LU PISCE SPADA
In queste afose notti estive, mentre il ventilatore lavora in silenzio, mi sto leggendo IL VECCHIO E IL MARE dell'americano Ernest Hemingway, novella sulla dura vita dei pescatori, ma arrivato a pagina 50 mai avrei immaginato di leggere certe parole, roba da cascare dal letto.
Succede che l'anziano pescatore, ripensando alla "cosa più triste che abbia mai visto in mare", ricordava una coppia di marlin, sorta di pesce spada dell'Oceano Pacifico, che nuotava insieme. Con abile mossa lui riuscì con l'amo a prendere la femmina che iniziò una lotta disperata. Lotta che presto la ridusse senza forze mentre il maschio "per tutto il tempo le era rimasto accanto incrociando la lenza e roteando con lei sulla superficie" tanto che il pescatore temeva qualche guaio, che solo per caso non accadde.
Il pescatore e il suo aiutante riuscirono con molta fatica ad estrarre dal mare il corpo della marlin femmina ma a quel punto "il maschio fece un gran balzo in aria accanto alla barca per vedere dov'era lei" e poi si tuffò a fondo. "Non era scappato…fu molto triste e abbiamo chiesto scusa"
"Ma… ma questa -esclamai-… questa è la canzone LU PISCE SPADA di Domenico Modugno!" Quella canzone struggente dove racconta di un pescespada femmina che viene pescato mentre il suo compagno piange disperato, vuole morire anche lui! Il sentimento che aveva evocato in me sia la canzone che il libro era identico.
Andai subito per scrupolo a controllare gli anni: l'edizione italiana de Il Vecchio e il Mare è del 1952 mentre la canzone Lu Pisce Spada venne incisa da Modugno nel 1954. Sì, con i tempi ci siamo anche se racconti simili sulle coppie di pesci spada ce ne sono tante.
Immagino allora il giovane e talentuoso Mimmo nella sua camera che, ispirato dalle pagine di Hemingway e da tante storie simili, prende la sua chitarra e crea una commovente storia d'amore tra una coppia di pesci spada, uniti nella vita e nella morte.
"E pigghiaru la fimmineddra drittu drittu 'ntra lu core e chiangia di duluri, ahi ahi ahi
E la barca la strascinava e lu sangu ni curria e lu masculu chiangia, ahi ahi ahi
E lu masculu paria 'mpazzutu e dicia: "Beddra mia nun chiangiri"
Rispunnia la fimmineddra "Scappa, scappa, amuri mio"
"No, no, no, no, amuri mio, si tu mori, vogghiu muriri ansieme a tia!"
Hemingway e Modugno sono riusciti ad esprimere bene l'intensità dell'AMORE ANIMALE, la sua purezza, qualcosa di profondo e senza ombre che chi ha un animale domestico e da lui è amato conosce bene. Noi umani a volte abbiamo dimenticato che si può amare così tanto.
"Tira tira, c'è puru lu masculu! Tira la fiocina!"
(in questo raro filmato Rai, Domenico Modugno la canta accompagnato dalla sola chitarra. Il disco all'epoca non vendette nulla ma quattro anni dopo, nel 1958, arriverà il successo internazionale di Volare)
https://www.youtube.com/watch?v=w8mjx6o3Q4c&list=RDw8mjx6o3Q4c&start_radio=1