Visualizzazioni totali

mercoledì 24 giugno 2026

LE PAROLE POSSONO DESCRIVERE TUTTO

Decisa ma falsa questa affermazione su internet, che proprio sulle parole si basa. Forse qualcuno qui dentro ci riuscirà anche ma io ammetto che a volte non riesco a trovare le parole, neanche alla lontana. Mi devo accontentare di provare una sensazione che non so descrivere.

Ho un episodio stampato in testa. Una mia picciola esperienza che mi ha lasciato capire quanto le parole sono limitate. Avevo 20 anni e con amici italiani stavo vagando di notte per i quartieri (che lì chiamano barrio) di Barcellona. Era una delle prime volte che noi zòvani italioti eravamo in trasferta e immaginate il gruppo de los chicos italianos quanto poteva essere gasato. Cantavamo ad alta voce (anche per darci coraggio) una canzone alla Jannacci "Vivere!". A ripensarci quanto dobbiamo aver rotto le balle.

https://www.youtube.com/watch?v=_QoQUobTGOw&list=RD_QoQUobTGOw&start_radio=1

TUTTI IN CORO: "Vivere senza malinconiaaaa, vivere senza più gelosiaaa, senza rimpianti senza mai più conoscere cos'è l'amoreee, cogliere il più bel fiore, goder la vita e far tacere il cuoreee… Ridere sempre così giocondooo, ridere delle follie del moooondo, ridere finché c'è gioventùùùù, perché la vita è bella la voglio vivere senza tuuu!"

Ero lì che cantavo quando capitò un fatto inusuale. Vicino al nostro gruppetto caciarone passò in silenzio una ragazza con lo guardo sprezzante e vestita in modo assai provocante. E lasciava dietro di sé una scia intensissima di un profumo molto particolare, che sentivo per la prima volta. La guardai per un attimo e, non so il motivo esatto, forse l'abbinamento vestito-profumo, ma immaginai si trattasse di una prostituta che si stava recando al lavoro.

Quel profumo si stampò in testa. Ma non me ne intendo e non saprei assolutamente come descriverlo (come si fa a descrivere un profumo?). Da allora mi è capitato di sentirlo solo in un paio di occasioni. Ogni volta voltavo la testa, lo riconoscevo e senza parlare pensavo "ah, il profumo della prostituta di Barcellona..."

Per cui capisco bene chi non riesce a trovare le parole giuste. Non tutto può essere espresso con le parole. "Alla favella mancò la possa" come già diceva Dante.

E quando incontro una persona così, quasi muta che vorrebbe dire ma non sa come, mi viene voglia di mettergli un braccio sulla spalla e poi dirgli "Non ti preoccupare, capita, anche io mi sono sentito così". Ripenso a quella notte a Barcellona: a quella donna che ormai non ricordo più, sapevo cosa stavo sentendo e non sono mai riuscito a trovare le parole giuste, ma ho una sensazione precisa dentro di me. Le parole non possono dire tutto.

EDIT: ecco il motivo per cui, se mi passerà una donna sconosciuta vicino, io comincerò a seguirla con lo sguardo per un minuto come uno scemo e senza dire niente. Adesso sapete chi mi ricorda.

Nessun commento:

Posta un commento