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mercoledì 31 dicembre 2025

IL MIGLIOR FINALE?

Mi avete provocato e visto che oggi è proprio il 31 dicembre ve lo scrivo. Uno dei migliori finali che ricordi, commovente e che il giorno dopo mi ha fatto comportare in maniera diversa, è quello del film SMOKE con un bravissimo Harvey Keitel.

Ambientato in una Tabaccheria di New York, gestita da un Harvey Keitel al culmine della sua bravura di attore, racconta varie vicende, tutte molto belle (il film ha vinto una barcata di premi). Tra tutte spicca quella nel finale. Uno scrittore in cerca di ispirazione, interpretato dal biondo William Hurt.

chiede ad Harvey se conosce una storia moderna di Natale. E Harvey gli racconta quella che è capitata a lui.

Un giorno, inseguendo un giovane ladruncolo, notò che nella fuga gli cadde il portafoglio a terra. Il ladro poi riuscì a scappare, ma tanto gli aveva scoperto nome e indirizzo. Il giorno dopo si recò incazzato a casa sua ma trovò la nonna cieca, che lo scambiò proprio per il nipote e lo ringraziò per essersi ricordato del suo compleanno! Harvey, non sapendo cosa fare, stette al gioco e finse di essere il nipote.

La nonna lo fece entrare, gli diede da mangiare, bevvero insieme del Chianti e alla fine lei si addormentò sul divano. Harvey allora lavò i piatti, mise tutto a posto, lasciò il portafoglio sul tavolo e se ne andò. Qualche tempo dopo gli capitò di tornare ma la vecchia signora era morta e non c'era più nessuno. Harvey raccontava la storia ridendo.

Ma William Hurt la pensava diversamente ed esclamò serio: "Ti rendi conto di cosa hai fatto? Hai fatto passare a quella signora, a cui non pensava più nessuno, un ultimo compleanno felice e in compagnia". Al che Harvey risponde "Già, non ci avevo pensato".

Il giorno dopo io andai a trovare la mia vecchia zia veneta, a cui ero molto affezionato. Avevo in mente anche la bella colonna sonora, con la voce roca di Tom Waits. C'è a chi piace e chi no. Io la trovo struggente.

https://www.youtube.com/watch?v=5RBRiuxNpDA

Insomma, se stasera non sapete cosa fare, prendete la bottiglia e passate dai vostri anziani vicini di casa, quelli che non escono mai. Dite loro che siete venuti per un brindisi, per festeggiare insieme il nuovo anno. Capirete dai loro occhi quanto sono grati che qualcuno abbia pensato a loro.

martedì 30 dicembre 2025

UN DOLORE SOTTOSTIMATO

Ieri me ne sono capitati due ed è una coincidenza che mi ha fatto pensare. Anche perché è un tipo di dolore che di solito sottostimiamo, lo consideriamo quasi inevitabile, inutile perderci tanto tempo.

E' il dolore che provano le VEDOVE, le donne che dopo una vita insieme hanno perso il marito, l'uomo della loro vita. Gli uomini muoiono in genere prima delle donne e una volta (neanche tanto tempo fa) era implicito che le donne entrassero in LUTTO e indossassero per tutto il resto della vita abiti neri. Non so oggi, immagino dipenda molto dal contesto e dalla cultura di base.

Magari oggi le costrizioni infatti non sono più così rigide ma è indubbio che il periodo del lutto sia per la controparte femminile socialmente molto più severo. Per cinque anni mia nonna ricordo non indossò abiti colorati o cosa, solo colori poco appariscenti e severi. E quel che mi fa più male è che da ragazzino non ci pensavo e lo consideravo "normale".

Ovvio -adesso si cerca di andare più a fondo del vestito- che ci sia donna e donna, per alcune sarà stata quasi una liberazione ma vero che per altre è stato un dolore che non è ancora passato e chissà se lo sarà mai. Il vero lutto, quello interiore, che non si vede.

Me ne rendevo conto ascoltando al telefono le deboli voci di queste donne anziane: nella mia vita è cambiato tutto… tengo un diario in cui annoto tutto il mio dolore… magari un giorno lo farò leggere alle mie figlie… che brutti pensieri mi nascono dentro… non finirà mai… ricordo i giorni insieme…. di notte dormo poco e penso tanto… prego finché vedo la luce del sole poi mi alzo… E io non sapevo cosa dire. Il lato oscuro dell'amore. Le solite telefonate che si fanno durante le feste, che uno si accorge quante cose stanno dietro. Devo telefonare più spesso.

