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martedì 13 gennaio 2026

COME FARSI DEGLI AMICI

Succede talmente spesso che non ci si fa più caso, quella di imbattersi in estranei con cui si vorrebbe instaurare un rapporto se non proprio di amicizia almeno cordiale, positivo, di collaborazione, non conflittuale. Certo, ogni tanto, soprattutto in ambito professionale, bisogna far la faccia dura ma di solito non è il caso.

Sorrisi, parole accomodanti e la mano tesa ma spesso, soprattutto con soggetti molto fragili, spaventati o malati, questo approccio non è sufficiente. Facile notare ancora la diffidenza nei loro occhi. Diventa a lungo andare quasi una legge: più sono fragili (non voglio usare parole specialistiche) più è difficile fare amicizia ed entrare in contatto.

Come fare allora? C'è un espediente psicologico molto semplice che magari può far sorridere ed esser frainteso e non è detto sia infallibile ma che ho visto in molti casi ha funzionato e alla grande. Detto in parole povere è OFFRIRGLI DA MANGIARE. Sembra una stupidata ma funziona e crea in poco tempo un bell'ambiente, soprattutto se mangiate insieme. Funziona a molti livelli ma più il soggetto è debole più l'offerta sarà spontanea, altrimenti va bene all'inizio anche un semplice caffè insieme.

Esempio pratico: lavorando come psicologo con i bambini "difficili" tenevo sulla scrivania oltre a tutto l'armamentario di fogli e penne etc, anche una ciotola di biscotti. Quando un bambino veniva da me la prima volta era dallo spaventato all'inkzato, tutto il repertorio. Io al momento giusto mi prendevo un biscottino, gli porgevo la ciotola e gli dicevo "Vuoi?" Mai nessun bambino ha rifiutato l'offerta. Poi se venivano altre volte magari si avventavano sulla ciotola senza dire nulla. c'erano mesi in cui spendevo in biscotti mezzo stipendio. Ma va bene così, funzionava tutto.

Insomma, se incontrate un estraneo e volete rendervelo amico offritegli da mangiare. Non penso di dire nulla di nuovo, i contadini e la gente semplice fanno così da sempre. La stessa parola "compagno" non ha nessuna origine politica, deriva dal latino cum-panis, mangiare del pane insieme.

Dividi il pane con me e saremo amici.


lunedì 12 gennaio 2026

TRUMP ORA VUOLE LA GROENLANDIA

 Si metta in fila, c'è gente prima di lui

domenica 11 gennaio 2026

UN GESTO ROMANTICO 

Tempo fa conobbi una ragazza, tra noi nacque una simpatia e la invitai a casa mia. Furono bei giorni ma prima che uscisse da casa notai uno strano comportamento da parte sua. Lei, con in mano una boccetta di profumo, apriva in silenzio tutti i cassetti del mio armadio. Spruzzava psss psss un po' di profumo sui vestiti e poi passava al cassetto seguente.

Quando le chiesi il perché mi rispose con un sorriso, lo faceva perché mi ricordassi di lei anche nei giorni seguenti. Oh, molto femminile e romantico da parte sua. Mi avvicinai e la baciai sul collo mentre lei continuava concentrata con i cassetti uno dietro l'altro. La guardavo incantato, non ne mancava uno.

Tempo dopo mentre eravamo in un locale narrai l'episodio ad alcune amiche. Alla fine del racconto si misero a ridere senza ritegno e io le guardavo stranito.

"Luca ma non hai capito perché spargeva il profumo? Lei stava marcando il territorio!"

"In che senso? Cosa vuol dire?"

"Non lo faceva per te. Stava segnalando la sua presenza alle possibili rivali. Stava affermando: attente, giù le mani! In questo territorio ci sono io!"

"Ah."

Se c'è una cosa che ho imparato allora da questa storia (meglio tardi che mai, tordo che non sei altro) è che quando una donna fa qualcosa, qualunque cosa, non è male considerarla sempre in modo intelligente da una doppia prospettiva: quello che significa per l'uomo ma anche quello che può significare per le altre donne.

O cavoli. Hai capito, testa di quiz? "Ma allora quella volta…"

giovedì 8 gennaio 2026

 CHE FASTIDIO

Dio, che fastidio mi danno le donzelle che la mattina mi inviano a raffica questi messaggi "La vita è un'eco... ciò che semini raccogli... ognuno ha ciò che si merita... la vittima un po' se l'è cercata...".
A me lo vieni a dire, che sono in sedia a rotelle per una malattia incurabile e che non mi sono scelto io?
"Eh ma chissà cosa hai fatto per farti venire questo male..."
Lo so che è incredibile ma niente, non ho fatto niente.
"Non può essere".
In fondo hanno ragione, la colpa è mia che mi inkz. Perché non mi sono ancora rassegnato a vivere in un paese intriso di morale cattolica, dove "ognuno ha ciò che si merita". Questo spiegherebbe tra l'altro tante cose, tanti sguardi schifati. Ma sì, illudetevi e continuate a vivere nel vostro mondo giusto.
Una persona "normale" non si rende conto di quanto è deprimente questo concetto. E non posso neppure dire alcunché perché le fanciulle sono convinte di dirmi parole gentili e io farei la figura del vecchio ingrato. Lo dico a voi. Che nervi.



mercoledì 7 gennaio 2026

ESSERE CATTIVO

A volte mi sento cattivo, cattivissimo. Dò risposte da str°nzo, tratto male la gente, calpesto le vecchiette e spavento i bambini. In confronto a me Cattivik è un angioletto

