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sabato 18 aprile 2026

IN GIAPPONE IL NUOVO DETENUTO VIENE PICCHIATO DAI COMPAGNI DI CELLA, ANCHE IN ITALIA?

La domanda è ovviamente ironica, dato che questo è il "comitato di benvenuto" che esiste ancora oggi in molte carceri nel mondo. Nelle carceri sudamericane e africane fa addirittura parte della pena, essendo il mondo carcerario precluso ai secondini. Negli USA ci sono carceri in cui queste azioni sono eseguite dal personale di custodia e poi in seconda battuta (…) dai detenuti.

Il carcere è un MONDO MOLTO GERARCHICO, in cui è indispensabile per tutti far conoscere e conoscere SUBITO la tua posizione. Non esiste l'Appello o la democrazia in carcere. Non sono posti per cuori delicati, consiglio a tutti di starne lontani: ho lavorato anni nel Tribunale di Sorveglianza che eroga i benefici ai detenuti e so di cosa si sta parlando, ogni tanto qualcosa di atroce emerge. L'inferno sulla terra. Come si diceva una volta "a torto o ragione, mai in prigione"

"FARE IL POLIZIOTTO E' ROBA DA UOMINI"

Veramente lavorando in Tribunale di donne poliziotte all'ingresso ne ho viste parecchie. anzi erano indispensabili. Quando si dovevano effettuare perquisizioni su donne o passeggini infatti intervenivano loro. A parte discrezione e delicatezza, penso che in quanto donne sapessero bene dove cercare e cosa toccare in altre donne e nel contempo farlo senza essere invadenti.

Personalmente ho insomma un buon ricordo di loro, erano gentili e sorridenti, molto più "umane" dei loro colleghi maschi. Ma al caso sapevano anche far la faccia dura.

Ricordo a proposito un episodio a cui ho assistito personalmente: un personaggio di etnia nord africana si lamentava ad alta voce dei controlli, diceva parole in una lingua sconosciuta (…) e le disse minaccioso che senza la pistola era femmina e non avrebbe avuto il coraggio di far nulla.

Al che la poliziotta, una donna ben piantata, lo guardò, si sfilò il cinturone, alzò le mani nude e disse a voce alta "Scommettiamo che non ho bisogno di armi? Vuoi vedere cosa ti faccio con queste mani?". Il "personaggio" tacque, non disse più nulla e obbedì docile.



venerdì 17 aprile 2026

RICOMINCIARE 

"Dimmi tutto, Fatma, qui siamo protetti. In questa stanza del Tribunale siamo solo noi due. Sei molto giovane, vedo."

"Ho diciannove anni."

"Come mai sei qui? Raccontami cosa è successo."

"Forse è meglio se parto dall'inizio. A dieci anni sono venuta in Italia con la mia famiglia dal Pakistan. Una famiglia molto molto tradizionalista."

"Già. Come si dice spesso, hanno il corpo qui ma la testa è ancora là. Ti hanno lasciata andare a scuola?"

"Sì signor giudice, ma il meno possibile. Ho fatto solo le scuole medie dell'obbligo, ho imparato a leggere e scrivere e poi sono sempre rimasta in casa ad aiutare mia madre. Poi a 18 anni, appena son diventata maggiorenne..." (Fatma non parla più e abbassa la testa)

"Dimmi quello che ti senti."

"…Mi hanno rimandata in Pakistan per un matrimonio combinato con mio cugino. Io non volevo, neanche lo conoscevo ma nel mio paese tutti i matrimoni sono così. Sono volata in Pakistan, mi sono sposata e sono rimasta incinta. Allora son ritornata subito indietro, volevo che il bimbo nascesse in Italia, mio marito mi avrebbe raggiunta il prima possibile."

"Poi cosa è successo?"

"Pochi mesi fa una notte a Pavia è nata Laila, che vuol dire proprio "nata di notte". Solo che in ospedale è successo un guaio, è venuto fuori che io non volevo ubbidire al matrimonio combinato, sono arrivati i carabinieri e nell'attesa che si calmassero le acque hanno portato me e Laila in una comunità protetta."

"Dove abitate da tre mesi. Ti trovi bene?"

"Abbastanza ma è successo un guaio."

"Un altro? Ommadonna."

"Mio fratello non so come è riuscito a trovarmi, ha detto che avevo disonorato la mia famiglia e mi ha intimato di tornare subito in Pakistan con la bimba. Mi ha consegnato anzi il biglietto aereo."

"Che è stato requisito subito, leggo."

"Non fa niente. Ne comprerò un altro e tornerò in Pakistan."

"Cosa? Ma sei matta? Fatma, sai che se torni lì te la faranno pagare. Resta qui, ti troveremo un altro posto segreto."

