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domenica 20 settembre 2026

 UN INCUBO TELLIBILE

(Plin plon! La porta si apre, dietro il bancone un impiegato orientale cortese mi sorride)

"Buongiolno signole, desidela?"

"Buongiorno, sono venuto a riprendere la mia gatta."

"Quella che ha poltato stamattina pel tagliale le unghie?"

"Sì, la mia prediletta gattina Cikova. E' affettuosa e grassotta ma ha certe unghiette…. Bravi che avete aperto una Clinica Veterinaria qui vicino, ce n'era bisogno in questo quartiere."

"Ehm signole, c'è stato un ploblema."

"In che senso?"

"Pultloppo la sua gatta non ha lesistito all'opelazione ed è molta sotto i felli."

"Cosa? Morta? Era in piena salute, non è possibile, aveva solo pochi mesi!"

"Non ce l'ha fatta, ma non ha soffelto, le assiculo. E poi abbiamo qui plonta una sostituta pelfetta, una gatta che viene da Pechino della lazza Cin-ciu-lai! Eccola qua, non è bella? Pelfetta pel lei."

"Ma io voglio la mia Cikova, maledetti vi denuncio!"

"Non si allabbi, signole! Se vuole oltle alla gatta olientale le dalemo qualcos'altlo."

"Io voglio la mia Cikova!"

"Sì calmi, signole. Ne vuole un po'? Abbiamo appena fatto dell'ottimo lagù di coniglio!"

sabato 19 settembre 2026

 SANDRO MAZZOLA

Sono in lutto, veramente, ho un peso nel cuore. E' morto oggi, 19.9.26, Sandro Mazzola indimenticato regista della Grande Inter. Per me non era solo un calciatore, quando da bimbo andavo a tifare l'Inter a San Siro notavo che la squadra girava intorno a lui e appena possibile gli passavano la palla. Guardando ho capito perché.

Lui con uno sguardo sapeva a chi darla, aveva una visione di gioco eccezionale. E contate che dal basso, a livello del terreno e non dall'alto, si vedono solo tante gambe. Non l'ho mai visto perdere un pallone, era una sicurezza.

Indimenticabile per me bambino fu quella volta in cui si fermò in mezzo al campo (perché si ferma?), ma poi capì. Si mise ad incitare uno dei suoi a rientrare perché era in fuorigioco e per fare una cosa del genere bisogna capire subito ciò che sta succedendo. Non è da tutti.

Intendi Luca piccino? Devi pensarci tu se non ci pensano gli altri, un po' di responsabilità resta comunque tua. Insomma, sii previdente, anche questo è essere uomini, questo mi hai insegnato Sandro. Addio, ti penserò.

 

TI PIACEREBBE RIVIVERE LA TUA VITA?

C'è un romanzo di Stephen King, Pet Sematary, che quasi risponde alla domanda ma in maniera horror (come è stile del maestro). Uno dei migliori libri di King, un magnifico best seller.

Un medico scopre che casa sua è stata costruita sopra un antico cimitero indiano che… No, meglio non dire altro per non spoilerare il libro, riletto più volte (quando una roba è bona è bona). Vi hanno tratto anche un film con la colonna sonora degli indimenticati Ramones. Qui in un video di trent'anni in cui anticipavano lo stile goth che va di moda adesso tra i zòvani e, se guardate bene, ci sono pure io con giubbotto e capelli lunghi nella folla che si aggira tra le tombe.

"I don't wanna be buried in the Pet Sematary

I don't want to live my life again"

(Non voglio essere sepolto nel Pet Sematary, non voglio vivere la mia vita ancora)

https://www.youtube.com/watch?v=HJWFsZ_YUc4&list=RDHJWFsZ_YUc4&start_radio=1

COSA FARE SE SEI BLOCCATO SU UN'ISOLA DESERTA CON 100 DONNE 

Anche da una domanda su Quora così maliziosa e sciocchina, dalla risposta scontata, si possono ricavare insegnamenti preziosi. I normali maschi italioti infatti, gasatissimi nella realizzazione di un sogno, si gettavano in commenti che seguivano la prevedibile onda "sesso, droga e rock'n'roll".

