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sabato 31 gennaio 2026

SICOMORO

Quando circa quindici anni fa visitai Israele, in un caldo pomeriggio accadde un fatto insolito. Eravamo dalle parti di Cafarnao e il gruppo di turisti italiani decise di fermarsi un momento all'ombra di un grande alberone, per ristorarsi un momento e bere qualcosa di fresco.

Non mi ricordo più chi nel gruppo, incuriosito, chiese alla guida che tipo di albero fosse quello, dato che non lo riconosceva. La guida rispose che era un sicomoro. Alzammo tutti la testa.

Il sicomoro è un albero frequente in Egitto e in tutta l'Africa. Fuori da quel continente cresce nel mondo soltanto in Israele, non mi ricordo più perché. Produce una sorta di fichi non molto pregiati (infatti il nome botanico è Ficus Sycomorus) ma non era ancora stagione. Ricordo però tanti minuscoli fiorellini bianchi.

(nella foto come apparirebbero i fichi)

E' albero citato anche nei Vangeli. Si racconta che un certo Zaccheo, basso di statura, si fosse arrampicato proprio su un sicomoro per vedere Gesù che passava. Lui se ne accorse, lo salutò e accettò l'invito di andare a casa sua. Questo Zaccheo aveva purtroppo in paese una cattiva fama, era considerato un "peccatore" (?), ma sappiamo che Cristo aveva carisma, era molto democratico e non rifiutava a priori nessuno. E fece bene, perché Zaccheo si convertì e promise di restituire a chi aveva frodato quattro volte tanto. "Oggi la salvezza è entrata in questa casa." (Luca, 19, 1–10)

Vuol dire che per salvarmi dovrò fare uno sforzo e arrampicarmi? Che non mi devo arrendere anche se la natura non mi ha favorito? Che la curiosità in fondo non è un male? Ricordo che quel giorno caldo accarezzai il tronco del sicomoro, chissà quante storie poteva raccontarmi.

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