L'INCHIOSTRO INVISIBILE
Cari zòvani, vi rivelo un segreto. Una volta, nel Giurassico quando ancora i dinosauri camminavano sulla terra, non esistevano le mail o i cellulari con tutte le diavolerie. Epperò i fidanzatini si scrivevano lettere d'ammore come succede da sempre, per giurarsi eterno amore e devozione purissima.
Erano letterine scritte a mano con il loro francobollo, magari con qualche strafalcione, ma nel tragitto c'era un pericolo serio: nel tragitto da A a B potevano finire sotto i sospettosissimi occhi di qualche severo genitore. Ricordo una morosa che aveva una mamma terribile, simile alla Regina cattiva di Biancaneve, e che controllava tutto.

Il suo sport preferito era leggere in anteprima le lettere appassionate che spedivo alla figlia e dopo andare da lei tenendo il foglio con due dita, come le cose schifose, dicendo "E questo?…"
Bisognava correre ai ripari. Fu così che al Tartarino venne l'idea di usare come inchiostro il succo di limone, invisibile a meno che tu non metta il foglio controluce, allora potrai leggere ciò che è scritto. Non mi ricordo dove presi l'idea, forse in qualche romanzo di Agatha Christie.
Succedeva così. Scrivevo con l'inchiostro normale una castissima lettera, non dimenticando di dirle di salutare quella santa donna di sua madre. Poi sul retro del foglio, inzuppando il pennino nel succo di limone, scrivevo un altro tipo di lettera dai contenuti ehm più scabrosi e che adesso non ricordo. Ricordo però come fosse strano scrivere ciò che non vedevo e che bisognava usare un foglio molto sottile, ma per amor tutto si fa.
Funzionava alla grande. La Regina cattiva si rabbonì e passava tranquilla alla figlia la letterina, che lei nel segreto della sua cameretta leggeva con dietro la luce della lampadina. Ehhh finché questa passione giovanile è durata è stata bella. Non sottovalutate gli adolescenti, una via la trovano.
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