GLI USA ATTACCANO L'IRAN
Quando nei giorni scorsi leggevo he Trump era in discesa nei sondaggi interni, tra me e me mi dicevo "ahia, speriamo che non combini qualche kzata". E' un noto trucco psicologico infatti, che funziona alla grande sulle menti semplici, individuare e combattere un nemico.
"Niente fa sentire così vivi come avere un nemico" (Seneca). Il fronte interno si compatta, le magagne vengono messe in secondo piano, anzi se le fai notare sei poco patriottico, l'industria ha un guizzo, i giovani vanno alla guerra, le bandiere sventolano etc.
Certo, bisogna trovare un nemico e dichiarare guerra adducendo nobili motivi, ma non è difficile dai. E proprio stamattina (28.2.26) leggo che gli USA hanno attaccato l'Iran per una guerra di cui non si sentiva il bisogno.
Trump, che vuole povera anima il Nobel per la Pace, è affiancato nella sua opera militare da Netanyahu detto Bibi (altro personaggione alle prese con problemi interni mica da ridere). Per cui amaramente me l'aspettavo e ne posso ricavare quasi una Legge Politica: quando la situazione interna è conflittuale, scoppierà una guerra esterna.
Vedi per esempio ciò che il Pakistan sta facendo, invadendo l'Afghanistan (chiedere a WANDERER VINCI per conferma). Solita storia, il grosso dalle prese con problemi interni dichiara guerra al più piccolo -che però stavolta tanto piccolo non è-. Dolore e morte per salvare la tua poltrona, Carota, non ti vergogni?
EDIT: bombardato un asilo a Teheran, 40 bambine uccise. Non ho più parole.

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