GEMELLI
Una mia amica di tanti anni fa aveva una sorella gemella uguale a lei. Erano gemelle fisicamente monozigoti, cioè identiche fotocopie a parte alcuni piccoli dettagli che imparai presto a riconoscere. ma proprio dettagli.
Da notare poi che erano gemelle nel fisico, ma psicologicamente erano diversissime: è il famoso Paradosso dei Gemelli, fenomeno psicologico a cui vi posso assicurare non ci si abitua. Ne parlai qui.
Risposta di Luca Tartaro a Com'è avere un gemello identico?
Come tutte le cose veramente preziose, il libretto del parigino Renè Zazzo sui gemelli è introvabile ed esaurito. Ma se scovate in qualche bancarella “Il paradosso dei gemelli” non fatevelo scappare e acquisite. E’ un libriccino scritto benissimo, leggibile da tutti e pieno di perle preziose.
Il suo consiglio finale dovrebbe essere scolpito nella pietra, degemellarizzare la coppia. Solo così il bambino potrà trovare una sua identità autonoma. “Bisogna aiutare i gemelli ad emanciparsi l’uno dall’altro, come ogni bambino si è emancipato poco a poco da sua madre senza mai smettere di amarla”. Altrimenti si rischia di far crescere confusione, "gang in miniatura" e morbosità.
Ritorno alla mia amica che mi raccontò un suo trauma infantile: i genitori ebbero infatti la malaugurata idea di andare ad abitare in via Cimabue, il famoso pittore fiorentino maestro del ben più rinomato Giotto. Per inciso parlai su Quora anche di Cimabue. Toh, tutto si tiene.
Risposta di Luca Tartaro a Come essere un buon padre?
Perché da parte dei genitori fu sciagurata l'idea di andare ad abitare in via Cimabue? Perché una volta risuonava ovunque la pubblicità di Dom Bairo l'Uvamaro, in cui il frate pasticcione Cimabue ne combinava di ogni colori. E alla fine gli altri fraticelli lo prendevano sempre bonariamente in giro con la filastrocca Cimabue, Cimabue, fai una cosa ne sbagli due!
https://www.youtube.com/watch?v=iHQ6No2i8u4
Questa amica mi raccontava che da bambina non poteva uscire con sua sorella per strada che subito i ragazzini le dileggiavano con la canzoncina. E più erano rabbiose più le schernivano. Un incubo. Il massimo lo raggiunse a scuola, il giorno che la maestra le chiese dove abitava. Lei, temendo di essere presa in giro dai compagni, fece scena muta.
La maestra allora si rivolse alla sorella che era nella stessa classe. Anche lei scena muta. E la maestra, che pensava di essere presa in giro, insisteva, minacciava e loro sempre mute. Immagino queste due bambine silenziose e a testa bassa. Solo quando i genitori furono chiamati dalla Preside a scuola si scoprì l'arcano. Per un soffio evitarono un votaccio in condotta!
"Eh che cagnara, sbagliando si impara!" Mi raccomando dunque, se incontrate casi simili degemellarizzate!
EDIT: ma come si fa nella pratica a degemellarizzare? Si può incominciate col dare nomi senza la stessa iniziale, a vestirli diversamente, ad iscriverli in classi diverse etc. Ognuno sviluppi la sua autonomia
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