Visualizzazioni totali
mercoledì 21 dicembre 2016
USCIRNE PULITI
“E’ stata dura”, pensò il cowboy mentre a cavallo costeggiava lento il
fiumiciattolo.
Era stata
una vera avventura. Da tre notti non dormiva, l’avevano inseguito per mezzo
paese decisi a impiccarlo al primo albero. Lui non c’entrava niente ma vaglielo
a spiegare che eri innocente mentre ti mettevano il cappio intorno al collo. Brutta
storia. E allora era scappato, una fuga folle, durata quattro giorni e tre notti.
Non sapeva nemmeno dove si trovava.
Aveva attraversato
terre sconosciute usando tutti i trucchi ed era riuscito a seminarli almeno da
ieri, di questo era sicuro. Quando nemmeno tu sai dove ti trovi, gli altri come
fanno a trovarti? Basta, basta così. Comincia una nuova vita. Dove andrò
adesso? Cosa farò? E chi lo sa, l’importante è che i casini siano finiti.
Il cavallo puntava
la testa verso l’acqua. Voleva bere. Il cowboy scese e lo portò in silenzio sulla
riva del fiume. “Dai, bevi”, la bestia non se lo fece ripetere due volte.
Mentre si
abbeverava all’uomo venne una idea. Anche lui aveva caldo. “Ma sì, tanto in
giro non c’è nessuno.” Si spogliò completamente nudo, nascondendo la pistola
dentro gli stivali, ed entrò nell’acqua del fiume con il cavallo poco lontano.
“Ahhhh che
bello”. L’acqua fresca era un sollievo
dopo tanta polvere. L’uomo si sfregò la pelle e poi si rilassò completamente
mentre l’acqua pulita scorreva. Era il paradiso.
Il cavallo
nitrì. “Come mai è nervoso?” Il cowboy aprì gli occhi giusto in tempo per
vedere un ragazzotto avvicinarsi al cespuglio e rubargli i vestiti. “Fermati,
bastardo!” E intanto con la coda dell’occhio ne vedeva un altro che gli portava
via il cavallo. “Maledetti, figli di puttana!”
Uscì nudo dall’acqua
imprecando ma i ladri erano già saltati sul cavallo e scappati via come il
vento. Dovevano averlo visto da lontano e seguito nella speranza che si
fermasse. Di solito il cowboy si accorgeva di queste cose ma si vede che prima era
proprio stanco.
E adesso?
Nudo e gocciolante in una terra sconosciuta, senza niente addosso, senza potere
contare altro che su se stesso. Niente male come fine dell’avventura. O era un nuovo
inizio?
Il cowboy si
mise a ridere mentre si incamminava: “Beh, non si può dire che non ne sia
uscito pulito da questa storia!”
martedì 20 dicembre 2016
domenica 18 dicembre 2016
PROMOVEATUR UT AMOVEATUR
"Domine, non est quaestio ista solvatur."
"Quid dicis, adiutor meus?"
"Quaestio est qui operatur cum nobis."
"Tu dicis de eo qui operatur cum nobis et viginti et quinque annos"
"Etiam. Nemo enim aliud nemo potest ponere, sed vereor ne nos paenitet. '
"Non aliter potuit. Est etiam ubi placuit potes. "
"Sed quid faciemus ei?"
"Lucius? Promoveatur ut amoveatur. "
"Qui haec dicit, quod non ludos proprie ecclesiastica. Non vult operari in curia amet. "
"Quoque nocens pro eo. Ipse poenitebit. Procul a nobis in posterum erit. "
"Quid dicis, adiutor meus?"
"Quaestio est qui operatur cum nobis."
"Tu dicis de eo qui operatur cum nobis et viginti et quinque annos"
"Etiam. Nemo enim aliud nemo potest ponere, sed vereor ne nos paenitet. '
"Non aliter potuit. Est etiam ubi placuit potes. "
"Sed quid faciemus ei?"
"Lucius? Promoveatur ut amoveatur. "
"Qui haec dicit, quod non ludos proprie ecclesiastica. Non vult operari in curia amet. "
"Quoque nocens pro eo. Ipse poenitebit. Procul a nobis in posterum erit. "
mercoledì 14 dicembre 2016
MORTO DI SONNO
“Luca,
aiutami, non ce la faccio più.”
“Che c’è?”
“Sto morendo
di sonno. Sbadiglio in faccia alla gente.”
“Non è che
sei depresso?”
“Ma
vaffanculo!”
”Hai dormito
stanotte?”
“Lascia
perdere che se ci penso mi incazzo. Mi addormenterei sul colpo di giorno e poi
di notte sto sveglio, che nervi.”
“Prendi la
Melatonina. Hai il ritmo sonno-veglia sballato.”
“Sballato è
dire poco. E la colpa lo so io di chi è, di questa malattia brutta che ho, la
sclerosi multipla. La conosci?”
