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martedì 7 luglio 2026

SERVIRE A QUALCOSA

(dialogo di venerdì)

"Ciao Luca come stai?"

"Oh ciao Enrico, grazie che sei venuto a trovarmi, cos'è quella faccia?"

"Guarda, è un momentaccio. A te lo posso dire, ho litigato con la mia ragazza, è arrabbiata con me, vorrei fare pace, sono pentito ma non so cosa fare. Ogni volta mi scaccia via."

"Ho capito, ascolta me che son più vecchio di te. Prendi questi 20 euro."

"E cosa ci faccio con questi soldi?"

"Comperi un mazzo di fiori e lo porti alla morosa. Mentre lo porgi le dici "oggi sei così bella che ti voglio offrire dei fiori". Mi raccomando sorridi umile."

"Ma va, figurati se funziona."

"Tu prova, chiedi scusa e poi mi dici. Anzi prendine altri 20, così le comperi pure dei cioccolatini, dopo che lei ha in mano i fiori li consegni e dici "Questi sono per te", sempre umile"

"Ok ci provo, se lo dici tu, grazie dei soldi. C'è un pakistano vicino casa mia che vende fiori, poi passo in pasticceria."

(tre giorni dopo)

"Ciao Enrico, oh che bella faccia. Allora come è andata?"

"Luca, è stato stupefacente. All'inizio quando ha visto i fiori si è messa a ridere, ma quando ha visto anche i cioccolatini non si è trattenuta più e si è commossa. Ci siamo baciati e abbiam fatto la pace. Meno male che lei è felice, così son felice anch'io."

"E' in questo modo che funzionano le coppie."

"Grazie, adesso me lo ricorderò."

"Mi raccomando, ogni volta escogita qualcosa di nuovo, fantasia."

"La devo sorprendere?"

"Vedi che hai imparato? Con i sentimenti va così, non dare nulla per scontato. E anche noi babbioni serviamo a qualcosa, a insegnare ai giovani uomini la galanteria. Ah, l'amour…"

lunedì 6 luglio 2026

UNA TRADUZIONE SBAGLIATA 

E' stato uno choc. In questa valle di lacrime della nostra vita, meno male che alcune immagini e sensazioni continuano a scaldarci dentro. Possiamo anche fare i cinici ma senza questi "buoni ricordi" non saremmo sopravvissuti. Una notte d’amore, il sorriso di una bambina, il sapore di una ciliegia, una giornata sulla neve, le parole del nonno… ognuno ha i suoi.

Tra questi buoni ricordi ce n'è uno che è comune a molti: l'immagine commovente del presepe la notte di Natale, la sacra famiglia nella grotta circondata dai pastori adoranti con al centro il bambin Gesù nato al freddo e al gelo riscaldato dal fiato del bue e dell'asinello. scena che illumina ogni 25 dicembre. Un nuovo anno inizia, un nuovo mondo, pace in terra.

Fu San Francesco d'Assisi nel 1223 a realizzare a Greccio il primo presepe vivente della storia, con Giuseppe Maria il piccolo Gesù i pastori etc. Seguendo poi antiche profezie bibliche e immagini non presenti nei vangeli canonici ma in quelli apocrifi (cioé non ufficiali, come lo Pseudo Vangelo di Tommaso), San Francesco volle fortemente la presenza di un bue e di un asinello accanto alla mangiatoia, rendendo questi animali un pilastro insostituibile del Natale.

Ma ecco che oggi, leggendo lo Pseudo Vangelo sull'infanzia di Tommaso (sì, sono un appassionato lettore dei Vangeli Apocrifi, ne avevo già parlato qui Risposta di Luca Tartaro a Gesù è andato a scuola?) mi imbatto in questa nota critica: "E' davvero stupefacente che la leggenda "del bue e dell'asino" presso la culla di Gesù sia nata per un banale errore di traduzione! Infatti il testo greco dei Settanta èn mèso duò zòon cioé "in mezzo a due età" che è l'esatto pensiero di Hab. III 2, è stato tradotto in latino "in medio duorum animalium" per la somiglianza tra il genitivo plurale di zòe (età) e il genitivo plurale di zòse (animale)."

Ma… ma allora l'immagine del bue e dell'asinello che avevo sin da bimbettto era falsa! La mia credenza era falsa, vitamara. Dire che ci sono rimasto male è dire poco.

A questo punto però il Luca adulto si è commosso ed è venuto in soccorso pepperepepè del Luchino bambino. "Non è importante quello che è successo nella realtà, sai piuttosto cosa vuol dire? Se il bue e l'asinello hanno resistito malgrado tutto è perché ce n'era bisogno! Voleva dire che anche la natura e gli animali erano felici della nascita. Perché la verità è che questo è un bambino di valore, che andrà molto, molto lontano!" E il Luchino torna a sorridere!


