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martedì 5 maggio 2026

ISTANBUL

Dicono che Istanbul sia una delle città più belle del mondo e non faccio fatica a crederci, visto che TUTTI me ne hanno sempre parlato benissimo. Una città affascinante, incantevole.

(la Cattedrale di Hagia Sophia)

(come vorrei vedere la Moschea Blu)

Presi un volo che avrebbe fatto scalo nell'areoporto di Istanbul solo per un paio d'ore, non c'era tempo per uscire e la mia esperienza della Turchia per molto tempo si limiterà a questa. Avevo 48 anni e mi chiedevo: cosa puoi imparare di un paese in sole due ore? Ecco la mia esperienza nell'attesa del volo della Pegasus Airline.

Arrivato a Istanbul, nella sala di attesa mi aspetta una sorpresa, anzi due. Per prima cosa, visto che con calma bisogna aspettare la coincidenza, decido di prendermi una tazzina del famoso Caffè Turco. E proviamolo ‘sto caffè.

La tazzina è bella ma il contenuto? Sembra broda scura, lo assaggio e… imbevibile! E' schifoso! Sembra caffè in polvere allungato con l’acqua tiepida. Bleah. Dopo due rapide sorsatine lo appoggio sul tavolino.

Lo so, sto facendo la figura del solito italiano schizzinoso con il caffè estero ma riporto solo le mie impressioni. Mi diranno poi che dovevo attendere si depositasse la polvere, ma che senso ha bere un caffè freddo? Poggiata la tazzina intanto mi guardo in giro e lì ho la seconda sorpresa.

Forse influenzato dai film visti da piccino di Brancaleone da Norcia, che parlava dei turchi come “lo nero periglio che vien dal mare

io me li ero sempre immaginati scuri di pelle. E invece no, sono bianchi, bianchissimi. Se non fosse per la foggia orientale di certi costumi e la parlata sembrerebbe di stare in Italia, gente dalla pelle bianca con occhi chiari, qualcuno addirittura biondo. Facce mediterranee. Come essere seduti, che ne so, in una hall di un aeroporto in centro Italia. Proprio vero che il razzismo si cura viaggiando.

Le donne sono belle, spigliate e non portano il velo. Mi ricordavano molto le napoletane: una ragazza di Napoli a Istanbul e viceversa non si noterebbe tra la folla. Per non smentirsi comunque quasi tutti gli uomini hanno grandi baffoni caratteristici, i baffi vanno fortissimo in Turchia

Ma io non me ne curo, c’è un bambino turco coi riccetti biondi che gattona tra le poltrone della sala d'aspetto e vuole vedere il mondo, avrà poco meno di un anno. Ho passato quasi due ore a guardarlo esplorare. I bambini sono uguali in tutto il mondo, è un amore. Questo è il ricordo più intenso che ho di Istanbul, un bimbo biondo che gattona.

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