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venerdì 10 aprile 2026

DIARIO CLANDESTINO

Giovanni Guareschi è uno scrittore del dopoguerra che io amo molto, noto al grande pubblico per essere l'inventore di Peppone e Don Camillo.

Essendo io un lettore appassionato, ho parlato spesso di lui (Risposta di Luca Tartaro a Avete mai visto la saga di "Don Camillo" e "Peppone",dai libri di Guareschi? Che ne pensate?) Di più, quest'anno, come in devoto pellegrinaggio, il vostro affezionatissimo il 25 aprile si è recato a Brescello, comune emiliano della bassa Padana dove hanno ambientato tutti i film (Risposta di Luca Tartaro a Cosa succede il 25 Aprile ?)

(Nella piazza di Brescello c'è un vero carro armato dell'epoca, tanto per far capire l'ambiente)

Feroce anticomunista, Guareschi fu l'inventore del famoso slogan "Nel segreto della cabina elettorale Dio ti vede, Stalin no". La cosa singolare però è che, con la figura del sindaco Peppone, ha creato una figura di comunista in cui anche gli stessi comunisti si riconoscono! Solo un grande poteva riuscirci.

Ma ecco cosa mi ha commosso oggi. Mi è capitato di rileggere qualche pagina del suo indimenticato Diario Clandestino, scritto mentre durante la Seconda Guerra Mondiale era internato nel campo di concentramento di Sandbostel. Giovanni scriveva su "magri quadernetti" e poi leggeva per tirarli su ai compagni di prigionia le sue pagine, commoventi o umoristiche. Non riesco ad immaginare una situazione più difficile per scrivere ma spesso le opere nascono così. Ripenso a Marco Polo che in prigione dettava a Rustichello le memorie del suo Milione.

Diario clandestino - Wikipedia

(La copertina disegnata dallo stesso Guareschi; un soldato magro e dimesso, con gli scarponi più grandi di lui)

Ecco il brano che mi ha commosso. Guareschi malinconico nel campo di concentramento pensa a CI, il figlio mai nato. Parole per tutti i bambini mai nati. Parole che solo in una estrema solitudine possono venire.

Giovannino seduto per terra sulla sabbia deserta. E' solo, ma non è solo. La vita gli diede tre figli, ma il secondo non ebbe niente dalla vita (nè una briciola di luce, nè un filo d'aria, nè un nome), perchè quando nacque già la morte l'aveva agghiacciato.
Ma egli ravvivò la bocca muta con un soffio del suo respiro; accese gli occhi spenti con un po' di luce dei suoi occhi, e gli fece un nome con un pezzettino del suo cuore: Ci. E Ci -non nato- visse. E fu sempre con suo padre, e anche ora è qui con lui, e nessuno lo sa.
Il tempo passa per gli altri suoi figli, ed essi invecchiano, minuto per minuto: ma per Ci il tempo non esiste, ed egli eterna la sua giovinezza. Ha due figli: due sono il legame tra lui e la vita; Ci è il legame tra lui e la morte. due gli fanno dolce la vita, Ci gli fa dolce la morte. Gli uomini l'hanno diviso dagli altri suoi figli, ma Ci è sempre con lui; e nessuno può staccarlo da lui, nemmeno la Morte. Perchè il giorno in cui egli getterà il suo fardelletto d'ossa, Ci ancora sarà al suo fianco, e lo prenderà per mano.
Un uccellino ha fatto il nido nel suo cuore, Ci. Giovannino, seduto sulla sabbia deserta, al limite del campo, sembra solo. E invece Ci è qui con lui, seduto sulla sua spalla destra, col faccino appoggiato alla sua gota scarna.

(30 agosto 1944)

L'arte salva la vita, un figlio si porta sempre nel cuore.

 IL GRANDE GIOCO DELL'OSPEDALE

Questo l'ho inventato io. E' una sorta di Gioco dell'Oca da tavolo, cerco finanziatori per realizzarlo e metterlo sul mercato. Venderemo! Stavolta famo i soldi! Le ISTRUZIONI sono piuttosto semplici; dotarsi di un dado e un segnalino (quelli a forma di osso sono i migliori). Lanciare il dado e avanzare quanti sono i punti indicati. Seguite le indicazioni e cercate di arrivare alla fine. Buona fortuna!

