UNA TRADUZIONE SBAGLIATA
E' stato uno choc. In questa valle di lacrime della nostra vita, meno male che alcune immagini e sensazioni continuano a scaldarci dentro. Possiamo anche fare i cinici ma senza questi "buoni ricordi" non saremmo sopravvissuti. Una notte d’amore, il sorriso di una bambina, il sapore di una ciliegia, una giornata sulla neve, le parole del nonno… ognuno ha i suoi.
Tra questi buoni ricordi ce n'è uno che è comune a molti: l'immagine commovente del presepe la notte di Natale, la sacra famiglia nella grotta circondata dai pastori adoranti con al centro il bambin Gesù nato al freddo e al gelo riscaldato dal fiato del bue e dell'asinello. scena che illumina ogni 25 dicembre. Un nuovo anno inizia, un nuovo mondo, pace in terra.
Fu San Francesco d'Assisi nel 1223 a realizzare a Greccio il primo presepe vivente della storia, con Giuseppe Maria il piccolo Gesù i pastori etc. Seguendo poi antiche profezie bibliche e immagini non presenti nei vangeli canonici ma in quelli apocrifi (cioé non ufficiali, come lo Pseudo Vangelo di Tommaso), San Francesco volle fortemente la presenza di un bue e di un asinello accanto alla mangiatoia, rendendo questi animali un pilastro insostituibile del Natale.
Ma ecco che oggi, leggendo lo Pseudo Vangelo sull'infanzia di Tommaso (sì, sono un appassionato lettore dei Vangeli Apocrifi, ne avevo già parlato qui Risposta di Luca Tartaro a Gesù è andato a scuola?) mi imbatto in questa nota critica: "E' davvero stupefacente che la leggenda "del bue e dell'asino" presso la culla di Gesù sia nata per un banale errore di traduzione! Infatti il testo greco dei Settanta èn mèso duò zòon cioé "in mezzo a due età" che è l'esatto pensiero di Hab. III 2, è stato tradotto in latino "in medio duorum animalium" per la somiglianza tra il genitivo plurale di zòe (età) e il genitivo plurale di zòse (animale)."
Ma… ma allora l'immagine del bue e dell'asinello che avevo sin da bimbettto era falsa! La mia credenza era falsa, vitamara. Dire che ci sono rimasto male è dire poco.
A questo punto però il Luca adulto si è commosso ed è venuto in soccorso pepperepepè del Luchino bambino. "Non è importante quello che è successo nella realtà, sai piuttosto cosa vuol dire? Se il bue e l'asinello hanno resistito malgrado tutto è perché ce n'era bisogno! Voleva dire che anche la natura e gli animali erano felici della nascita. Perché la verità è che questo è un bambino di valore, che andrà molto, molto lontano!" E il Luchino torna a sorridere!
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