“Sì, ne ho
sentito parlare. Ma cosa c’entra con la sm?”
“C’entra, la
stronza c’entra e di brutto. Da quando è arrivata lei sono sempre stanco e
dormirei sempre. Dammi qualche consiglio, dai.”
“Beh ci sono
quelli classici contro la sonnolenza: mordersi la lingua, un secchio di caffè, una
lattina di coca cola, una musica bella ritmata, avviare una conversazione
brillante con gente nuova, avere paura…”
“Grazie al
cavolo. Io ho bisogno di una roba normale.”
“Puoi sempre
alzare la mano, andare in bagno e dormire sul gabinetto. Oppure chiudere la
porta o fermare l’auto e riposare, ogni tanto è necessario. Tanto bastano pochi
minuti, poi la crisi passa e si riprende.”
“Sino a
quando non me ne torna un’altra di crisi. Ma qualcosa di meno estemporaneo?”
“Io ho visto
che c’è chi mi aiuta molto, ma magari è solo personale.”
“Sarebbe?”
“Il freddo.
Il freddo mi tiene sveglio e attivo, al contrario del caldo che mi distrugge.”
“Quale
freddo? Di che tipo?”
“Oh, in tutte
le sue varianti: l’aria condizionata, l’acqua fresca sotto i polsi per qualche
minuto, aprire la finestra, gli ultimi 10 secondi di doccia fredda, il phon non
caldo. Anche se a dirti la verità secondo me un tipo di freddo funziona più di
tutti.”
“E che
aspetti a dirmelo? Quale?”
“Quello che
nasce dal dentro, succhiando per esempio un cubetto di ghiaccio o bevendo acqua
gelata. Io d’estate faccio scorta di ghiaccioli e prima di uscire di casa me ne
mangio uno, poi per 15 minuti sono a posto.”
“Ma
funziona?”
“Prova. E a
mali estremi puoi sempre farti un bolo di cortisone, con quello anzi non
chiuderai occhio tutta la notte.”
“Il
cortisone lo odio, mi gonfia e mi fa pisciare in continua. Senti ma… prima di
buttarmi sulla cocaina o robe strane ci sono dei farmaci per questo problema?”
“Certo, ci
sono il Provigil e il Mantadan che io sappia. Soprattutto il Provigil è efficace
ma lo danno solo dietro ricetta del neurologo e costa una cifra. Alcuni
ragazzotti lo tritavano nella birra per star svegli tutta la notte in discoteca.”
“Scemotti.”
“Sicuramente.
Ma guarda il lato positivo della faccenda.”
“Ah perché,
esiste?”
“Vedila
così, noi siamo una classe di malati che sogna molto. La nostra vita interiore
è molto ricca.”
“Solo quella
purtroppo!”
martedì 13 dicembre 2016
NODO MISTICO
Se la Rivoluzione la si facesse in due avremmo già sconfitto il mondo
Le unghie mie con le unghie tue, ma tutto il giorno in piazza, sai che monotonia
Sarai la mia ragazza e dopo fuggiremo dalla Polizia
Tra quello che mi dai e quello che ti dò c’è un Nodo Mistico
tra quello tu hai e quello che io ho c’è un Nodo Mistico
Se Dio nel quinto giorno ha popolato il mare riempiendolo di grandi pesci
E di delfini con i quali nuotare, ma tutto il giorno in acqua, sai che monotonia
Ti asciugo tutto il corpo e dopo sulla spiaggia correremo via
Tra quello che non hai e quello che ti dò c’è un Nodo Mistico
tra quello mi dai e quello che non ho c’è un Nodo Mistico
E’ una città malvagia e che non ha pietà, mi blocca ore in mezzo al traffico
E intanto la mia vita va, ma tutto il giorno in auto, sai che monotonia
Prenderò una grande moto, salta sopra e scapperemo via
Tra quello che mi dai e quello che ti dò c’è un Nodo Mistico
tra quello che farai e quello che farò c’è un Nodo Mistico
lunedì 12 dicembre 2016
LA CREADA
"Zia Rosa, zia Rosa! È vero che tu e la mamma da bambine eravate povere?"
"Certo, Luchino bello, venivamo da una famiglia poverissima."
"Perché?"
"Avevamo perso tutto con la guerra. La nostra casa era stata distrutta e dormivamo in 7 in una stanza. Tua mamma era troppo piccola per ricordarselo ma ogni tanto c'era pure qualche animale e a me faceva un po' schifo. Che tempi brutti."
Ma riuscivi a dormire?"
"Si impara a far tutto nella vita bel bambino. Sapessi quante cose imparerai."
"Però andavi a scuola?"
"Mio babbo mi ha fatto studiare solo fino alle elementari, poi mi ha mandato dai signori a lavorare come domestica. Penso che l'abbia fatto non solo per soldi ma anche per il mio bene, almeno li mangiavo tutti i giorni."
"Ma dovevi anche lavorare?"