Solo rispetto e silenzio per questo dolore. Così diffuso, così umano.

Quando ci si vestiva a lutto...

lunedì 29 dicembre 2025

 CAPODANNO

"Signor Luca, cosa fa a Capodanno?"

"Mah non lo so Gigi, ci devo ancora pensare. Mi sa che come l'anno scorso farò le solite cose."

"CI DEVE ANCORA PENSARE? Ma Capodanno è fra due giorni! Io mi sono già organizzato, per prima cosa vado in piazza Duomo con un gruppone di amici. Faremo un casino incredibile a mezzanotte pim pum pam! Fiesta! Spruzzeremo champagne ovunque, un mio amico sta preparando dei botti che sveglieranno mezza Milano! E poi a far casino sino alle 5 di mattina!"

"Bravo bravo Gigi, anch'io da ragazzo… ricordo che una volta andammo in un quartiere di periferia a sparare con la pistola e a buttare le lavatrici dalla finestra. Che pazzi. Oppure quando con una amica… vabbè lasciam perdere. Andare per locali non mi va più. In questi ultimi anni noto che mi sono un po' calmato, forse troppo ma son vecchietto."

"Non mi dica, signor Luca, che va a letto alle 22… che tristezza…"

"No no, anche perché i botti mi sveglierebbero. Di solito faccio così: tiro fino a mezzanotte, faccio il conto alla rovescia, brindo con chi c'è in casa e poi vado a nanna. Anche questa è andata."

"Che malinconia, non le piace impazzire? Almeno una volta l'anno."

"Ho sonno, Gigi, la malinconia non c'entra. E poi non mi piace questa allegria artificiale."

"E i fuochi artificiali? E il casino?"

"Gigi, facciamo così. Scatta delle foto anche per me. E BUON 2026!"

domenica 28 dicembre 2025

COME AFFRONTARE L'IMPAZIENZA

Quando alla vigilia di Natale Massimo Passoni è passato da me, ci siamo da bravi guaglioni fatti gli auguri e augurato fervidi voti per il 2026. Durante la visita ci siamo come è ovvio scambiati i doni (Attenzione: spoiler!). Lui mi ha regalato il suo libro "Il giovane e il vecchio"

Il giovane e il vecchio - Massimo Passoni

E io ho contraccambiato con una copia del mio "Teodoro (Dostoevsky a Milano)"

TEODORO: (Dostoevsky a Milano)

Ma dato che Massimo è un signore, al suo libro lui ha aggiunto, da raffinato intenditore qual è, una bottiglia di Barolo, il re dei vini, il vino dei re

Massimo si è tanto raccomandato: "prima di berlo stappalo un'ora prima per fargli prendere aria. Anzi per ossigenarlo al meglio versalo in un decanter o in ampi calici, questo aiuterà anche a separare i sedimenti dal vino invecchiato. Dopo un rapido esame olfattivo in cui si avvicina il calice al naso e poi lo si allontana per non assuefarsi al profumo, lo si assapora lentamente sino ad obnubilarsi". E vai.

Il giorno dopo venni invitato ad una allegra tavolata piena di amici, regali, bambini che corrono etc. Con malcelato orgoglio (non è un vino che si beve tutti i giorni) e maestria appoggiai la bottiglia in mezzo alla tavola esclamando "Ecco solo per voi un superbo Barolo, adesso prima di berlo lo stappiamo e lo lasciamo respirare un'ora bello tranquillo!"

Ciao pepp. Già dopo due minuti che era aperta c'erano persone che ronzavano intorno alla bottiglia: "Fammene assaggiare un goccettino… sentiamo com'è…. vediamo se ha già preso aria… versa qua… tocca a me… buono, versa ancora!"

Aò, è un miracolo se alla fine sono riuscito a berne due dita, del prezioso nettare. Finito tutto in 40 minuti! Già era ottimo così, chissà ossigenato. Rispetto alla domanda iniziale allora dopo questa esperienza posso ben rispondere: la mia impazienza con calma e sangue freddo riesco ad affrontarla, quella degli altri…. no!

venerdì 26 dicembre 2025

 FAR CAMBIARE IDEA AD UNA FOLLA

La sera del 24 settembre 1974, nel giurassico quindi, mio padre mi portò allo stadio San Siro di Milano a vedere la partita amichevole di Italia-Scozia. Avevo 13 anni, San Siro aveva ancora solo due anelli di spettatori (e non tre come adesso) e la serata era bella tiepida. Forza Italia!

