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mercoledì 19 agosto 2026

 CRUDELTA' INUTILE

Le tagliole. Quegli aggeggi di ferro mimetizzati nell'erba, che quando un animale ci appoggia la zampa sopra scattano brutali, imprigionandola in una dolorosa morsa d'acciaio. L'animale rimane per ore ferito, terrorizzato e senza potersi muovere, nel panico più totale. E magari il giorno dopo, se non è ancora morto dissanguato o per la lenta agonia, vedrà il cacciatore (di solito un cercatore di pellicce o piume) avvicinarsi per ammazzarlo a bastonate o strangolandolo. Non gli spara, perché la pelliccia si rovinerebbe. La morte schifosa.

Si dice che alcuni lupi, quando catturati, preferissero sbranare la propria zampa a morsi pur di liberarsi. Sarei capace io di farlo pur di essere libero?

Le tagliole sono talmente pericolose e crudeli che in Italia sono state vietate. Erano infatti letali non solo per la selvaggina ma anche per bambini e soldati che calpestando le loro ganasce sono rimasti feriti, storpiati e talvolta morti dissanguati.

Fortunatamente la moda di indossare pellicce e piume esotiche è diminuita. So che tre paesi si sono opposti al divieto delle tagliole: Russia, Canada e Stati Uniti. Non fatemi commentare oltre anche perché si entra nel delicato ambito della caccia e subito si formano fazioni da stadio. Stop, meglio fermarsi qui.

Anzi no, lasciatemela dire una cosa: io sono favorevole alla abolizione delle tagliole ma se per motivi alimentari, di difesa o altro bisogna sopprimere un animale, anzi talvolta è necessario (non siamo ipocriti), non vedo nessun motivo nel farlo infliggendo sofferenza inutile. Per questo motivo l'uso delle tagliole mi vedrà sempre contro.

File:BCLM gin trap demo - 2018-08-13 - Andy Mabbett.webm - Wikimedia Commons

martedì 18 agosto 2026

LUCIANO 

Da anni è morto Luciano De Crescenzo, ingegnere napoletano e scrittore che io ho amato moltissimo e che ricordo ancora. Il suo Così parlò Bellavista è un capolavoro (ne trasse anche un film in cui recitava), ma anche Zio Cardellino e Panta Rei non sono da meno. Se non avete letto nulla di lui vi aspettano ore di divertimento, nel senso più sano della parola.

Molto intelligente e dotato di quella leggerezza che a molti cosiddetti "intellettuali" manca, LDC era un vero signore. Vederlo in televisione, leggere i suoi libri o articoli era sempre un piacere. Io imparavo sempre. Grande divulgatore, riusciva a rendermi comprensibili e divertenti concetti astrusi. A me basta vedere una vignetta che scatta il ricordo e sospiro.

Uno scrittore veramente bravo e godibile. Non ho mai incontrato gente a cui non piacesse. Avrò letto il suo Storia della Filosofia Greca millemila volte, me l'ero pure portato in vacanza. Innamorato e giustamente della sua città, mi mancherà. Non si sa mai cosa dire quando ci lascia una persona come lui ma mi manca veramente molto.

lunedì 17 agosto 2026

 

PUMBA GIRA

"Che bella casa che hai, cara, piena di tante cose."

"Sì Luca, le ho accumulate in tutti i miei viaggi nel mondo."

"Che graziosa questa statuetta di ballerina."

"Viene dal Brasile e non farti sentire che la chiami ballerina, Luca. Questa è una statuetta sacra."

"Questa? Mi stai prendendo in giro?"

"No Luca, in Brasile questa si chiama PUMBA GIRA, le donne sono tutte devote a lei. E' la dea che rappresenta la forza, la libertà sessuale, l'indipendenza e il potere delle donne. C'è anche la versione nera, forse più antica visto che il mito viene dall'Africa."

"Come concetto mi sembra simile alla Afrodite degli antichi romani. La sensualità e la divinità intrecciate. Peccato che nel Cristianesimo si sia perso."

"Sì, una cosa del genere. Io le sono molto devota. E' lei che invoco per essere più sensuale."

"E cosa fai, i riti misteriosi intorno alla statuetta." (Luca ride)

"Non ridere, accendo una candela speciale alla PUMBA GIRA e poi… beh sono cose private."

"E funziona?"

(l'amica mi guarda) "Tu non ci hai mai pensato, ma madre non ti ha messo al mondo pregando."

domenica 16 agosto 2026

STRADA CHIUSA 

Non si può andare, c'è un cartello che indica "Strada chiusa". Meglio tirare diritti decisi e senza deviazioni, così arriviamo prima. …


IL BULLO 

Ho rivisto Dario, il bullo del quartiere, in una di quelle riunion che si organizzano dopo tanti anni. Era molto ingrassato e scemo come al solito. Non era andato molto avanti nella vita, faceva un lavoro modesto, del resto non era mai stato una cima.

Quante me ne aveva fatte passare però lui e la sua gang, quando ero bimbetto. Del resto ero timido, sempre sui libri e quattrocchi, insomma la vittima preferita dei bulli. Quei ragazzi poi avevano tutti qualche anno in più di me, a quella età è sufficiente per dominare e spadroneggiare. Per colpa sua e della sua banda, dato che ogni volta che mi vedevno mi inseguivano, cambiai zona e cercai altrove nuovi amici.

Torniamo al presente. Notai una cosa quando rividi Dario alla cena famosa: non si ricordava nulla di me. Ero uno sconosciuto. Non un accenno di ricordo, di pentimento, di qualcosa. Niente, c'era il vuoto nei suoi occhi e il mio nome non evocava alcunché.