"Quanti letti ho rifatto, per loro non avevo neanche un nome, mi chiamavano creada."
"E che vuol dire?"
"La creata, quella che non ha altri meriti che essere nata. Per fortuna poi mi sono rifatta. Come vedi, Luchino, tua zia nella vita è partita proprio dal basso."
"Un giorno mi racconterai la tua vita zia Rosa?"
"Certo amore bello, ma devi essere più grande."
"Perché?"
"Voglio essere sicura che capirai bene. A volte non è stato facile."
"Mi spiace, zia."
"Non ti preoccupare, ci sono stati anche momenti di festa. Per esempio quando un soldato americano regaló a noi figli di contadini una manciata di caramelle. Che gioia. Mai mangiate di così buone. E un altro episodio ricordo bene."
"Quale?"
"Una mattina quando ancora andavo a scuola e vidi qualcosa di brillante sul bordo del sentiero. Erano le bucce di una arancia che qualcuno aveva buttato via. Io non le conoscevo, le mangiai ed erano buonissime. quando tornai a casa lo raccontai alla mia povera mamma che mi sgridó tanto."
"Perché?"
"Non si mangiano le cose trovate per strada,è pericoloso. Ma erano così buone…"
"Ma le stesse arance che mangiamo noi?"
"Le stesse. Per questo a Natale voglio sempre che ci sia una arancia sul mio tavolo, per ricordarmi di quando ero povera."
"Ma io le butto sempre via le bucce! A scuola mi han detto che son velenose."
"Eh adesso si butta via tutto, anche qualcosa che potrebbe servire ancora. Che peccato. Che peccato."
martedì 6 dicembre 2016
UN COMMENTO SUL REFERENDUM
Della Costituzione non gliene fregava una ceppa a nessuno, il referendum in realtà era Pro o Contro Renzi, che ha avuto l'ingenuità di proporlo pensando ad una passeggiata e invece si è preso una tranvata sui denti (come Cameron con il Brexit inglese).
Il popolo infatti ha votato e democraticamente si è espresso contro, nella migliore tradizione italica per cui non si vota mai "per" ma "contro".
E adesso? E adesso si ricomincerà in qualche modo.
Il popolo infatti ha votato e democraticamente si è espresso contro, nella migliore tradizione italica per cui non si vota mai "per" ma "contro".
E adesso? E adesso si ricomincerà in qualche modo.
Tra le lezioni che si possono imparare dalla vicenda io trovo comunque interessante questa: gli italiani sono intolleranti a qualunque forma di controllo, amano la libertà più di ogni altra cosa. I regimi durano poco perché governare in Italia non è che sia impossibile, è proprio inutile. Gli italiani preferiscono governarsi da soli, sono un popolo profondamente anarchico.
Spero che chi arrivi adesso se lo ricordi.
Spero che chi arrivi adesso se lo ricordi.
domenica 4 dicembre 2016
"Non sia mai ch'io ponga impedimenti
all'unione di anime fedeli; Amore non è Amore
se muta quando scopre un mutamento
o tende a svanire quando l'altro s'allontana.
Oh no! Amore è un faro sempre fisso
che sovrasta la tempesta e non vacilla mai;
è la stella-guida di ogni sperduta barca,
il cui valore è sconosciuto, benché nota la distanza.
Amore non è soggetto al Tempo, pur se rosee labbra e gote
dovran cadere sotto la sua curva lama;
Amore non muta in poche ore o settimane,
ma impavido resiste sino al giorno estremo del giudizio:
se questo è errore mi sarà provato,
io non ho mai scritto, e nessuno ha mai amato."
all'unione di anime fedeli; Amore non è Amore
se muta quando scopre un mutamento
o tende a svanire quando l'altro s'allontana.
Oh no! Amore è un faro sempre fisso
che sovrasta la tempesta e non vacilla mai;
è la stella-guida di ogni sperduta barca,
il cui valore è sconosciuto, benché nota la distanza.
Amore non è soggetto al Tempo, pur se rosee labbra e gote
dovran cadere sotto la sua curva lama;
Amore non muta in poche ore o settimane,
ma impavido resiste sino al giorno estremo del giudizio:
se questo è errore mi sarà provato,
io non ho mai scritto, e nessuno ha mai amato."
QUAL E’ LA SCELTA GIUSTA?
“Papà? Stai
bene? Potrei chiederti una cosa?”
“Ma
certamente, gioia carissima, sei la luce dei miei occhi e la più bella figlia
che si possa desiderare. Sei anche la figlia del Rabbino e vedrai quanti un
domani ti faranno la corte.”
“Papino, proprio
di questo ti vorrei parlare.”
“Non c’è
problema. Non vedo l’ora che ti sposi e mi dai tanti nipotini.”
“Papà, veramente
un problema ci sarebbe…”
“E quale?”
“Ho tre
pretendenti che mi fanno la corte. Sono tutti e tre molto carini e gentili ma
non so chi scegliere. Qual è l’uomo giusto per me?”
