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lunedì 7 settembre 2026

VANNACCI

Ah si può dire di tutto e di più (anzi, di meno) su quest'uomo, il nuovo paladino dell'ultra destra italiana. Il suo programma e le sue dichiarazioni hanno per me qualcosa di deja vu, mi sembra di sentire lo zio brontolone o il vicino che mugugna contro i nuovi tempi. Vannacci è il loro eroe e si presume che se va avanti così prenderà il 5% se non il 10% dei voti, che è assaissimo. E' evidente come quest'uomo punti ad essere l'ago della bilancia di un nuovo governo, dovesse alle elezioni vincere il centrodestra.

Seguendo Vannacci, i suoi estimatori hanno buttato giù la maschera e si fa una scoperta: TANTISSIMI ITALIANI SONO ANCORA MOLTO MA MOLTO FASCISTI DENTRO. Forse triste ma è così. Non è bastata la tragicissima esperienza del ventennio nero, l'inconsistenza del programma dell'ex militare, i progressi della società civile o altro, in tanti magari tacciono perché è politicamente scorretto ma dentro borbottano "ci vuole un uomo…"

Da pissicologo questo per me rappresenta un dilemma e mi chiedo: come mai molti italiani restano nonostante tutto così attratti dal fascismo? Questo è il vero problema, non Vannacci. Hanno ancora voglia del papà che in quattro e quattrotto "sistema lui le cose". L'uomo forte che ci pensa lui.

Democrazia, volontà popolare, leggi, costituzione, parlamento etc sono tutte cavolate buone solo per quelle inconcludenti zecche di sinistra, femministe acide e buonisti della minchia. Adesso ci pensiamo noi, ci pensiamo.

Io la vedo così. Molti italiani hanno questa curiosa forma mentis: preferiscono rinunciare a qualche libertà a favore della tranquillità, gli piace insomma DERESPONSABILIZZARSI. Naturalmente -attenti, questo è il punto cruciale- sempre SEGUENDO LA DOPPIA MORALE, per esempio severi con i migranti di pelle scura, i non cristiani, le donne… ma indulgenti con gli italiani di pelle chiara, i cattolici, gli uomini e via così. Che si capisca che non siamo tutti uguali. Ne avevo parlato qui di questa Doppia Morale Risposta di Luca Tartaro a Gli italiani hanno una mentalità mafiosa?

Un atteggiamento mentale che farebbe inorridire un francese o un inglese ma tant'è. Facciamoci l'esame di coscienza sul nostro livello etico. A questo punto mi sento di fare una facile previsione: finché agli italiani piacerà la Doppia Morale ci sarà spazio, sarà anzi inevitabile, avere altri Vannacci.

domenica 6 settembre 2026

A COSA SERVE IMPARARE LE POESIE A MEMORIA

In apparenza a nulla, un palloso esercizio per prendere qualche buon voto tra i banchi. Rammento che ai miei tempi -eh sì, ora tocca a me usare questa espressione- bisognava imparare a memoria lunghi brani dei Promessi Sposi (addio, monti sorgenti dall'acque), interi cantici di Dante ("Quando mi dipartii da Circe…"), poesie sparse (il duplice filar) e tutto il cucuzzaro.

Affidarsi molto alla memoria era anzi parte integrante dello studio di ogni materia scolastica, anche in matematica, storia, scienze etc. Nella mia generazione "imparare a memoria" era quasi scontato, "apprendere" significava non solo capire ma anche ripetere quando richiesto e recuperarlo al bisogno. Insomma la memoria era un muscolo interno allenato e molto stimolato.

Oggi ho invece l'impressione, maestri smentitemi se sbaglio, che questa capacità sia stata relegata in secondo piano. Tanto gli strumenti elettronici a disposizione ti procurano subito e senza errori quello di cui hai bisogno: formule, testi, collegamenti etc. C'è una tale immediatezza che il ricordo è labile. "Imparare a memoria" sembra inutile, una cosa del passato.

