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martedì 30 giugno 2026

 UN TEMPORALE ESTIVO

BRAAK! Hai sentito il tuono?… Sarà un temporale estivo, sono rari a Milano… va bene dai dopo tutta quest'afa si pulisce l'aria… plin plin piove!... wwwuuuu…. senti che vento….WUUUU… così però è troppo… sbang!…. chiudi le finestre che sbattono…. pim pum pam… banng crash. spang! Oddio meno male che non ho steso nulla fuori…. scroc scrosc…. BRAAAK! Senti che acqua, è fortissimo…. deng dendededeng… è la grandine!… oddio, cade di tutto!… speriamo non salti nulla…zot! ZOT!… questo era vicinissimo. wuuuuu…. dededeng plin plin plin……. plin plin…. plin…shhhh… già finito?… andiamo a vedere i danni…

MSN

lunedì 29 giugno 2026

 

REMIGRAZIONE 
 
Dato che sento sempre più spesso nei dibattiti politici del 2026 parlare di REMIGRAZIONE (soprattutto da esponenti dell'ultra destra) mi sono informato su cosa volesse dire esattamente. E' il contrario di "Immigrazione" e indica da quello che ho capito il "rientro, volontario o forzato, degli immigrati nel loro paese d'origine. Applicabile anche a chi è già naturalizzato o residente da generazioni".
Il "rimpatrio volontario" già esiste ed è gestito dall'OIM (Organizzazione Internazionale Migrazioni) che paga il biglietto del volo di ritorno e in più fornisce un piccolo contributo per iniziare una attività "a casa loro".
Il "rimpatrio forzato" nella Remigrazione è simile, con le dovute differenze, al concetto di "espulsione". Tema molto delicato da me affrontato in passato avendo lavorato nel settore.
Per chi non avesse voglia di leggere l'articolo posso sintetizzarlo in poche parole: "L'ESPULSIONE, ESSENDO UNA PORTA GIREVOLE, COSì COME E' CONCEPITA OGGI E' INUTILE" e nel mio post portavo vari esempi di questa inutilità. Per cui quando sentirò parlare di Remigrazione, so già che mi si prospetterà una falsa soluzione, un bluff.
Il problema della Immigrazione può essere combattuto con decreti, divieti, norme, polizia, severità e via discorrendo ma anche con un altro metodo, applicato con successo da Francia, Spagna, Germania ecc. Metodo più impegnativo ma non immediato e non categorico. quello delle SANATORIE che regolarizzano gli immigrati clandestini. Integrazione, non esclusione o espulsione.
Dal 2020 in Italia non si fa una seria Sanatoria (provvedimento dello Stato che legalizza, a certe condizioni, una situazione di irregolarità) e i risultati sono purtroppo evidenti: proliferazione del sottobosco (in cui la malavita prospera), microcriminalità, esasperazione se non proprio odio nel cittadino medio, Pronti Soccorso intasati, carceri piene etc.
I vantaggi di una Sanatoria sono noti: fa emergere situazioni sommerse, il migrante può essere assunto regolarmente, pagare le tasse, aprire un conto in banca, avere un medico di base, pagare un affitto regolare… tranquillità insomma. Mi chiedo cosa aspetti il Governo a emettere una decisa Sanatoria, si leverebbe il terreno sotto i piedi a Vannacci & company
Mi rendo però conto che il tema evoca ricordi più o meno brutti in ognuno di noi. Invito ad andare oltre il singolo caso per avere una visione del problema ampia. Non è facile ma si deve fare.

 

domenica 28 giugno 2026

 

LA PRIMA VOLTA CHE HO VISTO IL MARE

"Paula da dove vieni? Sei portoghese?"

"Io parlo portughese, ma vengo da Brasiu, dieci anni fa sono venuda qui in Italia a fare l'infermiera e mi sono innamorata di Italia! Che beleza è Italia!"

"Ah il Brasile.. Paula, veramente ti piace l'Italia? Non mi dire che è meglio del Brasile?!"