IL GRANDE GIOCO DELL'OSPEDALE

1. Inizia il tuo ricovero annuale in ospedale.
Quest’anno vuoi darci veramente dentro con la fisioterapia. Ti sei reso conto che dall’anno scorso sei peggiorato. Paura! Tira ancora il dado con cattiveria.
Saluti gli infermieri, omai li conosci quasi tutti. Siamo una grande famiglia.
San Luca ha fatto la grazia: il tuo compagno di camera non è un rompiballe. Meno male. Però ha la SLA. Provi un triste deja-vu. Ripensi a chi non c’è più e intanto perdi un giro
6 Un dottorino ti chiede per la miliardesima volta la tua storia clinica. Non hai mai sopportato di essere considerato un caso clinico, ma ormai sei bravo ad ingoiare
Però al prossimo medico che alla fine della tua anamnesi chiede distrattamente “…e suo figlio come sta?”, gli sputi in un occhio. Fermo un giro per il cattivo penziero.
Hanno cambiato i letti! Ora sono tutti elettrici col telecomando . Letto spaziale... gvvvvvvvv che si alza.... materasso atomico! gvvvvvvvvvv e si piega.... cuscino fotonico! gvvvvvvvv si aggiusta. Che bello! Passi un'ora a giocare con il nuovo aggeggino e perdi un turno
10 Ti assegnano una fisioterapista donna. Ed è pure simpatica . Evvai! Buon auspicio. Avanti di tre caselle.
11 Purtroppo è sposata, e già la settimana prossima va in vacanza. Vabbè. Indietro di due caselle.
12 Al mattino servono solo caffè d’orzo o tè con fette biscottate. Il bar con il caffè vero e le brioche è lontano. Per fortuna ci sono le macchinette. Tanti spiccioli tintinnano nel tuo previdente borsellino.
14 Dato che l’anno scorso in ospedale però ti han rubato il portafoglio, quest’anno ti sei portato proprio il minimo. Basteranno? Conti i soldini e ne hai. Avanza di 2 caselle.
16 Meno male che hanno inventato il telefonino. Sms a tutto il mondo.
18 Completamente nudo indossi un lenzuolo a mo’ di toga e ti dirigi verso una attonita infermiera bulgara. “Oh nobile infermiera tracia, perdona se la tunica non è piegata secondo i dettami della moda d’Avellino, ma porto una ferale notizia: dalla mia doccia esce acqua gialla! Oh membro virile!
19 E’ normale, fa sempre così. Basta aspettare 10 minuti. Perdi un giro intanto che l’acqua scroscia.
20 Ti impegni di brutto in palestra. Vabbè, almeno ci provi.
23 La fisioterapista più carina ti sorride mentre sei sulla cyclette. Nuove energie! Il prossimo tiro vale doppio.
24 Pausa mangereccia. Hai talmente fame che anche il pollo lesso ti sembra buono.
26 Un’infermiera rumena, parente di Dracula, la mattina presto ti preleva il sangue per una ricerca scientifica. Che debolezza. Siamo cavie. Posteri, pensateci.
28 trenta minuti di cyclette. Forza Bartali!
29 Ti fai l’ennesimo sudoku, che palle. Un amico diceva che ogni sudoku fatto era un orgasmo in meno. Che avesse ragione?
31 In una camera vicina, di mattino uno si sveglia facendo una scoreggia da “Buongiorno, Italia!”. Dio, la promiscuità.
32 A furia di pollo lesso ti stan crescendo le ali. O son scapole alate?
33 Ti han dato il permesso di uscire la domenica, proprio quando danno il budino. Sigh! Però a furia di non mangiare il cibo dell’ospedale ti sta sparendo la panza. Bravo, continua così. Tira un’altra volta il dado come premio. No, non te lo puoi mangiare il dado.
36 E’ l’ora di un altro libro. Leggi più libri in questo mese che nel resto dell’anno.
41 Oggi l’aragosta non era granché, per domani sei indeciso: anatra all’arancia o filetto? Questi piatti elaborati ormai annoiano, meglio ritornare al prosciutto cotto
43 Si lavora e si fatica per combatter la nemica Caparbietà, venderai cara la pelle.
50 Sei arrivato già a metà, forza! Ti senti uno dei sette vigorosi nani. Ey-ho, ey-ho, andiamo a lavorar! Tira ancora.