"Voi non li conoscete. Ci metteranno anni, ma alla fine ci troveranno e ci ammazzeranno. Per questo ho deciso di tornare, ma da sola."

"Perché?"

"Io mi sacrifico, sento che ho dei doveri verso di loro, ma la mia bambina adesso che è piccola datela a qualcuno. Io non conto più niente, l'importante però è che lei si salvi e possa ricominciare da capo."

(nomi e luoghi sono stati ovviamente cambiati, non prendeteli alla lettera. La storia comunque è vera)

giovedì 16 aprile 2026

CHE NE PENSO DI TRUMP

Come si dice in inglese "pisciare fuori dal vaso"?

martedì 14 aprile 2026

LA PROVA CHE LA TERRA E' PIATTA

E adesso voglio vedere chi avrà il coraggio di sostenere che la terra è rotonda! Viva i terrapiattisti! Abbasso il comblotto scientifico demoplutomassogiudaico! Viva noi che stiamo sul bordo e sapevamo già la verità!!

(notare la bandierina USA sulla luna)

NB: foto inviatami dal non dimenticato Prof Edoardo Casiglia e che io passo volentieri ai nostri quorani, anche a quelli che continuano a menarcela sulla terra rotonda in barba all'evidenza! 😁

PERCHE' CI PIACE L'IMPOSSIBILE

 Perché non ci arrendiamo mai, come esseri umani cerchiamo sempre una soluzione. Eppure a pensarci bene c'era qualcosa di veramente impossibile a cui non si trovava soluzione.

Ed era il temutissimo SPORCO IMPOSSIBILE! Unto di cucina… sporco sulla federa… unto di pelle qui sulla camicia… impossibile, mormorava la casalinga sconsolata.

Ma ecco venire a tutti noi in aiuto l'uomo in ammollo, con la milanesissima faccia di Franco Cerri. Che per un attimo smise di suonare la chitarrina jazz nei localini meneghini per declamare le magiche virtù del detersivo Bio Presto, Visto che pulito? Niente più sporco impossibile!

Te lo ricordi, eh?

https://www.youtube.com/watch?v=7kG7kptFCSo

Io l'ho conosciuto veramente Franco Cerri quando suonava nella cantina del Santa Tecla di Milano, localino underground in pieno nebbioso centro. Per noi piccoli bauscia Franco Cerri era un mito, era la storia, aveva suonato pure con Django e Billie Holyday, tanto per far capire il livello.

Lo so che fa ridere, ma per inciso pure io ho avuto l'onore di suonare con lui una volta in una jam session (in realtà ero in un numeroso gruppo di giovani, facevo finta di suonare e lo guardavo).

Franco Cerri - Wikipedia

Come chitarrista jazz ricordo aveva un senso del ritmo formidabile, molto trascinante, sin dagli anni '50 per tutti era diventato un faro nella notte. Tutti i jazzisti internazionali che son passati da Milano han suonato con lui. Una volta ci si conosceva tutti.

E che strano il destino, essere ricordati più per la pubblicità di un detersivo (chissà chi ha avuto l'idea). Io però preferisco sempre immaginarlo così, come quel pomeriggio che suonava con la passione dentro.

In questo video presentato da Paola Pitagora, un raro filmato Rai, Franco ci fa sentire la sua bravura jazz. Fa sembrare facili le cose impossibili. Credete a me, ascoltarlo è un'occasione più unica che rara.

https://www.youtube.com/watch?v=F6mw5fdzQ1o

UN SOGNO APPENA FATTO 

Un sogno orribile ma preferisco non parlarne. Perlomeno pubblicamente, ce la vedremo in separata sede io e il mio maestro, molto bravo a sviscerare il significato recondito dei sogni. Ormai mi conosce bene.

E perché allora pubblicamente non parlarne? Un motivo esiste. Perché è sempre viva quella antica superstizione per cui non bisogna parlare in pubblico dei sogni che si fanno, altrimenti se sono belli si annullano, se invece sono cattivi li costringi ad avverarsi.

Insomma in fondo a ben vedere è lo stesso concetto che adesso gira nei social come fosse una grande scoperta psicologica: non svelare i tuoi piani (se roba buona) e non fare profezie che si avverano (se cattiva). Ti esponi a debolezze. E se c'è anche una probabilità 1/1000 che succeda meglio stare accorti.

Come dicevano da tempo a Napoli su questi argomenti con un tocco di scaramanzia Non è vero… ma ci credo. Meglio non sfidare il destino, che poi presenta il conto. Tenete a mente la "grande scoperta psicologica".

(la locandina di "Non è vero... ma ci credo", film del 1952 diretto da Sergio Grieco basato su una commedia di Peppino De Filippo)