SGANGAMANUBER (rivisto e ampliato)
“Luca aspetta aspetta, devo dirti una cosa. Ti ho visto che passavi e volevo segnalarti una cosa importante.
“Uèla Vittorio, è un po’ che non ti vedevo. Come ti va?”
"Volevo asolutamente un tuo parere. Ho conosciuto una ragazza molto bella ma ho il sospetto che sia quel tipo di donna da cui un uomo deve stare lontano, un pericolo quasi terrificante.”
“Oddio Vittorio, mi spaventi. Di che tipo di donna parli? Chi sarebbe?”
“Una Sgangamanuber, ti voglio parlare proprio di loro.”
“Una cosa? Sganga che? Di che parli? Dal suono mi sembra che la parola venga dal dialetto milanese.”
“Esatto, Luca. Letteralmente significa “bicicletta dal manubrio tutto storto, sgangherato”, per cui è difficile pedalare con tranquillità, anche con le migliori intenzioni. Bisogna sempre stare attenti e ogni tanto la caduta è assicurata. E per i vecchi milanesi la parola indica anche un certo tipo di donna.”
“Una donna difficile insomma.”
“No, non difficile. Impossibile. Donne molto lunatiche, permalose, che passano da un estremo all’altro, scontrose sino all’inverosimile, assurdamente gelose, con un carattere sul quale non puoi fare affidamento.”
“Ah ho capito le pazze. Più gentilmente Freud le avrebbe definite nevrotiche.”
“Io so solo che la serenità, caro il mio Luca, se ti relazioni con questo tipo di donna, te la puoi scordare. Impossibile una vita tranquilla, ne hanno sempre una.”
“Dai, le donne sono belle anche per questo.”
“Sì ma queste esagerano. Sono capaci di sentimenti profondi, intendiamoci, ma non lineari. La sorpresa sgradevole, la frase strana, il comportamento incomprensibile, tutto è sempre dietro l’angolo. Ti invitano per esempio a cena a casa loro, si fanno in quattro, ma poi possono passare tutta la sera a piangere o a parlare. Può essere piacevole e divertente all’inizio, ma non riesci mai a rilassarti veramente con loro. Spesso ti fanno scenate per un nonnulla.”
“Mi sembra di ricordare, Vittorio… come quella con cui ti sei messo insieme dopo che ti sei separato?”
“Tu affondi il dito nella piaga, Luca, me la ricordo bene. Mea culpa. Quante me ne ha fatte passare. Piangeva anche se non facevo niente, esasperante. Ti giuro sulla testa di mio figlio che anche se mi sforzavo non riuscivo a passare dei giorni sereni.”
“E tu sospetti che quella che hai conosciuto adesso sia così?”
“Luca, forse sono io che le attiro. Non hai idea quante ce ne sono, sembra una epidemia. Per questo ti volevo parlare, come riconoscerle? Bisogna insegnare ai nostri figli a stare lontano dalle sgangamanuber. Via via. Sono mortifere, non vogliono la tua felicità. Perché non insegnano questo a scuola invece di quelle str di fisica e chimica?”
“Mmmm… Eppure qualche lato positivo queste ce lo devono per forza avere. Hai presente il film Quattro Matrimoni e Un Funerale?”
“Certo, gran film.”
“Ecco, in quella pellicola hanno messo una classica sgangamanuber, come le chiami tu, la ex fidanzata di Hugh Grant, Henrietta.”
“Faccia di chiulo?”
“Quella. Ogni volta che rivedo il film vorrei alzarmi in piedi e avvisare gli uomini presenti in sala! Ha fatto benissimo Hugh Grant alla fine del film a non sposarla, gli avrebbe rovinato la vita. E sai qual è il loro lato positivo?”
“No, dimmi.”
“Te la danno subito. E l’uomo (scemo per natura) ci casca e crede chissà cosa. E magari dopo le sposa pure. Avrà tempo per pentirsi. Anatole France diceva che le puttane sono donne onestissime, perché ti dicono subito quanto costano. E uno che parla così è perché ci è passato pure lui, fidati fratello.”
“Insomma, bisogna stare attenti a non mettersi con donne così. A meno che uno non sia sgangamanuber pure lui. Ed è quello il mio problema, Luca. Non sai quante paturnie mi son fatto e mi sto facendo.”
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