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giovedì 12 marzo 2026

"MA A COSA SERVE TUTTO QUESTO?"

A volte i professori si sentono rivolgere questa domanda, soprattutto se sono dietro a spiegare complicate nozioni fisiche, filosofiche, letterarie, aritmetiche e via approfondendo. Mentre sono lì che sudano, inevitabilmente qualche studente perplesso alza la manina e chiede "ma a cosa serve tutto questo?"

Questa è una domanda pericolosa per lo studente, anche se fatta con le migliori intenzioni. Se il professore infatti era il filosofo greco PLATONE, dopo aver squadrato lo studente impertinente, rispondeva: "Date a questo ragazzo una moneta d'oro e cacciatelo fuori dalla scuola". Al che gli inservienti eseguivano. Messaggio non detto agli altri: "la conoscenza è un valore in sé, se non ne capiva il valore non ne era degno".

Oppure il professore poteva reagire come ARISTOTELE, altro grande filosofo dell'antichità, e rispondere così allo studente: "non serve a nulla, caro giovane, ma proprio perché non serve è la più libera delle conoscenze. Tu stai studiando libertà."

Infine puoi reagire, si parva licet, come faceva il TARTARO e ammettere sconsolato: "Hai ragione, oggi sapere queste cose non serve a nulla, non hanno alcun valore immediato. Ma lungo gli anni ti accorgerai quanto queste nozioni daranno profondità al tuo sapere e alla tua vita. Oggi lo consideri inutile, quando avrai la mia età no."

Per finire, puoi sempre fare come gli AMERICANI, per cui un sapere, se non ha un risvolto pratico e monetizzabile, è inutile e va evitato come la peste. "Oh cavoli hai ragione, parliamo d'altro." Questo però si è visto che rischia di produrre validissimi professionisti ma persone che non vedono al di là del loro naso, senza cultura generale e facilmente influenzabili dai Trump di turno.

Insomma, professore, a te la scelta su come rispondere.

(Raffaello, in questo dipinto nelle Stanze Vaticane a Roma, dipinse insieme Platone, che indicava il cielo, e Aristotele, che indicava la terra. Ai due diede le fattezze dei suoi maestri, Leonardo e Michelangelo)

mercoledì 11 marzo 2026

 

Il sito AlexLeroy, dedicato s migliorare la vita degli incel, mi ha chiesto un breve scritto di natura psicologica, che essendo il primo della serie ho scelto di scrivere in tono leggero

COSA NON DEVE FARE CHI VUOL SEDURRE UNA DONNA

-dieci errori psicologici-

Capita nel cercare di sedurre una donna di commettere degli errori psicologici e comportamenti in apparenza minimi ma che col senno di poi si sono rivelati gravi se non disastrosi, determinando il sicuro fallimento del primo approccio. La nostra equipe ne ha selezionati dieci: se ti riconosci in uno di questi errori, vuol dire che alla base del tuo comportamento disfunzionale c’è un problema particolare. Problema che può essere di vari livelli di gravità ma che richiede nei casi più seri sicuramente un aiuto esterno. Noi siamo qui per questo: se hai notato in te uno di questi comportamenti c’è qualcosa che non va e bisogna intervenire. Ecco l’elenco di dieci errori in questo delicato ambito:

1.NON LAVARSI: forse convinti da antichi proverbi popolari e usanze contadine che “l’uomo ha da puzzà” e che l’abbigliamento che fa più colpo è quello sciatto, c’è chi evita di proposito di lavarsi o vestirsi a modo anche al primo appuntamento, presentandosi trasandato e sporco. Questo, che non sembra ma è un errore psicologico mica da ridere, raffredda subito al 100% la controparte che cercherà stranamente una scusa per sganciarsi alla svelta, mentre l’incel si gratta la testa per sapere dove ha sbagliato.

