CAINO E ABELE
"Stupefacente!" pensavo tra me e me. Avevo chiesto infatti ad un gruppo di ragazzi chi, tra i due biblici fratelli Caino e Abele, fosse il contadino e chi invece il pastore. Ebbene, TUTTI mi riposero che Abele era il contadino buono, generoso, civilizzato, e Caino invece il pastore cattivo, quello selvatico, animale.
E sono convinto che anche alcuni lettori di Quora la pensano così, lo trovano logico. E invece no, nella Bibbia era il perfido contadino Caino che uccideva il povero pastore Abele.
Si possono dare tante interpretazioni di questo antico fratricidio tra i figli di Adamo ed Eva. Il nostro Max Barzaghi, laureato in Storia della Chiesa, e altri ne danno una visione classica, molto influenzata e giustamente dai testi sacri. Caino non offriva a Dio le primizie, era già cattivo di cuore, invidioso di Abele e quindi sgradito a Dio etc
Nella Bibbia, perché Dio rispettava Abele come pastore, ma non Caino per l'agricoltura?
Io preferisco dare a questo mitico episodio una interpretazione storica. "Sei matto Luca, sono due figure mitiche, mica sono esistite veramente!" In ogni leggenda c'è un fondo di verità ma qui quale potrebbe essere?
L'Archeologia ci viene in aiuto: sappiamo infatti che circa 8.000 anni fa venne inventata dagli esseri umani l'agricoltura. Fu una invenzione importantissima nella nostra storia, forse la più grande. Finalmente si poteva avere cibo regolarmente, senza più la fame e gli imprevisti della caccia. E difatti ci fu una esplosione demografica impressionante, la "idea" si diffuse rapida in tutto il mondo e a quanto dicono gli scavi, tutto partì proprio dalla Mesopotamia, un tempo fertilissima, non certo il deserto sabbioso di oggi.
Tra le conseguenze ce ne fu una straordinaria. Dopo tanto camminare, l'umanità si fermava. Il contadino deve infatti curare il suo campo e presto questa scelta ebbe la meglio sul nomade randagio e cacciatore, sempre in giro. Vengono erette le prime città, nasce la civiltà come la intendiamo. E tutto nacque da un campo di grano, dalla scelta di fermarsi.
Insomma il contadino ha prevalso sul pastore. Lo ha "ucciso". Come nella storia simbolica di Caino e Abele, la agricoltura vinse sulla pastorizia, i popoli stanziali presero il sopravvento su quelli nomadi e chi non si ferma diventava anzi un randagio, uno zingaro da guardare con sospetto
La Bibbia insomma raccontava la verità ma a modo suo, la lettura non era immediata ma molto rivelatrice. I nostri antenati capivano che fermandosi qualcosa di importante era successo e la raccontavano così.
Così, nella nostra immaginazione è il contadino quello buono, da qui l'errore dei miei ragazzi. E' da lui che origina tutta la civiltà (la stessa parola Uomo deriva dal latino Humus, terra) ed essendo il primo stanziale si è preso tutto il merito. Ad essere considerato sempre in automatico quello buono c'è solo un passo.
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