Prima della classica partita Italia-Scozia ci fu però una sorpresa: mezzora di Italia-Scozia… al femminile. Era una prima volta in assoluto. Donne che giocano al pallone? Le vedemmo entrare in campo in silenzio: capelli lunghi, maglietta, calzoncini corti, scarpette. Partirono gli inni nazionali e loro cantavano sull'attenti.

"Papà, ma le femmine giocano al pallone?"

"Eh non lo so Luca, adesso vediamo."

(che coraggio devono aver avuto quelle ragazze ad entrare nella tana del lupo)

La partita iniziò in un silenzio tombale. Ricordo che tutti gli spettatori erano ammutoliti dalla stranezza della cosa, forse qualcuno pensava ad uno scherzo. Per qualche minuto stettero zitti, poi la folla iniziò a rumoreggiare.

Soprattutto quando la palla la giocava una tettona scozzese, che quando correva era la gioia di tutti. In breve assistetti in diretta ad un cambiamento radicale e collettivo: pian piano tutto lo stadio si infiammò e come in una partita usuale tutti iniziarono a gridare, commentare i passaggi e intonare cori. Ogni volta che le italiane toccavano pallone e facevano un dribbling veniva giù San Siro dagli applausi. Ce n'era una veramente brava. E quando alla fine l'Italia segnò ci fu un boato negli spalti da Mundial, con gente che si abbracciava. Che cambiamento dall'inizio.

Alla fine le italiane vinsero e se devo essere sincero è l'unica cosa che ricordo della serata, non mi ricordo cosa fecero i maschi. Avevo assistito ad un prima volta e questo riempiva tutto!

(il titolo è un filo sessista, ma perdonatelo era più di 50 anni fa)

Per alla domanda quorana "Siamo capaci di cambiare idea?", la risposta è Sì, però bisogna seguire chi ha coraggio, solide argomentazioni e alle spalle una bella preparazione. E se uno ha tutte queste tre cose (riassumibili forse nella parola carisma) si vedrà che alla fine, dopo un inizio difficile, farà cambiare idea non ad una persona sola, ma addirittura ad una folla. Folla che ti seguirà ovunque. Forza! Grazie ragazze, bella lezione.

giovedì 25 dicembre 2025

LA PEGGIOR DOMANDA AL PRANZO DI NATALE 

(successo oggi 25.12.25 al pranzone, una domanda è mia, l'altra dei bimbi. Potete scegliere.)

"Ciao bambini, io mi chiamo Luca. Posso fare una domanda a voi che siete giovani? A proposito quanti anni avete?"

"Io 7 e lei 10!"

"Perfetto, siete le persone adatte, avete l'età giusta. Sentite, la mia di sorella mi ha regalato questo berretto di lana cucito da lei. Sarà anche caldo però lo trovo ridicolo. Lo stavo quasi per usare solo in casa o nasconderlo quando mi han detto che adesso va di moda per le strade. Possibile? Questo obbrobrio va di moda? Questo vi volevo chiedere: ma è vero che si vedono in giro persone con cappellini così?"

"Sììììì, io ne vedo tanti… anch'io!.. un mio compagno di classe ce l'ha, però blu…. mio fratello grande ne ha uno uguale, anche dello stesso colore, sembra un elfo! E' di moda questo Natale…. Ne vediamo tantissimi!"

"Ah sarà…. vabbeh… Eppure a me sembra tanto un cappellino da pirla."

"Luca, adesso possiamo fare noi una domanda a te?"

"Certo, ditemi pure."

"Vieni a vedere il Presepe, l'abbiamo fatto noi."

"Molto carino e bello. Anche le lucine. Avete fatto un buon lavoro. Ma che strano, ci sono tre bambin Gesù."

"Sì, ce ne sono tre ma due sono fake. Tu devi indovinare qual è quello vero."

"Scusa, cosa hai detto?"

"Due sono fake. Conosci questa parola? Vuol dire che sono falsi! Indovina qual è quello vero!"

"Oddio…"

mercoledì 24 dicembre 2025

GIGI D'ALESSIO

Quando mio figlio era alle elementari, nel millennio scorso, venivano spesso a giocare a casa nostra Nunzia e Catello, emigrati da poco a Milano con mammà e papà. Erano nati a Pompei (giuro) e ricordo che la cosa mi stupì assaissimo, perché pensavo che lì ci fossero solo le note rovine. Invece prospera un comune con 25.000 abitanti

(una veduta della Pompei odierna con sullo sfondo una innocua montagnetta)

Parlare con loro per me equivaleva a viaggiare. A parte la loro pesantissima cadenza campana dato che erano emigrati da poco, avevano gusti culinari, estetici, artistici molto diversi dai miei. Notavo che si sforzavano di parlare italiano e spesso li dovevo correggere.