 CHI E' GENGIS KAHN IN MONGOLIA

E' loro eroe nazionale, quando mi recai in viaggio in Mongolia 15anni fai notavo che la sua presenza era capillare ovunque. E anche se nel resto del mondo è considerato un feroce conquistatore, un barbaro assetato di sangue che ha sterminato milioni di persone, di certo sotto il suo comando la Mongolia era diventato il primo paese nel mondo con un Impero vastissimo, dal Giappone all'Europa. Non è durato molto, ma abbastanza per essere visitato da Marco Polo.

Ha dato dignità ad un popolo che è sempre stato ai margini della storia e per tutti i mongoli è un vero padre, esempio di forza. Discutibile ma forza. In fondo è la stessa cosa che è successa in Romania con il conte Vlad l'Impalatore, detto anche Dracula. Occhio a toccare gli eroi nazionali, i padri (questo vale per tutti). Per il mondo sono quasi dei mostri ma per loro non si discute, sono eroi e basta.

Tornando a Gengis Kahn, in un parco nazionale (la Mongolia è il paese meno popolato del mondo ed è piena di meravigliosi parchi naturali) si trova una sua statua talmente grande che è visibile dallo spazio.

Quando ci siamo recati nel centro della capitale Ulan Bator, vale a dire la enorme piazza Shukbataar, grande due campi di calcio, su cui si affaccia il parlamento mongolo, la sola facciata del parlamento era lunga 100 metri. Il tutto dava un senso di imponenza, mi sentivo sperduto e piccino, come si fa a riempire una piazza così?

A proteggere il parlamento mongolo c'è una una gigantesca statua di Gengis Kahn, la statua più massiccia che abbia mai visto.

Statua affiancata da cavalieri mongoli e da quelle del figlio Ogodè e del nipote Kublai Kahn, imperatore della Cina. E naturalmente il vostro affezionatissimo non ha resistito e si è messo in posa tutto sbilenco pure lui (foto scattata da mio figlio). Gengis, ci sono anch'io! :D

Il giorno dopo siam partiti per la Cina. Ora mi faccio un poco di pubblicità: chi volesse leggere l'intero resoconto della mia Transiberiana (il lunghissimo treno che va da Mosca a Pechino, un'avventura), può prenderlo su Amazon

TIGRI SIBERIANE IN AMORE: -un viaggio sconsigliato-

Tigri siberiane in amore! Foreste incendiate dal sole! Cavalieri mongoli di Gengis Kahn che fanno le gare col treno!


LO PSICOLOGO ABUSIVO

(Avvertenza: questo è un post tecnico, non semplice)

Sono laureato in Psicologia e questa domanda evidenzia un problema serio e frequente che ho incontrato negli anni: l'esercizio abusivo della professione da parte di chi non aveva uno straccio di laurea o preparazione. (il problema riguarderebbe anche medici, avvocati, ingegneri etc, qui parlerò solo di noi Psicologi).

Il Codice Penale sull'esercizio abusivo della professione parla chiaro: chi viene beccato rischia un multone (da 10.000 a 50.000 euro) e una reclusione da sei mesi a due anni. Pene che si impennano se ci sono stati danni. Occhio a spacciarvi per chi non siete.

(Di Caprio e Tom Hanks sul tema ci hanno costruito un film divertente, Prova a Prendermi)

Il "guaio" per gli psicologi è che fino al 1989 non c'era uno straccio di Albo Professionale. Gente che fino al giorno prima vendeva zucchine, poi metteva il cartello "Psicologo" sulla porta e non infrangeva alcuna legge. Poi dal 1989 al 1994 sono usciti vari decreti che hanno regolarizzato la situazione e in generale oggi puoi definirti e lavorare come Psicologo SOLO se sei laureato in Psicologia e iscritto all'Albo della tua regione (per esempio io sono iscritto all'Albo Psicologi della Lombardia n° 3528 dal 16.2.1994)

E la psicoterapia? Qui casca l'asino perché non esiste l'album degli Psicoterapeuti. Nella legislazione vigente ci sono varie zone d'ombra. In teoria può fare psicoterapia solo chi è laureato in Psicologia/Medicina, ha superato l'esame di stato e ha frequentato una scuola di specializzazione riconosciuta ma fatta la legge trovato l'inganno.

Voi infatti, da profani, sapreste riconoscere la differenza tra un colloquio psicologico, uno di sostegno, una psicoterapia, una somministrazione di test psicodiagnostici, un percorso curativo, un coaching, un programma di educazione mirata e via fantasticando? Non ci riescono sempre i professionisti, figuriamoci chi non se ne intende.