"Sì, qui tutti sono sgentili, non c'è criminalità come mio paese."

"Ma tu abitavi lungo la costa o dentro, nella selva?"

(ride) "Ahahah io stavo a Goiàs, lontano 900 chilometri dal mare. E' il centro del Brasile ma lì non c'è Amazonia."

(Luca è perplesso) "Pensavo fosse più bello il Brasile dell'Italia."

"No no, qui in Italia avete tutto! C'è anche mare. Io ho visto il mare qui per la prima volta a 22 anni!"

"E che impressione ti ha fatto?"

"Sono andata sulla riva, mi sono chinata e ho assaggiato con la punta delle dita il mare."

"Perché hai assaggiato il mare?"

"Per sentire se era veramente salado! Che scoperta ho fatto, il mare è salado!"

 GUIDATRE DESIGNATO

A Senago, in provincia di Milano, poche sere fa si è compiuta una tragedia. All'uscita da una discoteca, nove giovanissimi si sono stipati dentro una macchina e viaggiavano divertiti verso casa. Purtroppo il neopatentato diciottenne era sbronzo pure lui (1.61 il tasso nel sangue, dopo lo 0,5 scatta il ritiro della patente) e dopo una curva sono finiti in un canale. Sei di loro si sono salvati, ma tre giovanissimi di 17 anni sono annegati.

Il fatto è stato già narrato, per cui non mi diliungo, nella pagina di Quora Digital Gazette (che consiglio di seguire, ben scritta). Lacrime e disperazione

Quora

"Episodio orribile… famiglie distrutte… un tributo inevitabile alla libertà di divertirci… c'è un nuovo codice della strada più severo… che possiamo fare? … ai giovani entra di qui ed esce di là…"

Tutto vero, sembra un tributo inevitabile, una tristezza a cui rassegnarsi. Raccomandare anzi urlare prudenza e "non bere e guidare" viene ascoltato con un sorrisetto. Qualcuno anzi risponde pure "ehy vecchio, non mi dire che tu non hai mai guidato dopo aver bevuto da giovane". Non se ne esce.

Dico la mia: c'è un modo per ridurre subito queste tragedie, ed è quella chiamata del GUIDATORE DESIGNATO (designated driver). All'inizio di serata si stabilisce a turno chi porterà tutti a casa guidando e mentre tutti si sfondano più o meno di alcool lui rimane sobrio. A fine serata raccatta tutti e li riporta a casa addormentati sui sedili.

"Che uno della compagnia rimanga lucido insomma". Genitori per favore, lo so che non è facile ma insegnatelo subito ai vostri figli, ne va della vita.

COME ESSERE UN VERO UOMO 

E' arrivata l'estate, largo spazio al fisico. Come diceva il mio professore di Filosofia "Mink che caldo!" (ah no, quello era il Prof di Educazione Fisica)

Quello di Filosofia, ripensando a Platone, invece ripeteva "Se d'inverno ci concentriamo più sulla mente, d'estate libero spazio ai desideri del corpo!" Certo, non sono più un ragazzino ma tanto ho la mia guida spirituale, il faro nella notte, il guru che risolverà tutti i miei dilemmi esistenziali! In silenzio!

venerdì 26 giugno 2026

 LU PISCE SPADA

In queste afose notti estive, mentre il ventilatore lavora in silenzio, mi sto leggendo IL VECCHIO E IL MARE dell'americano Ernest Hemingway, novella sulla dura vita dei pescatori, ma arrivato a pagina 50 mai avrei immaginato di leggere certe parole, roba da cascare dal letto.

Succede che l'anziano pescatore, ripensando alla "cosa più triste che abbia mai visto in mare", ricordava una coppia di marlin, sorta di pesce spada dell'Oceano Pacifico, che nuotava insieme. Con abile mossa lui riuscì con l'amo a prendere la femmina che iniziò una lotta disperata. Lotta che presto la ridusse senza forze mentre il maschio "per tutto il tempo le era rimasto accanto incrociando la lenza e roteando con lei sulla superficie" tanto che il pescatore temeva qualche guaio, che solo per caso non accadde.

