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domenica 29 marzo 2026

PERCHE'SCRIVERE SUI SOCIAL

Per mandare un messaggio a tutti. Se ce la fate, inviate infatti a FRANCESCO BALDESSARI un messaggio, una telefonata, un cipperimerlo, fatevi sentire. E' ricoverato per il suo Parkinson aggravato in un ospedale giapponese a Kamakura e non sa se o quando ne uscirà. Straniero in terra straniera. Ha paura e questi sono tempi difficili, ha bisogno della forza altrui.

Non posso mettere il telefono di Francesco (usa molto Messenger), altrimenti la Moderazione mi cancella la risposta. Chi vuole averlo mi contatti in privato.

Già che ci siamo ricordo la sua autobiografia, dal Veneto al Giappone, disponibile sia in formato ebook che cartaceo

SBIRCIANDO DALLA FINESTRA MENTRE GLI ALTRI FAN FESTA

IL PARTITOMETRO

Avevo voglia di giocare e poi ero curioso, per questo ho deciso di partecipare. Volevo scoprire a quale partito italiano del 2026 ero vicino e quale miglior modo per scoprirlo che compilare un test che è l'ultimo grido dell'elettore, elaborato dalle Università italiane, infallibile, il PARTITOMETRO?

Partecipare ho visto che è molto semplice, si sceglie un nome d'arte, Il faccino di un avatar e poi bisogna rispondere con onestà a 15 semplici domande. Eccolo. Coraggio, dura pochi minuti.

Ho appena giocato al Partitometro! Fallo anche tu e scopri che elettore sei

Alla fine verrà fuori il tuo diagramma e possono risultare diverse sorprese. Uno pensa di essere magari un anarchico alla Robespierre o un fiero conservatore o un liberale vecchio stampo o un granitico comunista e alla prova dei fatti vien fuori che…

Ecco i risultati che per esempio ha ottenuto un misterioso Lukino, che pensava di essere chissà che:

Certo si trova centrale ma spostato a sinistra, anche se di poco, ma aspetta a sventolare il bandierone con la felce e mirtillo, caro il mio. Sei infatti talmente al centro che il partito più vicino a te, Lukino bello, è Forza Italia di Berlusconi (!!!!). Dopo aver guardato con occhi sgranati il riquadro si è allontanato e non l'ho più visto.

"Gazzo gazzo ghe vergogna -ripeteva sottovoce-, qui devo cambiar qualcosa…"

CHI SEI TU

 "Signor Luca ma chi sono io per lei?"

"Mah Marco, tu sei la persona che viene ad aiutarmi in alcuni giorni della settimana, il giovane che lava, cucina, mi aiuta a far la doccia, mi tira su da terra quando cado, fa la spesa, mette a posto le cose che io non riesco più, scambiamo quattro chiacchiere, mi racconti i tuoi guai sentimentali e vuoi il mio parere da vecchietto… hai tante funzioni."

"Troppo lungo, con una parola sola?"

"Forse…. care giver? Badante?"

(Marco si mette a ridere) "Nooo, io non bado a lei! Lei ce la fa benissimo da solo! Altro? Come mi definirebbe?"

"Oddio non ne ho idea. Nomi ce ne sarebbero tanti. Domestico, factotum, assistente, servitore, schiavo nubiano, lavoratore, O.S.S., collaboratore domestico, sorvegliante e via elencando."

"Io lo so chi sono, sono un pirla!"

(Luca alza il ditino e puntualizza) "No, tu sei meridionale, non puoi essere un pirla. Come diceva mia nonna, chel lì l'è un terùn. Anzi, mio nonno specificava subito, un terùn de l'ostia!"

"Allora sa chi sono io? Il suo braccio destro!" (intanto Marco abbraccia Luca)

"Vero. Questa mi piace! (Luca ricambia l'abbraccio) Anche perché è la mia parte destra che non funziona bene. Approvato. Da ora in avanti tu sei il mio braccio destro!"