A parere mio non allenare la memoria è invece un grave errore per vari motivi. Il tema della MEMORIA è troppo complesso per essere trattato in poche righe ma, senza tirare in ballo argomenti storici (nella preistoria, prima della invenzione della scrittura si tramandava il sapere attraverso la memoria e la comunicazione orale), artistici, politici o letterari, porto una considerazione da psicologo: LA NOSTRA IDENTITA' PERSONALE SI FONDA SULLA MEMORIA. senza di essa vivremmo nell'eterno presente senza sapere dove siamo, chi siamo.

Non sottovalutate la Memoria per favore perché "tanto c'è GPT che sa e si ricorda tutto". Sarebbe un grave errore. E' vero che non tutto in noi si basa sulla Memoria (ci sono anche i sentimenti, le convinzioni, i gusti…) ma trascurare se non perdere questo muscolo intellettuale è terribile, è il preludio alla Demenza, al disorientamento, alla paura, facevano bene ad allenarlo i nostri maestri.

Concludendo: cari studenti, imparate a memoria le poesie. Non è inutile come sembra. Voi ancora non lo sapete, ma state allenando una forza intellettuale che vi sarà utilissima nella vita. Esempio: è come se in palestra vi metteste sotto per allenare un muscolo, e perché non farlo con la mente? State trainando un muscolo per diventare più forti. Ricordatelo!

 

COME CAPIRE SE SEI UNO SCRITTORE

Quando mi arrabbiavo poi dicevo all'incauto: "Non mi fare incazzare sennò ti metto in un romanzo e ti uccido!"


sabato 5 settembre 2026

MANUALE PER RESTARE IN SALUTE ANCHE IN SEDIA A ROTELLE 

 CONSIGLI IN CASO DI VITA SEDENTARIA

(post in continuo aggiornamento) 

 

Ok la vita ti ha fregato, sei finito in sedia a rotelle per i più svariati motivi. Lavoro, amici, amore tutto è andato a rotoli. E adesso? Tutti che dicono Attenti alla vita sedentaria! Vi fa male! E giù manuali, raccomandazioni, consigli, dal fare footing alla dieta sana

Vaffanculo, io ci sono obbligato alla vita sedentaria. E cerco manuali per restare in salute anche se sono in sar ma non ne trovo e allora faccio da me, mi creo il mio MANUALE PER RESTARE IN SALUTE ANCHE SE SEI IN SEDIA A ROTELLE . Scrivo a caso in base alla mia esperienza, aggiorno ogni tanto, tanto sarà un lunghissimo post.

1.CURA MOLTO L'IGIENE PERSONALE: al primo posto

2.FAI REGOLARMENTE GINNASTICA come puoi; più suderai adesso, meno sanguinerai dopo 

VITA REGOLATA, quasi monotona

MANGIA POCO a parte il fatto che consumiamo poco, ma la ciccia su di noi pesa dieci volte tanto 

PRENDI PIU' SOLE CHE PUOI, non stare sempre chiuso in casa, approfitta delle uscite

NON ISOLARTI, gentile e sorridente con tutti 

ATTUA IL PIANO A, MA ABBI DI RISERVA IL B E IL C

NON PROVARE A FARE UNA VITA NORMALE è qualcosa di impossibile per noi, provaci pure, poi capirai che è meglio dedicare le (poche) energie a vivere meglio, senza fare finta di

VAI PIANO MA SENZA FERMARTI,  se qualcuno ti dice di fare in fretta rispondi che se malato e non puoi fare più in fretta, se insiste non rispondere più

ABBI CONTATTI REGOLARI CON ALTRI MALATI è una ricchezza che ti tornerà utilissima in certi momenti

SE PUOI FALLO DA SOLO, SE NON PUOI CHIEDI AIUTO quello che tu chiami aiuto io lo chiamo perdita di autonomia, la comodità è pericolosa, ti abitui troppo presto e peri autonomis

EVITA PENSIERI NEGATIVI perché io? Cosa ho fatto per meritarmi questo? Ti vogliamo combattivo, non depresso. Ogni tanto ci sta, siamo umani, ma non indugiare