Poi ad un certo punto ha risposto Valentino Valentini, quorano che non ha mai fatto mistero della sua omosessualità. "Un gay? E che c'entra?" Le sue parole però mi hanno stupito e divertito molto. In sintesi diceva: "le metto subito al lavoro, tempo sei mesi siamo a casa."

"Oh cavoli -mi dicevo-, vuoi vedere che ha ragione? Inebriati dal successo iniziale, avevamo perso di vista l'obiettivo finale". Poi, seguendo il suo passato di organizzatore e capo-cantiere (non me ne intendo, non voglio offendere o sminuire nessuno) stilava un preciso programma in cui suddivideva le forze a disposizione, organizzava la logistica, l'addestramento intensivo, risolveva insomma problemi pratici.

Per cui da questa picciola storia io ho ricavato dei pensieri:

a. a volte uno non ci pensa perché non lo vede, ma esistono risvolti inaspettati. Bisognerebbe abituarsi a non dare nulla per scontato. Non sembra ma quando lo facciamo (è destino… sono fatto in questo modo…. abbiamo sempre agito così) ci stiamo autolimitando e impoverendo. Provare insomma a vedere con occhi nuovi.

b. e dopo aver capito il problema, trovare nuove e originali soluzioni. Tanto dipenderà dalla nostra creatività ed esperienza. L'esempio di Valentino mi insegna che si può fare sia uno che l'altro.

c. ultimo ma non ultimo, diffidare da chi mi offre delle delle gratificazioni immediate, fanno spesso perdere di vista l'obiettivo finale (e ho l'impressione che di gratificazioni immediate questa società ne offra fin troppe). La verità si trova in posti insospettati, fuori dagli schemi.

Forza allora, tutte insieme verso il sol dell'avvenir!

 

Volevo chiedervi un parere. Questa è la chiesa portoghese di Ponta Delgada nell'isola di San Michele (Azzorre). Più esattamente è il collegio dei gesuiti, molto rinomato, ed è il tipico esempio dello stile barocco di cui si ritrovano esempi anche nel sud Italia.

A me pare francamente orribile, non riesco a coglierne il lato estetico. Anzi, se devo essere sincero la trovo inquietante, al limite del demoniaco e del cattivo gusto. Negli arabeschi sullo sfondo intravedo facce e simboli non molto rassicuranti, ma sarò balengo io.

Proprio questo volevo chiedervi: senza polemica, cosa trovate di "bello" in questo stile? Qui c'è qualcosa che non capisco. Per costruire una chiesa del genere ci saranno voluti anni e fatiche, perché allora questo stile barocco? Dov'è la sua bellezza? Perché da qualche parte c'è.

mercoledì 16 settembre 2026

 

COSA SUCCEDE SE UN FULMINE CADE SU UN ALLEVAMENTO DI COZZE

Prendi la scozza elettrica!

SU COSA SI BASA LA MIA OPINIONE

A questa domanda (quasi sempre provocatoria) io rispondo pacato "sulla mia esperienza e sensibilità".

Fu l'indimenticato Milton Erickson, grande psicologo americano, ad insegnarmi questa risposta. Spesso infatti, lavorando in prima linea, doveva partecipare a processi legali in cui avvocati agguerriti e petulanti gli domandavano con insistenza su cosa si basasse il suo parere/azione professionale/terapia/intervento etc. E sempre notava che ogni sua risposta anche con le migliori intenzioni faceva partire domande su domande, senza rispetto e spesso senza cognizione di causa.

Quando rispondeva invece "in base alla mia esperienza e sensibilità" il polemico avvocato/interlocutore non sapendo come controbattere si zittiva e lui evitava futili e sterili discussioni.. Mi raccomando, non è una frase da usare spesso, solo ogni tanto nelle emergenze. Ma è confortante sapere che ho un'arma pronta di riserva e che mi può tornare utilissima. Tenere a mente.

(Milton Erickson, autore dell'intenso "La mia voce ti accompagnerà" 1983)