2.NON PRESENTARSI DA SOLI: sembra incredibile ma si sente a volte di uomini che si sono presentati al primo appuntamento non da soli ma accompagnati da amici se non addirittura da parenti. Questo porta a pensieri inevitabili nella donna, denota in lei subito una mancanza nell’uomo di coraggio, di rischiare e questo per le donne è un peccato mortale: un uomo senza coraggio non è un uomo (ricordarselo). È come partire da meno 20, le possibilità di successo si allontanano. E per inciso, denota problemi di bassa autostima da affrontare con un lavoro su se stessi. Anche solo per il fatto che fa subito passare la voglia in qualunque lei.

3.NON PRENDERE L’INIZIATIVA: autostima bassa che emerge pure alla tipica domanda che lei rivolge appena entra in macchina: “dove andiamo?” La risposta “Non so, decidi tu” è tipica se vuoi essere considerato uno senza coraggio e scartato alla prima occasione. Non avere in mente un Piano A ma anche B o C ti fa scivolare subito nelle zone basse della classifica. Non sarà mica quello che vuoi?


4.DIRE SUBITO CHE PER LEI VUOI ESSERE UN AMICO: tipico dei timidi incel, presentarsi subito come una persona che vuol essere solo un amico significa scivolare, notare bene anche se lei si dichiara contenta della frase, nella temutissima “friend-zone”. La premessa ideale per non concludere nulla e rosicare quando in futuro si vedranno personaggi improbabili farcela. Loro non si sono presentati come amici.

5.NON MOSTRARSI BISOGNOSI: anche questo è tipico degli incel, che spesso si presentano male, parlando dei loro bisogni insoddisfatti, che non hanno mai avuto una ragazza, che si sentono tanto sfortunati ecc. A meno che lei non sia una crocerossina (razza a quanto dicono gli studi in via d’estinzione) questo vuol dire far la figura dello scarsamente appetibile. Non stiamo consigliando di mettere su un maschera, il contrario, vi stiamo esortando ad abbassare quella da incel, che ha già combinato fin troppi guai.

6.NON FARE DOMANDE DA RED FLAG: capita che quando la conversazione langue, vengan fuori dall’incauta bocca di lui domande da vera red flag, che una donna si imprimerà con un sorriso nella testa per odiarvi in eterno. Per esempio (rabbrividiamo mentre le scriviamo) “quanto pesi?” oppure “quanto guadagni?” o il velenoso “assomigli alla mia ex” a meno che non vi piaccia farvi odiare, nel qual caso FORSE c’è un lavoro psicologico da fare.

7.NON ASCOLTARE: ricordate, soprattutto nelle prime volte questo è fondamentale, voi siete lì per ascoltare e solo alla fine prendere l’iniziativa. Avete questo raro privilegio, che per una sera ci siete solo voi a sentirla. Non iniziate a raccontare le vostre avventure sui Sette Mari (palle su palle per impressionarla), ci sarà tempo. Siete capaci di ascoltare? Di aspettare il momento buono? E’ un’arte che va affinata.

8.NON GUARDARLA NEGLI OCCHI: per tutto il tempo che lei parla, guardatela negli occhi. Per favore, lo sappiamo che vi costa ma non guardate il cellulare. Mettetelo in tasca con la suoneria spenta. Guardarlo quando si è in tavola in due è un comportamento cafonissimo.

9.NON PAGARE. Anche se in apparenza in tempi di femminismo rampante non presenta grande importanza, questo fa una bruttissima impressione ad ogni donna, soprattutto alle giovani. Pagate TUTTO voi, ristorante taxi fiori e varia, i soldi servono per far felici donne e bambini. Piuttosto fate debiti e chiedetevi perché siete così tirchi, ma pagate con discrezione e ricordate di prendere per tempo l’iniziativa per non farglielo pesare. Ricordate, coraggio.

