Visualizzazioni totali

venerdì 11 settembre 2026

 L'IPOTESI VICHINGA

Questa per me fu una scoperta, anche perché mi riguardava in prima persona.

Come qualcuno di voi saprà, io soffro di una malattia misteriosa, la sclerosi multipla. Misteriosa perché non è contagiosa, non è ereditaria, non si sa da dove viene, non c'è cura, cosa succederà. Ma osservando la mappa della sua diffusione nel mondo, i ricercatori notarono una cosa strana: rarissima all'equatore, la malattia diventa sempre più frequente andando a Nord, raggiungendo il culmine in Norvegia

Studi genetici confermarono che nella sua popolazione da millenni c'erano geni che predisponevano alla malattia (c'era anche bisogno di un fattore X per scatenarsi, che quando cz lo scopriranno sarà sempre troppo tardi). All'inizio era un vantaggio evolutivo, rinforzava il sistema immunitario proteggendo dalle malattie, ma c'erano casi in cui lo rinforzava troppo e bloccava il corpo.

Venne allora formulata per la sclerosi multipla la "IPOTESI VICHINGA". Partendo dalla Scandinavia, i vichinghi avrebbero diffuso il loro corredo genetico, che predisponeva alla s.m., nelle terre conquistate. L'ipotesi sembrava bizzarra ma nel 2024 un mega studio internazionale pubblicato su Nature ha sancito che era vera!

Insomma, un mio antenato era un vichingo. Dentro di me è scientifico, scorre il loro sangue. Viulenza! E quando agli ultimi Campionati Mondiali di calcio ho visto per la Norvegia gli sfracelli che combinava in attacco il biondo Holland… tra me e me gli dicevo "bravo a' papà! Fagliela vedere Erling!" E quando lui a tutto lo stadio dava il ritmo col tamburo il mio sangue vibrava, ero lì in mezzo a loro a fare la vogata vichinga.

(tutti i tifosi remano come un sol uomo)

https://www.youtube.com/watch?v=G5WUEqEkQZU

 I VALORI FONDANTI DELLA NOSTRA SOCIETA'

Scusate, qui bisogna fare una precisazione importante e mettere un punto fermo. Nelle recenti vittorie politiche dell'ultra-destra in Europa nel 2026 e nei vari movimenti vannacciani in Italia, si sente infatti spesso ripetere come i valori di base della società occidentale abbiano radici cristiane e imbevute di tradizione nazionalista, con richiami storici Dio-Patria-Famiglia e via elencando.

Questo è falso. I VALORI DELLA SOCIETA' OCCIDENTALE SONO BEN ALTRI e si sono definiti con un processo che è partito dall'Illuminismo nel 1700 attraversando questi ultimi tre secoli. Come esempi di questi valori si possono citare la separazione tra Stato e Chiesa, la conseguente laicità dello stato, la divisione dei vari poteri, l'uguaglianza uomo-donna, l'abolizione delle caste, l'indipendenza della scienza, la tolleranza, la libertà di espressione e certo ne ho dimenticati tanti. Molti non si sono ancora pienamente realizzati, ma la direzione è quella.

Sono QUESTI I VALORI LAICI della nostra società a cui non intendiamo rinunciare e che bisogna difendere, non certo i valori religiosi o tradizionalisti. Limitare il dibattito politico ad uno scontro di civiltà quasi religioso è falso oltre che assai riduttivo (spoiler: l'Islam non aspetta altro). Questi valori laici sono molto temuti dagli estremisti, a loro fa più paura la laicità dello Stato o l'uguaglianza uomo-donna piuttosto che un comando biblico.

Per cui la prossima volta che sentirete parlare di "difendere i nostri valori", potete benissimo ribattere "a quali valori si riferisce?" E intanto voi pensate a qualcosa di laico, molto laico.

(Voltaire, l'autore del Trattato sulla tolleranza 1763)

UNA FRASE ASSURDA

Una frase corretta ma assurda da sentire in quel momento, al limite della fantascienza? Sì, me la ricordo ancora. Era il 30 marzo del 1991 e adesso vi racconto la storia.

Capitò quando accompagnai la mia incintissima ex moglie, in preda alle doglie, alla clinica dove di lì a poche ore avrebbe partorito. Era piena notte, era il primo figlio per entrambi e dire che eravamo angosciati non rende l'idea. Non sapevamo bene cosa fare, cosa sarebbe successo e mi precipitai all'accettazione della Clinica Ospedaliera, dove c'era una folla di gente.

