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mercoledì 21 dicembre 2016
USCIRNE PULITI
“E’ stata dura”, pensò il cowboy mentre a cavallo costeggiava lento il
fiumiciattolo.
Era stata
una vera avventura. Da tre notti non dormiva, l’avevano inseguito per mezzo
paese decisi a impiccarlo al primo albero. Lui non c’entrava niente ma vaglielo
a spiegare che eri innocente mentre ti mettevano il cappio intorno al collo. Brutta
storia. E allora era scappato, una fuga folle, durata quattro giorni e tre notti.
Non sapeva nemmeno dove si trovava.
Aveva attraversato
terre sconosciute usando tutti i trucchi ed era riuscito a seminarli almeno da
ieri, di questo era sicuro. Quando nemmeno tu sai dove ti trovi, gli altri come
fanno a trovarti? Basta, basta così. Comincia una nuova vita. Dove andrò
adesso? Cosa farò? E chi lo sa, l’importante è che i casini siano finiti.
Il cavallo puntava
la testa verso l’acqua. Voleva bere. Il cowboy scese e lo portò in silenzio sulla
riva del fiume. “Dai, bevi”, la bestia non se lo fece ripetere due volte.
Mentre si
abbeverava all’uomo venne una idea. Anche lui aveva caldo. “Ma sì, tanto in
giro non c’è nessuno.” Si spogliò completamente nudo, nascondendo la pistola
dentro gli stivali, ed entrò nell’acqua del fiume con il cavallo poco lontano.
“Ahhhh che
bello”. L’acqua fresca era un sollievo
dopo tanta polvere. L’uomo si sfregò la pelle e poi si rilassò completamente
mentre l’acqua pulita scorreva. Era il paradiso.
Il cavallo
nitrì. “Come mai è nervoso?” Il cowboy aprì gli occhi giusto in tempo per
vedere un ragazzotto avvicinarsi al cespuglio e rubargli i vestiti. “Fermati,
bastardo!” E intanto con la coda dell’occhio ne vedeva un altro che gli portava
via il cavallo. “Maledetti, figli di puttana!”
Uscì nudo dall’acqua
imprecando ma i ladri erano già saltati sul cavallo e scappati via come il
vento. Dovevano averlo visto da lontano e seguito nella speranza che si
fermasse. Di solito il cowboy si accorgeva di queste cose ma si vede che prima era
proprio stanco.
E adesso?
Nudo e gocciolante in una terra sconosciuta, senza niente addosso, senza potere
contare altro che su se stesso. Niente male come fine dell’avventura. O era un nuovo
inizio?
Il cowboy si
mise a ridere mentre si incamminava: “Beh, non si può dire che non ne sia
uscito pulito da questa storia!”
martedì 20 dicembre 2016
domenica 18 dicembre 2016
PROMOVEATUR UT AMOVEATUR
"Domine, non est quaestio ista solvatur."
"Quid dicis, adiutor meus?"
"Quaestio est qui operatur cum nobis."
"Tu dicis de eo qui operatur cum nobis et viginti et quinque annos"
"Etiam. Nemo enim aliud nemo potest ponere, sed vereor ne nos paenitet. '
"Non aliter potuit. Est etiam ubi placuit potes. "
"Sed quid faciemus ei?"
"Lucius? Promoveatur ut amoveatur. "
"Qui haec dicit, quod non ludos proprie ecclesiastica. Non vult operari in curia amet. "
"Quoque nocens pro eo. Ipse poenitebit. Procul a nobis in posterum erit. "
"Quid dicis, adiutor meus?"
"Quaestio est qui operatur cum nobis."
"Tu dicis de eo qui operatur cum nobis et viginti et quinque annos"
"Etiam. Nemo enim aliud nemo potest ponere, sed vereor ne nos paenitet. '
"Non aliter potuit. Est etiam ubi placuit potes. "
"Sed quid faciemus ei?"
"Lucius? Promoveatur ut amoveatur. "
"Qui haec dicit, quod non ludos proprie ecclesiastica. Non vult operari in curia amet. "
"Quoque nocens pro eo. Ipse poenitebit. Procul a nobis in posterum erit. "
mercoledì 14 dicembre 2016
MORTO DI SONNO
“Luca,
aiutami, non ce la faccio più.”
“Che c’è?”
“Sto morendo
di sonno. Sbadiglio in faccia alla gente.”