Il pescatore e il suo aiutante riuscirono con molta fatica ad estrarre dal mare il corpo della marlin femmina ma a quel punto "il maschio fece un gran balzo in aria accanto alla barca per vedere dov'era lei" e poi si tuffò a fondo. "Non era scappato…fu molto triste e abbiamo chiesto scusa"

"Ma… ma questa -esclamai-… questa è la canzone LU PISCE SPADA di Domenico Modugno!" Quella canzone struggente dove racconta di un pescespada femmina che viene pescato mentre il suo compagno piange disperato, vuole morire anche lui! Il sentimento che aveva evocato in me sia la canzone che il libro era identico.

Andai subito per scrupolo a controllare gli anni: l'edizione italiana de Il Vecchio e il Mare è del 1952 mentre la canzone Lu Pisce Spada venne incisa da Modugno nel 1954. Sì, con i tempi ci siamo anche se racconti simili sulle coppie di pesci spada ce ne sono tante.

Immagino allora il giovane e talentuoso Mimmo nella sua camera che, ispirato dalle pagine di Hemingway e da tante storie simili, prende la sua chitarra e crea una commovente storia d'amore tra una coppia di pesci spada, uniti nella vita e nella morte.

"E pigghiaru la fimmineddra drittu drittu 'ntra lu core e chiangia di duluri, ahi ahi ahi

E la barca la strascinava e lu sangu ni curria e lu masculu chiangia, ahi ahi ahi

E lu masculu paria 'mpazzutu e dicia: "Beddra mia nun chiangiri"

Rispunnia la fimmineddra "Scappa, scappa, amuri mio"

"No, no, no, no, amuri mio, si tu mori, vogghiu muriri ansieme a tia!"

Hemingway e Modugno sono riusciti ad esprimere bene l'intensità dell'AMORE ANIMALE, la sua purezza, qualcosa di profondo e senza ombre che chi ha un animale domestico e da lui è amato conosce bene. Noi umani a volte abbiamo dimenticato che si può amare così tanto.

"Tira tira, c'è puru lu masculu! Tira la fiocina!"

(in questo raro filmato Rai, Domenico Modugno la canta accompagnato dalla sola chitarra. Il disco all'epoca non vendette nulla ma quattro anni dopo, nel 1958, arriverà il successo internazionale di Volare)

https://www.youtube.com/watch?v=w8mjx6o3Q4c&list=RDw8mjx6o3Q4c&start_radio=1

 

PERCHE' TUTTI CE L'HANNO CON ME?

"Eh che maniere, se la prendono tutti con me perché sono piccolo e nero… ma è un'ingiustizia però…"

"Ma no, tu non sei nero. Sei solo sporco!"

(per la serie: Pubblicità che allora davano un senso alla vita di un bambino ma che oggi non si potrebbero più fare)

https://www.youtube.com/watch?v=ipMTemyULYA

 SAN GIOVANNI

Oggi 24 Giugno è il giorno in cui si festeggia in Italia un santo molto amato dal popolo, San Giovanni. Il riferimento è a San Giovanni Battista, quello che ha battezzato Gesù nel fiume Giordano.

(non sono proprio sicuro che un testimone avrebbe visto anche la colomba e la luce che scendevano dal cielo, ma per millenni hanno immaginato la scena così)

San Giovanni Battista è un santo venerato da tutte le chiese, uno dei pochissimi (si contano sulle dita di una mano monca) di cui si festeggia anche la nascita. Venerato tanto per dire anche dai mussulmani, è citato più volte nel Corano e inutile dire che in Italia i suoi devoti li incontri sia al nord che al sud, il culto atttraversa deciso tutta la nazione.