Spiegai concitato la situazione e l'impiegata, senza alzare gli occhi dal foglio, disse lapidaria: "SI METTA IN FILA PER FAVORE." Io rimasi a bocca aperta, poi con ansia spiegai ancora che mia moglie era in procinto di partorire e non c'era tempo da perdere.

Con uno sbuffo l'impiegata mi indicò una porta e subito la attraversammo, trovando dei medici che capirono la urgenza del caso e intervennero rapidi. Per fortuna andò tutto bene, ma per un momento mi ero sentito come Giuseppe, che vagava inascoltato per Betlemme cercando un luogo dove far partorire Maria e tutti gli dicevano come nella canzone colombiana "No hay posada!" (non c'è posto).

Ando buscando posada
Pero nadie me la da
Venimos desde muy lejos
Y María está embarazá

(Sto cercando un posto però nessuno me lo dà, veniamo da molto lontano e Maria è incinta)

https://www.youtube.com/watch?v=Da_276A_c-w&list=RDDa_276A_c-w&start_radio=1

A quel "Si metta in fila" ripensai molto. Sarò anche tordo, ma mi è servito per capire una cosa importante: ci sono le convenzioni sociali ok, ma a volte ci sono occasioni in cui queste regole non contano NULLA. La cosa difficile semmai è saperle riconoscere, ma lì bisogna agire e basta, fregandosene delle convenzioni. Va bene dai, non ci pensare più, era solo una frase. Alla fine tutto è bene quel che finisce bene.

martedì 8 settembre 2026

LA "MIA" CANZONE DI BATTISTI 

Io giocavo a pallone, sono il solito scarpone e ancora gioco,

e per fare impressione, sai che imitavo il pavone e ancora gioco,

Ho un anno di più…"

(Ho un anno di più, 1977)

Questa canzone di Lucio Battisti la sento profondamente mia e ha un significato particolarissimo, che trascende la bellezza del brano. Ho anche un poco di pudore a parlarne. Non so se infatti è stata una coincidenza divina, o il caso o qualcosa di inspiegabile, ma quando mi trovavo in situazioni molto personali, bastava che accendessi la radio e la trasmettevano! Incredibile, la coincidenza all'inizio mi stupiva, poi dopo la terza volta mi ha fatto pensare.

https://www.youtube.com/watch?v=N10vJa9sOvY&list=RDN10vJa9sOvY&start_radio=1

Tanto più strana anche perché è una canzone secondaria dell'album "Io, tu, noi tutti" del 1977, non certo uno dei grandi successi del disco (Sì viaggiare, Amarsi un po'). Il testo è smaccatamente autobiografico, scritto da Mogol pensando a qualcosa a cui stavo pensando anch'io. Su ogni linea di questa canzone potrei scrivere pagine tanto mi colpivano.

E in fondo mi ritengo fortunato di questo sentire comune. Questo infatti è uno dei messaggi migliori che può dare la musica (e l'Arte in generale): passare dal particolare all'universale, riuscire a non farti sentire solo, sei sempre parte di un tutto. Le coincidenze risuonano, diventano nessi. E sempre dirò grazie alla musica, lei c'era quando non c'era nessuno. Grazie Battisti, grazie Mogol.

"Ma che cosa è cambiato dopo che ti ho incontrato? Direi non molto

Ma che cosa è restato dopo che ti ho amato? Direi non molto

Ho un anno di più e qualcosa in meno tu…"

lunedì 7 settembre 2026

VANNACCI

Ah si può dire di tutto e di più (anzi, di meno) su quest'uomo, il nuovo paladino dell'ultra destra italiana. Il suo programma e le sue dichiarazioni hanno per me qualcosa di deja vu, mi sembra di sentire lo zio brontolone o il vicino che mugugna contro i nuovi tempi. Vannacci è il loro eroe e si presume che se va avanti così prenderà il 5% se non il 10% dei voti, che è assaissimo. E' evidente come quest'uomo punti ad essere l'ago della bilancia di un nuovo governo, dovesse alle elezioni vincere il centrodestra.

Seguendo Vannacci, i suoi estimatori hanno buttato giù la maschera e si fa una scoperta: TANTISSIMI ITALIANI SONO ANCORA MOLTO MA MOLTO FASCISTI DENTRO. Forse triste ma è così. Non è bastata la tragicissima esperienza del ventennio nero, l'inconsistenza del programma dell'ex militare, i progressi della società civile o altro, in tanti magari tacciono perché è politicamente scorretto ma dentro borbottano "ci vuole un uomo…"

Da pissicologo questo per me rappresenta un dilemma e mi chiedo: come mai molti italiani restano nonostante tutto così attratti dal fascismo? Questo è il vero problema, non Vannacci. Hanno ancora voglia del papà che in quattro e quattrotto "sistema lui le cose". L'uomo forte che ci pensa lui.

