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giovedì 15 ottobre 2026

 

DISSING

C'è una nuova parola inglese che sento sempre più spesso, DISSING. Non capivo cos'era e mi son informato. Sembra si riferisca a due persone che litigano sui social, via internet, in TV, insultandosi, provocando, polemizzando, screditandosi davanti al pubblico, tutto il repertorio insomma. L'uso in tal senso deriva dalla musica rap, dove ci si sbeffeggiava a vicenda. Grande è la fantasia dell'essere umano se si tratta di offendere e a quanto pare anche tra i cantanti italiani ora va di moda.

Se il significato è quello, è evidente allora la vicinanza come termine a dissentire (dal latino dis-sensus = diverso percepire). E capisco anche come l'avvento di internet abbia favorito l'emergere di queste rivalità virtuali, bisticci che prima erano confinati. Ora però (anche perché fanno marketing) sono frequentissimi. Sfogatevi, bestie, che il pubblico vi guarda!

Cari zòvani, non si inventa nulla di nuovo, già nel 1977 c'era stato un epocale dissing televisivo tra Lucio Dalla e Francesco Guccini. Ecco i due che se le cantano e se le suonano in tv.

https://www.youtube.com/watch?v=-h7ywRiSxvk&t=21s

Comunque è facilissimo scadere nel dissing nei social. Anche qui si è spesso scaduti in questi battibecchi, del resto c 'è gente che è protetta dallo schermo e ha l'insulto facile. Per esempio dopo la mia recente risposta ad una domanda su Vannacci (Risposta di Luca Tartaro a "Vannacci porco, bastardo, fascista". Che ne pensi? ), me ne hanno scritte di tutti i colori: Strunz!, W il generale, TUTTONE/ LAUREATONE/SAPIENTONE/INTELLIGENTONE, rosso bolscevico, sporco maiale di sinistra pro islam, Imbecille e disonesto, hai già un cognome schifoso faresti meglio a tacere, Post da rincoglionito, Luca Tartaro imbecille deficiente pecora…

Che vi devo dire, mica perdo tempo a rispondere. Voi continuate pure con il dissing, la dissenteria è un vostro diritto!

 PACCO!

La pappa del gatto sta per finire e la ordino su Amazon, nelle indicazioni di consegna ho scritto ben chiaro "Passare dalla portineria 8.30–12.30" ma loro sono lestissimi e già alle 20.30 un giovanotto suona il campanello del mio palazzo. Drin!

"E' Amazon!"

"Sì. Venga, sono al secondo piano."

"No, ma quale secondo piano, venga giù lei."

"Non posso, sono in sedia a rotelle."

"Ah allora ci vediamo domani mattina."

"Va bene, a domani."

Meglio così, ci sarà il portinaio. Ma vi chiedo, non dovrebbero consegnare il pacco alla porta di casa? Devo scrivere altro sulle istruzioni di consegna? Cosa si dovrebbe fare?

IL PENTAPARTITO 

Cari zòvani, volete sapere cosa votavano / protestavano e per cosa si appassionavano i boomer nello scorso millennio? Tranquilli, eravamo scemi come oggi ma con più energie. Ecco cosa succedeva.

Nei miei anni di formazione politica (anni '80), in Italia il partito più importante era la Democrazia Cristiana (DC), il partito di centro che aveva governato l'Italia fin dal dopoguerra con la benedizione del Papa.

Solo che negli anni '70 il Partito Comunista Italiano (PCI) era minacciosamente aumentato e rischiava di vincere le elezioni. I comunisti al potere! Non sia mai. Ricordo bene l'atmosfera: sembrava di essere in guerra e non è un modo di dire, il Terrorismo, le stragi e gli Anni di Piombo non erano ancora finiti.

(la falce e martello scagliata dal rosso braccio)

Ecco allora l'ideona: la DC, per mantenere la maggioranza, si alleò con 4 partitini più piccoli, più che sufficienti per mantenere il comando. Oggi si direbbe che aveva formato una coalizione, all'epoca chiamato PENTAPARTITO. Il Pentapartito era formato, oltre che dalla Democrazia Cristiana, da partiti che oggi neanche esistono più: PSI (socialisti), PRI (repubblicani), PLI (liberali) e PSDI (socialdemocratici)..

Il più importante dei partitini era il PSI guidato da Bettino Craxi, che per anni fu il vero ago della bilancia della politica italiana. Quante gliene hanno dette i compagni a Bettino per essersi alleato con i democristiani!