52 La sera noi malatini ci ritroviamo nella saletta a bere, cantare e giocare a carte, ma mentre intoniamo "Tu, vecchia mutanda" arriva la burberissima infermiera polacca e ci zittisce "zubito!" Fermi un giro.
56 Un amico al grido di “Ora che riprendi l’uso della destra puoi ricominciare a tirarti le seghe!” mi porta un giornalino porno. E io che pensavo di aver risolto un problema
58 Non hai voglia di andare in palestra oggi pomeriggio. Ti prendi per le orecchie e ci vai lo stesso. Bravo, altro tiro.
62 Ti viene a trovare una amica ma lei ti porta i biscotti. Ah, quanto amore che ti circonda.
65 Si rompe l’aria condizionata. Apri la finestra, ma un battaglione di zanzare giganti si ammassa in forma umana e cerca di sopraffarti. Combatti tutta la notte.
66 Il giorno dopo un dottorino ti chiede se in ospedale ti stai riposando. Gli invii mentalmente un colpo di bazooka. Cattivissimo, perdi un giro.
69 “Luca, stai dormendo?”, “Sì. Cosa c’è?”, “Niente, volevo vedere se dormivi.
70 Al tuo nuovo compagno di camera propongono un controllo con il catetere su per l’uretra per controllare se ha ristagno vescicale. “Le assicuriamo, è un esame fastidioso ma non doloroso.” Quando il medico esce cerchi di dissuaderlo ma oramai è tardi, si è impegnato.
71 Vai in palestra, torni e lo trovi sdraiato. “Allora, era solo fastidioso l’esame?”. Guarda il soffitto e urla: “Me’ cojoni! Non ho mai provato tanto male!
74 L’importante è la salute.
76 Meno male che la sera ci troviamo alla bisca nella saletta, stai diventando un asso a scopone scientifico. Ti sei imparato pure le regole che risalgono all’800 di tal Chitarrella, teorico napoletano di tal giuoco.
77 Ti rendi conto che l’uccello padulo (quello che vola all’altezza del) anche quest’anno non ti ha dimenticato. Cammini rasente il muro e perdi un giro.
81 Come supplemento fisioterapico bisogna schiacciare tutte le zanzare in stanza. Improbabile. La macchia di sangue che lasciano sul muro lo riconosci. E’ il tuo.
84 E’ arrivata una nuova infermiera straniera, tettona e bellissima. Tutti vogliono farsi fare il bidet da lei. Ci provi anche tu ma ti fulmina: “No, lei il pisiello se lo lava dassolo!
86 Grande gioco tra i pazienti: quale infermiera sotto il camice indossa il perizoma?
87 Arriva il Primario con l’usuale codazzo di assistenti. Guarda le lastre e ti chiede con MOLTA delicatezza (è un noto stronzo) se hai avuto sofferenza fetale. Rispondi “sono nato di 10 mesi”. Gli assistenti ridacchiano e almeno lui non ti chiede più niente.
89 Senza computer, tv, alcool, musica e giornali ti stai come disintossicando. Però.
90 Due giovani infermiere ti chiedono se hai bisogno del pannolone. No ma dato che c’è la carestia quasi quasi le lasceresti fare. Meglio se vai avanti di 5 caselle.
92 Ti senti più tonico! Finalmente non c’è più quel senso di stanchezza mortale. Quasi quasi stai un altro mese. Non dire cazzate e tira ancora il dado.
94 Siamo alla fine del ricovero. Questa sera grande festa nella bisca. Offri tu e fai il signore.
97 Il medico ti consegna la lettera di dimissioni. E’ finita. Adieu. Usciamo a riveder la civiltà.
99 Prima di uscire bacia una infermiera e spara ad un dottore a tua scelta. Tranquillo, hai il certificato di impunità tra le mani. Ritira.
100 Saluti tutti e parti quasi con nostalgia. Quasi. La sclerosi multipla è una bella malattia, peccato che duri poco. Ci vediamo l’anno prossimo. Ha appena piovuto e brilla un arcobaleno. Il mondo.

mercoledì 8 aprile 2026

 CAPITA DOPO TANTO TEMPO

Una sciocchezzina, però mi scalda il cuore.