A San Giovanni è associata poi una curiosa credenza: lui dice sempre la verità, non fa inganni, fa sempre del bene, di lui ci si può fidare

(al sud)

(e al nord)

tanto è vero che nel suo inflessibile nome una volta si svolgevano i processi per appurare la verità e si stabilivano misure uguali per tutti (problema vero di una volta, le misure cambiavano da regione a regione e non si capiva niente; pensiamo ai casini che ancora oggi causano once, iarde e miglia).

San Giovanni non vuole inganni - Wikipedia

E forse nel pensare a San Giovanni c'è un messaggio anche per noi moderni. Oggi va di moda infatti dissacrare ogni cosa, il disprezzo ha un valore supremo e a volte per cambiare è innegabile sia stato utile. Oggi superare le regole del passato sembra quasi un obbligo e il disprezzo per il passato è quasi automatico. Meglio ascoltare tutti tutti, considerare ogni cosa.

Va benissimo, siamo d'accordo, non bisogna rimanere ancorati a ieri. Ma ad un certo punto il disprezzo non basterà più, ci sarà bisogno di una parola decisiva, che ponga fine alle chiacchiere e dica chiaro quale strada intraprendere.

Non lo dice solo la Psicologia, anche il bistrattato buon senso. E per far questo c'è sempre bisogno di una persona di fiducia riconosciuta da tutti. Di un San Giovanni che non fa inganni e stabilisce una volta per tutti misure e regole. Guai se non c'è (e gli antichi l'avevano trovato in lui) si continuerebbe a bisticciare e questionare per sempre.

In che data faremo il pranzo quorano? Questa quella io non ci sono spostiamola cambiamo tutto. Stop!

Bisogna far la pace e fermare questa guerra? Parliamome e litighiamo ma prendiamo una decisione

C'è la riunione di condominio per discutere di quella cosa? Scanniamoci, non mi fido di quello, ma una decisione va presa.

Il processo è troppo lungo? Tanto poi andremo in Appello e poi c'è la Cassazione. E poi? E poi basta, si è deciso.

San Giovanni, tu che non fai inganni, dammi una mano a prendere una decisione.

(Andrea del Sarto: San Giovanni Battista giovane, olio su tela, Palazzo Pitti)

mercoledì 24 giugno 2026

 

IN CERCA DI GUAI

"Dottore, sono disperata, è una vita orribile! Basta, non ce la faccio più…"

"Eleonora, non pianga, ma che è successo? Non stava andando tutto bene?"

"E invece no e stavolta la colpa non è mia. Ci ho creduto veramente questa volta, mi sono impegnata al massimo. Io lo amavo così tanto, tantissimo, dieci mesi meravigliosi abbiamo passato insieme. Stavamo già facendo dei progetti per il futuro, si parlava di andare a vivere insieme… e poi… e poi…"

"E poi?"

"E' tornata la sua ex! Lui ha perso la testa ed è corso indietro subito! Subito! Non ci potevo credere!"

"Si vede che non l'aveva mai dimenticata, non mi aveva detto che lui ogni tanto ne parlava?"

"Ma io speravo tanto che con il mio amore, la mia passione, la mia devozione lui cambiasse… Lo amavo troppo e invece niente. Non è servito a niente e io sono ancora sola! Sola!!"

"Cambiare una persona non è facile… Eleonora, anche la relazione che ha avuto in precedenza non aveva avuto un esito simile?"

"Era diverso. Quello intanto che usciva con me si vedeva con altre, un vero stronzo."

"E quell'uomo sposato ancora prima?"

"Quello che è tornato dalla moglie? Io l'ho già dimenticato. Mi ha fatto troppo soffrire."

"Eleonora, a questo punto diventa doverosa una domanda: perché si lega sempre a uomini che hanno ancora delle ex nel cuore?"

"In che senso? Che colpa ne ho se sono così sfortunata? Che ci posso fare?"

"No Eleonora, magari la prima volta è stata sfortuna. Ma dopo due tre casi simili vuol dire che c'è un problema serio. Lei mi ha portato in questi anni una collezione di uomini che avevano una caratteristica in comune: nessuno di loro aveva il cuore libero. Una parte di loro, una parte importante, era già abitata da qualcuna che aveva messo radici. Lei andava in cerca di guai. E ogni volta li ha trovati."