Mi sento tanto come il sergente kattiven delle Sturmtruppen

E con queste premesse, volete che la Befana nella calza mi abbia messo dei dolci? Solo CARBONE nero per me, così imparo. E' brutto ma dolce, così non mi faccio male ai dentini, lo ciuccio e si scioglie. E io me lo sto mangiando tutto, alla facciaccia vostra!

martedì 6 gennaio 2026

QUILOMBO 

Immagina di essere uno schiavo nero. La tua vita è solo dolore, fatica, minacce, punizioni e alcuni tuoi amici li hanno già fatti morire in maniera orribile. Alla prima occasione cosa fai? Scappi, corri via nella foresta. Non hai nulla con te, vuoi solo scappare via il più lontano possibile. Corri, corri come un maledetto, perché sei maledetto. Senti i cani dietro di te, ti stanno inseguendo e sai benissimo che se ti prendono ti uccideranno. E prima di farlo ti faranno molto male. Via, via.

Finalmente li hai seminati. Ma sei nella foresta più nera e fredda, dove andare? Tutto è buio e pericoloso ma c'è in te una speranza: QUILOMBO. Quilombo è il posto dove si radunano tutti gli schiavi fuggiti, sarebbe bello entrarci, solo che c'è un problema. Nessuno sa dove sia, nemmeno se esiste veramente, forse è solo una leggenda. Se esiste poi si sposta in continuazione nella selva amazzonica, come trovarlo?

Allora il fuggitivo prende la strada più difficile, quella in salita. Alla fine troverà un villaggio arroccato, una comunità di ex schiavi, un Quilombo. La vita è difficile ma almeno sei libero e tu ami la libertà più della vita, ecco perché ti trovi lì.

Ai Quilombo, utopia di libertà nonostante tutto, Gilberto Gil, cantautore brasiliano, ha dedicato una delle sue canzoni samba più intense e famose. Cantarla con loro intorno ad un falò nella foresta.

"E' esistito un Eldorado nero in Brasile

E' veramente esistito, era il sole della libertà,

Resisteva a tutto, come la luce delle divinità, il carnevale dei miei sogni

Rifletteva la luce del fuoco sacro di Olorum

Era viva, era l'utopia di uno per tutti e tutti per uno

Quilombo, irrigato da tutte le acque del pianto
Quilombo, che tutti noi ancora oggi desideriamo tanto"

Quilombo, o el Dorado Negro

(post dedicato a chi cerca la libertà e allora fugge, senza però sapere dove andare. Ma Quilombo insegna che un luogo dove essere liberi esiste)


https://it.wikipedia.org/wiki/Quilombo

lunedì 5 gennaio 2026

LA TRAGEDIA DI CAPODANNO A CRANS-MONTANA

Una tragedia, tante famiglie anche italiane distrutte dal dolore.

Dico la mia A. i ragazzi ammassati nel seminterrato a festeggiare il capodanno non hanno NESSUNA RESPONSABILITA'.

"Si sono messi uno sopra l'altro con il soffitto basso e i fuochi accesi sulle bottiglie e così hanno incendiato un pannello", chi non ha fatto una cazzata da giovane? Io a raffica. Questi ragazzi si stavano divertendo, senza la supervisione anche leggera di un adulto, e facevano gli scemi. Come molti da giovane, che per un soffio come quella volta (ognuno ha la sua) non è finita in tragedia.

"Si sono messi a filmare all'inizio dell'incendio invece di scappare, tipico di questa generazione di mentecatti visivi", perché? tu saresti scappato? Alcuni filmavano certo ma altri cercavano di spegnere il fuoco. Non avevano certo la percezione del pericolo ma a 20 anni non ce l'hai se nessuno te l'ha insegnata. La loro colpa semmai è stata quella di fidarsi.

"Hanno aperto le finestre così l'ossigeno è entrato e ha fatto divampare il materiale fonoassorbente del soffitto e in un attimo è esploso tutto, il rogo è divampato incontrollabile incendiando ogni cosa", scusate ma quanti di noi PRIMA di questa tragedia sapevano questa cosa?

"Si sono fatti prendere dal panico e si sono accalcati nell'unica scala di sicurezza, che già era piccola". Quando scoppia il panico (che è molto contagioso) succede questo, anche con gli adulti: si diventa un grumo di reazioni incontrollate. Conservare il proprio sangue freddo in mezzo ad una calca imbestialita richiede una maturità che quei ragazzi non potevano avere.

B. GRAVI RESPONSABILITA' hanno però i gestori del locale, che per guadagnare due lire hanno riempito di materiale infiammabile il locale. Per una festa piena di botti e petardi come il capodanno poi, vuol dire andare in cerca di guai. Che sono arrivati. E si può sapere dove erano gli estintori, il sistema anti incendio, i rilevatori di fumo? E nessuno vigilava, i ragazzi erano lasciati a se stessi?

C. ma soprattutto GRAVISSIME RESPONSABILITA' ha l'ufficio che ha fornito il nullaosta per trasformare un bunker antiatomico (di cui la Svizzera è piena) in un locale per manifestazioni e feste. Un posto angusto, soffitti bassi, impermeabile. Una trappola per topi. Stupisce che ciò sia accaduto nella civilissima Svizzera, dove pensavo i controlli fossero più accurati. Immagino adesso ci saranno rigidissime ispezioni e sanzioni pesanti ma ormai è tardi. Resta il dolore.

E un ammonimento da insegnare ai nostri figli per il futuro: NON SI SCHERZA CON IL FUOCO. E spero che molti gestori e funzionari italiani vadano a controllare e prendere precauzioni. La sicurezza prima di tutto. Perché, mi ripeto, la colpa non è dei ragazzi ma degli adulti che non li hanno vigilati e protetti.