“Non è che
sei depresso?”
“Ma
vaffanculo!”
”Hai dormito
stanotte?”
“Lascia
perdere che se ci penso mi incazzo. Mi addormenterei sul colpo di giorno e poi
di notte sto sveglio, che nervi.”
“Prendi la
Melatonina. Hai il ritmo sonno-veglia sballato.”
“Sballato è
dire poco. E la colpa lo so io di chi è, di questa malattia brutta che ho, la
sclerosi multipla. La conosci?”
“Sì, ne ho
sentito parlare. Ma cosa c’entra con la sm?”
“C’entra, la
stronza c’entra e di brutto. Da quando è arrivata lei sono sempre stanco e
dormirei sempre. Dammi qualche consiglio, dai.”
“Beh ci sono
quelli classici contro la sonnolenza: mordersi la lingua, un secchio di caffè, una
lattina di coca cola, una musica bella ritmata, avviare una conversazione
brillante con gente nuova, avere paura…”
“Grazie al
cavolo. Io ho bisogno di una roba normale.”
“Puoi sempre
alzare la mano, andare in bagno e dormire sul gabinetto. Oppure chiudere la
porta o fermare l’auto e riposare, ogni tanto è necessario. Tanto bastano pochi
minuti, poi la crisi passa e si riprende.”
“Sino a
quando non me ne torna un’altra di crisi. Ma qualcosa di meno estemporaneo?”
“Io ho visto
che c’è chi mi aiuta molto, ma magari è solo personale.”
“Sarebbe?”
“Il freddo.
Il freddo mi tiene sveglio e attivo, al contrario del caldo che mi distrugge.”
“Quale
freddo? Di che tipo?”
“Oh, in tutte
le sue varianti: l’aria condizionata, l’acqua fresca sotto i polsi per qualche
minuto, aprire la finestra, gli ultimi 10 secondi di doccia fredda, il phon non
caldo. Anche se a dirti la verità secondo me un tipo di freddo funziona più di
tutti.”
“E che
aspetti a dirmelo? Quale?”
“Quello che
nasce dal dentro, succhiando per esempio un cubetto di ghiaccio o bevendo acqua
gelata. Io d’estate faccio scorta di ghiaccioli e prima di uscire di casa me ne
mangio uno, poi per 15 minuti sono a posto.”
“Ma
funziona?”
“Prova. E a
mali estremi puoi sempre farti un bolo di cortisone, con quello anzi non
chiuderai occhio tutta la notte.”
“Il
cortisone lo odio, mi gonfia e mi fa pisciare in continua. Senti ma… prima di
buttarmi sulla cocaina o robe strane ci sono dei farmaci per questo problema?”
“Certo, ci
sono il Provigil e il Mantadan che io sappia. Soprattutto il Provigil è efficace
ma lo danno solo dietro ricetta del neurologo e costa una cifra. Alcuni
ragazzotti lo tritavano nella birra per star svegli tutta la notte in discoteca.”
“Scemotti.”
“Sicuramente.
Ma guarda il lato positivo della faccenda.”
“Ah perché,
esiste?”
“Vedila
così, noi siamo una classe di malati che sogna molto. La nostra vita interiore
è molto ricca.”
“Solo quella
purtroppo!”
martedì 13 dicembre 2016
NODO MISTICO
Se la Rivoluzione la si facesse in due avremmo già sconfitto il mondo
Le unghie mie con le unghie tue, ma tutto il giorno in piazza, sai che monotonia
Sarai la mia ragazza e dopo fuggiremo dalla Polizia
Tra quello che mi dai e quello che ti dò c’è un Nodo Mistico
tra quello tu hai e quello che io ho c’è un Nodo Mistico
Se Dio nel quinto giorno ha popolato il mare riempiendolo di grandi pesci
E di delfini con i quali nuotare, ma tutto il giorno in acqua, sai che monotonia
Ti asciugo tutto il corpo e dopo sulla spiaggia correremo via
Tra quello che non hai e quello che ti dò c’è un Nodo Mistico
tra quello mi dai e quello che non ho c’è un Nodo Mistico
E’ una città malvagia e che non ha pietà, mi blocca ore in mezzo al traffico
E intanto la mia vita va, ma tutto il giorno in auto, sai che monotonia
Prenderò una grande moto, salta sopra e scapperemo via
Tra quello che mi dai e quello che ti dò c’è un Nodo Mistico
tra quello che farai e quello che farò c’è un Nodo Mistico
lunedì 12 dicembre 2016
LA CREADA
"Zia Rosa, zia Rosa! È vero che tu e la mamma da bambine eravate povere?"