"Ma allora come faccio?"

"Prima di instaurare una qualsivoglia legame, non sarebbe male investigare, non mi viene in mente un termine migliore, se il pretendente ha il cuore libero o meno. Questo è il punto cruciale."

"Sì, me l'hanno già detto le mie amiche… Ma è proprio questo il problema. Dottore, io ho capito che mi innamoro solo se devo combattere. Le cose troppo semplici e lineari non mi piacciono."

"Come temevo. A vevo il sospetto che non le sarebbe piaciuto. Mi lasci però dire che questa è una sbagliata concezione dell'amore, da cambiare. Ma la scelta se farlo è sua."

"Perché sbagliata?"

"Perché fa soffrire."

LE PAROLE POSSONO DESCRIVERE TUTTO

Decisa ma falsa questa affermazione su internet, che proprio sulle parole si basa. Forse qualcuno qui dentro ci riuscirà anche ma io ammetto che a volte non riesco a trovare le parole, neanche alla lontana. Mi devo accontentare di provare una sensazione che non so descrivere.

Ho un episodio stampato in testa. Una mia picciola esperienza che mi ha lasciato capire quanto le parole sono limitate. Avevo 20 anni e con amici italiani stavo vagando di notte per i quartieri (che lì chiamano barrio) di Barcellona. Era una delle prime volte che noi zòvani italioti eravamo in trasferta e immaginate il gruppo de los chicos italianos quanto poteva essere gasato. Cantavamo ad alta voce (anche per darci coraggio) una canzone alla Jannacci "Vivere!". A ripensarci quanto dobbiamo aver rotto le balle.

https://www.youtube.com/watch?v=_QoQUobTGOw&list=RD_QoQUobTGOw&start_radio=1

TUTTI IN CORO: "Vivere senza malinconiaaaa, vivere senza più gelosiaaa, senza rimpianti senza mai più conoscere cos'è l'amoreee, cogliere il più bel fiore, goder la vita e far tacere il cuoreee… Ridere sempre così giocondooo, ridere delle follie del moooondo, ridere finché c'è gioventùùùù, perché la vita è bella la voglio vivere senza tuuu!"

Ero lì che cantavo quando capitò un fatto inusuale. Vicino al nostro gruppetto caciarone passò in silenzio una ragazza con lo guardo sprezzante e vestita in modo assai provocante. E lasciava dietro di sé una scia intensissima di un profumo molto particolare, che sentivo per la prima volta. La guardai per un attimo e, non so il motivo esatto, forse l'abbinamento vestito-profumo, ma immaginai si trattasse di una prostituta che si stava recando al lavoro.

Quel profumo si stampò in testa. Ma non me ne intendo e non saprei assolutamente come descriverlo (come si fa a descrivere un profumo?). Da allora mi è capitato di sentirlo solo in un paio di occasioni. Ogni volta voltavo la testa, lo riconoscevo e senza parlare pensavo "ah, il profumo della prostituta di Barcellona..."

Per cui capisco bene chi non riesce a trovare le parole giuste. Non tutto può essere espresso con le parole. "Alla favella mancò la possa" come già diceva Dante.

E quando incontro una persona così, quasi muta che vorrebbe dire ma non sa come, mi viene voglia di mettergli un braccio sulla spalla e poi dirgli "Non ti preoccupare, capita, anche io mi sono sentito così". Ripenso a quella notte a Barcellona: a quella donna che ormai non ricordo più, sapevo cosa stavo sentendo e non sono mai riuscito a trovare le parole giuste, ma ho una sensazione precisa dentro di me. Le parole non possono dire tutto.

EDIT: ecco il motivo per cui, se mi passerà una donna sconosciuta vicino, io comincerò a seguirla con lo sguardo per un minuto come uno scemo e senza dire niente. Adesso sapete chi mi ricorda.

