UNA FRASE ASSURDA
Una frase corretta ma assurda da sentire in quel momento, al limite della fantascienza? Sì, me la ricordo ancora. Era il 30 marzo del 1991 e adesso vi racconto la storia.
Capitò quando accompagnai la mia incintissima ex moglie, in preda alle doglie, alla clinica dove di lì a poche ore avrebbe partorito. Era piena notte, era il primo figlio per entrambi e dire che eravamo angosciati non rende l'idea. Non sapevamo bene cosa fare, cosa sarebbe successo e mi precipitai all'accettazione della Clinica Ospedaliera, dove c'era una folla di gente.
Spiegai concitato la situazione e l'impiegata, senza alzare gli occhi dal foglio, disse lapidaria: "SI METTA IN FILA PER FAVORE." Io rimasi a bocca aperta, poi con ansia spiegai ancora che mia moglie era in procinto di partorire e non c'era tempo da perdere.
Con uno sbuffo l'impiegata mi indicò una porta e subito la attraversammo, trovando dei medici che capirono la urgenza del caso e intervennero rapidi. Per fortuna andò tutto bene, ma per un momento mi ero sentito come Giuseppe, che vagava inascoltato per Betlemme cercando un luogo dove far partorire Maria e tutti gli dicevano come nella canzone colombiana "No hay posada!" (non c'è posto).
Ando buscando posada
Pero nadie me la da
Venimos desde muy lejos
Y María está embarazá
(Sto cercando un posto però nessuno me lo dà, veniamo da molto lontano e Maria è incinta)
https://www.youtube.com/watch?v=Da_276A_c-w&list=RDDa_276A_c-w&start_radio=1
A quel "Si metta in fila" ripensai molto. Sarò anche tordo, ma mi è servito per capire una cosa importante: ci sono le convenzioni sociali ok, ma a volte ci sono occasioni in cui queste regole non contano NULLA. La cosa difficile semmai è saperle riconoscere, ma lì bisogna agire e basta, fregandosene delle convenzioni. Va bene dai, non ci pensare più, era solo una frase. Alla fine tutto è bene quel che finisce bene.
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