Democrazia, volontà popolare, leggi, costituzione, parlamento etc sono tutte cavolate buone solo per quelle inconcludenti zecche di sinistra, femministe acide e buonisti della minchia. Adesso ci pensiamo noi, ci pensiamo.

Io la vedo così. Molti italiani hanno questa curiosa forma mentis: preferiscono rinunciare a qualche libertà a favore della tranquillità, gli piace insomma DERESPONSABILIZZARSI. Naturalmente -attenti, questo è il punto cruciale- sempre SEGUENDO LA DOPPIA MORALE, per esempio severi con i migranti di pelle scura, i non cristiani, le donne… ma indulgenti con gli italiani di pelle chiara, i cattolici, gli uomini e via così. Che si capisca che non siamo tutti uguali. Ne avevo parlato qui di questa Doppia Morale Risposta di Luca Tartaro a Gli italiani hanno una mentalità mafiosa?

Un atteggiamento mentale che farebbe inorridire un francese o un inglese ma tant'è. Facciamoci l'esame di coscienza sul nostro livello etico. A questo punto mi sento di fare una facile previsione: finché agli italiani piacerà la Doppia Morale ci sarà spazio, sarà anzi inevitabile, avere altri Vannacci.

domenica 6 settembre 2026

A COSA SERVE IMPARARE LE POESIE A MEMORIA

In apparenza a nulla, un palloso esercizio per prendere qualche buon voto tra i banchi. Rammento che ai miei tempi -eh sì, ora tocca a me usare questa espressione- bisognava imparare a memoria lunghi brani dei Promessi Sposi (addio, monti sorgenti dall'acque), interi cantici di Dante ("Quando mi dipartii da Circe…"), poesie sparse (il duplice filar) e tutto il cucuzzaro.

Affidarsi molto alla memoria era anzi parte integrante dello studio di ogni materia scolastica, anche in matematica, storia, scienze etc. Nella mia generazione "imparare a memoria" era quasi scontato, "apprendere" significava non solo capire ma anche ripetere quando richiesto e recuperarlo al bisogno. Insomma la memoria era un muscolo interno allenato e molto stimolato.

Oggi ho invece l'impressione, maestri smentitemi se sbaglio, che questa capacità sia stata relegata in secondo piano. Tanto gli strumenti elettronici a disposizione ti procurano subito e senza errori quello di cui hai bisogno: formule, testi, collegamenti etc. C'è una tale immediatezza che il ricordo è labile. "Imparare a memoria" sembra inutile, una cosa del passato.

A parere mio non allenare la memoria è invece un grave errore per vari motivi. Il tema della MEMORIA è troppo complesso per essere trattato in poche righe ma, senza tirare in ballo argomenti storici (nella preistoria, prima della invenzione della scrittura si tramandava il sapere attraverso la memoria e la comunicazione orale), artistici, politici o letterari, porto una considerazione da psicologo: LA NOSTRA IDENTITA' PERSONALE SI FONDA SULLA MEMORIA. senza di essa vivremmo nell'eterno presente senza sapere dove siamo, chi siamo.

Non sottovalutate la Memoria per favore perché "tanto c'è GPT che sa e si ricorda tutto". Sarebbe un grave errore. E' vero che non tutto in noi si basa sulla Memoria (ci sono anche i sentimenti, le convinzioni, i gusti…) ma trascurare se non perdere questo muscolo intellettuale è terribile, è il preludio alla Demenza, al disorientamento, alla paura, facevano bene ad allenarlo i nostri maestri.

Concludendo: cari studenti, imparate a memoria le poesie. Non è inutile come sembra. Voi ancora non lo sapete, ma state allenando una forza intellettuale che vi sarà utilissima nella vita. Esempio: è come se in palestra vi metteste sotto per allenare un muscolo, e perché non farlo con la mente? State trainando un muscolo per diventare più forti. Ricordatelo!

 

COME CAPIRE SE SEI UNO SCRITTORE

Quando mi arrabbiavo poi dicevo all'incauto: "Non mi fare incazzare sennò ti metto in un romanzo e ti uccido!"