BENZINA
Se ne parla troppo poco, le conseguenze possono essere molto gravi. Il prezzo della benzina agricola, quella puzzosa che muove trattori e altri macchinari, è praticamente raddoppiato: da 0,80 al litro a 1,50–1,70 a seconda della regione e della compagnia.
La guerra di Putin contro l'Ucraina, la altrettanto sciaguratissima guerra con l'Iran voluta da Trump (da cui il governo attuale non vuole smarcarsi) che ha bloccato lo stretto di Hormuz e il rialzo a quasi 90 dollari a barile le cause.
Gli agricoltori sono in guerra e quando i contadini si rivoltano sono mazzi amari per tutti. I loro guadagni sono sempre più risicati e questo aumento dà la mazzata finale, raccogliere frutta e verdura spesso non conviene più. E noi ci mangiamo le ciliege dal Cile e l'olio del Marocco, cresciuti a chissà quali schifezze.
Ma come? Si parla tanto di "sovranità alimentare", "filiera corta", "chilometrozero", di sostenere la nostra agricoltura e poi si trattano i lavoratori della terra così? Oltre al danno poi la beffa, l'abolizione del bollo auto delle auto piccole per un anno. Io se fossi un contadino mi sentirei preso in giro. Fate qualcosa, vi prego.
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