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giovedì 6 agosto 2026

UMILIAZIONE 

Anni fa ero in giro per le vie di Milano con la mia ragazza, un po' cicciotta e che a me piaceva un casino (le ossa lasciamole ai cani). Eravamo zòvani e ci piaceva esplorare. Passando davanti ad un negozio di moda, lei vide una bellissima gonna esposta.

"Che bella! Me la compri?"

Certo, tutto per farla felice. Happy wife, happy life. Entrammo dentro al negozio (di una catena di cui non citerò il nome per non onorarla) e lei disse alla commessa che voleva una gonna come quella esposta in vetrina.

La elegante commessa la guardò affabile e poi disse gentile e decisa "mi spiace non abbiamo di quelle taglie."

Rimanemmo di sasso e uscimmo frastornati dal negozio. Lei era sull'orlo delle lacrime. Ci misi due giorni per consolarla, le compravo il gelato e le dicevo piano "mi piace vederti mangiare. Tu mi piaci così" (era vero). A poco a poco, con fatica, ma le passò.

"La lontananza è l'unica vendetta e l'unico perdono" (G. Gaber). Da quel giorno nelle nostre passeggiate facevamo sempre un giro largo per evitare quella via e quel negozio.

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