OLIO
E l'incazzatura sale e sopratutto in Italia il pericolo di disordini cresce.
Nel 2025 un chilo di olio in Italia valeva 9 euro, oggi 2026 vale 4,3 euro. Con l'ovvio risultato che produrre olio non conviene più e quasi un uliveto su due è abbandonato, la siccità non ha aiutato e le olive non si raccolgono neanche .
Qua avevo parlato dell'aumento della benzina agricola ma non pensavo che la situazione fosse così grave (Risposta di Luca Tartaro a Qual è l'ultima cosa che hai visto e ti ha indignato?). L'olio poi viene importato con pochi dazi dall'estero , gli agricoltori italiani non si sentono tutelati e sono scesi in piazza a protestare, bloccano le autostrade, fanno casino. Incredibile poi che la Rai non ne parli e i telegiornali tacciano.
(manifestazione a Bari, la Puglia produce quasi la metà dell'olio italiano)
In Italia ne consumiamo tantissimo di olio d'oliva, siamo i primi al mondo, quindi non è questione da poco. Ma quanto olio importiamo dall'estero? Difficile avere dei dati esatti ma ne importiamo una marea da Spagna Grecia Marocco Tunisia (che non paga nessun dazio) Argentina India (!) Perù (!!) Turchia e a prezzi così bassi che il nostro spesso non conviene più, a meno di non miscelarlo e porcate simili.
La questione non è semplice e presenta risvolti e truffe non sempre limpide. Io comunque, come consumatore, un piccolo potere ce l'ho, quello dell'acquisto. L'unione fa la forza e aspettare che passi la tempesta senza far nulla è un rischio, meglio agire subito. Per cui chiedo a tutti voi: quale olio d'oliva è meglio prendere? Anche al Super c'è roba buona o bisogna proprio andare in fattoria? Quanto pagarlo? Di cosa diffidare? Cosa invece premiare?
(Ultima nota: mi si potrebbe chiedere perché tu che sei un cittadino ti interessi di queste cose? Mio zio aveva un piccolo uliveto e da piccolo mi impressionava la forza e imponenza di questi alberi. Le loro radici spaccavano ogni pavimento e sapere che molti sono abbandonati mi da una fitta al cuore. Se mio zio fosse ancora vivo sarebbe in piazza col forcone e il fazzoletto al collo. Occhio quando i contadini si inkzano, un segno che nella società c'è qualcosa di profondamente ingiusto.)