LOTTA COMUNISTA
(Plin plon! Suona il campanello di casa)
"Buongiorno signor Luca!"
"Buongiorno ragazzi, che volete?"
"Stiamo girando per tutto il quartiere, vogliamo diffondere il nostro giornale LOTTA COMUNISTA, lei sostiene i lavoratori vero?"
"Fate vedere… oddio non ci credo, ma nel 2026 esiste ancora?"
"Una copia è per lei, accettiamo qualsiasi contributo!"
"I gruppi leninisti… Vi ringrazio ma oggi mi sembra superata."
"Ah, ma allora lei è uno di quelli nuovi, che sostiene la causa per la Palestina. Un pro-Pal!"
"No guardate io non parteggio né per l'uno né per l'altro, è un terrorista grosso che combatte un terrorista piccolo. Non ho dimenticato cosa han fatto i palestinesi in Italia negli anni '70, voi certo ricordate la strage di Fiumicino del 73 e il Lodo Moro."
(vuoto nei loro occhi) "……."
"Conoscete Aldo Moro? Sapete chi è?"
"……."
"Sapete cosa hanno fatto le Brigate Rosse?"
"Le Fregate Rosse?"
"Quanti anni avete, ragazzi?"
"Io 20, lei 19."
(Sconsolato) "Siete giovani, avete il diritto di non sapere. Fatevelo raccontare dai vostri capi. Beh, è giusto premiare la passione nei giovani. Date qua."
(io gli dò qualche moneta, loro mi consegnano una copia)
"Grazie signor Luca!"
"Grazie a voi, lo leggerò."
(chiudo la porta)
E quella sera l'ho sfogliato veramente, ero curioso. Le prime veementi righe in prima pagina riportavano scandalizzate un discorso di Henry Kissinger. Kissinger? Nel 2026?
E tutto il resto della rivista era sullo stesso filone veterocomunista. Ma proprio vetero. Una indagine sulla diffusione dei Circoli Operai in Italia, la guerra motore della Rivoluzione, l'Europeizzazione della Nato, un lungo articolo sulla nemesi cinese... L'unica pubblicità presente era una antologia Einaudi degli scritti di Rosa Luxembourg.
Incredibile, per queste persone il tempo sembra passato invano. Quello che è cambiato sono io, sono vecchiovecchiovecchio. Cosa sarà di me? Cosa sarà delle mie idee adesso, di questi tempi nuovi?. Ho chiuso il giornale leninista, meglio per me che certe cose restino nel passato.
Ma poi in fondo al'ultima pagina leggo "ciclostilato in proprio su carta ecologica" e mi sono ricordato di una cantina di tanti anni fa, di un pomeriggio passato a ciclostilare senza sosta, quando ancora ci credevo. E, ammetto, una furtiva lacrima mi è scesa dall'occhio.