“Non ti
preoccupare, al momento buono il tuo cuore ti indicherà la scelta giusta.”
“Grazie ma io…
io avrei pensato di chiedere a te un consiglio se per te va bene. Sei considerato
un uomo giusto e ho visto che molti si fidano di te.”
“Grazie per
la sviolinata, gioia. Sai che a te non posso dire di no. D’accordo allora,
parlami di questi ragazzi.”
“Ho fatto di
meglio, te li ho portati qui tutti e tre, così li conosci di persona e mi dai
un parere.”
“Ah. E io
cosa dovrei fare?”
“Niente di
speciale. Te li porto davanti, tu parli un poco con loro e poi mi dici le tue
impressioni per aiutarmi a decidere.”
“Mmm hai
ragione, vale più una borraccia di esperienza che una botte di discorsi. Fai
entrare il primo allora, voglio conoscerlo. Dai, fallo entrare.”
“…buongiorno,
signor Rabbino. Io sono Aaron.”
“Buongiorno Aaron,
ho sentito che lei vuole la mano di mia figlia.”
“Assolutamente!”
“Risponda
allora a questa semplice domanda. E’ sabato, giorno che per noi ebrei è sacro
tanto da evitare il lavoro. Lei sta camminando per strada e vede un biglietto da
1000 dollari abbandonato per terra. Che fa?”
“Beh, lo raccolgo,
no?”
“No! Va via,
empio bestemmiatore! Con te mia figlia si ritroverebbe in una vita dissoluta,
senza principi e sarebbe infelice! Vai via! Figlia, caccialo fuori e fai entrare
l’altro.”
“…buongiorno,
signor Rabbino. Io sono Moshe.”
“Mi sembri
un bravo ragazzo, Moshe. Allora per te sarà facile rispondere alla mia domanda:
è sabato e vedi un biglietto da 1000 dollari per strada. Che fai?”
“E’
semplice. Essendo sabato non lo raccolgo e vado avanti per la mia strada.”
“Vai via! Via
via via! Con te mia figlia diventerebbe povera e infelice, e io non voglio per
lei una vita così! Figlia, mandalo via!”
“Ma papà!”
“Fai entrare
il terzo, questi due non sono buoni. E tu chi sei?”
“Buongiorno,
Rabbino. Io sono Isacco.”
“Bene
Isacco. Adesso attento, immagina che è un sacro sabato, non si può lavorare e
tu vedi un foglio da 1000 dollari sul marciapiede, che fai?”
“Ah…Oh…Mah non saprei, così su due piedi... Senta,
facciamo così. Che quando mi capita poi scopriamo cosa faccio.”
“Questo mi
piace!”
sabato 26 novembre 2016
CHE DUE COGLIONI!
“Sì pronto,
ciao, sono io…senti, ti ho telefonato per quella cosa ….sì sì, tranquillo sono
stata fortunata ho trovato parcheggio vicino….in un posto per handicappati…non
ti preoccupare, era vuoto… senti per quella situazione…ma allora, chi è che
rompe le palle?...aspetta c’è uno che si è affiancato con la macchina e mi vuole
parlare, aspetta che tiro giù il finestrino… CHE CAVOLO VUOLE LEI?”
“Mi scusi,
dovrei parcheggiare lì.”
“No no, son
parcheggiata io. Se ne vada.”
“Guardi che
il posto è riservato a me. Ho delle difficoltà, vede la stampella?”
“Ah va bene.
Tra 5 minuti me ne vado. Si faccia un giro intanto.”
“Se non le
dispiace preferirei aspettare qui, così appena se ne va mi metto io.”
“MA COSA FA?
MI METTE FRETTA?....che due coglioni…scusa, c’è un handicappato che vuole il
posto… ma sì ma sì hanno rotto i coglioni…era mezzora che cercavo un buco… ECCO,
ME NE VADO, CONTENTO?”
“La
ringrazio.”
“Sì sì,
grazie al cazzo.”
“Buona
serata!”
venerdì 25 novembre 2016
LO DICA ALLE SUE AMICHE
“Buongiorno
signora, da dove viene?”
“Dalla
Bolivia, segnor.”
“Lei sa
perché oggi l’abbiamo chiamata qui in Tribunale?”
“Por la mia
bambina?”
“Certo, nel
suo caso è coinvolta anche una minorenne ma non è il motivo esatto per cui l’abbiamo
convocata qui. Qualche giorno fa ho ascoltato il suo ex con un Avvocato
agguerrito. Oggi però volevo sentire la sua versione, dopo aver sentito quella
del suo ex compagno..”
“Pedro?”
“Sì. Mi
tolga prima una curiosità, cosa ha fatto alla guancia?”
“…Una sera mesi
fa è tornato casa muy borracho…”
“Ubriaco?”