Ma come, dopo tutte le umiliazioni e il dolore non si ricorda niente? Eppure era così. Lui aveva dimenticato tutto ma io no, proprio vero quello che dicono in Africa "l'ascia dimentica, ma l'albero ricorda". Chi fa del male se lo dimentica ma chi lo subisce no. La sua cicatrice glielo ricorda.

Che fare? In un attimo decisi di passare oltre, non aveva senso dopo 50 anni vendicarsi, fare una scenata, essere stizzosi, certe cose vanno fatte nell'attualità del momento. Non era il caso, se vi aspettavate scene alla Cavalleria Rusticana mi sa che non sono qui. E poi avrei fatto la figura del rancoroso e velenoso. Ma no dai, lascia perdere.

Magari altri avrebbero deciso diversamente, io quella sera ho reagito così e francamente non me ne sono pentito. Ovviamente non ho dimenticato il suo nome ma più che perdonare per me è stato come lasciarmi alle spalle il passato. Luca, sei una persona diversa ora.

(metto una immagine del mio quartiere di una volta. In queste stradine interne, ora silenziose, giocava il tartarino a pallone)

venerdì 14 agosto 2026


IL RAGAZZO DELLA VIA GLUCK

Abito a Milano, vicino alla Stazione Centrale, e qualche anno fa ho scoperto che sono anche molto vicino alla via Gluck, quella famosa cantata da Celentano.

"Là dove c'era l'erba ora c'è una città

e quella casa in mezzo al verde ormai dove saràààà…"

In questo raro video degli anni '60 -uno dei primi video musicali girati in Italia-, si vede un giovane Celentano dell'epoca e fa impressione anche vedere la Milano dell'epoca: palazzoni circondati da grandi prati, dove torme di bambini in braghette corte giocano.

https://www.youtube.com/watch?v=aA5LsKBU7Ic&list=RDaA5LsKBU7Ic&start_radio=1

Oggi queste distese non esistono più, è tutto un intrico di strade case vie automobili negozi banche cemento alberelli isolati semafori. Non dico che siamo nel centro storico, ma nemmeno in periferia… Ah sì, 60 anni Milano fa era così? Nel video si vede quello che ci sta sotto. Me l'ero dimenticato, siamo cambiati così tanto?

Tempo fa volli andare a vedere questa famosa via Gluck, magari entrare nel famoso cortile dove "potrai lavarti senza andare giù nel cortile". Ebbene in via Gluck è praticamente impossibile entrare! Ci sono divieti di accesso ovunque. Una viabilità imposta dai residenti della zona, stufi di vedere turisti e curiosi ciondolare a bocca aperta nei dintorni.

Oddio, per me è un peccato. Poteva nascere un bel bisness: si faceva pagare il biglietto d'ingresso, allestire un piccolo museo e magari organizzare visite guidate. Vabbè, queste sono fisime milanesi del vostro affezionatissimo. E' evidente che costoro tengono più alla loro privacy e tranquillità che ai danè. Non me la sento di biasimarli.

E alla fine ho capito una cosa: quando Celentano canta "e sentirò l'amico treno che fischia così uà uààà", si riferiva proprio ai treni della Stazione Centrale, che è vicinissima!

giovedì 13 agosto 2026

 

LA CASA DEI SOGNI

Io rimango sempre a bocca aperta nel vedere le "case ideali" e agognate. Chalet sperduti e immersi nel verde, enormi castelli sul cucuzzolo della montagna, resort che si affacciano su spiagge bianchissime, ranch isolati nella prateria, case costruite sopra isole in mezzo all'oceano e via sognando…

C'è un dato che le accomuna tutte: SONO DIMORE GRANDI E SENZA NESSUNO INTORNO. Sono in posti isolati, per questo a me sembrano tutte uguali. A vedere le altre risposte a questa domanda la tipologia delle case bene o male è quella. La ricchezza oggi è isolamento, la privacy assoluta è la vera ricchezza.

Ricordo però un vecchio amico Enrico, industrialotto milanese che dopo una vita di duro lavoro aveva accumulato parecchi soldi ed era riuscito a comperarsi una casa del genere in Brianza. Immersa nel verde, isolatissima, grandissima, in mezzo alla natura selvaggia… dopo due anni però è tornato in città. Non andava mai a trovarlo nessuno e la villona diventò la casa delle vacanze.

Anche a me è capitato di passare lunghi periodi estivi in posti da sogno, da cartolina come quelli mostrati, e ne ricavavo sempre la stessa impressione. Belli ma… dopo due settimane mi rompevo le balle. Succederà anche a voi, provare per credere, Veramente vi piacerebbe vivere così e rischiare di finire come Gene Hackman?

Risposta di Luca Tartaro a Cosa ti ha ferito oggi?

Sarà che sono un cittadino, ma a me piace circondarmi di gente, sentire dalla finestra i bambini giocare, le comari parlottare, i rumori del traffico, i vecchi brontolare, avere i negozi vicini, gli amici che vengono a trovarmi etc. Se sono al computer e non sento niente alzo la testa e dico "Uè, cos'è sto silenzio?" Sempre più mi rendo conto di quanto è vero il detto di Aristotele: L'ESSERE UMANO E' UN ANIMALE SOCIALE. Occhio ad isolarvi, per un po' ci può stare, ma dopo sentirete la mancanza della gente. Strano ma è così.

"Non si può fare una cosa a metà? Voglio la privacy."

"A me rompono i coglioni!"

"Figurati Meno gente vedo meglio sto."

"Da soli con i nostri animali viviam benissimo!"

"Alla fine vorrò solo stare in pace."

Sì, si può vederla anche così.