"Certo, Luchino bello, venivamo da una famiglia poverissima."
"Perché?"
"Avevamo perso tutto con la guerra. La nostra casa era stata distrutta e dormivamo in 7 in una stanza. Tua mamma era troppo piccola per ricordarselo ma ogni tanto c'era pure qualche animale e a me faceva un po' schifo. Che tempi brutti."
Ma riuscivi a dormire?"
"Si impara a far tutto nella vita bel bambino. Sapessi quante cose imparerai."
"Però andavi a scuola?"
"Mio babbo mi ha fatto studiare solo fino alle elementari, poi mi ha mandato dai signori a lavorare come domestica. Penso che l'abbia fatto non solo per soldi ma anche per il mio bene, almeno li mangiavo tutti i giorni."
"Ma dovevi anche lavorare?"
"Quanti letti ho rifatto, per loro non avevo neanche un nome, mi chiamavano creada."
"E che vuol dire?"
"La creata, quella che non ha altri meriti che essere nata. Per fortuna poi mi sono rifatta. Come vedi, Luchino, tua zia nella vita è partita proprio dal basso."
"Un giorno mi racconterai la tua vita zia Rosa?"
"Certo amore bello, ma devi essere più grande."
"Perché?"
"Voglio essere sicura che capirai bene. A volte non è stato facile."
"Mi spiace, zia."
"Non ti preoccupare, ci sono stati anche momenti di festa. Per esempio quando un soldato americano regaló a noi figli di contadini una manciata di caramelle. Che gioia. Mai mangiate di così buone. E un altro episodio ricordo bene."
"Quale?"
"Una mattina quando ancora andavo a scuola e vidi qualcosa di brillante sul bordo del sentiero. Erano le bucce di una arancia che qualcuno aveva buttato via. Io non le conoscevo, le mangiai ed erano buonissime. quando tornai a casa lo raccontai alla mia povera mamma che mi sgridó tanto."
"Perché?"
"Non si mangiano le cose trovate per strada,è pericoloso. Ma erano così buone…"
"Ma le stesse arance che mangiamo noi?"
"Le stesse. Per questo a Natale voglio sempre che ci sia una arancia sul mio tavolo, per ricordarmi di quando ero povera."
"Ma io le butto sempre via le bucce! A scuola mi han detto che son velenose."
"Eh adesso si butta via tutto, anche qualcosa che potrebbe servire ancora. Che peccato. Che peccato."
martedì 6 dicembre 2016
UN COMMENTO SUL REFERENDUM
Della Costituzione non gliene fregava una ceppa a nessuno, il referendum in realtà era Pro o Contro Renzi, che ha avuto l'ingenuità di proporlo pensando ad una passeggiata e invece si è preso una tranvata sui denti (come Cameron con il Brexit inglese).
Il popolo infatti ha votato e democraticamente si è espresso contro, nella migliore tradizione italica per cui non si vota mai "per" ma "contro".
E adesso? E adesso si ricomincerà in qualche modo.
Il popolo infatti ha votato e democraticamente si è espresso contro, nella migliore tradizione italica per cui non si vota mai "per" ma "contro".
E adesso? E adesso si ricomincerà in qualche modo.
Tra le lezioni che si possono imparare dalla vicenda io trovo comunque interessante questa: gli italiani sono intolleranti a qualunque forma di controllo, amano la libertà più di ogni altra cosa. I regimi durano poco perché governare in Italia non è che sia impossibile, è proprio inutile. Gli italiani preferiscono governarsi da soli, sono un popolo profondamente anarchico.
Spero che chi arrivi adesso se lo ricordi.
Spero che chi arrivi adesso se lo ricordi.
domenica 4 dicembre 2016
"Non sia mai ch'io ponga impedimenti
all'unione di anime fedeli; Amore non è Amore
se muta quando scopre un mutamento
o tende a svanire quando l'altro s'allontana.
Oh no! Amore è un faro sempre fisso
che sovrasta la tempesta e non vacilla mai;
è la stella-guida di ogni sperduta barca,
il cui valore è sconosciuto, benché nota la distanza.