Milano, primi anni '60, siamo in pieno boom industriale, la periferia suburbana della città è in pratica ancora campagna e vicino a mia zia Marta abitava una famiglia di gente poverissima,

Io ero così piccolo che non intendevo bene gli adulti quando dicevano "essere poveri", per me infatti erano come gli altri. Ricordo però che i bambini erano vestiti sempre allo stesso modo e che il padre, per non usare il gas, si beveva le uova crude (strano come rimangano certi dettagli).

Era appena passato Natale e un giorno andai a trovare la zia Marta, che quando mi vide prese delle scatole e disse "vieni con me". Io le diedi la manina e andammo proprio alla porta di quella famiglia. Zia suonò il campanello e ci aprì la madre stranita.

Zia disse che veniva per conto di Babbo Natale. nella notte precedente lui aveva trovato la finestra chiusa e allora aveva lasciato i loro regali a lei. Io non dicevo niente ma vedevo che quei bambini erano felicissimi aprendo i pacchi. Ricordo il volto sorridente della bambina mentre guardava la sua bambola.

Il nostro compito si limitava alla consegna dei pacchi per cui ce ne andammo. Io ero così piccolo che credevo veramente a quella storia della finestra chiusa e non posi domande. Solo molto più tardi capì la buona azione che aveva fatto mia zia. E anche come fare certe cose.

(Milano, anni '60, la città è agli inizi, grandi spazi, una volta qui era tutta campagna)

martedì 7 aprile 2026

STANOTTE

Sono rimasto a bocca aperta a leggere le recenti dichiarazioni (7.4.26) di Trump sull'Iran per cui "una intera civiltà morirà stanotte" se l'Iran non acconsentirà al suo ultimatum. Si è già capito che gli iraniani faranno marameo. E adesso che succederà? Stanotte quante bombe cadranno?

E' forse la prima volta nella storia recente che un presidente minaccia di genocidio (parlare di morte di una civiltà vuol dire questo) e distruzione ad un tale livello di gravità. E' con la forza bruta che si risolve un problema serio? Sono molto preoccupato.

(il delirante proclama ieri di Trump)

«Un’intera civiltà morirà stanotte (ore 2 mercoledì notte italiana), e non sarà più possibile portarla indietro. Non voglio che questo succeda, ma probabilmente succederà. […] Lo sapremo stanotte, che sarà uno dei momenti più importanti nella lunga e complicata storia del mondo. […] Dio benedica il popolo dell’Iran!».

Dico il mio parere da psicologo: è evidente che Trump sta dando evidenti segni di squilibrio mentale. Lui di solito parla per esagerazioni ma qui ha fatto un passo avanti. Questi minacciosi discorsi da parte di un 80enne alla "dopo di me il diluvio" sono infatti tipici segni di una DEMENZA SENILE. Non lo dico a caso: nelle RSA quando un anziano si arrabbia facilmente vuol dire che la malattia è ormai arrivata e si è ben piantata.

Insomma, che qualche infermiere lo blocchi e gli dia una bella dose di calmante. Scusate se parlo così ma questo potrebbe essere l'ultimo post. Fermatelo prima che ordini qualche sciocchezza.

UNA DOMANDA STRANA DI UN BAMBINO

 "Papà posso chiederti una cosa?"

"Dimmi."

"Ma perché nelle fontane ci sono tanti animali? Dalla loro bocca esce l'acqua e ho visto una testa di pecora, di leone, di toro, tanti e tutti brutti. Ma vuol dire che lì l'acqua è pericolosa?"

"No, la puoi bere, comunque osserva sempre se ci sono cartelli. E per quanto riguarda le teste degli animali... io so che se vedi una testa di pecora o di montone (il maschio della pecora) c'è un motivo preciso. Una volta tutti i rubinetti erano così, i francesi dove usciva l'acqua mettevano sempre una testa di montone. E dato che montone in francese si dice robin da lì è derivata in italiano la parola rubinetto."

"Ho capito. E perché allora a Milano i rubinetti delle fontanelle hanno la testa di drago?"

"Giusto, il Drago Verde. Per ricordare il Biscione, che è il simbolo della città. E poi ricordano i doccioni del Duomo di Milano da cui esce la pioggia."

