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venerdì 6 novembre 2026

QUANDO TACERE 

Agli inizi degli anni '90 sulla malattia dell'AIDS regnava uno stigma sociale incredibile, era il "cancer gay", la condanna alla morte schifosa, il castigo di Dio per i tossici che si scambiavano le siringhe e chi più ne ha più ne metta. Tra noi ragazzi giravano storie brutte, ogni esame del sangue in quegli anni era una roulette russa.

Poi la scienza medica in questo campo ha veramente fatto passi da gigante e oggi 2026 l'AIDS è un male trattabile, prevedibile, curabile. Conosco persone che ce l'hanno da più di vent'anni, il virus nel sangue è a livelli impercettibili e conducono una vita normalissima. Non è comunque una passeggiata (come tutte le malattie veneree, dalla sifilide in poi) ma nemmeno più una condanna come negli anni '90.. Noi boomer però ci ricordiamo bene la paura.

(evito di mettere foto trucide ma fidatevi, in confronto la paura per il Covid era niente)

In quegli anni abitavamo vicino ad una madre che stava tutto il giorno in casa si diceva a curare il figlio malato di AIDS terminale. La vedevo poco sulle scale, era sempre di corsa. Un giorno venimmo a sapere che il figlio era morto, le esequie furono rapidissime e quasi di nascosto.

Qualche giorno dopo incontrai la madre sul pianerottolo e le portai le mie condoglianze. Seguì un dialogo surreale che ricordo ancora dopo tanto tempo.

"Condoglianze signora, ho saputo che il suo ragazzo è morto."

"Sì è stato spaventoso, l'incidente è stato terribile."

"Ah, in che sen…"

"Ha avuto un terribile incidente con la moto, poverino e non ce l'ha fatta."

"Ah, un incidente."

"Sì."

Quella donna mi stava raccontando qualcosa di diverso ma intravidi nei suoi occhi molto dolore e decisi di seguirla. Ebbi pietà di quella donna, stava recitando con uno sforzo, voleva salvaguardare il nome del figlio, forse si vergognava, forse voleva stare tranquilla? Non era certo il caso di questionare e non mi pento di aver taciuto. Il dolore era ancora troppo grande. Le dissi ancora qualche parola di conforto.

"Condoglianze ancora, signora."

"Grazie grazie" e si voltò per andarsene, singhiozzando.

Non riusciva nemmeno a dire il suo dolore. Doveva inventare scuse, che peso doveva avere nel cuore. Avevo provato pietà e quando si prova pietà è meglio tacere.


giovedì 5 novembre 2026

 HAI MAI VISITATO IL MAUSOLEO DI BERLUSCONI?

 Dato che oggi sono intrippato con Bob Dylan, rispondo con le sue parole -scritte a 21 anni- alla domanda:

"…and I hope that you die
And your death’ll come soon
I will follow your casket
In the pale afternoon
And I’ll watch while you’re lowered
Down to your deathbed
And I’ll stand o’er your grave
’Til I’m sure that you’re dead
"

(Spero che voi moriate e che la morte arrivi presto, seguirò la vostra bara in un grigio pomeriggio, e guarderò mentre la calano nella fossa, e starò presso la vostra tomba, finché non sarò sicuro che siete morti)

La strofa finale di Masters of War, canzone di protesta dedicata a chi si arricchisce fregandosene del dolore e delle devastazioni che porterà.

https://www.youtube.com/watch?v=K4uMQRQzVmc

BOB DYLAN E IL PAPA 

Ieri il noto cantautore americano Bob Dylan, durante un breve tour italiano, giunto a Roma ha chiesto udienza al Papa e si è presentato così.

Premesso che alla sua età, 85 anni, Bob può fare quello che vuole e l'età lo difende, questo scatto può suscitare diversi pensieri

-Eccolo lì il capo dei Maranza!

-Che mancanza di rispetto! Da sbattere fuori a calci nel qulo!

-Bisogna capirlo, è un artista, un agent provocateur, essere un anticonformista è nella sua natura

-Volevo andarlo a vedere ma 300 euro per un biglietto in gradinata sono troppi

-Il Papa era un suo fan, va che sorrisino

-Felpa nera e cappuccio? Cosa voleva fare l'alternativo? Giordano Bruno? Il diavolo e l'acqua santa?

-Alla fine è stato lui a chiedere udienza e andare dal Papa, non scordiamocelo

-Ma lui non è ebreo?

-Nei loro campi son due giganti e meno male che il Papa va oltre questi aspetti formali

.Nente di tutto ciò, a 85 anni è vecchietto e aveva freddo

-Eccole qui le mie due personalità

mercoledì 4 novembre 2026

 COME MAI LA VITA E' DIFFICILE PER LE BRAVE PERSONE

Lo ha spiegato bene nel suo monologo Alec Baldwin nel film "Americani" dl 1992. Un film che ha vinto una barcata di premi con, tra gli altri, anche Al Pacino. Il personaggio di Baldwin (che fa la parte del capo cattivo) si rivolge ai suoi impiegati presenti in un ufficio dicendo loro che sono in procinto di essere licenziati:

https://www.youtube.com/watch?v=b3fnAeL8H3Q

"Non sai chiudere i contratti? Non sai fare questo mestiere? Allora vattene a casa e sfogati con tua moglie. Perché c’è solo una cosa che conta in questa vita: farli firmare sulla linea tratteggiata. Avete capito, branco di finocchi?! Io ho fatto 970mila dollari l’anno scorso. Tu quanto hai fatto? Vedi amico, ecco chi sono io. E tu non sei niente. Sei una brava persona? Non me ne frega un cazzo. Un bravo padre? Vaffanculo, vai a casa tua a giocare coi ragazzini! Se vuoi lavorare, chiudi contratti.”

