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giovedì 23 luglio 2026

 FARE BUON VISO A CATTIVO GIOCO

La Spagna dunque è campione del mondo di calcio, avendo meritatamente battuto ieri (19.7.26) l'Argentina di Messi dopo una finale a senso unico. Su internet è tutto un tripudio di orgoglio iberico. Vamonos, campeon!

Ed è inevitabile qualche sfottò

(Javier Milei è il presidente dell'Argentina che nei giorni scorsi aveva lanciato messaggi al veleno contro la Spagna) "Milei caprone saluta il campione"

O irridere l'Argentina con lo striscione "Nè le Malvinas (cioé le isole Falkland, perse dall'Argentina contro l'Inghilterra), né la coppa"

"Cameriere, metti in borsa che ce la portiamo a casa"

Sono messaggi in apparenza irridenti con uno sfondo di combattività che non deve neanche tanto sorprendere. Anzi, buttano sul ridere l'aggressività e forse a questo serve lo sport (pensiamo al Palio di Siena, che in una gara stempera la feroce rivalità tra contrade). Ripeto e confermo quanto scrissi tempo fa: "Lo sport è guerra simulata. E’ stata senza dubbio una lenta e faticosa conquista della civiltà quella di avere sostituito la guerra con accese competizioni sportive. Non sempre il passaggio ahinoi è riuscito, ma occorre incanalare la naturale aggressività umana in forme più civili e diventare avversari, non nemici. Avversari, non nemici."

Ma ecco nella fiesta della premiazione l'elemento che mi ha fatto sorridere. Disputandosi le partite di questi mondiali negli USA, il protocollo prevedeva che fosse il Presidente in carica (cioé Trump) a consegnare la coppa ai vincitori con tanti sorrisi e strette di mano.

Tutto regolare, solo che… Trump (personaggio come è noto equilibrato, che misura le parole ed è simpatico a tutti) nei mesi scorsi aveva minacciato la Spagna, che si era rifiutata di partecipare militarmente alla guerra contro l'Iran o di aumentare al 5% le spese militari. L'americano voleva “tagliare completamente i rapporti commerciali" con la Spagna, definendola una “causa persa”.

(Pedro Sanchez, primo ministro spagnolo. Clonatelo e mandatelo in un paese che so io)

Che vincesse la Spagna e l'americano dovesse stringere la mano ai calciatori spagnoli era il suo incubo. Ed ecco che… l'incubo si realizza! Fai buon viso a cattivo gioco, dai bambascione impara anche tu. E mentre lo vedevo congratularsi con loro un demonietto in me ghignava e diceva "Tiè, ciapa su biondo!"

E' ora della confessione: perché il demonietto in me ghignava? Ebbene sì, il vostro affezionatissimo era di parte e ha tifato per le furie rosse. E dopo la vittoria ha festeggiato indossando il Sombrero Flamenco (il tipico cappello alla Zorro a tesa larga con le palline che scendono) e brindando con un bicchiere di Tinto di Verano (cioé "rosso d'estate", molto simile alla Sangria ma ehmm più alcoolico e ghiacciato). Andale caballero, vamos a la fiesta!

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