva effettivamente viaggiato. Scriveva di qualcosa che aveva visto.

Questo suo descrivere una esperienza diretta rende la sua opinione degna di essere ascoltata. La graphic novel (un libro a fumetti) che ne ha ricavato è del resto molto gradevole e scorrevole, si legge in una serata.

Dopo averla letta esprimo considerazioni mie nel merito:

A. l'Ungheria, politicamente parlando, emerge come un paese orribile. I neonazi di destra, picchiatori e violenti, spadroneggiano. C'è addirittura una festa (11 febbraio, La giornata dell'Onore) in cui sfilano minacciosi. Non sono spauracchi: l'Ungheria è capitanata da un certo Orban che è un esponente politico dell'ultradestra con rigurgiti nazionalistici e autoritari, un Vannacci al quadrato. Mala tempora currunt per immigrati e in genere per la democrazia come la intendiamo

B. andare a manifestare col bastone in Ungheria significava mettersi nei guai. Che sono arrivati. Le leggi e i tribunali ungheresi sono molto diversi che da noi e la Salis rischiava, dopo un processo alla Kafka, una pena a 20 anni di reclusione o 11 se patteggiava (!!). Pene severissime, inconcepibili in Italia.

C. gli appelli di Zerocalcare per un processo equo e democratico risultano a mio parere sinceri ma vani. Pretendere garanzie, democrazia e rispetto se ficchi la mano in un nido di serpenti è ingenuo per non dire di peggio.

D. Bisogna insomma pensarci non una, non dieci ma cento volte prima di andare a commettere casini in un paese estero. Soprattutto quando in quel paese non ci sono le garanzie di equità che ci sono in altri paesi europei. Se non mi credete andate a fare un giro nelle carceri sudamericane o africane e poi ne riparliamo. Santodio ragazzi statevi accorti, molto accorti, quando vi recate in un paese estero.

E. sulla sua candidatura al parlamento europeo mi sono già espresso per cui non mi ripeto.

F. comunque cari amici ungheresi, il paese sarà anche bellissimo ma io farò un giro largo prima di entrarci. Mi spiace ma gli estremismi non mi garbano, un paese simile sarà anche bello ma per adesso è da evitare. Peccato ma è così, il clima politico è simile ad una dittatura di destra e non mi piace affatto. Attendo smentite.

(Budapest, bella capitale dell'Ungheria)

venerdì 10 aprile 2026

DIARIO CLANDESTINO

Giovanni Guareschi è uno scrittore del dopoguerra che io amo molto, noto al grande pubblico per essere l'inventore di Peppone e Don Camillo.

Essendo io un lettore appassionato, ho parlato spesso di lui (Risposta di Luca Tartaro a Avete mai visto la saga di "Don Camillo" e "Peppone",dai libri di Guareschi? Che ne pensate?) Di più, quest'anno, come in devoto pellegrinaggio, il vostro affezionatissimo il 25 aprile si è recato a Brescello, comune emiliano della bassa Padana dove hanno ambientato tutti i film (Risposta di Luca Tartaro a Cosa succede il 25 Aprile ?)

(Nella piazza di Brescello c'è un vero carro armato dell'epoca, tanto per far capire l'ambiente)

Feroce anticomunista, Guareschi fu l'inventore del famoso slogan "Nel segreto della cabina elettorale Dio ti vede, Stalin no". La cosa singolare però è che, con la figura del sindaco Peppone, ha creato una figura di comunista in cui anche gli stessi comunisti si riconoscono! Solo un grande poteva riuscirci.

Ma ecco cosa mi ha commosso oggi. Mi è capitato di rileggere qualche pagina del suo indimenticato Diario Clandestino, scritto mentre durante la Seconda Guerra Mondiale era internato nel campo di concentramento di Sandbostel. Giovanni scriveva su "magri quadernetti" e poi leggeva per tirarli su ai compagni di prigionia le sue pagine, commoventi o umoristiche. Non riesco ad immaginare una situazione più difficile per scrivere ma spesso le opere nascono così. Ripenso a Marco Polo che in prigione dettava a Rustichello le memorie del suo Milione.

Diario clandestino - Wikipedia

(La copertina disegnata dallo stesso Guareschi; un soldato magro e dimesso, con gli scarponi più grandi di lui)

Ecco il brano che mi ha commosso. Guareschi malinconico nel campo di concentramento pensa a CI, il figlio mai nato. Parole per tutti i bambini mai nati. Parole che solo in una estrema solitudine possono venire.

Giovannino seduto per terra sulla sabbia deserta. E' solo, ma non è solo. La vita gli diede tre figli, ma il secondo non ebbe niente dalla vita (nè una briciola di luce, nè un filo d'aria, nè un nome), perchè quando nacque già la morte l'aveva agghiacciato.
Ma egli ravvivò la bocca muta con un soffio del suo respiro; accese gli occhi spenti con un po' di luce dei suoi occhi, e gli fece un nome con un pezzettino del suo cuore: Ci. E Ci -non nato- visse. E fu sempre con suo padre, e anche ora è qui con lui, e nessuno lo sa.
Il tempo passa per gli altri suoi figli, ed essi invecchiano, minuto per minuto: ma per Ci il tempo non esiste, ed egli eterna la sua giovinezza. Ha due figli: due sono il legame tra lui e la vita; Ci è il legame tra lui e la morte. due gli fanno dolce la vita, Ci gli fa dolce la morte. Gli uomini l'hanno diviso dagli altri suoi figli, ma Ci è sempre con lui; e nessuno può staccarlo da lui, nemmeno la Morte. Perchè il giorno in cui egli getterà il suo fardelletto d'ossa, Ci ancora sarà al suo fianco, e lo prenderà per mano.
Un uccellino ha fatto il nido nel suo cuore, Ci. Giovannino, seduto sulla sabbia deserta, al limite del campo, sembra solo. E invece Ci è qui con lui, seduto sulla sua spalla destra, col faccino appoggiato alla sua gota scarna.

(30 agosto 1944)

L'arte salva la vita, un figlio si porta sempre nel cuore.