(alba sulle colline; già Leonardo l'aveva notato, più le cose sono lontane più sbiadiscono i colori) (e viceversa)


venerdì 27 marzo 2026

DOVE VORREI ESSERE

Vorrei essere in un luogo di Verona, e mi sa che prima o poi a Dio piacendo ci andrò, non è lontanissima da Milano. Più esattamente vorrei visitare e restare dentro la BIBLIOTECA CAPITOLARE. Anzi, seppellitemi lì. Veronesi, ditemi com'è, fatemi sognare. Lo so che dall'esterno non è niente de che, ma noi non ci facciamo fuorviare da queste apparenze.

"Tartaro, va bene che sei un topo da biblioteca, ma non ti sembra di esagerare? Cosa ha questa di così speciale?La Biblioteca Capitolare è la più antica biblioteca del mondo. Non d'Italia, del mondo. Esiste e opera senza interruzioni fin dal VI° secolo dopo Cristo, più esattamente almeno dall'agosto del 517 e lungo i secoli ha accumulato e conservato un patrimonio letterario inestimabile. Ci sono manoscritti medioevali unici. Da queste sale sono passati Dante e Petrarca.

Sopravvissuta a guerre, pestilenze, inondazioni e bombardamenti, con monaci che nascondevano in luoghi segreti i manoscritti più preziosi, chissà cosa potrebbero raccontare queste mura. Basta, voglio perdermi lì dentro. Voi andate a Dubai, New York, le Galapagos, che kz ne so, a me lasciatemi lì che godo.

(per visitare il sin troppo modesto sito della Biblioteca, cliccate qui. La vera grandezza non è chiassosa.)

La biblioteca più antica del mondo | Biblioteca Capitolare di Verona

Faccio solo un esempio. Ai lati di un antico manoscritto, un amanuense annoiato scrisse nel IX sec un piccolo indovinello, l'Indovinello Veronese appunto, che è il più antico testo conosciuto in volgare italiano, non più latino ufficiale. Più esattamente è un testo così antico che siamo ancora nella transizione tra il latino e l'italiano, non è né uno né l'altro. Affascinante, stiamo vedendo un cambiamento in atto.

Il testo recita così «se pareba boves, alba pratalia araba, et albo versorio teneba, et negro semen seminaba» (traduzione in italiano corrente: «Teneva davanti a sé i buoi, arava bianchi prati, e aveva un bianco aratro e un nero seme seminava»)

Una evidente analogia tra gli sforzi del contadino, non dimentichiamo che siamo ancora circondati da una realtà rurale, e l'atto fisico dello scrivere, in cui lo scrittore semina il nero inchiostro sul foglio bianco.

E il fatto che più di mille anni fa uno sconosciuto monaco abbia pensato che scrivere è un lavoro, a volte faticoso ma che bisogna fare per avere un domani qualcosa di buono, che mi abbia lanciato questo messaggio attraverso i secoli, che proviamo le stesse emozioni, mi commuove e vorrei abbracciarlo con affetto.

Singolare poi che le prime spontanee parole scritte in uno stentato italiano si riferiscano proprio alla fatica dello scrivere e che siano conservate nella biblioteca più antica del mondo,

giovedì 26 marzo 2026


13ENNE ACCOLTELLA PROF

Bruttissimo episodio. In una scuola in provincia di Bergamo ieri 
un ragazzo di 13 anni ha accoltellato a scuola la sua Prof di Francese ferendola a collo e addome, riprendendo tutto in diretta Instagram col telefonino, convinto che alla sua età non sarebbe finito in prigione e neanche gli avrebbero fatto il processo. "Mi sto prendendo la dolce vendetta che merito uccidendo chi mi ha fatto del male" (un brutto voto e altro)

https://www.fanpage.it/milano/il-video-dello-studente-che-accoltella-la-prof-a-scuola-la-uccidero-a-13-anni-non-posso-finire-in-prigione/

Volevo precisare a caldo una cosa, avendo lavorato al Tribunale Minorenni di Milano purtroppo casi simili sono già successi. E' vero, in Italia l'età minima imputabile è 14 anni e quel ragazzo non finirà in prigione. Ma non è vero che dopo aver commesso il fatto tornerà a casa a dormire. La Legge infatti prevede che possono comunque essere prese "misure di sicurezza o di tipo rieducativo".

