COME RISPONDERE ALLE PROVOCAZIONI
Prima con il silenzio poi, se la provocazione continua, al massimo con l'umorismo. Alla fine comunque me ne vado.
E' qualcosa che ho imparato lavorando in Tribunale. Mi ricorderò sempre di quella udienza in cui un Avvocato, forse credendo di essere a Forum o al cinema, durante la sua arringa diceva peste e corna di tutti, sparando anche giudizi offensivi su alcuni magistrati. Stava evidentemente facendo uno show ad uso e consumo del cliente (e della parcella presumo) ma esagerava, andando spesso oltre il limite del consentito.
Noi eravamo tutti scandalizzati e guardavamo di sottocchio il Presidente, che invece osservava in silenzio l'Avvocato agitare la sua toga. Dopo l'ennesima e grave offesa, prese la parola e disse "Avvocato, ma lei è bravissimo. E' da dieci minuti che sta pattinando sul filo dell'oltraggio. Non so come fa. Ma mi raccomando, non sfidi la sorte e non esageri, altrimenti saremo costretti ad intervenire."
Uomo avvisato… Qualcosa passò tra i due uomini. "Va bene, Presidente, comunque ho finito."
"Grazie Avvocato, la corte si ritira per decidere."
Il massimo risultato col minimo sforzo: senza alzare la voce e usando insomma le parole giuste si può risolvere una situazione difficile (il guaio semmai è trovarle, ma qui conta l'esperienza). So che altri si inkzano, si offendono, rispondono etc, ma questa per me è stata una lezione pratica, di vita, che non ho più dimenticato. Me l'avevano detto che le "parole giuste" hanno un effetto strepitoso, ma finché non lo vedi non ci credi.
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