CAPITA DOPO TANTO TEMPO
Una sciocchezzina, però mi scalda il cuore.
Milano, primi anni '60, siamo in pieno boom industriale, la periferia suburbana della città è in pratica ancora campagna e vicino a mia zia Marta abitava una famiglia di gente poverissima,
Io ero così piccolo che non intendevo bene gli adulti quando dicevano "essere poveri", per me infatti erano come gli altri. Ricordo però che i bambini erano vestiti sempre allo stesso modo e che il padre, per non usare il gas, si beveva le uova crude (strano come rimangano certi dettagli).
Era appena passato Natale e un giorno andai a trovare la zia Marta, che quando mi vide prese delle scatole e disse "vieni con me". Io le diedi la manina e andammo proprio alla porta di quella famiglia. Zia suonò il campanello e ci aprì la madre stranita.
Zia disse che veniva per conto di Babbo Natale. nella notte precedente lui aveva trovato la finestra chiusa e allora aveva lasciato i loro regali a lei. Io non dicevo niente ma vedevo che quei bambini erano felicissimi aprendo i pacchi. Ricordo il volto sorridente della bambina mentre guardava la sua bambola.
Il nostro compito si limitava alla consegna dei pacchi per cui ce ne andammo. Io ero così piccolo che credevo veramente a quella storia della finestra chiusa e non posi domande. Solo molto più tardi capì la buona azione che aveva fatto mia zia. E anche come fare certe cose.
(Milano, anni '60, la città è agli inizi, grandi spazi, una volta qui era tutta campagna)
Nessun commento:
Posta un commento