"Posso dirti una cosa, papà? Vicino alla scuola dove vado io, c'è una fontana in cui l'acqua esce dalla bocca di un cinghiale. Ma senti, perché ai rubinetti mettono sempre teste di animali cattivi, montoni, leoni,draghi, cinghiali?"

"Oddio questo non lo so. Ora che mi ci fai pensare è strano che abbiano un aspetto così selvatico, in realtà poi i rubinetti sono stati una invenzione utilissima in ogni casa. Pensa se non esistessero, se non si potesse fermare l'acqua. Meno male che li hanno inventati."

"Insomma papà, però rimane il mistero del perché l’acqua esce da queste robe."

"Beh, a dir la verità almeno a Bruxelles c'è una fontana che di selvatico non ha proprio nulla."

"Mi ci porti a vederla?"

"Sì ehm forse un giorno."

lunedì 6 aprile 2026

DIMENTICARE IL NOME DI QUALCUNO

Magari a qualcuno, se ne parlo, può servire.

E' capitato a tutti, me compreso, di non ricordare il nome di una persona un minuto dopo che ci avevano presentati. Oppure con cui avevo lavorato in passato o con cui avevo trascorso tempo e via dimenticando. Il diavoletto Smemorino era all'opera e causava certe figure che non vi dico. "Anche tu?" Anch'io e il brrrutto che più invecchio più succede. Però qualcosa si può fare per rimediare, ve ne dico qualcuna.

A.Da psicologo, posso confermarvi che il tema è studiato fin dai tempi di Freud, che vi ha scritto il suo saggio più divertente, Psicopatologia della vita quotidiana (1901) (!!!), leggibilissimo ancora oggi. Ecco il link Wikipedia

Psicopatologia della vita quotidiana - Wikipedia

(la prima edizione in tedesco)

B.molto brevemente, quando accade un lapsus, dimentichiamo un nome, rompiamo qualcosa, tralasciamo un dettaglio importante, facciamo uno strafalcione… vuol dire che sotto sotto sta lavorando un pensiero inconscio. Il maledetto si oppone e lavora contro. Magari la persona/oggetto/situazione ci è antipatica, o ricorda qualcosa di sgradevole o ci sentiamo inadeguati o siamo stufi… i motivi sono tanti. Ci sono persone che addirittura lo fanno apposta, così vi fanno capire da subito che non gli garbate.

C."perché ho dimenticato?" Non sarebbe male in questi casi un poco di autoanalisi per scoprire le ragioni del lapsus. Onestà intellettuale con se stessi.

D."Grazie al k, Tartaro, non è che ogni volta che succede devo andare in analisi. Sai che sugo, ci vuole qualcosa di più rapido." Avete ragione, per questo ve ne dico un'altra di scoperta psicologica: quando si dimentica il nome, non si scorda comunque mai l'emozione che ha suscitato in noi quella persona.

E.ammettere questo può risultare molto utile nelle feste o in altri incontri. Come? Si può sempre stringere la mano e dire schiettamente: "GUARDI, HO DIMENTICATO IL SUO NOME MA NON HO MAI DIMENTICATO L'EMOZIONE CHE LEI SUSCITAVA IN ME. ANCORA ADESSO PROVO… (dire ciò che si sente)…"

La prossima volta che vi capita provate, poi mi dite.

domenica 5 aprile 2026

 

PASQUA

Oggi è il giorno di Pasqua e in molte case c'è stato il pranzone. Parola d'ordine esagerare. Mi sento a questo punto di dover esprimere un pensiero di ringraziamento ad una classe speciale di persone.

Questa classe sono le donne. Fin da bambino infatti mi sono accorto che per le donne i giorni di festa non sono festa. Anzi, sono molto stancanti, un impegno non da poco. Durante le feste infatti le donne lavorano il doppio, il triplo, lavorano sempre.

Le vedevo da piccino indaffaratissime, con sopra la testa un cartello con su scritto "non disturbare, a dopo". Grazie donne. Senza di voi, sarebbe un giorno più triste. Mi piacerebbe chiedere "ma quante ore hai lavorato tra ieri e oggi?", ma temo riceverei solo delle occhiatacce.

PS: sento già molte indignarsi, "non sono una casalinga!" Infatti, a mia discolpa posso dire che ho parlato solo delle feste. Comunque, il cartello immaginario da piccino lo vedevo veramente.