“Sì. Era
ubriaco de birra, che è terrible. Io non lo volevo far entrare, quando è così diventa
violento e mi picchia sempre. Gli ho detto cento volte che ubriaco in casa non
lo voglio. Allora lui…ha sfondato la porta, è andato in cucina, ha preso un
coltello e….mi ha tagliato la faccia…”
“Davanti
alla bambina?”
“No,
Elizabeth dormiva nell’altra stanza. O espero che dormiva.”
“Lui mi ha
raccontato che è stata lei a tagliarsi da sola perché era ubriaca anche lei.”
“Fatemi
tutti gli esami che volete (mostra le braccia). Vedrete che io non bevo.”
“E poi cosa
è successo?”
“Sono andata
in Hospital donde me hanno ricucito, anche se una cicatrice è rimasta. Da
allora non riesco più a muovere la guancia destra, è paralizzata.”
“Poi lo ha
denunciato, signora?”
“….no…no…la
dottoressa al Pronto Soccorso ha insistito mucho ma io non volevo.”
“Perché?”
“Ho detto
che mi ero fatta male da sola. Tenevo paura.”
“Di cosa?”
“Avevo paura
che arrivavano i Servizi Social e mi toglievano mia figlia. Ma non c’entra
nulla la mia nina, segnor. Non portatemela via.”
“Aveva paura
di lui?”
“No, poi
quando gli passa l’alcool si sveglia, mi chiede scusa y se disculpa. Non l’ho
mai denunciato, lo perdono siempre.”
“Il perdono
è un’altra cosa, signora.”
“Yo soy catolica.
Perdono, come Jesus mia luz.”
“Signora,
anche Gesù si è arrabbiato. Bisogna reagire, è doveroso. Si ricordi, anche Gesù
ha usato la frusta. Ah, perché non ha mai denunciato Pedro? Adesso avremmo
qualcosa con cui accusarlo.”
“Disculpeme.”
“Non si
scusi, signora, non c’è bisogno, stavo pensando ad altri casi simili. In quei
momenti lei aveva paura. Poi cosa ha fatto?”
“Son tornata
a mia casa e mentre lui dormiva ho preso la bimba e sono andata da una amica in
un posto segreto. Lui è impazzito, mi mandava i messaggi di morte al cellulare.“
“Posso
vedere questi messaggi?”
“…li ho
cancellati, segnor.”
“Stiamo calmi.
Ci sono dei vicini che possono testimoniare che la picchiava?”
“Sono tutti
clandestini, segnor, non verrà nessuno.”
“La sua
amica da cui è andata?”
“Lei se
vuole viene, è mia primera cugina.”
“…Una
parente. E così alla fine è la parola di uno contro quella dell’altro. Uno dice
bianco e l’altro nero.”
“Ma io non
voglio che mia figlia passi quello che ho passato io.”
“Lo dica
allora alle sue amiche signora, che non si può perdonare sempre tutto. Quando subiscono
un torto alla loro dignità bisogna reagire, denunciare. Altrimenti i nostri
figli cosa penseranno di noi?”
mercoledì 23 novembre 2016
PROBABILMENTE
“Perché
esiti?”
“Ho timore
di qualcosa di spiacevole.”
“E’ da qualche
minuto che osservi la doccia calda senza entrare, di che hai paura?”
“Lo sa anche
tu. I primi secondi si prova sempre una sensazione di gelo.”
“Ma è acqua
calda!”
“Non ha
importanza. Lo sai anche tu. L’impatto con l’acqua risveglia tutti i nervi
della pelle in automatico e i nervi del freddo, più numerosi di quelli del
caldo, si attivano per qualche istante. Presto si accorgono che la faccenda non
li riguarda e si riaddormentano. Però per qualche secondo si prova una
sensazione di ghiaccio, ecco perché esito.”
“Stai
parlando del freddo paradossale, come quello che si prova tuffandosi in mare?
Beh, io mi immergo piano pianino, un pezzo alla volta. Così evito il falso
allarme del freddo o perlomeno ci provo.”
“Io invece
preferisco entrare in modo diretto nell’acqua, tanto ho imparato che questa
sensazione illusoria per quanto spiacevole dura pochissimo. E’ un meccanismo di
difesa pronto a scattare ma che rientra presto nei ranghi.”
“Insomma le
sentinelle del freddo aprono l’occhio ma poi si riaddormentano. Scusa la mia
spiegazione da cartone animato, alla Siamo Fatti Così, ahahaha!”
“Si vede che
da bambino hai ricevuto l’imprinting. Io ho studiato questo freddo paradossale,
come lo chiami tu, all’Università ma il pensiero mi sembra identico.”
“Oh yeah. E
toglimi una curiosità, anche per quella cicatrice che hai sul petto vale lo
stesso discorso? Anche per lei provi il freddo nella doccia?”
“Ah questa.
E’ quella esperienza che mi ha lasciato una cicatrice, te ne ho già parlato. Sì,
il freddo paradossale ho notato che vale anche per lei. Anzi probabilmente è
più delicata. Ma non voglio rinunciare a farmi la doccia e ad avere delle
esperienze nuove per lei.”