ABBI UNO SCOPO quello che ti fa alzare la mattina, è importante

NO MULTITASKING la tua concentrazione sia sempre al massimo 

NON TI SFONDARE (di cibo, tv, porno, videogiochi, alcool, droghe etc, sugli altri hanno un effetto brutto, su noi devastante) 

NON SEI PIU' PADRONE DEL CORPO MA RESTI CAPITANO DELLA TUA MENTE 

MEGLIO SE DIMENTICHI CERTE COSE (sesso, vacanze, amore, posti esotici abituati al fatto che per il mondo sei di serie B) 

ABITUATI ALLA SOLITUFINE passerai lunghe ore da solo, sfruttale al meglio 

NEI MOMENTI DI DEBOLEZZA, PENSA SOLO AI TUOI PUNTI DI FORZA, mai alle tue debolezze, saranno i tuoi punti di forza che ti salveranno 

PIANIFICA TUTTO pensa molto, se qualcosa va male devi avere piani alternativi 

INFORMATI BENE SUI SUSSIDI STATALI (104, pass, B1, ricoveri etc)

RICORDA SEMPRE: SEI TU IL PRIMO MEDICO DI TE STESSO se qualcosa non ti piace o senti che non va, rimedia come puoi e subito fallo presente senza remore. Non aspettare te lo dica il medico cosa fare

INFORMATI tieni le orecchie aperte su qualsiasi novità 


 

 

venerdì 4 settembre 2026

"ODISSEA" DI NOLAN

 Muovendomi poco da casa, io me la sto cercando su internet, così me la vedrò comodamente sul divano. Ne ho sentito parlare benissimo e malissimo, urge farsi una opinione personale.

Solo che è un casino: se digito "Odissea" (l'originale nome greco, latinizzato in "Ulisse" dagli antichi romani), dicevo se digito Odissea mi compaiono CENTINAIA di titoli e versioni, dai vari film allo sceneggiato Rai anni '70. Con calma li sto vagliando tutti, prima o poi ci riuscirò, ne sto scaricando uno coi sottotitoli in spagnolo, speriamo in bene. Finalmente studiare serve a qualcosa!

Tra le varie Odissee ce n'era una il cui titolo mi aveva incuriosito, Odissea Nuda del 1964. 1964? Che roba è? Non era certo un film erotico o una commedia scollacciata anni '70 ma allora cosa poteva essere? Presa, pronti via. Ma la son guardato attonito ieri sera.

Infatti è un film del 1961 che pur documentando un viaggio ebbe gravissimi problemi di censura e uscì tagliuzzato solo anni dopo. È anzi uno dei film più censurati nella storia del cinema italiano! A questo punto me lo dovevo proprio vedere e comunque avevo la versione originale restaurata, uncensored, tiè!

In pratica è una sorta di documentario con il bravo Enrico Maria Salerno, che interpreta uno scrittore in cerca di ispirazione e che viaggia per le isole dei mari del sud (Tahiti, Papeete etc). Ovunque viene accolto da ragazze hawaiane che ballano col gonnellino di fiori, va alle loro feste, si ubriaca, incontra i signorotti locali, ha delle avventure, ogni tanto qualche fugace relazione con spigliate ragazze del luogo, finché un telegramma non lo richiama in Italia.

Tutto qui. Se si vede mezza tetta in alcune scene è tanto, oggi come oggi sarebbe trasmesso in prima serata. Ma alcune scene (come il prete che balla) all'epoca destarono grandissimo scandalo. Vedendo questo film inizi anni '60 si tocca con mano quanto il concetto di pudore sia cambiato moltissimo. Ed è sempre stupefacente per me vedere quanto era totale la censura. Una volta non si poteva nemmmeno pensare a queste cose (i talebani democristiani vigilavano), figuriamoci farle vedere o descriverle.

