UNDICESIMO COMANDAMENTO (again)
Nei tempi antichi non si preoccupavano di preservare la natura. I nostri antenati non ci pensavano molto. Il rispetto generale per la natura, per la biodiversità, per l’ambiente è qualcosa che è sorto da poco, pochissimo, direi da una cinquantina d’anni. Ricordo ancora i primi manifesti del WWF quando ero bambino negli anni '60 con il loro animale simbolo (il panda): erano presi in giro praticamente da tutti. All’epoca si inquinava senza ritegno e senza preoccuparsi delle conseguenze, basta guardare i film dell’epoca.
Poi pian piano ci si è accorti che le risorse non erano inesauribili, che i rifiuti si accumulavano, la sporcizia aumentava, che le specie animali si estinguevano e si estinguono ancora. La sovrappopolazione umana poi ha dato il colpo di grazia. Molti animali (il dodo, il rinoceronte nero, l'uro, l'emù) si sono già estinti, tra cinquant’anni forse non ci sarà più neanche una tigre, sarà un mondo migliore?
Per cui oggi ai bambini si insegna fin dai tempi dell’asilo qualcosa di diverso che nel passato, un atteggiamento più rispettoso nei confronti della natura, un uso migliore e più consapevole dei rifiuti e delle risorse. Ed è un cambiamento psicologico non da poco, oggi chi inquina è visto male come se veramente ci fosse dentro di noi questo 11° Comandamento: NON INQUINARE.
E non so voi ma io mi associo a questo modello educativo, non sempre facile da seguire ma indispensabile se vogliamo vivere nell’armonia. Alla fine il mondo è la nostra casa, trattiamola bene.
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