Amore non è soggetto al Tempo, pur se rosee labbra e gote
dovran cadere sotto la sua curva lama;
Amore non muta in poche ore o settimane,
ma impavido resiste sino al giorno estremo del giudizio:
se questo è errore mi sarà provato,
io non ho mai scritto, e nessuno ha mai amato."
all'unione di anime fedeli; Amore non è Amore
se muta quando scopre un mutamento
o tende a svanire quando l'altro s'allontana.
Oh no! Amore è un faro sempre fisso
che sovrasta la tempesta e non vacilla mai;
è la stella-guida di ogni sperduta barca,
il cui valore è sconosciuto, benché nota la distanza.
Amore non è soggetto al Tempo, pur se rosee labbra e gote
dovran cadere sotto la sua curva lama;
Amore non muta in poche ore o settimane,
ma impavido resiste sino al giorno estremo del giudizio:
se questo è errore mi sarà provato,
io non ho mai scritto, e nessuno ha mai amato."
QUAL E’ LA SCELTA GIUSTA?
“Papà? Stai
bene? Potrei chiederti una cosa?”
“Ma
certamente, gioia carissima, sei la luce dei miei occhi e la più bella figlia
che si possa desiderare. Sei anche la figlia del Rabbino e vedrai quanti un
domani ti faranno la corte.”
“Papino, proprio
di questo ti vorrei parlare.”
“Non c’è
problema. Non vedo l’ora che ti sposi e mi dai tanti nipotini.”
“Papà, veramente
un problema ci sarebbe…”
“E quale?”
“Ho tre
pretendenti che mi fanno la corte. Sono tutti e tre molto carini e gentili ma
non so chi scegliere. Qual è l’uomo giusto per me?”
“Non ti
preoccupare, al momento buono il tuo cuore ti indicherà la scelta giusta.”
“Grazie ma io…
io avrei pensato di chiedere a te un consiglio se per te va bene. Sei considerato
un uomo giusto e ho visto che molti si fidano di te.”
“Grazie per
la sviolinata, gioia. Sai che a te non posso dire di no. D’accordo allora,
parlami di questi ragazzi.”
“Ho fatto di
meglio, te li ho portati qui tutti e tre, così li conosci di persona e mi dai
un parere.”
“Ah. E io
cosa dovrei fare?”
“Niente di
speciale. Te li porto davanti, tu parli un poco con loro e poi mi dici le tue
impressioni per aiutarmi a decidere.”
“Mmm hai
ragione, vale più una borraccia di esperienza che una botte di discorsi. Fai
entrare il primo allora, voglio conoscerlo. Dai, fallo entrare.”
“…buongiorno,
signor Rabbino. Io sono Aaron.”
“Buongiorno Aaron,
ho sentito che lei vuole la mano di mia figlia.”
“Assolutamente!”
“Risponda
allora a questa semplice domanda. E’ sabato, giorno che per noi ebrei è sacro
tanto da evitare il lavoro. Lei sta camminando per strada e vede un biglietto da
1000 dollari abbandonato per terra. Che fa?”
“Beh, lo raccolgo,
no?”
“No! Va via,
empio bestemmiatore! Con te mia figlia si ritroverebbe in una vita dissoluta,
senza principi e sarebbe infelice! Vai via! Figlia, caccialo fuori e fai entrare
l’altro.”
“…buongiorno,
signor Rabbino. Io sono Moshe.”
“Mi sembri
un bravo ragazzo, Moshe. Allora per te sarà facile rispondere alla mia domanda:
è sabato e vedi un biglietto da 1000 dollari per strada. Che fai?”
“E’
semplice. Essendo sabato non lo raccolgo e vado avanti per la mia strada.”
“Vai via! Via
via via! Con te mia figlia diventerebbe povera e infelice, e io non voglio per
lei una vita così! Figlia, mandalo via!”
“Ma papà!”
“Fai entrare
il terzo, questi due non sono buoni. E tu chi sei?”
“Buongiorno,
Rabbino. Io sono Isacco.”
“Bene
Isacco. Adesso attento, immagina che è un sacro sabato, non si può lavorare e
tu vedi un foglio da 1000 dollari sul marciapiede, che fai?”
“Ah…Oh…Mah non saprei, così su due piedi... Senta,
facciamo così. Che quando mi capita poi scopriamo cosa faccio.”
“Questo mi
piace!”
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