Inoltre, tanto per intorbidare il lago, non solo gli psicoterapeuti veri o presunti si occupano di questi . temi, ma anche mental coach, naturopati, maghi, educatori, motivatori, psychological AI, brain trainer e via elencando. Ogni tanto leggo di un nuovo nome, apprezzo la fantasia e penso "ommadonna un altro".

A questo punto, una generica raccomandazione: se volete iniziare un percorso psicoterapeutico informatevi senza problemi sullo specialista a cui vi rivolgete. Lo fareste con il chirurgo, l'ingegnere, l'avvocato etc non vedo perché non farlo con lo psicoterapeuta. Risponderà con chiarezza ai vostri quesiti e anzi, se tanto mi da tanto, sarà lo sprone per iniziare un dialogo molto molto proficuo, che porterà lontano.

 

COME SUPERARE LA CRISI DELL'AFTER, IL DOPO

Con una scatola di AFTER EIGHT, i buonissimi cioccolatini inglesi

Immancabili dopo ogni té, concludono in maniera elegante ogni piccolo ricevimento british. Sono piccole sfoglie di cioccolato ripiene di fresca menta, una delizia. Ricordo quando mia nonna me li fece assaggiare la prima volta: i cioccolatini erano facili da masticare anche per me bimbetto e la menta si scioglieva gentile e quasi liquida nel mio palato. Che delizia.

Chi li ha inventati doveva essere un genio. Ode a te, pasticcere Brian Sollitt che li ha ideati nel 1962 (sono più giovani di me!) e li ha diffusi per tutta la nazione. Ma una cosa buona subito travalica i confini nazionali e si espande in tutto il mondo, per la gioia di grandi e piccini. The class is not water!

Ne tengo sempre una scatolina in frigo e li offro agli ospiti, volete favorire?

giovedì 2 luglio 2026

 CHI FA LA SPIA NON E' FIGLIO DI MARIA

E' una tipica filastrocca per bambini, dalla origine misteriosa che si perde nella notte dei tempi, con struttura circolare e nonsense.

Ai bambini insegna a contare, ad avere dei segreti, a individuare a chi tocca, a gestire i sentimenti, a stare in gruppo. Me ne ricordo qualcuna da piccoletto.

Esempio

Chi fa la spia non è figlio di Maria

non è figlio di Gesù quando muore va laggiù

va laggiù da quell'ometto che si chiama diavoletto

e all'inferno ci vai tu tu tu e tu!

Tra le fiamme ci vai tu tu tu e tu!

Oppure

La bella lavanderina che lava i fazzoletti per i poveretti della città

fai un salto, fanne un altro, fai la giravolta, falla un'altra volta

fai la riverenza, fai la penitenza, guarda in su, guarda in giù,

dai un bacio a chi vuoi tu!

Oppure

Giro giro tondo casca il mondo

casca la terra, tutti giù per terra!

Oppure

Sotto il ponte di Baracca c'è Pierin che fa la cacca

la fa dura dura dura il dottore la misura

gli fa dire trentatre uno due e tre!

Oppure in Irpinia

Aulì ulè che t'amusè

Che t'apprufitte a lusinghè

Tulilemblè 'mblè…

Oppure all'asilo

L'uccellin che vien dal mare quante penne può portare

puo portarne trentatre unduetre

Oppure la più famosa

Ambarabbà ciccì coccò tre civette sul comò

che facevano l'amore con la figlia del dottore

il dottore si ammalò ambarabbà ciccì coccò

Ce ne sono tante, ma tante altre. Ogni regione, che dico ogni paese, ha le sue (la tua qual era?). Da sempre i bambini inventano questi versi surreali, le cui origini si perdono. Quanti anni avranno, cento mille? Che mistero, che piccolo mondo antico.

E importante. Le filastrocche dei bambini sono un tema affascinante e molto studiato dai linguisti. Umberto Eco vi dedicò per esempio un famoso e paradossale saggio di Semiotica nel suo Secondo Diario Minimo., dove analizzava a fondo la celebre filastrocca.

Ambarabà ciccì coccò - Wikipedia

Ma c'è qualcosa di ancora più importante: quando durante la giornata capita di canticchiare queste canzoncine lo so, è il mio io bambino che emerge, che mi viene a trovare. Anche se son vecchietto lui è sempre dentro di me, ci facciamo compagnia, ci vogliamo bene.

mercoledì 1 luglio 2026

 

IL PULSANTE ESC

ESC è una sigla che deriva dal dialetto romano e letteralmente significa "EStiCazzi". Per usarla al meglio, quando vuoi uscire da un programma o un dialogo o una operazione al computer che non ti piace, gli esperti consigliano di premere il pulsante con forza gridando "ESTICAZZI!"