MI PIACEVA MA ME L'HANNO PROIBITO
Siate maledetti. A me piacevano da morire i MON CHERI', le praline di cioccolato fondente con dentro amarena e liquore. Delizia per il corpo e l'anima, da degustare ad occhi chiusi. Beata solitudo, sola beatitudo.
Qual sublimità. Se mi offrivi un Moncherino eravamo amici per sempre, per me era un'arma di corruzione potente. Demonio prendimi.
Solo, che ti va a succedere? Il destino cinico e baro ha deciso che il mio delicato pancino non doveva più tollerarli. "Ti piacciono da morire? Allora muori!" Non so esattamente la causa chimica, forse la sulfurea combinazione cioccolato liquore cilegia… ma degustarne uno alla mia veneranda età significava passare il resto della giornata sul cesso e dopo stare male tutta la notte.
Per un Moncherì… Ohi ohi… Che dolore, ognuno avrà i suoi cibi proibiti (il diavolo assume varie forme) ma perché, perché nel mio caso il sublime doveva farmi star male?
(Mafalda se lo chiedeva anni fa: perché la minestrina fa bene?)
A malincuore dunque per mortificanti motivi sanitari ci rinunciai. Molto a malincuore, vedo le pubblicità e sospiro. Ma dentro di me si agita il Luchino ribelle e li frego tutti: se mi vorrò suicidare infatti ho programmato tutto. Mi prenderò uno scatolone di Mon Cherì e dopo mi ingozzerò avido. Morirò col sorriso tra le labbra, circondato da cartoccini vuoti e felice.
(La mia tomba potrebbe essere a forma di Mon Cherì gigante, i faraoni hanno le piramidi, io quello. Tiè!)
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