“Fai bene.
Dai entra, affronta questa piccola prova. Sai che alla fine non si vorrebbe
uscire mai dalla doccia calda. Mi ricorda quando una nuova donna è entrata
nella mia vita. Esitavo come te, non sapevo quello che sarebbe accaduto- ma l’avrei
scoperto solo buttandomi, non c’era altro modo”.
“Sì,
probabilmente il Freddo Paradossale, il timore di soffrire avendo esperienze
nuove, accade anche fuori dall’acqua. ”
“Basta con
le mezze misure. Intanto l’acqua scorre. Il futuro è bello, avrai la tua
ricompensa.”
“Probabilmente.
Forza amico, dammi coraggio.”
“Dai,
testone, entra nella doccia senza timore. Alcuni giorni meravigliosi devono
ancora accadere. Non è un bellissimo pensiero?”
“Vado allora.
Il futuro è bello.”
martedì 22 novembre 2016
BAGIGI
Fresco fresco di stampa ecco a voi BAGIGI -cento raccontini- in una nuova edizione. Tutto nuovo e migliorato rispetto all'altra edizione (ho cambiato 20 raccontini su 100 e modificato vari elementi tra cui il carattere tipografico più grande, così lo può leggere anche chi ha difficoltà alla vista).
Ho stampato 100 copie ed è un libro che non si vende e non si compra, lo regalo e basta. Una copia è per te che stai leggendo
:) (te la invio a casa insomma, basta che in privato mi dai il tuo indirizzo). Daje!
lunedì 21 novembre 2016
IL MOSTRINO
“Caro, scusa
se ti disturbo mentre leggi il giornale. Posso dirti una cosa?”
“Dimmi
tesssoro mio. Tu non mi disturbi mai.”
“Ho notato
che c’è un pelo bianco nelle sopracciglia che spunta fuori e ti sta molto male.
Se vuoi te lo levo. Aspetta che lo tiro via.”
“Ma dove?”
“Proprio qui
sopra l’occhio. Aspetta, aspetta che prendo la pinzetta, sta fermo un
secondo….zac!”
“Ahia!”
“Oh guarda,
ce ne sono altri due, te li levo….zac!...zac!”
“Ahia!...Ahia!”
“Ma qua ce
ne sono un sacco. Prendo la forbicina.”
“No ferma,
mi han sempre detto che se togli uno ne crescono sette.”
“Tutte
storie. Ti stanno proprio male. Non bisogna mai farli crescere così tanto. Stai
fermo. Ti dispiace se uso questi due?”
“Cosa sono?”
“Cerotti
speciali.”
“In che
senso speciali?”
“Si mettono
qui dove ci sono i peli. Si fanno aderire bene alla pelle e poi…sta attento…straap!”
“AHIAAA!”
“Guarda,
guarda quanta roba è venuta via!...aspetto tiro via il secondo…questo è più
difficile…straaap!”
“UAAAARGH!
Basta, basta!”
“Dai, non ti
lamentare, sta venendo fuori un buon lavoro.”
“…Cheddolore…cheddolore…i
miei poveri peli, ci ho messo tanti anni a farli crescere…Ma sei matta?”
“Non ti
lamentare, le donne lo fanno sempre. Eh, ma qui c’è ancora troppa confusione.
Hai i peli anche dentro le orecchie! Bisogna far qualcosa. Senti, ti dispiace
se uso questo?”
“Che roba è?
Sembra un Tamagoci rosa. Carino, è innocuo?”
“E’
utilissimo. Aspetta che lo accendo….bvvvvzzz…”
“Oddio, ha
tirato fuori delle lamelle! Ma che roba è?”
“Fermo, si
chiama Silk Epil, inclina la testa così vedo bene l’orecchio..bvvvzzz….”
“UAHIAAAA!!!”
“Fermo, non
ti muovere, sennò è peggio e rischio di farti male…”
“AAAAAAAAHRGH!!
Il mio orecchio!!”
“Fermo ho
detto!”
“E’ un
mostrino! AIOOOO! AAAARGH!”
“Aspetta che
devo fare anche l’altro orecchio. Puoi mica andare in giro a metà.”
“Pietà!
Pietà!”
“Tranquillo,
un minuto e ho finito…bvvvzzzz…”
“AHIAAA! AIAIAIAAAAAAAAAAHHH!”
“Sta fermo,
qui c’è un pelo resistente.”
“AUAUARGH!!”
“Ecco ho
finito, e adesso un po’ di profumo per disinfettare….spruz spruz..”
“Brucia!
Brucia!”
“Guarda allo
specchio che bel lavoro, come sei bello pulito.”
“Oddiomama...
Io vedo solo uno con la faccia rossa piena di bozzi. Sembra che mi abbiano
preso a pugni.”
“Poi passa.