"Traditore" era l'epiteto più gentile ma intanto il potere ce l'aveva lui essendo uno dei tre del famigerato trio CAF (Craxi Andreotti Forlani) che per dieci anni, tutti gli anni '80, fece il buono e il cattivo tempo in Italia.

(Da sinistra Andreotti, Craxi e Forlani a palazzo Chigi)

Finì malissimo. Nel 1992 scoppiò l'inchiesta giudiziaria Mani Pulite: il pubblico ministero Antonio Di Pietro arrestò a Milano il socialista Mario Chiesa che confessò tutto. Sembrava la solita inchiesta su un politico beccato con le mani nella marmellata ma presto si allargò a dismisura. A poco a poco emerse un quadro allucinante di corruzione e tangenti tra l'imprenditoria e la classe politica, una vera Tangentopoli. Mi ricordo che ogni giorno aprivi il giornale ed esclamavi "Anche quello?"

Mani pulite - Wikipedia

Io l'ho visto in tribunale Mario Chiesa. Mi diede l'idea di essere sinceramente pentito e consapevole di avere scoperchiato il vaso di Pandora. La sua confessione fu per lui una liberazione e cercò di riparare al male che aveva fatto, non come altri. Comunque ognuno la pensi come vuole.

Lo scandalo fu enorme e travolse tutta la classe politica italiana e a tutti i livelli. Qualcuno si suicidò (Moroni, Gardini), altri scapparono all'estero (Craxi), tutti sparirono dalla scena pubblica. E non solo loro, i partiti stessi si disgregarono come neve al sole. Il cambiamento fu epocale. La cosiddetta Prima Repubblica finì e in Italia il rapporto tra Magistratura e Politica si incrinò per sempre (come si vede ancora oggi).

Per cui cosa ne penso oggi 2026 del Pentapartito? Guardo in alto e penso "Avevamo ragione a protestare".

 SAN SERVOLO

(una storia di cui sono venuto a conoscenza su un santo minore che non ha nemmeno la voce su Wikipedia e pure su un luogo che è bene non dimenticare)

Servolo, come si intuisce dal nome era di umili origini e in più era paralitico dalla nascita, non riusciva nemmeno a stare seduto e portare il cibo alla bocca da solo. Tutte le mattine veniva lasciato dai familiari davanti alla Basilica di San Clemente di Roma a chiedere l'elemosina. Nonostante l'estrema povertà però aveva mantenuto il suo buon cuore e divideva le offerte ricevute in tre parti: una per sé, una per i bisognosi come lui e una terza parte per comperare dei testi sacri che si faceva leggere per imparare a memoria e recitarli.

Come racconta Papa Gregorio Magno (quello che ha istituito il canto gregoriano) nei suoi Dialoghi, Servolo morì nel 590 d.C. e alla sua morte si udirono melodie celesti cantate dagli angeli. E dato che presso la sua tomba frequentissimamente avvenivano miracoli, venne canonizzato come San Servolo, protettore dei disabili e dei malati con festa il 23 dicembre.

Dato che è sempre stato reputato un "santo minore" (te pareva), non sorprende che una delle più piccole isole di Venezia sia stata dedicata proprio a lui, San Servolo.

Un'isoletta che ha un significato speciale per i veneziani: infatti essa è stata per 250 anni sede del manicomio della regione veneta, Dalmazia e Tirolo. L'istituto venne chiuso nel 1978 a seguito della Legge Basaglia e oggi l'isoletta si è riqualificata con centri universitari, cinematografia, oceanografia e si organizzano pure matrimoni. Insomma si fa il possibile.

L'ex manicomio è diventato un museo (qualcuno c'è stato?), contenente oltre 60.000 cartelle cliniche ancora in parte inesplorate. Ogni cartella racconta una vita di sofferenza.

Ah se quelle mura potessero parlare chissà cosa racconterebbero. Il concetto di "follia" nei tempi passati infatti era molto labile e comprendeva anche delinquenza, disabilità, prostituzione addirittura disoccupazione e vecchiaia. Se non ti conformavi al 100% eri un "alienato". Un calderone di "pazzi di ogni censo" in cui effettuare "terapie convulsivanti" con l'uso di collari, acqua ghiacciata, manette e catene. La mortalità era altissima.