PERCHE' I GIOVANI VANNO A LETTO TARDI 

C'è una interessante teoria scientifica su questa stranezza, chiamata TEORIA DEL NOMADISMO o più brevemente all'inglese VAMPING (il termine, unione di vampire e texting, ha però un significato più ristretto e moderno, si riferisce al fenomeno dei giovani che passano la notte su internet)

Premessa: come tutte le teorie scientifiche non è una certezza, è falsificabile come diceva il grande filosofo Karl Popper ( Principio di falsificabilità - Wikipedia ) ed è quindi da prendere con le molle, non è una certezza assoluta.

Però è una teoria (antropologica e psicologica) affascinante, perché cerca di rispondere ad antichi quesiti: come mai i giovani stanno svegli la notte, a volte fino alle ore piccole, vanno a dormire tardi e al mattino si alzerebbero ancora più tardi? E come mai invece invecchiando si va a letto sempre prima e ci si alza prestissimo, a volte addirittura prima che sorga il sole? Io stesso ho notato questo fenomeno con l'età: una volta alle 22 iniziava la serata, adesso dopo le 21 vige il silenzio stampa, meglio non telefonare agli amici, stanno già andando a letto tutti.

La Teoria del Nomadismo mette in correlazione i due fenomeni. La partenza è antica: agli inizi della sua storia evolutiva l'essere umano infatti era solo nomade (qui la faccio breve, per chi volesse approfondire consiglio https://www.youtube.com/watch?v=Pux3w5BdlKQ ). Per milioni di anni i gruppi di esseri umani si spostavano a piedi da un territorio all'altro. Non esistevano città, case, ponti, civiltà, leggi etc. Al massimo c'erano campi base, sentieri, racconti, clan, rotte migratorie. "Fermarsi" voleva dire morire.

Lo scrittore Bruce Chatwin aveva capito molto bene il grande valore del movimento, la diversità antica di chi rifiuta la stanzialità, la leggerezza di non lasciarsi appesantire dalla roba e tanto altro. Il suo capolavoro "Anatomia dell'irrequietezza" in questo senso è illuminante.

Anatomia dell'irrequietezza

"D'accordo Luca, ma tutto questo cosa c'entra con l'andare a dormire presto o tardi?" I nomadi hanno un grande problema, la notte. Calava la sera e non era più il caso di proseguire, i viaggiatori erano stanchi e bisognava approntare un accampamento, accendere il fuoco, mangiare, dormire etc. Solo che bisognava stare anche attenti ai predatori. Che fare? Idea: istituiamo delle sentinelle per proteggerci. E nella prima parte della notte mettiamo come sentinelle i giovani, che hanno tante energie, picchi ormonali e non sono ancora stanchi. E nella seconda parte della notte saranno i più anziani, che sono andati a letto presto, a svegliarsi per dare il cambio, così i giovani potranno andare a dormire.

Magari questa è solo una teoria, ma forse il semplice fatto di scegliere la sentinella adatta ha forgiato il nostro spirito, la nostra resistenza, il nostro corpo. Chissà. E anche da una domandina su Quora si possono scorgere le nostre origini. Il nostro passato nomade ha forgiato lungo milioni di anni il nostro corpo.

Nel frattempo è arrivata l'estate, stagione in cui spesso ci spostiamo dai soliti confini, un tempo in cui riscopriamo l'istinto di camminare, l'esigenza di muoverci, di esplorare il mondo. Vive ancora in noi uno spirito nomade.

CI SONO GIOVANI QUI?