Fidati del mio parere, una donna ci è abituata.”
“Ma le donne
soffrono così quando si depilano?”
“Ma certo,
io tengo il Silk Epil nella doccia.”
“Non pensavo
soffrissero così tanto. La mia considerazione per loro si è alzata.”
sabato 19 novembre 2016
UN GESTO INTIMO
“Cosa
stavate facendo ieri, tu e quella ragazza?”
“Professore,
ma è cieco? Ci stavamo baciando!”
“Questo
l’avevo capito. Ma vi volete bene?”
“Certo, è la
mia ragazza, stiamo insieme da tre settimane.”
“E perché
davanti a tutti? Il bacio è un gesto intimo.”
“Volevo far
capire a tutti che è mia. Anche a quello stronzo che sta in seconda e che le
gira intorno.”
“Piano con
le parole. Usa altri modi poi per ribadire il tuo legame con la ragazza, il
bacio è un affare delicato.”
“Sicuro,
Professo’?”
“Sai come è
nato il bacio?”
“Perché è il
segno dell’amore, esiste da sempre!”
“E perché
sarebbe segno di amore unire due labbra?”
“Ah, questo
non lo so! E’ naturale.”
“Nella
preistoria, tanto tempo fa, non c’erano biberon, pentolini, tazzine... Non c’erano
nemmeno i cucchiai. Allora come si faceva a dar da mangiare ai bambini in
maniera sicura? Le mamme sminuzzavano il cibo con i denti e poi lo mettevano
direttamente nella bocca del bambino.”
“Che
schifo!”
“Guarda che
per un milione di anni le mamme si sono comportate in questo modo, è così che
si prendevano cura del loro piccolo in prima persona. Per questo ti ho detto
che è un segno d’affetto. Di grande affetto e intimità. La prossima volta
pensaci bene, prima di baciare la tua ragazza in pubblico.”
“Professore,
ma lei sa tutto sul bacio!”
“Io saprò
tutto, ma sei tu che lo fai. Mi raccomando mio caro ragazzo, trattala sempre
bene.”
“E’ un bradipo!”
“E’ una lumaca!”
“E’ lentissimo!”
“No, aspetta! E’ l’ultimo della fila, è…
è Tartarox!”
TARTAROX, IL PRIMO SUPER EROE CON LA
SCLEROSI MULTIPLA
Per far conoscere ai nostri affezionati
lettori il nostro supereroe preferito e le sue gesta, il nostro inviato ha
raccolto varie interviste per la città. A sentir lui è stato facile: tutti
avevano un aneddoto su Tartarox, tutti lo amano e vogliono portare la loro
esperienza. Ascoltiamoli.
Intervistatore: Allora, quando è stata
la prima volta che avete sentito parlare di Tartarox?
Ragazzo:
mah non so, mi sembra che ci sia sempre stato. Forse qualche anno fa è stata la
prima volta.
Ragazza:
ma sì, non ti ricordi? E’ stato quando ha sventato la rapina in banca!
Ragazzo:
Ah sì, è vero!
Intervistatore: qualcuno di voi ci vuole
raccontare come è andata?
Ragazzo:
Io! Io! L’ho raccontata un sacco di volte ai miei amici.
Ragazza:
Che bello sapere che la tua città è difesa da un super eroe!
Ragazzo:
quando lo vedo passare con la stampella magica mi commuovo sempre!
Intervistatore: ma qualcuno me la vuole
raccontare questa storia sì o no?
Ragazzo:
ok ok quanta fretta… Dovrebbe darsi una calmata e iscriversi al suo fan club. Allora…
Era una calda giornata estiva e l’unica banca aperta del paese era piena così,
perché si pagavano le bollette della luce. Improvvisamente entrano 4 uomini
mascherati e armati, che gridano “Questa è una rapina, tutti a terra!”
Ragazza:
Come nei film, solo che le armi erano vere!
Ragazzo:
tutti gridano e poi si gettano a terra, tutti tranne uno.
Ragazza:
lui, Tartarox!
Ragazzo:
che sangue freddo! Che uomo! Che temperamento! Ha guardato impassibile i
rapinatori e nel silenzio ha detto “Volete qualcosa? Non ho sentito bene, stavo
cercando il bagno.”. Ha capito? Stava cercando il bagno, li stava prendendo per
il culo!
Ragazza:
lui i cattivi li sputtana! Non li perdona mica!
Ragazzo:
beh, a uno dei rapinatori non piace mica la situazione che si è creata. Uno dei
cattivi va verso di lui con cattive intenzioni ma…
Intervistatore: Ma?
Ragazzo:
non si è mai capita la sua mossa segreta, è segreta mica per niente, sta di
fatto che il cattivo si avvicina troppo, Tartarox fa finta di perdere l’equilibrio,
gli cade il suo mitico bastone, il rapinatore ci inciampa e scivola
all’indietro. Cadendo gli parte dalla mitraglietta una sventagliata che uccide tutti
i suoi compari! Tatta-ta-ta-tà! E solo loro!