Meglio adesso.

giovedì 3 settembre 2026

QUESTO BLOG

(OGGI PARLO DELLA STANZA CHE MI CONTIENE)

ho un mio Blog intitolato senza molta fantasia "La Psicologia di Luca" (sottotitolo: amare e capire il mondo)

La Psicologia di Luca

L'ho fondato nel lontano 2015 e vi raccolgo tutti i miei scritti, di ogni tipo. In genere sono post che avete già letto su Quora, ma ci sono post personali, qualcuno scritto prima di conoscere Quora e altro che francamente non ricordo. Per dare qualche numero: su Quora ho pubblicato circa 3600 post, sul Blog ce ne sono più di 3800.

Sono molto affezionato al mio Blog, lo considero parte di me e lo aggiorno quotidianamente. Ci sono sere che navigo tra gli scritti di anni prima, scopro cose che avevo dimenticato, parole che mi rimandano a esperienze, scripta manent. E' come sfogliare un vecchio diario, mi perdo nei ricordi.

Questo Blog ha comunque (per me) un valore reale, non solo affettivo. Ha risolto un dilemma serio che affligge molte persone con il pallino della scrittura: come faccio a non perdere ciò che ho prodotto? Ogni volta tra traslochi, fogli volanti e note era un casino. Soluzione: apro un Blog e vi metto tutto dentro, Internet ha risolto un vero problema.

Stranamente poi, pur avendo valore personale e non avendolo mai pubblicizzato, questo Blog è anche visitato dagli esterni! In 11 anni di vita ci sono stati

visitatori cioé circa 10.000 all'anno. ??? Non sono tantissimi ma non ho assolutamente idea di chi siano. Per saperlo dovrei pagare ma preferisco rimanere nella mia beata ignoranza. Ovvio, spariscono davanti ai 40 milioni altrove ma lì siamo alla luce del sole, qui no. Insomma per me questo numero è un mistero.

Concludendo: consiglio caldamente a chi scrive di aprire un blog e questo indipendentemente dal suo "successo", Tiene allenata la mente, stimola la creatività, si accumula, è bello da pensare.e aggiornare, è un piccolo canale con il mondo, si scoprono profondità insospettate

(il mio primo post il 18 aprile 2015, una dichiarazione programmatica)

mercoledì 2 settembre 2026


PERCH I KOMPAGNI O I FASHI ASSOMIGLIANO AI RATTI

Quando due nemici si scontrano si assiste ad un curioso fenomeno psicologico: DISUMANIZZARE L'AVVERSARIO in tutte le forme possibili. Quando si ingaggia uno scontro è anzi una delle prime cose che si fa.

" I nostri nemici non sono neanche fottuti esseri umani", "razza degenerata", "i fascisti/comunisti sono ratti", "quella è una zoccola", "sono femminucce, i veri uomini siamo noi", "i negri sono scimmie" e via animalizzando.

E' un processo psicologico che ho notato molte volte. Per esempio (ma è solo un esempio, varrebbe anche al contrario), quando gli ebrei parlano dei palestinesi è facile notare che non li considerano neanche esseri umani con cui dialogare, al massimo alieni miscredenti da eliminare.

Perché si riducono gli avversari a bestie? Così facendo si raggiungono vari scopi, non sempre limpidi: si giustifica la violenza, si elimina il senso di colpa e l'empatia, la propra aggressività anzi è meritevole, non è più un male essere MOLTO cattivi, il nemico ora è lontano, un puntino da spazzare con le bombe. "Siamo in guerra, Luca, tutto è lecito."

A questo punto da parte mia mi sento di dare una raccomandazione, prendetela come volete; attenzione quando iniziate a disumanizzare l'avversario, perché vi state disumanizzando anche voi, cadete nel tranello. Considerate invece l'umanità nei vostri nemici, restate umani, siate superiori. Penso che la frase di Gesù Cristo "amate i vostri nemici" si riferisse proprio a questo.

("Il cosiddetto male", bellissimo libretto dell'etologo Konrad Lorenz, uno che ha studiato e approfondito questo delicato argomento)