UNA VIPERA IN CASA
La stessa cosa è capitata a me tempo fa. All'inizio ero felicissimo poi è crollato tutto e non solo a me. Rimasi infatti stupito nello scoprire che era successo anche ad altri e che ci avevano costruito addirittura una canzone! Pazzesco.
Ella portava un braccialetto strano, una vipera d'oro attorcigliata,
Che viscida apparea sotto la mano, viscida e viva quando l'ho toccata.
Quando ella abbandonavasi fremente sul mio seno,
Parea schizzasse tutto il suo veleno.
Vipera, vipera, sul braccio di colei
Che oggi distrugge tutti i sogni miei,
Sembravi un simbolo, l'atroce simbolo
Della sua malvagità…
Mamma che quando sogna, sogna il vero, ha sognato di me la notte scorsa:
M'ha visto per un ripido sentiero, presso una malavipera, ed è accorsa…
E s'è svegliata pallida, tremando dal terrore:
La vipera m'avea già morso il cuore!
Vipera, vipera…
Per non amarla più andai lontano ma lontano non posso rimanere
Voglio il suo bacio che mi rende insano, la sua perfidia che mi da piacere.
E, quando mi divincolo, ribelle a questo amore,
Qualcosa mi si annoda intorno al cuore…
Vipera, vipera, sei tu, sei tu colei
Che oggi ha distrutto tutti i sogni miei!
Era il tuo simbolo, l'atroce simbolo
Della tua malvagitàààà!
https://www.youtube.com/watch?v=FcecGbZiyTM
(l'autore di questa misogina canzone del 1929, figlia dei tempi e grande successo di cento anni fa, il napoletano Giovanni Ermete Gaeta)
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