Particolarmente dolorosa è la sezione femminile. Più di 8000 furono le donne ricoverate, tra cui bambine di soli tre anni. Nelle cartelle cliniche vengono descritte come "fatue, disobbedienti, litigiose, scontrose, erotiche" e venivano internate per volere dei mariti o dei padri (per esempio Benito Mussolini fece rinchiudere a San Servolo la sua prima moglie). Quando uscivano dal ricovero, queste donne difficilmente si scrollavano di dosso la loro fama, non portavano più il collare addosso ma il segno rimaneva.

Memorie, vite perdute, storie di dolore, non dimentichiamo.

LA MIA PRIMA SEDIA A ROTELLE 

i miei pensieri quando sono entrato nell'officina ortopedica)

“Questo posto è incredibile. Non pensavo esistesse.”

“Sì, quando la gente entra per la prima volta qui dentro fanno tutti come lei. Si guardano intorno stupiti, qualcuno con la bocca aperta.”

“Non avevo mai visto così tante sedie a rotelle ammassate in vita mia in una stanza. Spettrale, sembra quasi un incubo surrealista.”

“E le assicuro che sono tutte diverse. Sembrano uguali ma ognuna ha la sua caratteristica.”

“Non avrei mai immaginato ce ne fossero di così tanti tipi. Ma lei è il meccanico delle carrozzine?”

“Certo, non vede quante chiavi inglesi? Se c’è un qualsiasi problema vengono da me. Questa è una officina ortopedica, è qui che le costruiamo. Ogni sedia a rotelle è un pezzo unico, personalizzato. A proposito, lei è quello mandato dall’ospedale, il malato di sclerosi multipla?”

“Si, sono io. Avete qualcosa per me?”

“Certo, la aspettavamo, la carrozzina che l’ospedale ci aveva ordinato è pronta, eccola qua. Anzi, ci scusi se l’abbiamo fatta attendere ma sa, con l’estate di mezzo…”

“Come brilla, tutta rossa. Da Ferrari.”

“E’ il colore che aveva scelto lei, no? Io avrei preferito un verde acido, un colore che va pure di moda. Basta con il grigio, ha stufato! Forza, provi il ferrarino, è qui che lo aspetta.”

“Mi siedo, eh?”

“Tranquillo, l’ho frenata. Come la sente?”

“Comoda. Molto leggera e maneggevole, la guido facilmente senza fatica. Fin troppo comoda.”

“In che senso?”

“Me l’han detto tutti, una volta seduti la sedia a rotelle è talmente comoda che non ci si rialza più. Però ormai camminare per me è pericoloso, rischio di cadere e farmi male seriamente. Non so bene che fare, se combattere o lasciarmi andare.”

“La sicurezza prima di tutto.”

“…E così morire in perfetto comfort. Che amarezza, il destino doveva condurmi proprio qui dentro.”

“Lei non è il primo che vedo con quella faccia. Si faccia coraggio, la vita non è finita.”

“Mi scusi ma è facile per lei dirlo, lei ha due gambe belle funzionanti e sono io quello seduto. Anche le mie gambe lo erano. Non avrei mai pensato di finire così. Mi guardi, adesso quando mi chiederanno l’altezza dirò 1, 35…“

“Non esageri, le fa solo male.”

“Chi mi amerà? Non la voglio la sedia a rotelle! Mi fa orrore, ne ho bisogno ma non la voglio!”

“Mi dispiace che si senta così. Noi facciamo il possibile per farvi stare bene.”

“Lo so, non è colpa vostra ma ce n’è abbastanza per essere triste. Non ce l’ho con lei, mi scusi.”

“Niente. E’ la realtà, nella realtà le nostre aspettative cambiano. Bisogna adattarsi, se non lo fa, lei rischia di restare solo. Mi spiace che sia io a dirgliele queste cose che sono solo un tecnico.”

“Ha ragione. Non ce l’avevo con lei ma con la vita semmai. Bah, la realtà… Comunque è vero, se non mi adatto è peggio. Come cambiano le nostre aspettative...”

“Senta le do un consiglio: pensi al futuro. Non rimanga ancorato nel passato, tanto bene non le fa. Andiamo fuori nel parcheggio, forza e coraggio, c’è da provare la sedia. Così se c’è qualcosa da aggiustare lo faccio subito.”

“Va bene, andiamo. Dai, usciamo al sole, facciamoci vedere, lavoriamo, sposiamoci, spostiamoci, c’è ancora un sacco di roba da fare. Grazie di tutto, veramente.”