Ragazza:
una scelta di tempi eccezionale! Quando il rapinatore che aveva sparato ha
capito di essere rimasto solo se l’è data a gambe. E così Tartarox ha sventato
con i suoi superpoteri una rapina in banca!
Intervistatore: Però! Dopo l’avranno
ringraziato, immagino. Chissà che festa.
Ragazza:
Macché, appena i clienti e i commessi hanno rialzato la testa Tartarox era già
sparito.
Ragazzo:
tutti che si chiedevano “Ma dov’è dov’è il nostro salvatore?”, e l’han cercato
dappertutto. Il Direttore voleva dargli un premio, ma lui era già volato via.
Intervistatore: volato?
Ragazza:
sì! Con il suo mantellino da supereroe.
Ragazzo:
c’è anche un’altra ipotesi a dir la verità, perché si è scoperto dopo che nei
bagni non avevano guardato. Gli scappava la pipì e forse in attesa che si
calmassero le acque si era rifugiato lì.
Ragazza:
chi? Tartarox? Naaa. Sei il solito scettico. In realtà è volato sopra le
nuvole.
Ragazzo:
Gneeeow!!
giovedì 17 novembre 2016
AH, MA ALLORA…
Ah, ma allora
quella volta….che son cascato per terra scendendo dal treno e non capivo cosa
era successo…e quando mi sono sentito male dopo un bagno caldo…o quando ero
mezzo ubriaco e non riuscivo ad infilare il cordino nell’ago e tutti ridevano…e
quando guardando la fila di automobili vedevo due file….o quando inciampai in
quel ramo durante la gita nel bosco….ecco perché le mani tremavano mentre
giocavo all’Allegro Chirurgo….o perché ero l’ultimo a vestirsi…e perdevo se
facevo le corse…oppure facevo le linee storte camminando nella sabbia…e miei castelli di carte crollavano sempre…e a biliardo
ero una schiappa….e nei giochi di forza non ne parliamo…e quella volta…e quell’altra….
E io che ho
sempre pensato di essere imbranato...ero già malato? Ma è possibile, già da
piccolino?
Ma quand’è che
ho iniziato ad ammalarmi?
Mah, chissà se a
quell’età era peggio sapere di essere malato o pensare di essere imbranato…
TRASLOCANDO
"Papà,
guarda, questa scatola è piena di fotografie."
"Ah sì, sono vecchie foto mie."
"Posso vederle?"
"Ma non so se..."
"Voglio vederle tutte!... ehy ma qui hai i capelli lunghi!"
"Eh, tanto tempo fa, ero più grande della tua età."
"E questa chi è?"
"E' la ragazza con cui stavo prima di conoscere tua madre."
"Davvero? Ma... ma in quest'altra stai fumando!"
"Sì ma poi ho perso il viz..."
"E qui? Dove è che sei?"
"Eh.. ah.. in Grecia, in un campo n…"
"Posso vederle?"
"Ma non so se..."
"Voglio vederle tutte!... ehy ma qui hai i capelli lunghi!"
"Eh, tanto tempo fa, ero più grande della tua età."
"E questa chi è?"
"E' la ragazza con cui stavo prima di conoscere tua madre."
"Davvero? Ma... ma in quest'altra stai fumando!"
"Sì ma poi ho perso il viz..."
"E qui? Dove è che sei?"
"Eh.. ah.. in Grecia, in un campo n…"
“Cosa?”
“In
una spiaggia dove ognuno si vestiva come voleva.”
"Mi ci porti?"
"Dai, chiudiamo lo scatolone"
"Aspetta aspetta! E qui? Quanti cd che hai, papà."
"Mi ci porti?"
"Dai, chiudiamo lo scatolone"
"Aspetta aspetta! E qui? Quanti cd che hai, papà."
"Ne vuoi un po'?"
"Posso? Sì, voglio
questo, e questo, e que..."
"Senti, perché non te
li prendi tutti?"
"Posso? Davvero?"
"Ma sì, tanto io ho già
scaricato sul pc quello che mi interessava, li porti dalla mamma e te li
ascolti. Hai 10 anni, hai tempo per ascoltarli tutti."
"Va bene! Va bene!!! Ehm
papà, sentiii..."
"Dimmi, giovane"
"Ma ehm qualcuno lo
posso dare via?"
"Guarda che ci sono cd
che valgono anche parecchio"
"Per esempio, questo cd
di Pa... Paba... Pavarotti, posso darlo via? E questo Le grandi voci della
lirica?"
"Sssì, va
bene..."
"Ma papà! Hai I grandi
successi di Albano! Che roba è?"
"Ehm no, c'era una
canzone che mi piaceva."
"Questo lo regalo."
"Aò, buono
giovane!"
Iscriviti a:
Commenti (Atom)

