Eccomi qua! Sono giovane dentro! Come te, vivo nel mondo moderno e quando sento certa musica non mi sovviene nulla di particolare. Sì, questa per esempio è carina ma niente de che. Dovrebbe farmi venire in mente qualcosa? Le pecorelle? Ma sei matto?

https://www.youtube.com/watch?v=WejOMUuX5FA&list=RDWejOMUuX5FA&start_radio=1

sabato 20 giugno 2026

 

COME COMPORTARSI QUANDO TI OFFRONO QUALCOSA

Oggi il siciliano domestico Salvatore mi affettava il melone che stava in frigo, bello a dormire. Ingolosito, alla fine dell'affettamento gli chiesi di assaggiarne un tocchettino. Mmmm buono e fresco, l'ideale con questo caldo. Ma notavo che Salvatore non se ne andava e restava lì col piatto.

"Prendine un altro, Luca. Da noi a Catania si dice che prenderne solo uno è mala amicizia."

Ubbidiente eseguii e presi grato un altro fettino.

"Come nei paesi arabi -commentai- bisogna prenderne sempre due."

"Appunto. E da noi in Sicilia gli arabi son passati!"


Nei paesi arabi vige infatti una precisa ETICHETTA PER L'OSPITANTE che offre E L'OSPITE a cui viene offerto qualcosa, etichetta a cui ci si dovrà attenere ed è suddivisa in quattro fasi

A. la prima volta si rifiuta con cortesia

B. la seconda volta, davanti alle insistenze del padrone di casa, si accetta volentieri

C. la terza volta si accetta ancora, per dimostrare che si è gradito quanto offerto.

D. la quarta volta e da ora in poi si rifiuta, non siamo qui per mangiare.

Ho sempre trovato questa etichetta nella sua apparente formalità molto ragionevole e, devo dirvi la verità, pur non essendo mussulmano per quanto possibile l'ho seguita negli incontri in casa d'altri.

Mi sembra infatti un buon compromesso sociale tra i doveri di chi ospita e i doveri di chi è ospitato. Soprattutto la prima volta, in cui c'è sempre un poco di tensione, evita momenti di imbarazzo e non scontenta nessuno.

(in Marocco, il tè vi verrà sempre offerto -ricordate l'etichetta- e sarà quasi una cerimonia, in cui si verserà la bevanda dall'alto. Certuni sono espertissimi e spettacolari)


 

venerdì 19 giugno 2026

PRENDERE PER IL QULO

Premessa: il mio recente post sull'alcool nel mondo Risposta di Luca Tartaro a Che rapporto hai con l'alcool? , mi ha risvegliato un ricordo, a metà tra il tragico e il comico, risalente al periodo in cui lavoravo ad un CPS (centro psicosociale) in provincia di Como, quel ramo del lago.

Un paziente alcolizzato venne un giorno pesantemente redarguito dal medico della struttura che, esami alla mano, gli faceva notare come avesse fegato e altri organi malandatissimi. Doveva assolutamente smettere di bere, subito! Ne andava della sua vita! Il paziente, un campagnolo sui 50 anni, ascoltava mogio la ramanzina del medico che ci dava dentro con le peggio cose. Certi professionisti hanno una fantasia splatter da paura!

Davanti alla furia giustificata del dottorino, l'uomo promise solennemente che avrebbe rinunciato all'alcool e il medico, visto che sembrava sincero, gli prescrisse anche una bella dieta disintossicante. Visto che poi aveva carenza di vitamina C, gli prescrisse pure per ristabilirsi di consumare molte arance.

Così avvenne e ricordo che l'uomo, lo vidi anch'io qualche volta, ogni mattina passava davanti al CPS con la sua bella arancia in mano, per far vedere al dottorino che seguiva la dieta. "Bravo, bravo" gli dicevamo tutti.

Soltanto più avanti scoprimmo la verità. Ogni giorno con una siringa l'uomo bucava la buccia dell'arancia e iniettava il liquore dentro. Miii, come si inkzò il dottorino quando lo scoprì, pure per il chiulo l'aveva preso!

Comunque all'epoca dall'episodio ricavai una lezione anzi due. La prima magari è banale ma da tenere sempre a mente: l'apparenza inganna. La seconda è forse ancora più importante: non sottovalutare mai certa gente anche se sembra dimessa. Contadino, scarpe grosse e cervello fino!