“Ma de che. Buona fortuna!”

venerdì 9 ottobre 2026

 

IL MIO GIARDINO SEGRETO

Una parola evocativa, che fa sognare sublimità, è per molti Paradiso, il luogo delle beatitudini siano esse celesti o terrene. Ognuno di noi ha il suo personale concetto di Paradiso, un posto in cui essere felice e stare bene finalmente.

La parola è antichissima, deriva dall'antico persiano pairidaēza (pairi-intorno e daēza muro o recinto) e indicava il recinto reale o, per meglio dire, un giardino circondato da mura che lo separavano dal deserto che lo circonda. Ancora oggi in Oriente ci sono giardini meravigliosi, celati alla vista Il paradiso insomma è un giardino segreto.

pieno di acqua, fontane, cascate

fiori profumati, erba, animali pacifici e alberi da frutto

(come lo immaginava l'olandese Hyeronimus Bosch nel 1490)

un luogo sicuro, in cui camminare insieme, senza paura

La parola poi è passata nel greco paraDeisos, il latino paraDisus, l'italiano paraDiso. Lungo i secoli il significato si è ampliato, scivolando da un semplice luogo verso la sfera religiosa, mistica, divina. Anche l'ebraico eDen (piacere, delizie, il famoso paradiso terrestre) non è in fondo così diverso dal "giarDino" e qualcosa risuona.

(Adamo ed Eva nel paradiso terrestre, opera da ammirare nei musei vaticani)

Io rimango sempre incuriosito poi dalla presenza in quasi tutte queste parole della lettera D, come se questa consonante avesse quasi in automatico un valore celestiale ed evocasse qualcosa di sublime, da non sporcare, che evoca pace (tanto che la lettera D è molto poco usata nelle parolacce). Chissà perché.

Anch'io ho il mio giardino segreto e nascosto, in cui ogni tanto mi rifugio. Sono solo parole, che indicano qualcosa che non ne ha bisogno.

mercoledì 7 ottobre 2026

MUSICA BRASILIANA MODERNA

"Bon dia Luca, sono Isabela (intanto che indossa le cuffie, canticchia).. Nao sei o quea laaaa…"

"Oh ciao Isabela, la mia infermiera brasiliana preferita di questo grigio ospedale, cosa stai ascoltando di bello?

""Musica brasiliana moderna! Sentivo sempre queste canzoni da ragazza nel mio paese, Gojas."

"Ah, com'è la musica brasiliana moderna? Ammetto che io sono fermo alla bossanova e a Garota de Ipanema, la ragazza della spiaggia di Ipanema. Splendida canzone. Un giorno ci devo volare a Rio de Janeiro.."

https://www.youtube.com/watch?v=c5QfXjsoNe4&list=RDc5QfXjsoNe4&start_radio=1

"Ma no Luca, ci sono tante canzoni nuove. Tu certo conosci Ai se eu te pego, è famosissima anche qui in Italia."

"Aspetta aspetta… (Luca cerca sul suo cellulare, la trova e ascolta)… ah sì, l'ho già sentita. Ma che vuol dire?"

https://www.youtube.com/watch?v=ALRxqOpMewE&list=RDALRxqOpMewE&index=1

"Significa Ah, se ti prendo… Comunque i miei preferiti sono un duo, Bruno e Marrone."

"Cosa?… (Luca cerca sempre)… ma tu guarda esistono veramente."

"Dalle mie parti sono famosissimi, io e tutti i brasiliani adoriamo la loro Dormi na Praca, quante volte l'abbiamo cantata nei karaoke dei bar sertanejo."

https://www.youtube.com/watch?v=sJUlcp9Rubw&list=RDsJUlcp9Rubw&start_radio=1

"Cos'è il sertanejo?"

"E' la musica popolare del sertao, il grande entroterra secco e rurale del Brasile."

"Da come la descrivi sembra molto simile al country degli USA."

"In Brasile se accendi la radio è quella che senti. Ma la mia preferita come cantante è la povera Marilia Mendonca, la regina della sofferenza. Che voce! Che artista! Ho ascoltato mille volte Infiel e soprattutto Eu sei de cor. Quanto amo quella canzone."

https://www.youtube.com/watch?v=2QTCKfVN1ZE&list=RD2QTCKfVN1ZE&start_radio=1

"Isabela, sentendoti parlare mi rendo conto che non conosco niente. Quanta musica c'è nel mondo."