Catello (mai sentito quel nome prima) già a 6 anni sembrava uno scugnizzo napoletano. Quando andava a far pipì urlava a tutti "vado a fare la piscia!" e poi quando aveva finito si sentiva in bagno un ruggito "AAAHHH!!" di soddisfazione. A 6 anni. Non oso pensare cosa succederà da adulto.

Nunzia invece era molto canterina. Ci cantava le canzoni del suo autore preferito, un certo Gigi D'Alessio, mai sentito nemmeno lui ma che a Napoli a quei tempi andava fortissimo.

Un cantante neomelodico come si diceva allora (non so se si dice ancora), che cantava in dialetto locale canzoni d'amore che avevano molto successo tra i giovani campani. A Napoli era un idolo indiscusso, al pari di Mario Merola e Nino d'Angelo.

Una precisazione: non capisco esattamente il perché, ma a Napoli la cultura musicale è radicata, antica, ineliminabile. E' una città piena di musica, tanto che ho sentito spesso dire da più parti "la canzone è nata a Napoli". Sarà anche una esagerazione ma è indubbio che ancora oggi a Napoli sia attiva la classifica delle canzoni più gettonate in città e sono tutte in dialetto. Quale altra città nel mondo conoscete che ha una hit parade legata proprio alla città?

Se non ci credete ecco una compilation di canzoni napoletane del 2025; tutte in dialetto. Non solo non conosco i titoli, ma nemmeno gli artisti. Il video della canzone Non Ciamma Mai Lassà è stato girato nel riconoscibile cortile della gentile Silvana de Luca

https://www.youtube.com/watch?v=OJmtRsIz6ww&list=PL3jmEI_619QZEytnP8L8k71xPRixIc1Mr

Torniamo a D'Alessio. Vi dico la mia opinione: il ragazzo, nato nel 1967, è sicuramente dotato di talento e ha una bella voce, ma non è mai riuscito a staccarsi dalle sue origini, come per esempio era riuscito a fare Pino Daniele. Forse nemmeno l'ha voluto, le sue radici erano quelle e quelle son rimaste. Gigi anche se "ripulito" è sempre rimasto in definitiva un cantante neomelodico, amatissimo e idolatrato al sud, molto meno al nord. Se volete è la ennesima dimostrazione che la Questione Meridionale in Italia esiste ancora. A volte basta una piccola musica per accorgersi di un grande problema.

Comunque cari Nunzia e Catello, vi ricordo bene e vi voglio ringraziare dopo tanto tempo. Eravate bambini ma mi avete regalato qualcosa di nuovo e di simpatico. E che io regalo a voi, carissimi, buon Natale 2025 e non fate quella faccia! Ecco a voi The best of Gigi!

https://www.youtube.com/watch?v=hgnKEKmNOUs


EDIT: mmiii quante me ne hanno dette i napoletani per questo post!


"Luca, ma tu o' vero faje? Questi due trappani che credono di cantare in un cortile pieno di panni (che c'entra il mio cortile settecentesco con quello?) sono, appunto, neomelodici. Il trash della canzone napoletana, che niente ha a che vedere con Daniele, Gragnaniello, James Senese, i fratelli Bennato, rappresentanti attuali della canzone napoletana che discende da Salvatore di Giacomo!"


"Devo darti lunghe e approfondite lezioni sulla LINGUA napoletana (non è un dialetto!), sulla canzone napoletana (da cui nasce la c.d. musica leggera italiana) e sulla questione meridionale!"


"Io da napoletana ti dico che le cose non stanno assolutamente come dici tu. Gigi D' Alessio non è assolutamente paragonabile a Pino. Non perché Pino si sia staccato dalle sue origini. Ma dove? Pino Daniele è il vero emblema di Napoli. A Napoli è un' icona, al pari di Maradona. Gigi D' Alessio è un cantante mediocre per voce e modo di cantare, testi obsoleti e noiosi. I napoletani veri non lo amano. I napoletani veri odiano i neomelodici che accontentano una piccolissima fetta di napoletani e non mi fare dire quali altrimenti mi bannano."