UNA ETIMOLOGIA CHE STUPISCE
Di sicuro ha stupito me. Non me l'aspettavo proprio. Avete presente il verbo napoletano "pazziare" nel senso di scherzare, giocare, divertirsi, cazzeggiare o il fare cose buffe e sconsiderate in allegria" (Vocabolario Treccani)?
A Napoli è usatissimo e io stesso, quando ero in visita nella città partenopea e facevo lo scemo, venivo apostrofato con "Uè Luchino, hai fernuto 'e pazzià?" (l'ho ricordato qui Risposta di Luca Tartaro a Hai mai tenuto un comizio politico? )
Viene sempre spontaneo associarlo al verbo "impazzire" in una accezione però "sudista", in cui la pazzia è vista come eccentricità e non ha certo lo stigma sociale che ha tra i "nordici" e che porta all'allontanamento, all'isolamento sociale, una brutta roba.
E invece no, la sua derivazione è un'altra! Il napoletano "pazziare" non deriva da pazzia, come sembrerebbe logico, ma dal greco paidòs cioé bambino. "Pazziare" vorrebbe dire allora "comportarsi come un bambino", che gioca scanzonato, allegro, irriverente! Si diverte insomma e Napoli ci insegna che possiamo farlo anche da adulti.
Pazziammo popolo! Perché è una lingua, non è un dialetto!
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