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venerdì 11 settembre 2026

UNA FRASE ASSURDA

Una frase corretta ma assurda da sentire in quel momento, al limite della fantascienza? Sì, me la ricordo ancora. Era il 30 marzo del 1991 e adesso vi racconto la storia.

Capitò quando accompagnai la mia incintissima ex moglie, in preda alle doglie, alla clinica dove di lì a poche ore avrebbe partorito. Era piena notte, era il primo figlio per entrambi e dire che eravamo angosciati non rende l'idea. Non sapevamo bene cosa fare, cosa sarebbe successo e mi precipitai all'accettazione della Clinica Ospedaliera, dove c'era una folla di gente.

Spiegai concitato la situazione e l'impiegata, senza alzare gli occhi dal foglio, disse lapidaria: "SI METTA IN FILA PER FAVORE." Io rimasi a bocca aperta, poi con ansia spiegai ancora che mia moglie era in procinto di partorire e non c'era tempo da perdere.

Con uno sbuffo l'impiegata mi indicò una porta e subito la attraversammo, trovando dei medici che capirono la urgenza del caso e intervennero rapidi. Per fortuna andò tutto bene, ma per un momento mi ero sentito come Giuseppe, che vagava inascoltato per Betlemme cercando un luogo dove far partorire Maria e tutti gli dicevano come nella canzone colombiana "No hay posada!" (non c'è posto).

Ando buscando posada
Pero nadie me la da
Venimos desde muy lejos
Y María está embarazá

(Sto cercando un posto però nessuno me lo dà, veniamo da molto lontano e Maria è incinta)

https://www.youtube.com/watch?v=Da_276A_c-w&list=RDDa_276A_c-w&start_radio=1

A quel "Si metta in fila" ripensai molto. Sarò anche tordo, ma mi è servito per capire una cosa importante: ci sono le convenzioni sociali ok, ma a volte ci sono occasioni in cui queste regole non contano NULLA. La cosa difficile semmai è saperle riconoscere, ma lì bisogna agire e basta, fregandosene delle convenzioni. Va bene dai, non ci pensare più, era solo una frase. Alla fine tutto è bene quel che finisce bene.

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