10.NON SEGUIRE QUESTO SITO: e molto altro ci sarebbe da dire. Seguite questo sito e lo scopriremo insieme




LE OSSA DI POLLO

Ieri sera è venuto da me un amico e, tra una chiacchiera e l'altra, ci siamo pappati un intero pollo arrosto con le patate preso al Super. Ah che buono "el pulaster coi patat" come diceva mia nonna di Monza.

L'unico difetto, chiamiamolo così, è che nel pollastro ci sono tante ossicine e ossa. Ma noi trasformiamo gli imprevisti in gioie e così diventa bello rosicchiarle pian piano e poi mettere da parte le ossa spolpate. La delizia nella delizia.

Bòno. Alla fine del pasto si era accatastato un bel mucchietto che da bravo cittadino avevo raccolto a parte per differenziarlo. Lo stavo buttando nell'umido quando l'amico con un urlo mi ha fermato.

"Fermo Luca! Non buttare via le ossa!"

"Perché? Tranquillo, ho controllato. Oramai di carne non ce n'è più."

"No, le metto in un sacchetto e le porto al mio cane."

"Ma gli faranno bene? Ci sono degli ossicini piccini, magari gli vanno di traverso e fanno male."

"Non ti preoccupare, ha dei denti fortissimi. Dammi qua."

E così ha fatto, ha preso un sacchettino di plastica trasparente, ci ha messo dentro i rimasugli, poi è andato via contento. Io lo guardavo perplesso e mi facevo delle domande. Per cui chiedo lumi a voi, espertissimi: fa bene o no dare le ossa di pollo al cane? Anche se sono piccoline? Non è che si rischiano guai? Lui è contento ma gli fa male o gli fa bene?

martedì 10 marzo 2026

UN EQUIVOCO

Questa mi è capitata ieri. Attenzione: se tu dici con fare severo ad uno spagnolo "Mi raccomando!", quello tace e inizia a fissarti.

Stranito da quegli occhi fissi, gli chiesi cosa aveva da guardare. Mi spiegò che in spagnolo Mi raccomando è uguale a "Mira como ando", cioè guarda come cammino!

lunedì 9 marzo 2026

IL GRANDE MISTERO

No scusate, adesso mi dovete spiegare perché nella gloriosa Repubblica di San Marino esiste una via chiamata così. Qualcuna ci abita?



venerdì 6 marzo 2026

 ISRAELE ATTACCA IL LIBANO

Scusate, veramente non capisco e chiedo ai filo israeliani in ascolto una spiegazione: perché stanotte (6.3.26) Israele ha attaccato il Libano meridionale? Non si rischia una pericolosa escalation del conflitto con l'Iran? Di mettere a fuoco e fiamme tutto il Medio Oriente? A cosa può servire? Magari un motivo sottostante non lo colgo ma esiste.

(Un motorino oltrepassa un edificio danneggiato da un attacco israeliano, Beirut, Libano, 6 marzo)



LA PERFEZIONE

Ognuno di noi giustamente vuol l'armonia nella sua vita, ama circondarsi di cose belle e perfette. Il difetto, l'errore, la magagna è indice di poca attenzione, superficialità, sciatteria.

Si è comunque visto che è dall'errore, dalla stranezza, dalla minoranza, dall'insolito che spesso emerge il nuovo. Pensiamo solo alle tante scoperte scientifiche nate dalla osservazione di qualcosa di diverso, fuori dai canoni. La scoperta della plastica, della rotazione dei pianeti, della penicillina e tante altre. Nell'arte poi è quasi la regola (!!).

Forse c'è una lezione per me. Saprò cogliere la verità che si nasconde sotto un errore, un sogno brutto, una relazione fallita, una ricetta venuta male, qualcosa andato storto? Se la perfezione è prevedibile, a volte è meglio qualcosa di meno "perfetto", magari è più fruttuoso di quello che pensavo all'inizio. Se vedendo il fallimento mi arrabbio e basta rischio di non scoprire mai cosa mi perdo. Insomma, non spaventiamoci e non scartiamo a priori. Che l'imperfezione vinca.