Visualizzazioni totali

sabato 14 febbraio 2026

LA CULTURA DELLO SBALLO 

(si parlerà di giovani, droga e morte, temi non semplici. Talvolta dolorosi.)

Lavorando come psicologo nelle Comunità frequentate da ragazzi "difficili" mi ero accorto di un grave pericolo che serpeggiava: LA CULTURA DELLO SBALLO. Per moltissimi ragazzi la vita consisteva nella ricerca di un PIACERE IMMEDIATO, è più grande e immediato era questo piacere più la loro gioia sarebbe stata intensa. Non c'erano limiti. Una volta il fenomeno era limitato all'alcool, oggi escono a raffica sostanze chimiche ed esperienze che promettono sballi da elefante.

Lo sballo può arrivare dal fumo delle canne, dalle ciucche di alcolici, dal rubare motorini o soldi, dall'andare con prostitute (spesso con lo sballo aggiuntivo "senza preservativo"), dalle droghe pesanti, dal picchiare qualcuno allo stadio, dallo stordirsi in discoteca ("sotto cassa tutto passa"), dalla vita spericolata etc. Si vive immersi nel culto della soddisfazione immediata dei propri impulsi, e di esempi se ne possono fare cento. "Almeno il sabato e la domenica mi posso divertire, no? Dio, come sto!"

Senza ampliare troppo il discorso sulle droghe sennò qua non la finiamo più, mi limito a dire la mia esperienza con quei ragazzi (le ragazze sembrano più immuni alla cultura dello sballo, non so esattamente perché). So che è un discorso facile da fraintendere ma devo farlo.

A. Sarà banale dirlo, ma ho visto che la Cultura dello Sballo è un pericolo gravissimo. Molti sono morti, altri hanno avuto il cervello bruciato, altri hanno sciupato la loro vita. Quante tragedie. Quando mi accorgevo che in un adolescente era presente il fascino dello sballo, dovevo affrontare il problema senza esitazione e remore.

B. Da dove nasceva questo fascino? Non era difficile intravedere una famiglia disgregata alle spalle, anche se una famiglia a posto non è che automaticamente garantisse (le eccezioni sono state troppe). In ogni caso nella educazione di questi ragazzi qualcosa era andato storto.

C. Ma cosa? Indubbio, per questi ragazzi lo sballo era il massimo della felicità, anzi a volte era l'unica felicità. Altri piaceri (amare, il sesso, una famiglia, un buon lavoro, i bambini, il successo professionale, viaggiare nel mondo, l'amicizia etc) non venivano nemmeno pensati. Santodio, lo so che mi ripeto, ma genitori e nonni state attenti a quando insegnate ai giovani cos'è, come e dove si trova la felicità. State forgiando il loro destino.

D. una logica conseguenza: essendo per loro lo sballo l'unico piacere mica volevo toglierlo, vero? Levare lo sballo a questi ragazzi significa togliere ad essi la possibilità di provare piacere. Hai voglia a ripetere i danni in arrivo, questo conoscono e questo fanno.

E. c'era un lato che mi addolorava nella Cultura dello Sballo. Questi ragazzi si stavano distruggendo il futuro. Quando li interrogavo sul loro destino erano perplessi: "boh, non ne ho idea", "un capomafia", "forse sarò già morto", "in galera".

F. Che fare? Domanda da cento milioni di dollari. Una prima reazione istintiva è quella di "rinchiudere" questi ragazzi. Ma (come psicologo) sento il dovere di dire che tale soluzione è inutile: l'unico piacere che conoscono resterà sempre quello dello sballo. Amare, lavorare ecc. sono solo vaghe ipotesi senza fondamento, buone al massimo per farsi una risata. Sin a quando questi "valori" non saranno da loro introiettati come piacevoli questi ragazzi potranno essere rinchiusi o isolati per anni, ma appena liberi riprenderanno lo sballo interrotto.

Naturalmente, questo presuppone onestà e coerenza da parte nostra quando parliamo e ci comportiamo davanti a loro. Se ne accorgono subito delle bugie. Saremo capaci di essere sinceri? Perlomeno provarci.

----------------------------------------

Maurizio, che dolore quel giorno venire a trovare la tua tomba. Scusami, scusami, non sono riuscito a salvarti. Ti avevo visto da ragazzo, avevamo giocato e parlato insieme ma poi uscito dalla Comunità ti eri perso. E nel carcere di san Vittore a 19 anni hai sniffato il gas delle bombolette per cucinare, lo sballo dei poveri, ti è venuto un embolo e sei morto sul pavimento della cella. Oddio, Maurizio. Ti ricorderò sempre.

Now the drugs don’t work – Ora le droghe non funzionano
They just make you worse – Ti fanno solo stare peggio
But I know I’ll see your face again – Ma so che vedrò di nuovo il tuo viso

(il Cimitero Maggiore di Milano, dove è sepolto Maurizio)



Nessun commento:

Posta un commento