Io pensavo fosse una esagerazione, ma un amico che lavora nel settore vendite mi disse sconsolato "Guarda Tartaro, che è proprio così. Non credere, le brave persone non vanno molto lontano negli affari."

E io, cresciuto intriso di filosofia hippie, tutto Peace and Love, mi guardo intorno e devo amaramente ammettere che hanno ragione. Lo stesso movimento hippie non ha fatto una bella fine, gli hippies avevano torto. Era un bel sogno ma sogno è restato. E chi ha continuato a seguire questa filosofa è un fallito. Brutto da dire ma è così.

Essere una brava persona non va bene per gli affari ma neanche per la politica. Quando ascolto Trump parlare, lui sconfitto e di molto alle elezioni di mezzo mandato del novembre 2026, mi rendo conto ancora una volta che è così. E' brutale, rozzo, sociopatico ma la perfetta espressione di quello che un certo mondo si aspetta e in ogni caso è in carica. temo qualche colpo di coda. E anche farlo fuori servirebbe a poco dato che è già pronto il vice Vance, reazionario peggio di lui e molto più giovane.

Insomma, sono pessimista. Questi faranno solo casini.

lunedì 2 novembre 2026

COSA PENSO DELLE DONNE DI 50 ANNI CHE STANNO CON I RAGAZZI DI 20

La stessa cosa che penso dei 50enni che escono con le 20enni, o delle persone che fanno turismo sessuale o altro: che per loro l'amore è soprattutto FISICITA' E DOMINIO. Niente di male, se se lo possono permettere e siamo nel lecito, ben venga. Molto meglio così, piuttosto che avere intorno donne frustrate e rancorose. Ovviamente non siamo nel campo dell'amore classico, ma sospetto che a loro del "classico" freghi poco, ben che vada lo trovano noioso.

A vederla dall'alto, il Toy Boy (il partner molto più giovane) è un segno dei tempi. Una volta queste esibizioni erano riservate alla sola controparte maschile, oggi si sono estese anche all'altra metà del cielo. Mi accorgo che è la conferma di un mio vecchio sospetto, che in fondo gli uomini e le donne sono uguali, come diceva una canzone di qualche anno fa. Quando hanno soldi e potere le donne si comportano come gli uomini. Nel bene come nel male.

https://www.youtube.com/watch?v=mt45baJr0lk&list=RDmt45baJr0lk&start_radio=1


NON CI POSSO CREDERE

Non ci posso credere. A questo punto, mi iscrivo al corso.


 

domenica 1 novembre 2026

ESSERE UN INTELLETTUALE

Anni fa mi capitò un fatto curioso. Ero andato a trovare il mio anziano maestro, uno psicoanalista che aveva scritto libri e lavorato con nomi importanti (Lebovici, Diatkine, Ajuraguerra, Musatti) e che ammiravo perché riusciva a coniugare leggerezza e profondità, cosa non così facile.

(una foto di 25 anni fa, come passa il tempo)

Ne avevo parlato pure qui su Quora (Risposta di Luca Tartaro a Com'è avere cento anni?). Con lui sempre la conversazione era intellettualmente varia; tanto per dire, essendo stato un ex partigiano, non era raro addentrarsi pure in temi politici (Risposta di Luca Tartaro a Cosa non dovremmo mai dimenticare della Resistenza?). Insomma mi manca molto.

Quel giorno discutevamo come al solito un po' su tutto, spaziando tra filosofia presocratica, immagini archetipiche, sillogismi aristotelici eccetera. Eravamo da soli in casa visto che la moglie era uscita per la spesa e il tempo passava lieto. Tanto che non ci eravamo nemmeno accorti di quando la moglie era ritornata, troppo impegnati a questionare di arte preistorica.

Ad un certo punto sentiamo un urlo e la moglie del professore entrare trafelata in sala urlando "MA NON VI SIETE ACCORTI CHE LA LAVATRICE SI E' ROTTA? C'E' ACQUA PER TUTTA LA CASA!" Eh… veramente? Restammo ammutoliti. Guardai in basso e in effetti un filino di acqua sul pavimento c'era. Imbarazzati spiegammo come non ci eravamo accorti di nulla. Passai la mezzora successiva ad asciugare col mocio, altro che arte preistorica.

Che dire? Quel giorno ho imparato una lezione: vanno bene i discorsi aulici e le approfondite analisi, ma RESTARE COMUNQUE SEMPRE ATTENTI AL CONTESTO e nel caso intervenire, altrimenti non fai la figura dell'intellettuale ma dell'allocco (detto leggero).