Questo nella pratica significa che il ragazzo è stato portato subito in una comunità protetta, dove passerà i prossimi tempi. E la prima cosa che fanno quando entri lì, è requisire il cellulare e guardare il minore a vista, non è una prigione ma non è nemmeno la sua stanza. Il ragazzo vivrà in questo "collegio" parecchio, gli anni migliori della sua giovinezza, di sicuro trascorrerà un bel po' di tempo prima che entri su Instagram.

Ne valeva la pena? Le sapevi queste cose? E non solo tu, anche la tua famiglia passerà dei guai e i tuoi genitori verranno torchiati a lungo da Servizi Sociali e Tribunale Minorenni. Non sarà una passeggiata, preparati. Forse imparerà sulla propria pelle cosa vuol dire "responsabilità".

(La Professoressa di Francese è fuori pericolo. La maglietta indossata dal ragazzo)


EDIT: per intenderci, resto sempre più favorevole a proibire i social a chi ha meno di 14 anni (come stanno deliberando in alcuni paesi). Che il ragazzo abbia voluto fare una diretta Instagram per mostrare un atto di violenza è orribile.

DI CHE PARLA IL LIBRO CHE HO SCRITTO

A diciannove anni, Seneca era solo un ragazzo troppo malato ai polmoni. Ma secondo i medici una possibilità per curarsi c’era: doveva abbandonare Roma, attraversare il mare e recarsi in Egitto a respirare l’aria del deserto. Ma quante esperienze importanti sul mare, dai pirati ai piaceri proibiti, dalle spiaggette nascoste alle balene. Un viaggio per la vita, della vita. E una volta giunto ad Alessandria d'Egitto entrare in un nuovo paese, imparare una nuova lingua, affrontare un altro modo di vivere, scoprire i segreti della loro vastissima biblioteca.

"La goccia di miele" è un romanzo storico accurato e stupefacente, in cui rivivere la gioventù nell’antica Roma e in tutto il Mediterraneo.

E' stato divertente per me scrivere questo "romanzo di formazione". Mi ha praticamente occupato ogni serata libera degli ultimi mesi. E finalmente l'ho pubblicato, dopo riscritture e correzioni varie. Come potete immaginare, in un romanzo storico bisogna controllare tutto ma proprio tutto, e sono sicuro che qualcosa mi è scappato lo stesso. Mea culpa. Ma, come cantava Bobby Solo, "è stato bello sognare". Sono pronto per note, proposte, commenti.

C'è anche un po' di Quora dentro queste pagine: Angela Zaccheroni ha infatti curato l'editing e corretto gli strafalcioni. Quante mazzate mi ha dato! (grazie Angela). Mentre Valter Viglietti ha curato da bravo grafico qual è la splendida copertina (grazie Valter)

Beh, tagliamola corta. Disponibile da oggi su Amazon sia in formato ebook (€2.99) che cartaceo (€ 17,68). Cliccate qui sotto e fate la vostra scelta. Non fate ressa, ce n'è per tutti! Ditemi poi come vi sembra e, se volete, lasciate una recensione 😀

https://www.amazon.it/dp/B0GTTQ6T1M?ref=sp_email




mercoledì 25 marzo 2026

IO SONO FORTUNATO

"Ma come fai a scrivere così tanto?"

"Beh, caro amico, a parte il fatto che mi piace scrivere ma poi io sono fortunato."

"In che senso?"

"Vedi, tu hai una moglie che ti vuol bene, dei figli, una bella casa, la macchina, un lavoro, la salute, le gambe per camminare, la televisione, forse addirittura un cane o un gatto..."

"Un gatto."

"Bene, io non ho niente di tutto questo. Niente. Per questo dico che sono fortunato, così ho un sacco di tempo libero sulla mia sedia e allora scrivo tanto. Mi diverto, faccio qualcosa di bello, potenzialmente utile e mi passa il tempo. Ciao amico!"